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Logistica e intelligenza artificiale: il futuro tra nuove opportunità e sfide
Bologna, 11 Set – La logistica, un settore economico molto importante e diffuso particolarmente in alcune regioni, come l’Emilia-Romagna, affronta sfide complesse connesse alla salute e sicurezza dei lavoratori. Sfide complesse – in alcuni casi classiche, come i rischi connessi alla movimentazione, o emergenti come i rischi dovuti ai cambiamenti climatici – che possono essere affrontate anche con il ricorso alle nuove tecnologie e all' intelligenza artificiale (IA).
Proprio per approfondire il tema delle nuove tecnologie applicate al settore logistico – continuando l’attività di informazione promossa dalla precedente campagna europea “ Lavoro sano e sicuro nell’era digitale” – abbiamo intervistato il 26 maggio 2026 a Bologna Alfredo Gabriele Di Placido, tecnico della prevenzione dell' AUSL di Piacenza.
Di Placido a Bologna, durante la manifestazione Ambiente Lavoro 2026, partecipava come relatore e responsabile scientifico al convegno bolognese “Governare la logistica che cambia: strumenti, pratiche e alleanze” organizzato dall’Ausl Piacenza, con una relazione dal titolo “Il futuro già presente: l'intelligenza artificiale in logistica”
Nell’intervista – che nella parte testuale abbiamo integrato con alcuni approfondimenti e dettagli raccolti a microfoni spenti – sottolinea che l’ intelligenza artificiale consente una importante transizione dalla prevenzione alla predittività. Tuttavia, se è importante evidenziarne i vantaggi nella riduzione dei rischi, l'innovazione tecnologica non è priva di criticità. In definitiva l'obiettivo fondamentale sarà riuscire a governare questa evoluzione tecnologica mettendo sempre l'essere umano, e il suo benessere psicofisico, al centro.
Una domanda è riservata anche ad un altro tema affrontato in vari contesti da Di Placido: l’utilizzo dell’ intelligenza artificiale nella Pubblica amministrazione e nei dipartimenti di prevenzione.
L’intervista risponde a queste domande:
- Cosa si intende con logistica? Quali sono le principali criticità in materia di sicurezza?
- Lei presenterà dei dati che mostreranno come il presente e ancor più il futuro della logistica sarà legato all’utilizzo dell’intelligenza artificiale. Cosa dicono questi dati?
- Quali sono i principali vantaggi, in materia di salute e sicurezza, che si possono avere nella logistica con l’uso dell’intelligenza artificiale?
- Lei ha presentato uno studio che riporta i risultati di un’osservazione svolta in diverse aziende americane. Cosa indica lo studio?
- Affrontiamo, ora, le criticità e partiamo da quelle connesse agli aspetti cognitivi. Quali sono, ad esempio, i rischi in termini di stress e tecno stress?
- Lei si è occupato anche di quella che forse è la preoccupazione principale riguardo all’uso dell’intelligenza artificiale. Ci sono rischi connessi all’eliminazione dei posti di lavoro?
- L’utilizzo dell’intelligenza artificiale potrà essere utile anche nella pubblica amministrazione e, specialmente, nelle attività dei dipartimenti di Prevenzione e Sicurezza Ambienti di Lavoro (PSAL). È auspicabile l’utilizzo di queste nuove tecnologie?
L’articolo si sofferma su vari argomenti:
- Logistica e intelligenza artificiale: lo sviluppo della logistica, i rischi e l’IA
- Logistica e intelligenza artificiale: i vantaggi dell’IA e lo studio del MIT
- Intelligenza artificiale: le criticità, i posti di lavoro e la pubblica amministrazione
Come sempre diamo ai nostri lettori la possibilità di visualizzare integralmente l’intervista e/o di leggerne una parziale trascrizione.
L’intervista di PuntoSicuro a Alfredo Gabriele Di Placido
Logistica e intelligenza artificiale: lo sviluppo della logistica, i rischi e l’IA
Prima di parlare di intelligenza artificiale le chiederei di introdurci al mondo della logistica, tra l’altro particolarmente attivo nella regione Emilia-Romagna. Cosa si intende con logistica? Quali sono le principali criticità in materia di sicurezza?
