Per visualizzare questo banner informativo è necessario accettare i cookie della categoria 'Marketing'

Per visualizzare questo banner informativo è necessario accettare i cookie della categoria 'Marketing'

Per visualizzare questo banner informativo è necessario accettare i cookie della categoria 'Marketing'

Logo PuntoSicuro
  • Iscriviti
  • Abbonati ora
  • Accedi
Il quotidiano sulla sicurezza
  • Home
  • Articoli
    • Sicurezza sul lavoro
    • Incendio, emergenza e primo soccorso
    • Security
    • Ambiente
    • Sicurezza
    • Tutti gli articoli
  • Documenti
  • Banca Dati
    • Banca Dati PuntoSicuro
    • Servizio di attestazione
    • Servizio I tuoi preferiti
  • Approfondimenti
    • Normativa sicurezza sul lavoro: D. Lgs. 81/2008
    • Normativa antincendio: D.M. 10 marzo 1998
    • Normativa primo soccorso: D.M. 388/2003
    • Protezione Dati Personali: GDPR 2016/679
    • Normativa Accordi Stato Regioni
    • Normativa Coronavirus
  • FORUM
  • PUBBLICITÀ

Area riservata:

Password dimenticata?
Username dimenticato?

Per utilizzare questa funzionalità di condivisione sui social network è necessario accettare i cookie della categoria 'Marketing'.

Accetta i cookie


Crea PDF

Giovani lavoratori e sicurezza: come cambia la percezione del rischio

Giovani lavoratori e sicurezza: come cambia la percezione del rischio
Massimo Servadio

Autore: Massimo Servadio

Categoria: Differenze di genere, età, cultura

17/06/2026

Esperienza limitata, bias di invulnerabilità e nuove modalità di apprendimento influenzano il rapporto dei giovani con la sicurezza sul lavoro. Comprendere queste dinamiche aiuta a costruire una prevenzione più efficace.

Giovani lavoratori e sicurezza: come cambia la percezione del rischio

Esperienza limitata, bias di invulnerabilità e nuove modalità di apprendimento influenzano il rapporto dei giovani con la sicurezza sul lavoro. Comprendere queste dinamiche aiuta a costruire una prevenzione più efficace.

 

La presenza delle nuove generazioni nel mondo del lavoro sta modificando profondamente dinamiche organizzative, stili comunicativi e modalità di apprendimento. Anche il tema della salute e sicurezza sul lavoro è interessato da questi cambiamenti. I lavoratori più giovani, appartenenti prevalentemente alla Generazione Z (nati tra il 1997 e il 2012) e alla parte più giovane dei Millennials, mostrano infatti caratteristiche peculiari nella percezione del rischio, nell'accettazione delle procedure di sicurezza e nella gestione dei pericoli.

 

Comprendere tali differenze non significa attribuire maggiore o minore attenzione alla sicurezza a una specifica fascia d'età, ma riconoscere che fattori psicologici, culturali e sociali influenzano il modo in cui il rischio viene percepito e affrontato. La letteratura scientifica evidenzia come i giovani lavoratori rappresentino una categoria particolarmente vulnerabile agli infortuni, non soltanto per la minore esperienza professionale, ma anche per specifiche dinamiche cognitive e relazionali che caratterizzano le prime fasi della vita lavorativa.

 

La percezione del rischio non è sinonimo di rischio reale. Essa rappresenta il processo attraverso cui un individuo valuta la probabilità e la gravità di un potenziale danno.

 

Già gli studi pionieristici di Daniel Kahneman e Amos Tversky hanno dimostrato che le persone non prendono decisioni sulla base di valutazioni esclusivamente razionali, ma utilizzano scorciatoie cognitive (euristiche) che possono condurre a sottostimare o sovrastimare il pericolo. In ambito lavorativo, tale fenomeno assume particolare rilevanza poiché il comportamento sicuro dipende in larga misura da come il lavoratore interpreta i segnali di rischio presenti nell'ambiente.

Secondo il modello di Slovic (1987), la percezione del rischio è influenzata da fattori emotivi, esperienziali e sociali oltre che da dati oggettivi. Un pericolo poco conosciuto o scarsamente sperimentato tende infatti a essere percepito diversamente rispetto a un rischio già vissuto direttamente.

 

Numerose ricerche internazionali mostrano che i giovani lavoratori presentano tassi di infortunio superiori rispetto ai colleghi più esperti. Le cause sono molteplici:

  • limitata esperienza operativa;
  • minore conoscenza dei processi organizzativi;
  • difficoltà nell'identificare precocemente le situazioni pericolose;
  • maggiore propensione ad accettare richieste lavorative rischiose;
  • ridotta capacità di riconoscere i propri limiti professionali.

 

Diversi studi condotti su lavoratori tra i 12 e i 25 anni, hanno evidenziato come molti giovani siano in grado di riconoscere i principali fattori di rischio ma mostrino minore sicurezza nel segnalare pericoli, errori o condizioni non conformi ai propri responsabili. La mancanza di fiducia nel comunicare problemi di sicurezza emerge come uno dei principali elementi di vulnerabilità.

