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La sorveglianza sanitaria e l’invecchiamento in età lavorativa

La sorveglianza sanitaria e l’invecchiamento in età lavorativa
28/08/2018: L’Aging e-book affronta il tema della sorveglianza sanitaria in materia di invecchiamento, presenta il ruolo del medico competente e descrive le possibili modifiche fisiologiche nella salute del lavoratore anziano.
 

Milano, 28 Ago – Riguardo al tema dell’invecchiamento della forza lavoro, evidenziato dalla campagna europea “ Ambienti di lavoro sani e sicuri ad ogni età”, la sorveglianza sanitaria ha innanzitutto l’obiettivo di “valutare l’idoneità alla mansione specifica svolta dal lavoratore, tenendo in considerazione l’ambiente di lavoro, la valutazione dei rischi e tutti gli eventuali interventi di miglioramento ancora attuabili”. Inoltre l’approccio della sorveglianza deve essere “mirato al concetto dell’invecchiamento ‘usuale’ (ossia fisiologico) attraverso l’intero corso della vita lavorativa, in modo tale da rispettare le modalità fisiologiche dell’invecchiamento e possibilmente di influenzarle positivamente, anche tramite l’adozione precoce di stili di vita più sani”. E, in questo senso, fondamentale è il ruolo del medico competente (MC) che “deve integrare/modificare protocolli e strumenti della Sorveglianza Sanitaria in termini di invecchiamento, oltre a garantire, tramite le informazioni e le conoscenze di cui è in possesso, un’efficace collaborazione alla stesura di un Documento di Valutazione dei Rischi (art. 25 DLgs 81/2008 e s.m.) orientato alle differenze di età dei lavoratori”.

 

A sottolineare e presentare con queste parole il tema della sorveglianza sanitaria, declinata in termini di invecchiamento nei luoghi di lavoro, è un contributo – dal titolo “La sorveglianza sanitaria per i lavoratori anziani”– presente nel libro “ Aging E-book, il Libro d'argento su invecchiamento e lavoro” curato dal gruppo “Invecchiamento e lavoro” della Consulta Interassociativa Italiana per la Prevenzione  ( CIIP).

 

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Le attività e gli approfondimenti del medico competente

Nel contributo sulla sorveglianza sanitaria, elaborato da Donatella Talini, Tiziana Vai e Carlo Nava, si segnala che il medico competente “dovrà cercare di sviluppare approcci mirati e personalizzati facendo riferimento a norme specifiche (es. lavori usuranti), norme tecniche, buone prassi, linee guida, esperienze, griglie per l’identificazione di eventuali pericoli (hazard identification) in una mansione o posto di lavoro che potrebbero sia dare problemi ai lavoratori anziani che influire sul normale invecchiamento dei giovani”.

 

Inoltre per valutare lo stato di salute dei lavoratori e proporre o prescrivere, attraverso il certificato di idoneità, eventuali azioni migliorative, “è opportuno che il Medico Competente nella Sorveglianza Sanitaria ponga particolare attenzione nell’approfondire opportunamente l’anamnesi, nello sviluppare interventi di promozione della salute per il miglioramento degli stili di vita in genere (relativamente ad alimentazione, attività fisica, fumo di tabacco ed assunzione di sostanze psicotrope, ecc.), nel sollecitare l’adesione agli screening di popolazione, o mirati per familiarità, proposti dal Servizio Sanitario Nazionale o Regionale”.

E se un possibile contributo può essere fornito dalla valutazione della tipologia e dalla numerosità degli infortuni e delle malattie professionali segnalati negli ultimi anni, molto comunque dipenderà “anche da scelte ed investimenti produttivi, contrattazioni collettive e decentrate, diritto del lavoro”.

 

Nel contributo, che vi invitiamo a visionare integralmente, sono poi suggerite specifiche letture sull’idoneità in patologie frequenti nell’anziano e su aspetti giuridici e previdenziali di tutela.

 

I cambiamenti nell’invecchiamento fisiologico in età lavorativa

L’ Aging e-book riporta poi una tabella relativa alle “modifiche funzionali per organo o funzione nell’invecchiamento fisiologico in età lavorativa” che nel contributo viene riassunta e integrata in questi termini:

