Per utilizzare questa funzionalità di condivisione sui social network è necessario accettare i cookie della categoria 'Marketing'.
Prevenzione infortuni negli appalti: il quaderno Inail con le buone pratiche
Roma, 24 Apr – Un argomento che il nostro giornale segue con attenzione è la sicurezza nel settore degli appalti di opere e manutenzioni, un settore che continua da essere uno dei più critici per la prevenzione, anche in relazione alla sua complessità organizzativa, con una filiera frammentata di appalti e subappalti e rischi lavorativi elevati.
Il settore, malgrado la presenza di “efficaci esperienze e soluzioni di prevenzione di cantieri da parte di committenti pubblici e privati”, continua, infatti, ad avere con rilevanti tassi di infortuni gravi e mortali. In questo particolare mondo lavorativo “la complessità organizzativa determinata dalla temporaneità di svolgimento, dalla variabilità delle lavorazioni e dalla contestualità di più soggetti imprenditoriali richiede una forte focalizzazione alla gestione del rischio da interferenza e alla necessità di promuovere una concorde cultura della sicurezza sociale e sul lavoro”. Una cultura che sia promossa innanzitutto “dalle imprese committenti e dalle grandi imprese appaltatrici che sono impegnate ad assicurare pari livelli di sicurezza sia al proprio personale che alle ditte appaltatrici coinvolte”.
A ricordarlo è la presentazione di un nuovo documento Inail realizzato dalla Consulenza tecnica per la salute e la sicurezza centrale, dal Dipartimento di medicina, epidemiologia, igiene del lavoro e ambientale e dal Dipartimento innovazioni tecnologiche e sicurezza degli impianti, prodotti e insediamenti antropici con la collaborazione di molte realtà imprenditoriali, anche private.
Il documento - curato da molte persone con il coordinamento scientifico di Fabrizio Benedetti (Inail, CTSS), Corrado Delle Site (Inail, DIT), Antonio Giordani (Consulenza tecnica per l’edilizia), Filippo Masella (Ferrovie dello Stato italiane), Bruno Papaleo (Inail, Dimeila) e Francesco Testa (Scuola superiore Sant’Anna di Pisa)- è intitolato “Quaderno esperienze applicative di prevenzione infortuni in appalti di opere e manutenzioni” ed è dedicato, come vedremo, alla presentazione di varie esperienze e buone pratiche.
Nel presentare il documento ci soffermiamo sui seguenti argomenti:
- Esperienze di prevenzione negli appalti: il quaderno Inail
- Esperienze di prevenzione negli appalti: la normativa e le criticità
- Esperienze di prevenzione negli appalti: l’indice del documento Inail
Esperienze di prevenzione negli appalti: il quaderno Inail
Nella presentazione si indica che “la condivisione di esperienze e soluzioni a problematiche diversificate sviluppate da soggetti diversi nelle loro attività nel tempo può, se messa in comune, generare la diffusione di buone pratiche di gestione dei cantieri”.
Ed è per questa ragione che si è pensato ad una “pubblicazione che potesse svolgere questo compito di raccolta e diffusione”.
Il Quaderno è, infatti, dedicato alla presentazione delle “esperienze applicative di prevenzione e di relazioni tra le imprese coinvolte nei cantieri di opere civili e industriali, riguardanti l’applicazione di strumenti organizzativi, informativi, tecnologici e comportamentali, sviluppati da grandi imprese committenti e appaltatrici italiane, dall’Inail e dal Laboratorio Health Safety & Environment, progetto sperimentale coordinato dalla Scuola superiore S. Anna di Pisa, basato sui principi del co-design tra accademia e mondo imprenditoriale e dedicata alla diffusione della innovazione e della cultura della sicurezza nella dinamica committente-contractors”.
In particolare, il Quaderno è suddiviso in sezioni “secondo il modello del ciclo di vita del rapporto committente-contractor e dell’ambito della relazione riguardante: selezione delle imprese appaltatrici, gestione del servizio (distinguendo, ad esempio tra azioni di comunicazione e coinvolgimento, formazione e competenza, coordinamento e controllo, ecc.) e rendicontazione delle performance di sicurezza”.
Ogni esperienza pratica è presentata con una scheda “che descrive in modo semplice ed efficace lo scopo e le modalità della sua attuazione, nonché un riferimento alle imprese che la utilizzano”. Esperienze pratiche che gli autori sperano possano risultare “utili alle imprese committenti e appaltatrici - incluse le subappaltatrici -, in particolare le piccole e medie, quale sussidio, esempio, spunto per migliorare la prevenzione e la cultura della salute e sicurezza nell’ambito dei cantieri”.
Esperienze di prevenzione negli appalti: la normativa e le criticità
Prima di presentare le schede il documento si sofferma anche sulla sicurezza degli appalti tra criticità e normativa.
Si ricorda che il ciclo di impiego dei contratti di appalto interessa sia il settore privato, al quale si applica il Codice civile, sia il settore pubblico, al quale si applica il Codice dei contratti pubblici, il decreto legislativo 31 marzo 2023, n. 36.
