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Inail: le reti di sicurezza per la protezione contro le cadute dall’alto

Inail: le reti di sicurezza per la protezione contro le cadute dall’alto
09/10/2018: Indicazioni tratte dai nuovi quaderni tecnici dell’Inail per i cantieri temporanei o mobili. L’importanza e i nuovi riferimenti normativi delle reti di sicurezza. La classificazione dei dispositivi per classe e sistema.

Roma, 9 Ott – Per favorire la prevenzione dei tanti infortuni gravi e mortali correlati alle cadute dall’alto nei cantieri in molti casi è possibile utilizzare le reti di sicurezza, un dispositivo di protezione collettiva che contribuisce a ridurre gli effetti di una possibile caduta.

 

Tuttavia in Italia le reti di sicurezza non vengono utilizzate spesso nei cantieri temporanei o mobili “a causa di motivazioni di tipo culturale”. E questo anche se esistono applicazioni, come ad esempio “la bonifica delle coperture in amianto o il rifacimento delle strutture secondarie dei tetti in legno”, in cui “i benefici derivanti dal loro utilizzo sono evidenti”.



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A ricordarlo è un documento recentemente aggiornato dall’ Inail e facente parte della serie di “ Quaderni Tecnici per i cantieri temporanei o mobili” realizzati dal Dipartimento innovazioni tecnologiche e sicurezza degli impianti, prodotti e insediamenti antropici nel 2014 e successivamente arricchiti con una versione per immagini.

 

Reti di sicurezza

 

Le reti di sicurezza e i nuovi riferimenti normativi

Nel Quaderno Tecnico “Reti di sicurezza” - a cura di Luca Rossi, Francesca Maria Fabiani e Davide Geoffrey Svampa – si indica che le reti sono “dispositivi di protezione collettiva (DPC) destinati alla protezione di persone e/o cose contro le cadute dall’alto, costituiti da reti e da intelaiature di sostegno”.

Tali dispositivi “possono essere utilizzate nelle lavorazioni in cui esiste il rischio di caduta dall’alto e cioè nei lavori in quota (attività lavorative che espongono il lavoratore al rischio di caduta da una quota posta ad altezza superiore ai 2 m rispetto a un piano stabile)”.

 

E se i vantaggi di questo tipo di protezione collettiva “sono legati alla facilità di posa e alle ridotte azioni sul corpo che il lavoratore subisce in caso di caduta”, le reti di sicurezza non vanno tuttavia utilizzate “nei casi in cui lo spazio vuoto sotto le stesse sia limitato o in quelli in cui è possibile che su di esse cada del materiale, come quello incandescente, che ne possa causare il facile danneggiamento”.

 

Rispetto al documento pubblicato nel 2014, nel nuovo Quaderno Tecnico si fa riferimento alle nuove versioni delle norme tecniche UNI EN 1263-1 e UNI EN 1263-2.

 

Questi i documenti di riferimento relativi alle reti di sicurezza:

  • D.lgs. 81/08 e smi - Attuazione dell’articolo 1 della legge 3 agosto 2007, n. 123, in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro;
  • D.lgs. 206/05 e smi - Codice del consumo, a norma dell’articolo 7 della legge 29 luglio 2003, n.229;
  • Circolare del Ministero del Lavoro e Previdenza Sociale 20 gennaio 1982 n. 13: Sicurezza nell’edilizia: sistemi e mezzi anticaduta, produzione e montaggio di elementi prefabbricati in c.a. e c.a.p. manutenzione delle gru a torre automontati;
  • UNI EN 1263-1:2015: Attrezzature provvisionali di lavoro - Reti di sicurezza - Requisiti di sicurezza, metodi di prova;
  • UNI EN 1263-2:2015: Attrezzature provvisionali di lavoro - Reti di sicurezza - Requisiti di sicurezza per i limiti di posizionamento.

 

La classificazione delle reti di sicurezza

Riprendiamo, con riferimento alle nuove norme tecniche, la classificazione delle reti di sicurezza.

 

Le reti di sicurezza sono classificate secondo la UNI EN 1263-1: 2015 “in base a due parametri:

  1. classe;
  2. sistema”.

 

Partiamo dalla classificazione per classe.