Alfredo Gabriele Di Placido: Allora, potremmo partire da una definizione ufficiale di logistica che, però, non c'è. Quindi la logistica (con riferimento a quanto indicato dall'Associazione Italiana di Logistica, ndR) è l’insieme dei processi organizzativi, gestionali e strategici che governano quelle che sono le materie prime e quelle che possono essere, naturalmente poi, i prodotti finiti che devono arrivare fino al all'ultimo miglio, il cosiddetto ultimo miglio, quindi, il furgoncino che ti arriva sotto casa.
La Regione Emilia-Romagna è sicuramente interessata. È interessata perché? È interessata anche per la sua conformazione geografica. Abbiamo dei punti ben precisi dove c'è una ampia concentrazione di logistica rappresentati proprio da Piacenza, rappresentati dall'Interporto di Bologna, rappresentati anche dal porto di Ravenna (per la logistica marittima, ndR).
L'Emilia-Romagna, addirittura costituisce il 9% di tutto il fatturato italiano per quanto riguarda la logistica e, quindi, naturalmente questo diventa anche un tema per la salute e la sicurezza sul lavoro.
I rischi maggiori sono sicuramente il rischio da investimento su cui la Regione ha puntato molto con il Piano mirato della prevenzione, che ormai (…) sta andando in pensione, così come sulle lesioni da sforzo causate dalla movimentazione manuale dei carichi e citerei anche, tenendo conto che stiamo vivendo in questi stessi giorni delle temperature molto alte per essere il mese di maggio, il rischio microclimatico.
Lei presenterà al seminario alcuni dati per mostrare come il presente e ancor più il futuro della logistica sarà legato all’utilizzo dell’intelligenza artificiale. Cosa dicono questi dati?
Alfredo Gabriele Di Placido: Ci sono vari studi, durante il seminario ci sarà la presentazione di vari studi.
Uno studio sicuramente, uno dei più interessanti, è quello di Luciano Floridi che è un filosofo dell'intelligenza artificiale, si occupa di intelligenza artificiale. In questo studio c'è stata una stima, per quanto riguarda il valore di mercato dell'intelligenza artificiale. Si mostra come il valore di mercato dell'IA in Italia sia oggi di 1,5-2,5 miliardi che diventeranno addirittura il doppio, cioè 5 miliardi entro il 2030.
Logistica e intelligenza artificiale: i vantaggi dell’IA e lo studio del MIT
Quali sono i principali vantaggi, in materia di salute e sicurezza, che si possono avere nella logistica, con l’uso dell’intelligenza artificiale?
Alfredo Gabriele Di Placido: Riguardo ai vantaggi abbiamo sicuramente una possibilità di passaggio dalla prevenzione alla predittività.
Girando anche oggi per Ambiente Lavoro, ho visto che ci sono già tantissime iniziative, tantissime soluzioni che vanno ad integrare, in qualche maniera, l'intelligenza artificiale come manutenzione predittiva di macchinari e attrezzature. C’è l’utilizzo dei Smart DPI, ci sono strumenti per la formazione che fanno affidamento alla realtà virtuale e alla realtà aumentata. Così come ci sono anche, ad esempio, dei software che possono andare a controllare lo stesso stato di stanchezza dei lavoratori.
Lei presenterà anche uno studio che riporta i risultati di un’osservazione svolta in diverse aziende americane. Cosa indica questo studio?
Alfredo Gabriele Di Placido: È lo studio dell'MIT americano che è andato ad osservare 20 aziende americane per un periodo di tre anni. Aziende dove non ci sono stati i licenziamenti, grazie alla riorganizzazione dei compiti, anche se c'è stato l'utilizzo dell'intelligenza artificiale. Anzi si è andati a ottimizzare vari aspetti e a risolvere alcune criticità.
C’è stata l’eliminazione dei compiti accessori e burocratici, riunione delle informazioni sparse all'interno dell'azienda: è il “problema della caffettiera in ufficio”, cioè l’importanza di convogliare tutte le informazioni all'interno di una stessa azienda per poterle ottimizzare.
