Per visualizzare questo banner informativo è necessario accettare i cookie della categoria 'Marketing'

Per visualizzare questo banner informativo è necessario accettare i cookie della categoria 'Marketing'

Per visualizzare questo banner informativo è necessario accettare i cookie della categoria 'Marketing'

Logo PuntoSicuro
  • Iscriviti
  • Abbonati ora
  • Accedi
Il quotidiano sulla sicurezza
  • Home
  • Articoli
    • Sicurezza sul lavoro
    • Incendio, emergenza e primo soccorso
    • Security
    • Ambiente
    • Sicurezza
    • Tutti gli articoli
  • Documenti
  • Banca Dati
    • Banca Dati PuntoSicuro
    • Servizio di attestazione
    • Servizio I tuoi preferiti
  • Approfondimenti
    • Normativa sicurezza sul lavoro: D. Lgs. 81/2008
    • Normativa antincendio: D.M. 10 marzo 1998
    • Normativa primo soccorso: D.M. 388/2003
    • Protezione Dati Personali: GDPR 2016/679
    • Normativa Accordi Stato Regioni
    • Normativa Coronavirus
  • FORUM
  • PUBBLICITÀ

Area riservata:

Password dimenticata?
Username dimenticato?

Per utilizzare questa funzionalità di condivisione sui social network è necessario accettare i cookie della categoria 'Marketing'.

Accetta i cookie


Crea PDF

L’esposizione alle sostanze chimiche e le differenze di genere

L’esposizione alle sostanze chimiche e le differenze di genere
Redazione

Autore: Redazione

Categoria: Differenze di genere, età, cultura

31/08/2026

Un dossier sulla prevenzione dei rischi professionali e sulle differenze di genere si sofferma sulla valutazione dei rischi connessi all’esposizione alle sostanze chimiche: assorbimento, distribuzione, metabolizzazione e modalità di azione.

L’esposizione alle sostanze chimiche e le differenze di genere

Un dossier sulla prevenzione dei rischi professionali e sulle differenze di genere si sofferma sulla valutazione dei rischi connessi all’esposizione alle sostanze chimiche: assorbimento, distribuzione, metabolizzazione e modalità di azione.

Parigi, 31 Ago – Nel 2022 sono stati identificati 19.969 geni che codificano proteine nell'uomo e che sono comuni al 99% tra uomini e donne. Tuttavia, esistono anche differenze nel patrimonio cromosomico di uomini e donne che influenzano la loro sensibilità ambientale e la tossicità delle sostanze chimiche eventualmente presenti negli ambienti lavorativi.

 

Tenendo conto di questa realtà è allora importante mettere in evidenza e analizzare ciò che si sa sulle differenze di tossicitàlegate al genere sottolineando anche la necessità di approfondire ulteriormente queste conoscenze a livello scientifico per poter valutare meglio i rischi professionali con riferimento al genere.

 

A indicarlo, proponendo una analisi, è un contributo pubblicato sul dossier francese "Prévention des risques professionnels : vers une meilleure prise en compte des différences entre femmes et hommes?” (Prevenzione dei rischi professionali: verso una maggiore considerazione delle differenze tra donne e uomini?), prodotto dall’Institut National de Recherche et de Sécurité pour la prévention des accidents du travail et des maladies professionnelle ( INRS) e pubblicato nella rivista tecnica dell’INRS “Hygiène & sécurité du travail” (HST) n° 280 di settembre 2025.

 

Ci soffermiamo oggi, dunque, sul contributo “Évaluation du danger des substances chimiques : des différences selon le sexe mieux comprises, mais des lacunes à combler” (Valutazione del pericolo delle sostanze chimiche: differenze di genere meglio comprese, ma lacune da colmare) a cura di Isabelle Sponne, Christian Darne e Sarah Valentino (INRS, département Toxicologie et biométrologie).

 

Nella breve presentazione del contributo pubblicato nel dossier INRS ci soffermiamo sui seguenti argomenti:

  • Sostanze chimiche e differenze di genere: assorbimento, distribuzione e metaboliti
  • Sostanze chimiche e differenze di genere: la diversa modalità di azione
  • Sostanze chimiche e differenze di genere: la necessità di nuove ricerche


Pubblicità

 

Sostanze chimiche e differenze di genere: assorbimento, distribuzione e metaboliti

Si indica che il processo di tossicità che collega l'esposizione alla sostanza tossica ai suoi effetti sulla salute è scandito da diverse fasi che coinvolgono numerosi meccanismi biologici. Queste fasi comprendono l'assorbimento della sostanza tossica, la sua distribuzione, il suo metabolismo e la sua persistenza, più o meno lunga, nell'organismo. E comprendono anche la risposta di una cellula, di un tessuto o di un organo bersaglio a tale sostanza tossica. Queste risposte possono causare una disfunzione che può essere associata a una patologia; in questo contesto si utilizza il termine “modalità d'azione” della sostanza tossica. In ciascuna di queste fasi possono manifestarsi differenze tra i sessi.

