stampa articolo  esporta articolo in PDF

Le immagini dell’insicurezza: alla Fiera….

Le immagini dell’insicurezza: alla Fiera….
31/10/2018: Tanti stand, tanti seminari, tanti convegni dove si parlava di sicurezza, tanti D.P.I., tante attrezzature sicure, però qualche “sfumatura” ha attirato l’attenzione
Brescia, 31 Ott - Di recente SICURELLO.si è andato a fare un giro in una fiera specializzata sui temi della sicurezza. Era un po' curioso di vedere un ambiente dove le tematiche la sicurezza vengono affrontate e capire cosa succedeva ed in questa visita naturalmente non era solo.

 

Quello che abbiamo visto sono stati tanti stand, tanti seminari, tanti convegni dove si parlava di sicurezza, tanti D.P.I., tante attrezzature sicure, però qualche “sfumatura” ha attirato l’attenzione:

  • ad esempio all'esterno dei padiglioni alcuni operai stavano lavorando su una Piattaforma di Lavoro Elevabile (PLE) e la delimitazione del cantiere rispetto alla zona dove passavano i visitatori non era certamente idonea (qualche transenna ed un po’ di nastro segnaletico), vi era il rischio di ricaduta dei materiali all’esterno dell’area di lavoro ed anche l’uso dei DPI lasciava molto a desiderare (qualche operatore, pur indossando l'imbrago, non era collegato ad alcun punto di ancoraggio, qualche elmetto di protezione antiurto risultava mancante),
  • anche alcuni dei presidi antincendio non erano facilmente accessibili o risultavano scorrettamente posizionati e non segnalati

 

 

 

Ma le cose che hanno più colpito SICURELLO.no sono state un paio di pubblicità all’interno dei padiglioni

  • la prima che prometteva tante ore di formazione a poco costo, quasi un tanto al chilo,
  • mentre la seconda ha fatto venire in mente una vecchia canzone di Angelo Branduardi: “Alla fiera dell'est”.

 

 

 

Senza nulla togliere agli aspetti marketing di chi ha promosso queste campagne pubblicitarie, forse una riflessione sul mercato della formazione è necessario farla.  Se pensiamo al cantiere all’esterno del padiglione, al posizionamento degli estintori ed alla formazione “un tanto al chilo”, il risultato non può che essere quello dell’abbassamento della qualità della formazione con i risultati che purtroppo tutti conosciamo.

 

E la conclusione non può che essere: “Alla fiera dell'est per due soldi un attestato mio padre comprò…” l’importante è l’attestato, tutto il resto non conta.

 

Al di là delle immagini presentate e dei corsi sottesi, di cui non sappiamo nulla, ricordiamo che un documento della Consulta Interassociativa Italiana per la Prevenzione (CIIP) ha denunciato qualche anno fa le “ampie zone di elusione e/o evasione degli obblighi normativi relativi alla formazione, con il frequente ricorso a soluzioni di mera apparenza, il rilascio di attestati formativi di comodo e/o al seguito di procedure meramente burocratiche e prive di contenuti reali”. E noi Sicurelli – come voi – siamo curiosi e ci chiediamo: "Per quali motivi un imprenditore accetta proposte poco trasparenti o, a volte, illegali di corsi sulla sicurezza inesistenti che producono solo un attestato che potrebbe non avere valore o talvolta addirittura falso?"

 

Di solito per quattro motivi:

  1. La sicurezza non serve a nulla, è solo una enorme perdita di tempo
  2. Il lavoratore è pagato per lavorare, non per fare corsi
  3. Ma quanto mi costa un lavoratore se – invece di produrre – fa un corso?
  4. E – ultimo – costa meno un attestato di un corso mai realizzato rispetto a un attestato di un corso fatto realmente e fatto bene…

 

E SICURELLO.no chiede: “Ma tu, datore di lavoro, che non solo accetti ma talvolta addirittura richiedi un falso attestato per un corso mai svolto sei un incosciente o sei un disperato?”