 

Il Quaderno Tecnico indica che la classe definisce le dimensioni della maglia e la resistenza della rete. Le reti “vengono divise in quattro classi (A1, A2, B1, B2) che si distinguono per la massima dimensione delle maglie (lM) e per i valori caratteristici dell’energia (E) che può agire su di esse”:

  • Classe A1 lM = 60 mm E = 2,3 kJ
  • Classe A2 lM = 100 mm E = 2,3 kJ
  • Classe B1 lM = 60 mm E = 4,4 kJ
  • Classe B2 lM = 100 mm E = 4,4 kJ

 

Veniamo alla classificazione per sistema.

 

Il sistema – continua il documento - indica in particolare “la tipologia del supporto della rete e la diversa modalità d’impiego”.

E le reti di sicurezza “vengono divise in quattro sistemi, due per l’impiego orizzontale (Sistema S e Sistema T) e due per l’impiego verticale (Sistema U e Sistema V)”.

 

Sistemi per l’impiego orizzontale (S, T):

  • Sistema S è la rete di sicurezza con fune sul bordo che incornicia e rinforza la zona perimetrale e alla quale vengono collegati i cavi di sollevamento e ancoraggio. Essa viene messa in opera in posizione orizzontale per proteggere da cadute una zona ampia dell’area di lavoro generalmente interna alla struttura da proteggere. Le reti di sicurezza del Sistema S devono avere una superficie minima di 35 mq e lato corto non inferiore a 5 m;
  • Sistema T è la rete di sicurezza attaccata a consolle (telaio metallico di supporto) per utilizzo orizzontale; a differenza del Sistema S ha un minore sviluppo superficiale e si presenta come una mensola agganciata alla parete esterna del manufatto”. 

Riprendiamo dal documento una delle tante immagini presenti, in questo caso con riferimento ad un esempio di Sistema S (si segnala che l’esempio “rappresenta esclusivamente la protezione dal rischio di caduta dall’alto all’interno dell’edificio e non quella contro il rischio di caduta all’esterno dello stesso”).

 

Esempio di Sistema S

 

Sistemi per l’impiego verticale (U, V):

  • Sistema U “è la rete di sicurezza attaccata a una intelaiatura di sostegno per utilizzo verticale; essa può avere o non avere un telaio proprio, fornito dal costruttore, e viene vincolata e agganciata all’intelaiatura di sostegno tramite idonea fune o cinghia”;
  • Sistema V “è la rete di sicurezza con fune sul bordo attaccata a un sostegno a forca; è a installazione verticale e protegge da cadute sia laterali che verticali che si verificano da due piani”. 

 

Concludiamo segnalando che il Quaderno Tecnico, che vi invitiamo a leggere integralmente, si sofferma poi su vari altri aspetti (marcatura, scelta, montaggio, smontaggio, manutenzione del dispositivo) e contiene una serie di utili risposte alle cosiddette FAQ (frequently asked questions).

 

L’indice del documento:

 

1. Denominazione

2. Documenti di riferimento

3. Cosa sono

4. Destinazione d’uso

 

5. Classificazione secondo la UNI EN 1263-1:2015

5.1 Classificazione per classe

5.2 Classificazione per sistema

 

6. Marcatura

 

7. Indicazioni essenziali per la scelta, il montaggio, l’uso e lo smontaggio

7.1 Scelta

7.2 Montaggio

7.3 Uso

7.4 Smontaggio

 

8. Indicazioni essenziali di manutenzione

9. FAQ (Frequently asked questions)

Riferimenti nel D.Lgs 81/08

 

 

 

RTM

 

 

Scarica il documento da cui è tratto l'articolo:

Inail, Dipartimento innovazioni tecnologiche e sicurezza degli impianti, prodotti e insediamenti antropici, “ Reti di sicurezza”, Quaderno Tecnico per i cantieri temporanei o mobili a cura di Luca Rossi, Francesca Maria Fabiani e Davide Geoffrey Svampa con la collaborazione di Calogero Vitale, edizione 2018 (formato PDF, 1.18 MB).

 

 

Vai all’area riservata agli abbonati dedicata a “ Reti di sicurezza nei cantieri temporanei o mobili”.

 

 

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