  • capacità visiva: difficoltà di accomodazione (nella messa a fuoco per fissare oggetti vicini) per rigidità del cristallino e/o indebolimento dei muscoli ciliari, che si compensa con lenti; riduzione di campo visivo (fino a 20-30°) e di acuità visiva; riduzione di percezione della distanza degli oggetti e della distinzione tra colori scuri molto simili; maggior sensibilità all’abbagliamento per cataratta iniziale o per minor velocità degli adattamenti della pupilla alla luce, particolarmente evidente in caso di scarsa illuminazione, di abbagliamento o di caratteri od oggetti molto piccoli;
  • capacità uditiva: problemi di presbiacusia con difficoltà alla percezione delle frequenze più alte (valutare anche l’eventuale pregressa esposizione a rumore in ambito lavorativo), e difficoltà alla percezione delle comunicazioni verbali in ambiente rumoroso;
  • equilibrio: alterazioni a livello degli input sensoriali (sindromi vertiginose, deficit vestibolari);
  • massima forza muscolare: dai 20 ai 60 anni si perde dal 15% al 50% di forza muscolare, con conseguente ridotta tolleranza allo sforzo intenso acuto, maggiore affaticabilità, maggiore vulnerabilità per sovraccarico biomeccanico cumulativo (ricordiamo che la definizione di sforzo sulla scala di Borg è individuale);
  • articolazioni: la funzionalità si riduce lentamente e può rendere difficile il lavorare in posture estreme; oltre i 45 anni si ha un progressivo incremento dell’osteoartrosi, eventuali effetti del sovraccarico biomeccanico cumulativo (coxartrosi, gonartrosi, rizoartrosi…). Minor resilienza al sovraccarico cumulativo muscolo tendineo;
  • apparati cardiovascolare e respiratorio: dai 30 ai 65 anni la funzionalità respiratoria può ridursi del 40%, con difficoltà in lavori pesanti prolungati e/o in condizioni climatiche o microclimatiche severe; riduzione di portata cardiaca e di capacità massimale durante lo sforzo;
  • disturbi del sonno: oltre i 50 anni esiste una riduzione quantitativa e qualitativa del sonno con alterazione dei ritmi-circadiani e regolazione del ritmo sonno-veglia. Vi è inoltre una maggiore difficoltà alla tolleranza dei turni notturni”;
  • termoregolazione: “maggiori difficoltà nel mantenere la temperatura interna del nostro organismo in caso di variazione significativa della temperatura e degli altri parametri climatici o microclimatici esterni;
  • funzioni cognitive: aumento dei tempi di reazione e riduzione della memoria a breve termine e dell’attenzione; minore tolleranza alla confusione; necessità di più tempo per pensare e imparare compiti; maggiore difficoltà ad imparare nuovi compiti, soprattutto se complessi; minor tolleranza ad adattarsi al cambiamento e possibile maggiore predisposizione allo stress lavoro correlato (gli studi su questo aspetto danno risultati controversi). Alcuni studi hanno dimostrato che le differenze nella resistenza allo stress sono maggiori tra individui che tra classi di età; a volte gli anziani (in buona salute) percepiscono meno stress dei giovani ma hanno maggiori difficoltà ad adattarsi ai cambiamenti e maggiori preoccupazioni per la perdita del lavoro”;
  • malattie: “aumenta l’incidenza e prevalenza di malattie cronico-degenerative (diabete, cardiopatie, tumori), spesso con coesistenza di due o più malattie.

Si sottolinea poi che è frequente nell’ultra 50 enne (30-60%) “la presenza di almeno una malattia diagnosticata, spesso muscoloscheletrica (osteoartrosi, ecc.) o cardiovascolare (ipertensione, cardiopatie, ecc.)”. E con l’età “aumenta l’incidenza di depressione e demenza”.

 

Si sottolinea, in ogni caso, che la valutazione di questi elementi “non deve offrire spunti a politiche discriminatorie, ma ha lo scopo primario di salvaguardare il corretto inserimento lavorativo anche dei soggetti ipersuscettibili, tenendo in considerazione la professionalità del lavoratore e la sua personale capacità lavorativa che non è comunque standardizzabile”.

 

Concludiamo segnalando che il contributo si sofferma anche su altri aspetti della sorveglianza sanitaria in materia di invecchiamento:

  • la determinazione del Work Ability Index;
  • i questionari per la valutazione del disagio lavorativo e per lo stress lavoro-correlato;
  • la modulazione del giudizio di idoneità.

  

 

Tiziano Menduto

 

 

Scarica il documento da cui è tratto l'articolo:

CIIP, “ Aging E-book, il Libro d'argento su invecchiamento e lavoro” (formato PDF, 2.6 MB).

 

 

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Rispondi Autore: Gabriele Lorenzetti29/08/2018 (15:42:41)
Questo problema fa fatica ad entrare nei luoghi di lavoro: primo perché non lo si vuole vedere ( e tutti sanno che c'è) . Secondo se fosse veramente riconosciuto si dovrebbero cambiare molte organizzazioni del lavoro, e molte attrezzature.

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