Pubblicità

 

Tale fenomeno è particolarmente rilevante nelle organizzazioni caratterizzate da forte distanza gerarchica, dove il timore di apparire incompetenti può ridurre la propensione alla segnalazione.

 

Uno degli aspetti maggiormente studiati dalla psicologia della sicurezza riguarda il cosiddetto "bias di invulnerabilità".

 

Tra i giovani lavoratori può esserci la tendenza a sviluppare una percezione soggettiva di invulnerabilità, ovvero la convinzione implicita che gli eventi negativi abbiano minori probabilità di verificarsi a proprio danno rispetto ad altri individui. Questa convinzione può portare a sottovalutare il rischio, a trascurare procedure di sicurezza o a non intervenire quando vengono osservate situazioni pericolose.

 

Il fenomeno non deve essere interpretato come irresponsabilità, bensì come una caratteristica psicologica frequentemente associata alle prime fasi dell'età adulta, quando l'esperienza diretta di eventi avversi è ancora limitata.

 

Le differenze tra generazioni non riguardano soltanto la percezione del rischio ma anche il modo in cui viene costruita la cultura della sicurezza.

 

I lavoratori appartenenti alle generazioni più mature hanno avuto modo di sviluppare il proprio approccio alla sicurezza attraverso l'esperienza diretta, l'osservazione di incidenti e l'apprendimento sul campo, oltre che su programmi di formazione ampliati e implementati nel tempo, soprattutto a seguito dell’incremento della consapevolezza collettiva su queste tematiche e la conseguente istituzionalizzazione di una cultura della sicurezza.

 

Le nuove generazioni sono cresciute in un contesto caratterizzato da elevata digitalizzazione, accesso immediato alle informazioni e apprendimento interattivo. I giovani adulti mostrano generalmente una maggiore sensibilità verso il benessere psicologico, la qualità della vita lavorativa e la partecipazione attiva ai processi decisionali. Tuttavia, possono manifestare minore tolleranza verso modelli formativi esclusivamente prescrittivi o basati sulla semplice trasmissione di norme.

 

Ciò implica che i tradizionali corsi di sicurezza, centrati prevalentemente sugli obblighi normativi, potrebbero risultare meno efficaci rispetto a percorsi formativi che favoriscano coinvolgimento, simulazione, feedback immediato e partecipazione attiva.

 

La letteratura sulla sicurezza organizzativa evidenzia come il comportamento dei giovani lavoratori sia fortemente influenzato dal cosiddetto "safety climate", ossia la percezione condivisa dell'importanza attribuita alla sicurezza all'interno dell'organizzazione.

 

I lavoratori tendono ad adottare comportamenti sicuri quando percepiscono che dirigenti, preposti e colleghi attribuiscono un valore reale alla prevenzione e non considerano la sicurezza un ostacolo alla produttività.

 

Per i giovani lavoratori questo aspetto assume un'importanza ancora maggiore. Nelle prime fasi di inserimento professionale, infatti, il comportamento osservato nei colleghi più esperti costituisce un potente modello di apprendimento. Se le regole vengono sistematicamente aggirate o minimizzate, il neoassunto tenderà rapidamente a normalizzare tali pratiche.

 

Le evidenze scientifiche suggeriscono alcune linee di intervento particolarmente efficaci:

1. Formazione esperienziale: l'apprendimento basato su simulazioni, casi reali e scenari interattivi favorisce una maggiore interiorizzazione del rischio rispetto alla semplice esposizione teorica.

2. Leadership inclusiva: i giovani lavoratori devono sentirsi autorizzati a esprimere dubbi, segnalare criticità e chiedere chiarimenti senza timore di giudizi negativi.

3. Mentoring e affiancamento: la presenza di lavoratori esperti che fungano da modello positivo facilita la costruzione di comportamenti sicuri e rafforza il senso di appartenenza organizzativa.

4. Comunicazione partecipativa: coinvolgere i giovani nella definizione delle procedure e nelle attività di miglioramento della sicurezza aumenta il senso di responsabilità e l'adesione alle misure preventive.

5. Utilizzo di strumenti digitali: applicazioni, microlearning, realtà virtuale e piattaforme interattive possono rappresentare strumenti particolarmente efficaci per raggiungere le nuove generazioni e migliorare la consapevolezza dei rischi.

 

Le differenze generazionali nella percezione del pericolo non devono essere interpretate come una contrapposizione tra lavoratori più giovani e più esperti. Al contrario, rappresentano un'opportunità per ripensare le strategie di prevenzione alla luce delle trasformazioni culturali e sociali in atto.

 

La sicurezza sul lavoro non dipende esclusivamente dalla conoscenza delle regole, ma dalla capacità delle organizzazioni di costruire contesti nei quali il rischio venga riconosciuto, discusso e gestito collettivamente. In tale prospettiva, comprendere come i giovani percepiscono il pericolo significa investire in una cultura della sicurezza più inclusiva, partecipativa ed efficace.