Per quale motivo? Beh, nel migliore dei casi – se tu dovessi subire un controllo – l’organo di vigilanza fa finta di nulla e ti accusa solo di non aver fatto il corso, il che significa fino a 4 mesi di reclusione e circa 5.700 euro di sanzione. Se va male, una denuncia per falso in atto pubblico ma – se va ancora peggio e succede qualcosa al tuo lavoratore, è omicidio colposo. Non credere poi che al Giudice basti il pezzo di carta…

 

I più recenti protocolli di sorveglianza dei nuclei ispettivi dei Carabinieri (sì, sì: anche i Carabinieri fanno controlli in questo ambito) prevedono una verifica della regolarità degli attestati emessi: non è più come una volta, quando bastava mostrare un qualsiasi pezzo di carta…

 

Ma a SICURELLO.no viene in mente un’altra domanda: “ma allora per quale motivo invece un Ente di formazione rilascia attestati fasulli?” Beh, il motivo principale non è difficile da immaginare…

 

Ma se tu, Formatore o Ente di formazione rilasci attestati falsi non solo il tuo comportamento è grave ed ha conseguenze penali, ma è eticamente riprovevole perché educhi il tuo cliente a “non-fare”.  Il rischio è che troverai sempre qualcun altro che offre corsi farlocchi come quelli che (non) fai tu… ma facendo pagare ancora meno.

 

Pubblicità
MegaItaliaMedia

 

SICURELLO.si consiglia quindi ai datori di lavoro di pensare alle responsabilità che hanno nei confronti dei lavoratori e alle possibili conseguenze (sia patrimoniali che penali) e di essere consapevoli che affidarsi a professionisti effettivamente abilitati a tenere corsi per la sicurezza sul lavoro è un investimento di importanza basilare per far crescere quel patrimonio di sensibilità, competenze e comportamenti consapevoli e responsabili che è il vero capitale umano delle loro aziende.

 

Geom. Stefano Farina, Consigliere Nazionale AiFOS e Referente Gruppo di Lavoro Costruzioni di AiFOS.

Dott. Wolfango Horn, RSPP ARPAE EMILIA ROMAGNA – Sezione di Bologna

 

 

Fonte: SICURELLO.no: l’evidenza dei mancati infortuni.



Creative Commons License Questo articolo è pubblicato sotto una Licenza Creative Commons.