 

Parlando di assorbimento si segnala che la tossicità di un prodotto associata all'esposizione professionale è legata innanzitutto al suo assorbimento da parte dell'organismo. e nei luoghi di lavoro le due principali vie di assorbimento sono il contatto cutaneo e l'inalazione.

 

Per quanto riguarda il contatto cutaneo, la pelle differisce tra maschi e femmine, sia dal punto di vista delle caratteristiche fisico-chimiche (spessore, pH, quantità di sebo...) che della sua composizione cellulare. È stato poi dimostrato che alcune sostanze vengono assorbite in modo diverso; il tricloroetilene, ad esempio, quando viene applicato sulla pelle dei ratti, viene assorbito due volte di più nelle femmine che nei maschi, poiché il testosterone contribuisce a ridurre la penetrazione cutanea.

Tuttavia, a causa della mancanza di dati disponibili – continuano gli autori del contributo - sembra essere accettata l'assenza di differenze nella permeabilità cutanea tra i due sessi e le linee guida internazionali utilizzate per testare l'assorbimento cutaneo e regolamentare l'esposizione professionale alle sostanze chimiche non raccomandano specificamente di effettuare questi test su entrambi i sessi.

 

Rimandiamo alla lettura del contributo, che si sofferma anche sul tema dell’inalazione, e affrontiamo il tema della distribuzione.

 

Si indica che, una volta che è nell'organismo, la sostanza tossica si distribuisce in diversi organi e il sesso dell'individuo interferisce con le condizioni di tale distribuzione. È stato così dimostrato che, nei ratti, il p-diclorobenzene (prodotto utilizzato nella fabbricazione di coloranti e dischi abrasivi) si accumula preferenzialmente nel fegato delle femmine e nei reni dei maschi. Gli effetti sulla salute osservati, rispettivamente epatotossicità e nefrotossicità, sono strettamente correlati a questa differenza di distribuzione.

 

Altro aspetto da considerare è la metabolizzazione, il processo biochimico mediante il quale una sostanza viene convertita in altri composti nell'organismo. Si indica che le differenze legate al sesso determinano variazioni nella natura e nella quantità dei metaboliti.

 

Anche in questo caso il contributo riporta alcuni esempi di ricerche e revisioni della letteratura scientifica che mostrano queste differenze.

 

Sostanze chimiche e differenze di genere: la diversa modalità di azione

Veniamo ora alla modalità d'azione.

 

Si segnala che le sostanze tossiche presenti nell'organismo hanno effetti sulla salute attraverso meccanismi fisiopatologici la cui comprensione è essenziale per valutare il pericolo. E le modalità d'azione che determinano la tossicità di un prodotto possono variare a seconda del sesso e tali differenze sono oggetto di studi sempre più approfonditi, in particolare per quanto riguarda le funzioni immunitarie ed endocrine. Il dimorfismo sessuale del sistema immunitario, coinvolto nella difesa dell'organismo, è sempre meglio compreso.

 

Ad esempio, l'epidemia di Covid-19 ha messo in evidenza osservazioni già note da molti anni, dimostrando che le donne sviluppano una risposta immunitaria più forte, che le protegge in modo più efficace da alcune infezioni ma le rende più soggette ad altre patologie. Ma le risposte “esagerate” del sistema immunitario possono infatti essere all'origine di sintomi infiammatori o allergie. E in ambito professionale, questa “propensione infiammatoria” del sistema immunitario femminile potrebbe, almeno in parte, spiegare perché le patologie allergiche sono osservate in modo prevalente nelle donne.

Alcuni dati francesi relativi alle malattie professionali mostrano che gli eczemi (lesioni cutanee) di origine allergica colpiscono le donne due volte più degli uomini. Allo stesso modo, la prevalenza dell' asma occupazionale è più elevata nelle donne che negli uomini. I meccanismi alla base di questo dimorfismo sessuale del sistema immunitario sono di natura cellulare, ormonale e genetica e non sono indipendenti l'uno dall'altro.