Tuttavia, per entrambi i settori la normativa di riferimento per la tutela della salute e sicurezza dei lavoratori è rappresentata innanzitutto dal D.lgs. 81/2008 (TU). E l’approccio del TU è “differente a seconda che l’appalto si svolga nell’ambito dei cantieri temporanei o mobili oppure no: nel primo caso si applica il Titolo IV del TU, integrato recentemente dall’art. 27, così come modificato” dall’art. 29, comma 19, del d.l.19/2024 (disciplina della “patente a crediti”). Diversamente, la salute e sicurezza dei lavoratori sono normati, per i contratti di appalto, facendo riferimento all’art. 26 (Titolo I - Principi comuni, Capo III) del TU”.
Dopo aver segnalato alcuni obblighi connessi a questi articoli, il documento ricorda che, in alcuni settori di attività, gli appalti hanno determinato, “in maniera diretta o indiretta, criticità aggiuntive per la salute e sicurezza dei lavoratori”. E tra queste, ad esempio, “ci sono sicuramente quelle derivanti da tempi contrattuali di esecuzione e consegna troppo esigui, con conseguente incremento dei ritmi di lavoro imposti ai lavoratori; l’aggiudicazione dei lavori attraverso il criterio del massimo ribasso, con inevitabile ripercussione sulle risorse umane ed economiche destinate alla salute e sicurezza; il ricorso, non adeguatamente regolamentato, al subappalto, con l’inevitabile frammentazione di responsabilità e competenze e il conseguente abbassamento del grado di tutela a tutti i livelli”.
Tuttavia alcune di queste criticità “hanno trovato soluzioni con l’evoluzione della normativa nell’ambito degli appalti pubblici”.
Si fa riferimento, a titolo esemplificativo, nel d.lgs. 36/2023, all’art. 108 (Criteri di aggiudicazione degli appalti di lavori, servizi e forniture), all’art. 119 (Subappalto), all’articolo 95 (Cause di esclusione non automatica). E si indica che “non si possono trascurare, inoltre, anche a livello di salute e sicurezza dei lavoratori, gli effetti migliorativi di procedure di gara sempre più regolamentate e trasparenti, tra le quali certamente quelle rientranti tra i cd. ‘appalti sopra soglia’, procedure progressivamente oggetto di una gestione sempre più digitale da parte degli enti appaltanti, di quelli di controllo nonché delle imprese appaltatrici”.
Senza dimenticare che il processo di digitalizzazione, intrapreso da diversi anni, “interessa la gestione degli appalti sia a livello amministrativo che tecnico, in particolare negli appalti di lavori”. E la modellistica digitale, obbligatoria per importi superiori ai 2 milioni di euro, permette anche di “analizzare preventivamente, in maniera globale, le possibili interferenze tra le varie lavorazioni, evidenziando con ampio anticipo le criticità”.
In ogni caso, nei lavori in appalto, in particolare in quelli per l’attuazione di opere o servizi, “permangono in realtà alcune criticità intrinseche in termini di salute e sicurezza; tali criticità, difficilmente sradicabili solamente con l’emanazione o l’evoluzione di provvedimenti legislativi, continuano ad essere alla base di incidenti, infortuni e di malattie professionali”.
E tra queste “assumono ruolo di rilievo:
- “la frammentazione di compiti e responsabilità, spesso con pericolose lacune nella catena di gestione della sicurezza”,
- “i possibili gap nella trasmissione delle informazioni e delle conoscenze”,
- “la mancanza di consapevolezza di alcuni dei soggetti contemporaneamente presenti nel luogo di svolgimento dei lavori, talvolta con attenzione incentrata alla singola operazione e non all’intera fase operativa”,
- “un approccio passivo nei confronti degli obiettivi del lavoro e della sicurezza, volto al pedissequo assolvimento di compiti e obblighi”.
Ed è proprio su queste cause che “si può intervenire, andando così ad erodere e colmare il distacco tra gestione ottimale del lavoro in sicurezza e gestione reale, ancorché ‘conforme’.
Una prima soluzione può esser costituita dalla effettiva adozione e mantenimento di sistemi di gestione della salute e sicurezza (peraltro già richiesti come prerequisito in molti casi nei bandi di gara)”.
Una possibilità aggiuntiva è “quella di far proprie, interamente o in parte, soluzioni già valutate e adottate con successo da altre aziende. Soluzioni che, nell’ambito del ciclo di vita dell’appalto, offrono una visione preventiva e un ventaglio di soluzioni, tra cui i fornitori e imprese possono scegliere, non solamente sulla base delle proprie capacità operative, ma tenendo conto degli andamenti infortunistici, delle misure di prevenzione attuabili e che quindi elevano il livello di attenzione alla tutela della salute e sicurezza dei lavoratori”. E, in diverse circostanze, “sono direttamente attuabili specifiche modalità di gestione di determinati rischi o di situazioni emergenziali”. Alcune di queste soluzioni sono raccolte nella nuova pubblicazione Inail.