Hai qualcosa da dire su questo articolo? Aggiungi ora il tuo commento


Rispondi Autore: Luigi Romano31/10/2018 (06:51:49)
Condivido!
Gli anni passano e la Cultura della Sicurezza non decolla...
Anzi, precipita!
Rispondi Autore: Andrea Decorato31/10/2018 (07:19:24)
Buongiorno Redazione, in merito a quanto riportato, non è la prima volta, che si vedono certe abominevoli immagini. Mi sento di fare un'osservazione riguardo al fatto che quei lavoratori, l'estintore, il naspo, le transenne etc, non sono stati posizionati secondo il D.Lgs bensì secondo la tristezza, la seccatura, l'indifferenza che ormai accompagnano gran parte dei lavori. Questo perché secondo il medesimo decreto il D.d.L ricopre il ruolo titolare del luogo di lavoro, quindi è come se ricoprisse il ruolo genitoriale. Se non viene dall'alto la sicurezza, i lavoratori dove trovano l'interesse a lavorare? Qualsiasi lavoro che intraprenderanno, combineranno sempre dei casini. Manca infatti quella fiducia reciproca tra D.d.L e i lavoratori.
Rispondi Autore: Massimo Zucchiatti31/10/2018 (08:11:59)
...dopotutto è una "FIERA"...un "MERCATINO di PRE-NATALE" non di "PRE-VENZIONE". Bravo Farina (attenti la farina è...esplosiva !)
Rispondi Autore: Roberto Pernechele31/10/2018 (09:03:38)
Tutto vero! Ma un osservazione su chi deve controllare credo sia necessaria :
Committente, RSPP/ASPP dell'ente Fiera latitanti? POS ed eventuale DUVRI saranno presenti.
Inviare domande le foto a chi di dovere che ne dite? Buona giornata.
Rispondi Autore: raffaele scalese31/10/2018 (09:24:26)
Purtroppo è tutto vero e non si può che concordare.
Ero anche io a Bologna...
Tuttavia vorrei dare una speranza ai giovani che si occupano di sicurezza,
NON mollate, era molto peggio quando abbiamo cominciato (547, 626 ecc).
Si può fare, a parte i tempi biblici...
NATURALMENTE ci dobbiamo credere prima di tutto noi consulenti...e cercare di evitare facili scorciatoie.
SENZA avere atteggiamenti "talebani" ma avendo sempre l'ago della bussola puntato verso la Sicurezza.
Poi se, necessario, si devono fare dei "bordi" , leciti, per arrivare alla meta.
Ulisse ci mise un bel po' di tempo per rientrare ma mai dimenticò l'obbiettivo finate.
Autore: Massimo Zucchiatti31/10/2018 (09:56:01)
un giorno nel mio paesello (luglio ore 15) nella piazzetta davanti al mio studio stavo parlando sul marciapiede con un mio conoscente (ASPP in una grande azienda ) di sicurezza e varie simili...girando lo sguardo vediamo sulla casa di fronte (3 piani + soffitta e tetto a falde molto inclinate ...siamo in Friuli) un "antennista" che si muoveva tipo funambolo tra una SATELLITARE un abbaino e 2 camini sul tetto...e forse l'unica cintura era quella dei pantaloni...Abbiamo sorriso e abbiamo detto le solite frasi..."guarda quello...ma è matto..." e gli ho fatto anche una foto. Poi ci siamo salutati , il mio amico sale in auto e io rientro in studio...MA una lampadina mi si accese in testa ed una vocina mi disse " STUPIDO, CRIMINALE ! cosa fai adesso ? rientri nel tuo bello studio ti siedi davanti al monitor e scrivi i tuoi stupidi piani di sicurezza O....TORNI INDIETRO E AGISCI ?!?"...Sono tornato indietro subito gli ho gridato frasi "improponibili" ho "INTERFERITO" volontariamente l'ho ri-fotografato e lui...SI E' NASCOSTO DIETRO UN CAMINO GRIDANDO " ...Lei non mi può fotografare ...la privacy...!!" L'ho mandato a quel paese (veramente c'eravamo già a quel paese) gli ho urlato qualcosa di "carino" intanto il proprietario della casa mio conoscente da anni è "sbucato" dall'abbaino dicendogli in dialetto "ven jù venjù che nus denuce..." (vieni giu vieni giù quello ci denuncia) facendolo rientrare in casa. Dopo 3 minuti ho chiamato il proprietario mio conoscente dicendogli (prima che parlasse lui) che gli avevo salvato il .... perchè avrebbe avuto anche lui le sue colpe. Prima mi ha ringraziato (!) poi mi ha detto : "urca non sapevo che era sul tetto..." (strano che uno sconosciuto entri in casa con sottobraccio una antenna satellitare decisamente di dimensioni medio-grandi...salga 6 rampe di scale, apra un abbaino salga sul tetto e installi l'antenna senza che il proprietario che gli ha aperto la porta d'ingresso non sappia...