 

Sono poi riportati diversi studi e alcuni di questi dimostrano che una maggiore vulnerabilità nelle femmine, dovuta a reazioni infiammatorie più intense, non può essere generalizzata e sistematizzata a tutte le sostanze chimiche. Il più delle volte, le differenze legate al sesso coinvolgono più o meno direttamente gli ormoni. È particolarmente studiato l'effetto tossico che alcune sostanze chimiche possono avere sul sistema che coordina il funzionamento di questi ormoni, il sistema endocrino. Si segnalano vari esempi che mostrano come le conseguenze sulla salute dell'esposizione possono variare a seconda del sesso.

 

Sostanze chimiche e differenze di genere: la necessità di nuove ricerche

Gli autori concludono segnalando che nessun organo o via metabolica è indipendente dal sesso e che l'esposizione ad agenti chimici porta a effetti sessualmente dimorfici, in forme distinte. E, dunque, l'insorgenza di alcune patologie associate a tali esposizioni è quindi strettamente legata al sesso. Inoltre, gli effetti indotti sul metabolismo e sull'omeostasi cellulare seguono vie diverse; non è auspicabile considerare solo uno dei due sessi nei lavori di ricerca. Tuttavia, la stragrande maggioranza degli studi utilizzati per caratterizzare la tossicità delle sostanze chimiche continua a non considerare il sesso come una variabile indispensabile.

 

Infatti solo il 13,5% dei 4.160 studi inseriti nelle tre più grandi banche dati che raccolgono il profilo tossicologico delle sostanze chimiche sono stati condotti su femmine e maschi. Oltre il 40% dei lavori non fornisce alcuna informazione sul sesso dei soggetti oggetto di studio (esseri umani, animali o colture cellulari), il che non consente di conoscere gli effetti o le modalità di azione differenziate in base al sesso. Queste lacune limitano una valutazione pertinente della tossicità degli agenti chimici e quindi l'attuazione di misure di prevenzione adeguate.

 

Questa constatazione rafforza la necessità di cominciare a produrre dati disaggregati per sesso affinché anche il responsabile della prevenzione possa utilizzarli per attuare misure di prevenzione adeguate che consentano di preservare la salute di tutti i lavoratori, donne e uomini. Nella dimensione di genere, che deve essere presa in considerazione in un approccio di prevenzione ottimale, lo sguardo del responsabile della prevenzione deve poter considerare gli effetti di tali esposizioni sull'intero ciclo di vita e quindi anche sugli effetti reprotossici, in considerazione sia dei possibili effetti sulle funzioni biologiche specifiche femminili (esposizione prenatale, gravidanza, allattamento, ecc.), sia degli effetti sugli apparati riproduttivi dell'uomo e della donna.

 

Rimandiamo, in conclusione, alla lettura integrale del contributo (e dell’intero dossier INRS) che si sofferma in particolare anche sui seguenti argomenti connessi ai vari periodi di vulnerabilità:

  • danni ai sistemi riproduttivi
  • gravidanza ed esposizione del feto
  • allattamento ed esposizione della prole
  • effetti transgenerazionali.

 

 

RTM

 

 

Scarica il documento da cui è tratto l'articolo:

Institut national de recherche et de sécurité pour la prévention des accidents du travail et des maladies professionnelle – INRS, “ Prévention des risques professionnels: vers une meilleure prise en compte des différences entre femmes et hommes?”, dossier coordinato da Agnès Aublet-Cuvelier (INRS, Direction des Études et recherche) e pubblicato nella rivista tecnica INRS “Hygiène & sécurité du travail” (HST) n° 280 di settembre 2025 (formato PDF, 2.86 MB).

 

 

Vai all’area riservata agli abbonati dedicata a “ La prevenzione dei rischi e le differenze tra uomini e donne”.

 

 

 

N.B.: Se i dati sul settore e sugli infortuni e malattie professionali contenute nei documenti INRS riguardano la realtà francese, le riflessioni e i suggerimenti riportati possono essere comunque utili per migliorare la prevenzione di lavoratrici e lavoratori.

 



Creative Commons License Licenza Creative Commons

Per visualizzare questo banner informativo è necessario accettare i cookie della categoria 'Marketing'


Pubblica un commento

Ad oggi, nessun commento è ancora stato inserito.

Pubblica un commento

Banca Dati di PuntoSicuro

Banca dati, normativa sulla sicurezza

Altri articoli sullo stesso argomento:

Rischi psicosociali e diversità sul lavoro: il nuovo report EU-OSHA

Sfruttamento del lavoro e caporalato: evoluzione e normativa di contrasto

DEI come leva di prevenzione e performance aziendale

Giovani lavoratori e sicurezza: come cambia la percezione del rischio


Forum di PuntoSicuro Entra

FORUM di PuntoSicuro

Quesiti o discussioni? Proponili nel FORUM!