Esperienze di prevenzione negli appalti: l’indice del documento Inail
Rimandiamo, in conclusione, alla lettura integrale della pubblicazione “Quaderno esperienze applicative di prevenzione infortuni in appalti di opere e manutenzioni”, su cui ci soffermeremo con futuri articoli di approfondimento, e ne riportiamo l’indice:
La sicurezza degli appalti tra criticità e normativa
La cultura della sicurezza nei cantieri: la prospettiva del laboratorio HSE
L’articolazione e i contenuti delle esperienze
PREAPPALTO
Safety Supply Chain. Prevenzione integrata lungo la catena di valore negli appalti
GESTIONE APPALTO-ORGANIZZAZIONE
Individuazione ed inserimento di aspetti innovativi sulla sicurezza durante la progettazione
Modelli schede di sicurezza per supporto alla redazione dei Piani di sicurezza e coordinamento
Regole salvavita - Golden Rules
Analisi rischi immobili non utilizzati
Health & Safety Agent
Linee guida per la valutazione degli standard prestazionali dei fornitori in materia di salute e sicurezza
Induction cantieri A2A
Stop Work Authority
Progetto Snam4Safety
Programma di safety leadership
Celebrazione Giornata mondiale della sicurezza
Sviluppo e diffusione della cultura della sicurezza in Rfi
Sistema incentivante per la diffusione della cultura della sicurezza nei cantieri temporanei e mobili
Software gestionale documenti di cantiere
Gestione coordinata e digitalizzata delle emergenze in galleria
GESTIONE APPALTO-RISCHI SPECIFICI
Sistemi anticollisione
Sistema di telecamere intelligenti
Manutenzioni in ambienti iperbarici
Gestione del rischio di esposizione a materiali contenenti amianto in lavori di manutenzione, trasformazione, demolizione edile e impiantistica
Sonno, lavoro e strada: azioni di promozione per la salute e di prevenzione per la sicurezza
Il rischio caldo nei cantieri: strumenti e strategie di prevenzione e gestione
GESTIONE APPALTO REVISIONE-MIGLIORAMENTO
Progetto Snam4Safety. I near miss e le osservazioni di sicurezza
Gestione dei mancati infortuni nelle grandi opere infrastrutturali
LE INNOVAZIONI TECNOLOGICHE
Cadute dall’alto, opere provvisionali, dispositivi di protezione collettiva e individuale
Sviluppo e sperimentazione di nuove tecnologie per il miglioramento della sicurezza delle macchine mobili semoventi
Il simulatore di piattaforma di lavoro elevabile
Esiti di attività di ricerca, innovazione tecnologica e terza missione
LA GESTIONE APPALTO ESTERO
Le sfide nella gestione della salute e sicurezza all’estero. Elementi principali di contesto
Gestione della salute e sicurezza nei cantieri internazionali: l’esperienza di Leonardo in Qatar
PERSONE E IMPRESE
La rete delle imprese e organizzazioni
Tiziano Menduto
Scarica il documento da cui è tratto l'articolo:
Inail, Consulenza tecnica per la salute e la sicurezza centrale, Dipartimento di medicina, epidemiologia, igiene del lavoro e ambientale, Dipartimento innovazioni tecnologiche e sicurezza degli impianti, prodotti e insediamenti antropici, “ Quaderno esperienze applicative di prevenzione infortuni in appalti di opere e manutenzioni”, documento tecnico a cura di Sara Anastasi, Alessandro Aquilano, Michela Bonafede, Alessandro Cappanera, Lara Captini, Alessio Caringi, Fabio Chiloiro, Giuseppe Cuzzocrea, Simone De Paulis, Corrado Delle Site, Alessio Delogu, Andrea Fabiani, Emilia Filippi, Alberto Fiore, Francesca Fioroni, Paolo Grippiolo, Annalisa Guercio, Italo Linzalone, Pierluigi Lozi, Sandra Manca, Domenico Magnante, Ruggero Maialetti, Agnese Martini, Luigi Monica, Annalisa Nebbioso, Paolo Nicassio, Vincenzo Panico, Emma Pietrafesa, Marco Pirozzi, Chiara Profumo, Michele Rovida, Gabriele Salvadori, Francesco Salvai, Davide Geoffrey Svampa, Francesco Testa, Anna Terlizzi, Niccolò Maria Todaro, Laura Tomassini, Duccio Tosi, Leonardo Vita, Paolo Zambianchi, Fabio Zin - versione 2026 (formato PDF, 1.73 MB).
Vai all’area riservata agli abbonati dedicata a “ Appalti di opere e manutenzioni: esperienze applicative di prevenzione infortuni”.
I contenuti presenti sul sito PuntoSicuro non possono essere utilizzati al fine di addestrare sistemi di intelligenza artificiale.
Per visualizzare questo banner informativo è necessario accettare i cookie della categoria 'Marketing'