(il mondo è bello perchè è vario). COSA VOLEVO DIRVI ? Volevo solo dire che OGNI tanto (non sempre) noi "ESPERTI" vediamo delle cose , delle situazioni , delle attività MOLTO PERICOLOSE (non mi riferisco alle foto oggi pubblicate che raffigurano delle situazioni "non a norma" ma con rischio molto basso) a volte le fotografiamo, a volte le commentiamo sorridendo MA conoscendo le leggi, le norme, NON CI METTIAMO IN MEZZO NON PRENDIAMO L'INIZIATIVA DI FARLE TERMINARE...perchè NON E' AFFARE NOSTRO...io quel giorno (e non solo quello) MI SONO PRESO UNA RESPONSABILITA' da normale cittadino (con forse qualche conoscenza in più in materia) e ne sono contento e soddisfatto. Forse il mio gesto ha fatto capire un pò (non chiedo molto) di più di 80 pagine di un PSC consegnato alla signora MARIA che firma e si prende tutte le responsabilità ma non sa cosa firma...Il proprietario di quella casa mio conoscente da anni ha capito, mi saluta e mi rispetta. SE ...e dico SE ...fossi rientrato in studio e SE quell'antennista fosse caduto, sicuramente la COLPA NON ERA MIA ma me lo sarei portato nel cuore e nella coscienza fino alla mia morte. Da quel giorno sfrutto il mio "cartellino a norma" di RSPP o di TUTOR nei corsi o di FORMATORE fingendo di essere un "ISPETTORE" e intervengo in situazioni MOLTO PERICOLOSE facendole smettere . Quelle persone non si sognano di leggere il mio cartellino (altrimenti se lo leggessero e sapessero...cosa significa RSPP o TUTOR...termini spiegati e ri-spiegati ma subito dimenticati) mi picchierebbero in malo modo. Approfitto (in buona fede) dell'ignoranza umana , a volte, per cercare di salvare proprio gli "umani ignoranti...quelli che ignorano". Nel mio piccolo anche io contribuisco...(Dal libro "anche le formiche nel loro piccolo si incazzano"). mandi
Rispondi Autore: Tiziano Fabbri02/03/2019 (12:10:13)
X Massimo Zucchiatti:
Tecnicamente quello che tu fai (spacciarit per Ispettore) è quasi un reato: induci qualcuno a credere che tu sia chi non sei.
Occhio...
L'antennista che si preoccupava delle foto e non della "linea vita" probabilmente nemmeno era in regola!
Però il primo responsabile è il cliente: se non lo chiami tu, tranquillo che lui sul tetto non ci va di sicuro...
Rispondi Autore: Massimo Zucchiatti31/10/2018 (09:57:55)
e tu Stefano continua a farci sorridere e...pensare a quanti "umani ignoranti e incuranti della propria salute e sicurezza" girano tra noi. Grazie Stefano !
Rispondi Autore: Laura Izzi03/11/2018 (17:35:01)
È bello sapere che il coraggio di fare la cosa giusta continua ad albergare in tante persone ancor prima che professionisti. Grazie delle vostre testimonianze!
Rispondi Autore: Tiziano Fabbri02/03/2019 (12:26:18)
Sulla carta si lavora molto più in sicurezza che tanti anni fa; nella realtà, è esattamente il contrario.
Sono parecchie le Aziende che invece di farti frequentare i corsi obbligatori si limitano a farti firmare falsi "Attestati di Frequenza", evidentemente son sicuri di non subire alcun controllo!
Io nell'arco di pochi mesi son passato attraverso tutte le variabili.
Fino al 2018 lavoravo come "Artigiano con Partita IVA" (quindi uno che lavora "a suo rischio", dato che INPS ed INAIL non ci pagano in alcun caso!) , causa mancati pagamenti, ho sospeso l'attività, ed ho trovato un lavoro come "Dipendente con contratto a Termine", in prestazione di manodopera .
Ovviamente NON mi hanno fatto frequentare alcun corso, neppure mi hanno fornito nulla, se si escludono un casco con cuffie, l'imbragatura di sicurezza (che però senza Attestato del corso "Lavori in quota" e/o "lavori in altezza" non potresti usare!) e l'immancabile gilet arancione!
Per mandare un operaio in un laminatoio, mi aspettavo almeno le scarpe e la tuta....
Mandato in una Grande Azienda, dove hanno una attenzione maniacale a tutto: nemmeno puoi soffiarti il naso, finchè non ti è stato consegnato il "Permesso di Lavoro".
Poi magari esagerano (mai saputo che servissero cuffie, casco, mascherina ed occhiali protettivi per fare due fori da 6 mm nel pavimento!), ma comunque ci tengono, ed i controlli interni li fanno.
Finita quell'esperienza, sono passato ad un'altra Azienda tramite Agenzia Interinale, e qui la situazione era l'opposto.
Normale far usare la piattaforma con braccio a gente senza cintura, senza Patentino, senza esperienza...
Normale "tirare cavi" dentro i cunicoli della 15.000 V, ovviamente cavi in tensione, mentre secondo le Norme non puoi avvicinarti a meno di 1,5 metri!, normale dover strisciare sotto tubi di vapore, in mezzo alla fanghiglia, in ambiente con temperature di oltre 40°...
Ora, come è possibile trovare due situazioni così diverse, in due Aziende della stessa Provincia, entrambe con fatturati superiori ai 500 milioni di €???
Io un'idea ce l'ho...