Per visualizzare questo banner informativo è necessario accettare i cookie della categoria 'Marketing'

Notizie FLASH

26AGO

Nuove linee guida SNPA per il monitoraggio dei pesticidi nelle acque

25AGO

Grill a gas: come grigliare in sicurezza

30LUG

L’8 agosto sarà la Giornata europea in memoria delle vittime sul lavoro

Consulta gli ultimi documenti della Banca Dati

Banca dati, normativa sulla sicurezza
27/08/2026: Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro - Psychosocial risks in education: understanding work-related factors affecting teachers’ well-being – Report - edizione 2026
27/08/2026: Corte di Cassazione Penale, Sez. 4 - Sentenza n. 12329 del 01 aprile 2026 - Morte durante la bonifica di una cisterna contaminata da gas tossici: responsabilità per omessa informazione sui rischi nel contratto di logistica.
26/08/2026: Tribunale di Monza - Sezione penale - trascrizione sentenza n. 1193/2026 - 26 marzo 2026
26/08/2026: Suva - Istituto nazionale svizzero di assicurazione contro gli infortuni - Regole di sicurezza - Lavorazione del legno - 2025.
ACCEDIABBONATI ORA

Per visualizzare questo banner informativo è necessario accettare i cookie della categoria 'Marketing'

Articoli per categorie


INTERVISTE E INCHIESTE

Cantieri temporanei e mobili: nuovi strumenti per la prevenzione


DPI

Dispositivi personali intelligenti per la prevenzione: i progetti e i finanziamenti


INTERPELLI

Sulla compatibilità tra il ruolo di RLS e di Ufficiale di Polizia Giudiziaria


SORVEGLIANZA SANITARIA, MALATTIE PROFESSIONALI

Sicurezza in risonanza magnetica: tutela e sorveglianza sanitaria


TUTTE LE CATEGORIE

Per visualizzare questo banner informativo è necessario accettare i cookie della categoria 'Marketing'

PuntoSicuro Media Partner

PuntoSicuro Media Partner Healthy Workplaces

REDAZIONE DI PUNTOSICURO

  • Direttore: Luigi Meroni

  • Redazione: Federica Gozzini e Tiziano Menduto

CONTATTI

  • redazione@puntosicuro.it

  • (+39) 030.5531825

CHI SIAMO

  • Cos'è PuntoSicuro
  • Newsletter
  • FAQ Newsletter
  • Forum
  • Video PuntoSicuro
  • Fai pubblicità su PuntoSicuro

PUNTOSICURO È UN SERVIZIO

Logo Mega Italia Media

SEGUICI SUI SOCIAL

FacebookTwitterLinkedInInstagramYouTubeFeed RSS

PuntoSicuro è la testata giornalistica di Mega Italia Media. Registrazione presso il Tribunale di Brescia, n. 56/2000 del 14.11.2000 - Iscrizione al Registro degli operatori della comunicazione n. 16562. ISSN 2612-2804. È sito segnalato dal servizio di documentazione INAIL come fonte di informazioni di particolare interesse/attualità, è media partner della Agenzia Europea per la salute e sicurezza nei luoghi di lavoro EU-OSHA per le campagne di sensibilizzazione su salute e sicurezza.
I contenuti presenti sul sito PuntoSicuro non possono essere utilizzati al fine di addestrare sistemi di intelligenza artificiale.
I contenuti degli articoli possono contenere pareri personali degli autori. Non si risponde per interpretazioni che dovessero risultare inesatte o erronee.
I documenti della Banca dati di PuntoSicuro non possono essere considerati testi ufficiali: una norma con valore di legge può essere ricavata solo da fonti ufficiali (es. Gazzetta Ufficiale). Per informazioni su copyright e modalità di consultazione: Condizioni di abbonamento.
I prodotti e i servizi pubblicitari sono commercializzati da Punto Sicuro con queste Condizioni di vendita.

Mega Italia Media S.p.A. | Via Roncadelle, 70A - 25030 Castel Mella (BS) - Italia
Tel. (+39) 030.2650661 | E-Mail: info@megaitaliamedia.it | PEC: megaitaliamedia@legalmail.it
C.F./P.Iva 03556360174 | Numero REA BS-418630 | Capitale Sociale € 500.000 | Codice destinatario SUBM70N | Codice PEPPOL 0211:IT03556360174

Privacy Policy | Cookie Policy | Dichiarazione di accessibilità