C’è stata poi una significativa riduzione del tempo che i neo-assunti impiegano per imparare processi e compiti nuovi. E naturalmente è stata demandata all'intelligenza artificiale tutta quella che è la parte dei compiti monotoni e ripetitivi e quindi anche più burocratici.
Intelligenza artificiale: le criticità, i posti di lavoro e la pubblica amministrazione
Affrontiamo ora le criticità sono legate all'utilizzo dell'intelligenza artificiale. Lei si è occupato anche degli aspetti cognitivi. So che parlerà di stress e tecnostress. Cosa possiamo dire su questo tema?
Alfredo Gabriele Di Placido: Come abbiamo detto per lo studio del MIT, (…) l'intelligenza artificiale può essere utilizzata per riuscire a demandare ad essa quelli che sono tutti i compiti ripetitivi. È anche vero che però ci dovrà essere sempre l'essere umano a dover controllare quella parte e naturalmente dovrà esserci un impiego maggiore a livello cognitivo.
Una ricerca dell'Università Berkley indica che chi deve monitorare continuamente gli agenti digitali impiega circa il 14% di sforzo mentale in più, riporta il 12% di fatica cognitiva in più e percepisce un sovraccarico di informazioni superiori al 19%.
Quindi sicuramente una delle nuove frontiere della prevenzione sarà il concetto di ergonomia, però ergonomia non intesa come la intendiamo limitatamente oggi, come movimentazione manuale di carichi, ma ergonomia proprio come ergonomia cognitiva. Quindi anche come benessere nell'interfaccia tra uomo e software, per evitare conseguenze a livello di salute come, per l'appunto, il tecno-stress.
Lei si è occupato anche di quella che forse è la preoccupazione principale riguardo all’uso dell’intelligenza artificiale: l’eventuale eliminazione dei posti di lavoro…
Alfredo Gabriele Di Placido: Allora è il vero nodo guardiano, cioè l'intelligenza artificiale che va a sostituire l'umano.
Invece, come suggerisce anche Marco Bentivogli (Associazione Studi Strategici sull'Intelligenza Artificiale, ndR) bisognerebbe andare a fare l'analisi non delle mansioni, ma le analisi delle operazioni di lavoro per ogni mansione, così da capire come riorganizzare le stesse attività, così da consentire di avere l'intelligenza artificiale come supporto e non sostituzione dei lavoratori. Cioè serve un investimento nell'intelligenza artificiale per andare a ridurre il rischio per il lavoratore, ma non per andare a sostituire il lavoratore.
Lei si occuperà anche dell'utilizzo dell'intelligenza artificiale non nella logistica, ma nella Pubblica Amministrazione e in particolare nelle attività dei Dipartimenti di Prevenzione e Sicurezza Ambienti di Lavoro (PSAL). È auspicabile l'utilizzo dell'intelligenza artificiale in questi ambiti?
Alfredo Gabriele Di Placido: (…) Beh, è auspicabile innanzitutto che finalmente, dal 2008 ad oggi, ci sia il Sistema informativo nazionale per la prevenzione nei luoghi di lavoro. Il famoso SINP, perché ci serve quello.
Ci serve quello per riuscire a dialogare tra le varie Pubbliche amministrazioni. A maggior ragione perché poi ci sono vari organi anche di vigilanza. A noi quello che interessa, soprattutto nella prevenzione, è il discorso del dato. ). I dati possono diventare oggetto di un lavoro straordinario di analisi puntuale da parte dell'intelligenza artificiale.
Noi siamo pieni di dati che però non sappiamo utilizzare. E l'intelligenza artificiale potrebbe essere utilissima per riuscire a fare un ranking anche di quelle che sono le situazioni più a rischio.
Ci potrebbe essere utile anche per quanto riguarda l'analisi degli infortuni.
Potrebbe essere utilissima, naturalmente, anche in tutte quelle che sono le attività di informazione e formazione, soprattutto nell'ottica di uno strumento come i Piani mirati di prevenzione.
(…)
Articolo e intervista a cura di Tiziano Menduto
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