Rispondi Autore: Massimo Zucchiatti02/03/2019 (13:44:50)
Grazie Tiziano. Comunque io continuo a rischiare... e a mostrare il mio "carrellino". Il fine giustifica il mezzo.
Rispondi Autore: Massimo Zucchiatti02/03/2019 (13:45:49)
... "cartellino"....
Rispondi Autore: Tiziano Fabbri02/03/2019 (14:12:36)
E fai bene!
Leggevo prima che la pena per chi usa falsi Attestati è la reclusione fra due e quattro mesi, oltre ad una multa fra 1300 € e 6000 €.
Ma non la applicano mai, nemmeno controllano.
Vorrei ben vedere che vadano a romper le scatole a chi cerca di evitare un infortunio...

Credo che la situazione attuale, di forte crisi, e conseguente difficoltà a trovar lavoro, sia un grosso deterrente al "puntare i piedi" .
Mi spiego: se tanti anni fa mi avessero chiesto di usare la piattaforma a braccio, mentre sotto di me passavano muletti carichi... al 99% li avrei mandati a quel paese in pochi minuti.
Ma erano tempi in cui in pochi giorni trovavi un'occupazione alternativa.
Adesso, ci pensano tre volte!
Nel mio piccolo, anche io cerco di salvare qualcuno: prima di tutto la mia pelle, poi quella di chi lavora in squadra con me.
Ieri , dato che con la piattaforma non si arrivava a infilare un cavo, si è detto ad uno dei ragazzi giovani , di camminare sulla canala, tirando il cavo, fino all'angolo successivo.
Parliamo di un traliccio di altezza minima 6 metri, con tubi coibentati, caldi e sporchi.
All'inizio pensavo scherzassero.
Poi dopo una bella litigata (in cui credo di essermi fatto degli amici!), abbiamo fatto come faccio io da tanti anni: si fissano fra loro dei normali tubi "Sarel" (tubi in PVC da impianto elettrico) con raccordi e nastro isolante, e li si usa per "spingere avanti" il cavo.
Serve più tempo a discutere che a fare il lavoro: canala dritta, meno di mezz'ora per finire tutto.
Ora, se il ragazzino designato (che continuava a ripetere: non c'è problema, l'ho fatto io l'altra volta!) era felice come una Pasqua per non aver dovuto rischiar la pelle, anche gli altri alla fine han visto che "non serviva" rischiar la pelle.
Probabilmente hanno talmente paura di perdere il posto, che fanno cose pericolose senza che nemmeno gliele chiedano!
E capisco sempre più come mai lì assumono quasi solo stranieri: fanno meno storie!
Ed è un peccato, perchè sono dei gran bravi lavoratori.
Anche io ho assoluta necessità di lavorare...ma tanti anni da Artigiano senza mai un infortunio, mi hanno insegnato che la prima Regola è "arrivare a casa sani".
Sì, perchè da Artgiano, se ti fai male muori di fame!
E pazienza, se mi faccio licenziare per aver rifiutato un lavoro "mortale": sempre meglio che farsi male o lasciarci la pelle.

Rispondi Autore: Massimo Zucchiatti02/03/2019 (14:54:51)
Il il mio primo lavoro a 14 anni in una segheria mi hanno messo a rifilare con una doppia sega a banco senza protezione dei tronchetti di legno ho pianto sudato per 4 ore e poi mi sono licenziato Non finirò di ringraziarmi per quella decisione

Nome e cognome: (obbligatorio)
Email (se vuoi ricevere l'avviso di altri commenti)
Inserisci il tuo commento:(obbligatorio)

Leggi anche altri articoli sullo stesso argomento:

Per utilizzare questa funzionalità di condivisione sui social network è necessario accettare i cookie della categoria 'Marketing'
Forum di PuntoSicuro Entra

FORUM

Quesiti? Proponili nel FORUM!