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Imparare dagli errori: l’importanza e utilità delle reti di sicurezza

Imparare dagli errori: l’importanza e utilità delle reti di sicurezza
19/03/2020: Esempi di infortuni nei lavori in quota in relazione alla mancanza di reti di sicurezza o altri idonei apprestamenti di sicurezza. La rimozione di lastre di cemento amianto e la manutenzione di una unità di trattamento aria.
 

Brescia, 19 Mar – Torniamo a presentare, pur in questa fase emergenziale in cui è alta l’attenzione sui rischi di contagio del nuovo coronavirus, una nuova puntata della rubrica “ Imparare dagli errori”, dedicata al racconto degli infortuni professionali. Anche perché, come sappiamo, nelle attività che continuano malgrado le norme di contenimento del virus, i rischi non biologici sono costantemente presenti e possono portare ad infortuni gravi e mortali.

 

Concludiamo con questa puntata della rubrica un viaggio attraverso le tante cadute nei lavori in quota che potevano esser evitate o ridotte anche attraverso l’uso di reti di sicurezza, dispositivi di protezione collettiva (DPC) destinati alla protezione di persone e/o cose contro le cadute dall’alto. Reti che, come abbiamo già raccontato in altri articoli, hanno, ad esempio vantaggi correlati alla facilità di posa e alle ridotte azioni sul corpo che il lavoratore subisce in caso di caduta.

 

Riguardo all’importanza delle reti di sicurezza, tra i tanti possibili sistemi di protezione da utilizzare per le attività in quota, riportiamo alcune dinamiche infortunistiche che sono tratte dall’archivio di INFOR.MO., strumento per l'analisi qualitativa dei casi di infortunio collegato al sistema di sorveglianza degli infortuni mortali e gravi.

 

Questi gli argomenti trattati:


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Quando mancano le reti di sicurezza e le altre protezioni anticaduta

Nel primo caso l’infortunio riguarda lavori di rimozione di lastre di cemento amianto e posa di nuovi pannelli sulla copertura di un fabbricato industriale.

L’infortunato, assieme ad un collega, si sono occupati dei lavori di rimozione. I due lavoratori successivamente procedono alla posa di nuovi pannelli metallici per ripristinare la copertura. Il tetto è portante tranne che nei lucernai realizzati in materiale traslucido, non portante. Sulla copertura è stata predisposta una linea vita per l’ancoraggio delle imbracature di sicurezza dei due lavoratori. Durante la posa di uno dei pannelli metallici, l’infortunato inavvertitamente posa un piede sul traslucido, che cede, facendo precipitare a terra l’infortunato che, in quel momento, indossa l’imbracatura di sicurezza ma non è vincolato alla linea vita. L'infortunato cade all'interno dello stabilimento, da un'altezza di circa 10 metri e muore dopo poche ore.

Si segnala che “non erano state predisposte reti anticaduta al di sotto dei lucernari non portanti, mentre erano stati predisposti dei camminamenti di sicurezza sulla copertura”.

 

Questi i fattori causali individuati nella scheda:

  • l’infortunato “posava inavvertitamente un piede sul traslucido, che cedeva, facendolo precipitare a terra”;
  • “mancato aggancio dell'imbracatura, pur indossata, alla linea vita”;
  • “non erano state predisposte reti anticaduta al di sotto dei lucernari non portanti”.

 

Il secondo caso riguarda un infortunio avvenuto durante attività di manutenzione di una unità di trattamento aria (UTA) di un impianto idraulico posta sul solaio portante di copertura degli uffici, ad un'altezza di circa 4 metri da terra.

Per fare tale manutenzione un lavoratore accede in quota con l'ausilio di una piattaforma autosollevante e poi si sposta verso l'apparecchiatura.

Nel tornare verso la piattaforma con in mano i filtri da sostituire scivola e cade al suolo.

Dagli accertamenti effettuati – come segnalato anche nei fattori causali della scheda – “è emerso che sull'intero perimetro del solaio non era stato predisposto né un parapetto né altro tipo di sistema di protezione quali punti di ancoraggio predisposti o reti di protezione, in grado di realizzare condizioni di sicurezza contro la caduta dall'alto”. L'infortunato ha riportato una frattura alla gamba destra.

 

Le risposte alle domande più frequenti sulle reti di sicurezza

Per conoscere meglio le reti di sicurezza e migliorare la prevenzione delle cadute dall’alto nei lavori in quota riprendiamo dal Quaderno Tecnico per i cantieri temporanei o mobiliReti di sicurezza”, nella versione aggiornata al 2018, alcune delle risposte alle domande più frequenti (FAQ - Frequently asked questions) su questa tipologia di dispositivo di protezione collettiva.

 

D. Una rete di sicurezza realizzata in cantiere può essere utilizzata come dispositivo di protezione collettiva contro le cadute dall’alto?

R. Sì, purché idonea.

 

D. Cosa si intende per idonea?

R. Che deve possedere i requisiti dimensionali e le caratteristiche di resistenza adeguate per tener conto delle particolarità della superficie di lavoro, delle azioni trasmesse dai lavoratori in caso di appoggio, caduta, scivolamento, rotolamento o urto contro la stessa.

 

D. In che modo può essere dimostrata l’idoneità della rete di sicurezza?

R. Dimostrando, ad esempio, che essa resiste alle sollecitazioni previste nella norma UNI EN 1263-1 per l’uso specifico.

 

D. Oltre che alle caratteristiche di resistenza e dimensionali a cosa bisogna prestare la massima attenzione prima di installare una rete di sicurezza?

R. Alla struttura sulla quale viene fissata la rete e al sistema di ancoraggio.

 

D. Il telo che abitualmente circonda un ponteggio è assimilabile a una rete di sicurezza e cioè a un dispositivo di protezione collettiva contro le cadute dall’alto?

R. No. Il telo viene abitualmente utilizzato con la funzione di schermo verso l’opera servita e per evitare la fuoriuscita della polvere o dell’acqua derivante dalle lavorazioni effettuate.

 

D. La rete di recinzione, realizzata normalmente in polietilene ad alta densità o in acciaio zincato a caldo, è assimilabile a una rete di sicurezza e cioè a un dispositivo di protezione collettiva contro le cadute dall’alto?

R. No. La rete di recinzione viene abitualmente utilizzata con la funzione di segregare una zona e impedire il passaggio di persone o mezzi.

 

D. Una rete di sicurezza deve essere marcata CE?

R. No, in quanto non esiste una direttiva di prodotto.

 

D. In assenza della direttiva di prodotto il fabbricante a cosa deve fare riferimento?

R. Per i prodotti non coperti da direttiva si applica il d.lgs. 206/05, 206 (Codice del consumo), parte IV, titolo I - Sicurezza dei prodotti.

 

D. Una rete di sicurezza deve essere marcata UNI EN 1263-1?

R. Non necessariamente, in quanto la norma tecnica non è obbligatoria ma volontaria.

 

D. Secondo la UNI EN 1263-1 a che tipo di sollecitazioni deve resistere una rete di sicurezza?

R. La norma UNI EN 1263-1 prevede che una rete di sicurezza debba resistere a sollecitazioni statiche e a sollecitazioni dinamiche.

 

D. Come può un fabbricante di reti di sicurezza dimostrare che i suoi prodotti soddisfano i requisiti essenziali di sicurezza previsti dal d.lgs. 206/05?

R. In diversi modi, ad esempio redigendo una propria specifica tecnica di prodotto a cui far riferimento. In questo caso il fabbricante dovrà dimostrare il soddisfacimento dei requisiti essenziali. Il modo più rapido tuttavia è quello di realizzare la rete di sicurezza secondo quanto previsto da una norma tecnica condivisa come la UNI EN 1263-1.

 

D. In assenza di indicazioni precise nel d.lgs. 81/08 riguardanti il corretto montaggio di una rete di sicurezza, in che modo può operare il datore di lavoro?

R. Redigendo, ad esempio, una propria procedura di montaggio cui far riferimento. Il modo più rapido tuttavia è quello di attenersi a quanto previsto da una norma tecnica condivisa come la UNI EN 1263-2 che fornisce le indicazioni per il corretto montaggio.

 

D. Il lavoratore che utilizza una rete di sicurezza deve avere particolari requisiti?

R. Le reti di sicurezza vengono utilizzate come dispositivo di protezione collettiva durante i lavori in quota. In relazione all’elevato rischio si ritiene opportuno che il loro uso sia riservato ai lavoratori allo scopo incaricati che abbiano ricevuto informazione, formazione e addestramento adeguati.

 

D. Il lavoratore che effettua la manutenzione di una rete di sicurezza deve avere particolari requisiti?

R. Le reti di sicurezza vengono utilizzate come dispositivo di protezione collettiva durante i lavori in quota. In relazione all’elevato rischio si ritiene opportuno che la loro manutenzione sia riservata ai lavoratori allo scopo qualificati in maniera specifica. Le indicazioni relative alla manutenzione del prodotto sono indicate dal fabbricante nel libretto di uso e manutenzione.

 

 

Tiziano Menduto

 

 

Sito web di INFOR.MO.: nell’articolo abbiamo presentato le schede numero 2866 e 3938 (archivio incidenti 2002/2015).



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