Massimo Servadio

Psicoterapeuta sistemico relazionale, Psicologo del Lavoro e delle Organizzazioni, Esperto in Psicologia della Salute Organizzativa e Psicologia della Sicurezza Lavorativa.


Creative Commons License Licenza Creative Commons

I contenuti presenti sul sito PuntoSicuro non possono essere utilizzati al fine di addestrare sistemi di intelligenza artificiale.

Per visualizzare questo banner informativo è necessario accettare i cookie della categoria 'Marketing'


Pubblica un commento

Rispondi Autore: Matteo Meroni immagine like - likes: 0
19/06/2026 (09:23:58)
Bravissimo Massimo, già ne abbiamo sempre di meno di giovani... articolo molto stimolante. Quando si è giovani il bias di invulnerabilità è un ricordo che credo in molti abbiamo.
Rispondi Autore: Massimo immagine like - likes: 0
23/06/2026 (21:10:04)
Articolo molto interessante
Rispondi Autore: Veronica Berni immagine like - likes: 0
13/07/2026 (17:21:31)
Articolo molto interessante, grazie mille. Potrebbe gentilmente condividere la bibliografia di riferimento? Ancora grazie. Veronica Berni

Pubblica un commento

Banca Dati di PuntoSicuro

Banca dati, normativa sulla sicurezza

Altri articoli sullo stesso argomento:

DEI come leva di prevenzione e performance aziendale

Rischi psicosociali e diversità sul lavoro: il nuovo report EU-OSHA

Gestione della diversità generazionale (Age Management)

Inail: un quaderno dedicato alla sicurezza dei parapetti


Forum di PuntoSicuro Entra

FORUM di PuntoSicuro

Quesiti o discussioni? Proponili nel FORUM!

Per visualizzare questo banner informativo è necessario accettare i cookie della categoria 'Marketing'

Notizie FLASH

30LUG

L’8 agosto sarà la Giornata europea in memoria delle vittime sul lavoro

29LUG

Caldo estremo e lavoro: tecnologie digitali e nuove strategie

28LUG

La gestione del calore sul luogo di lavoro in un clima in evoluzione

Consulta gli ultimi documenti della Banca Dati

Banca dati, normativa sulla sicurezza
31/07/2026: Imparare dagli errori – Le condizioni che predispongono ai rischi microclimatici – la scheda di Infor.mo. 8247
31/07/2026: Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro - Improving well-being in construction: tailored prevention measures for psychosocial risks – Case Study - edizione 2026
30/07/2026: Inail – Utilizzo di corroboranti per la protezione sostenibile delle colture agricole – Factsheet edizione 2026
30/07/2026: Corte di Cassazione Penale, Sez. 4 - Sentenza n. 12349 del 02 aprile 2026 - Infortunio mortale in cantiere durante le operazioni di sollevamento e posa di una centina: responsabilità del datore di lavoro per omessa vigilanza e mancata sostituzione del capocantiere.
ACCEDIABBONATI ORA

Per visualizzare questo banner informativo è necessario accettare i cookie della categoria 'Marketing'

Articoli per categorie


ATTREZZATURE E MACCHINE

SAFAP 2026: gestione impianti criogenici e rischi di incidenti rilevanti


RISCHIO VIBRAZIONI

La valutazione del rischio vibrazioni e i cofattori di rischio


RLS

Inchiesta-RLS: prime evidenze sul ruolo dei rappresentanti dei lavoratori


SANITÀ E SERVIZI SOCIALI

Donne migranti e rischi psicosociali nel lavoro domestico e di cura


TUTTE LE CATEGORIE

Per visualizzare questo banner informativo è necessario accettare i cookie della categoria 'Marketing'

PuntoSicuro Media Partner

PuntoSicuro Media Partner Healthy Workplaces

REDAZIONE DI PUNTOSICURO

  • Direttore: Luigi Meroni

  • Redazione: Federica Gozzini e Tiziano Menduto

CONTATTI

  • redazione@puntosicuro.it

  • (+39) 030.5531825

CHI SIAMO

  • Cos'è PuntoSicuro
  • Newsletter
  • FAQ Newsletter
  • Forum
  • Video PuntoSicuro
  • Fai pubblicità su PuntoSicuro

PUNTOSICURO È UN SERVIZIO

Logo Mega Italia Media

SEGUICI SUI SOCIAL

FacebookTwitterLinkedInInstagramYouTubeFeed RSS

PuntoSicuro è la testata giornalistica di Mega Italia Media. Registrazione presso il Tribunale di Brescia, n. 56/2000 del 14.11.2000 - Iscrizione al Registro degli operatori della comunicazione n. 16562. ISSN 2612-2804. È sito segnalato dal servizio di documentazione INAIL come fonte di informazioni di particolare interesse/attualità, è media partner della Agenzia Europea per la salute e sicurezza nei luoghi di lavoro EU-OSHA per le campagne di sensibilizzazione su salute e sicurezza.
I contenuti presenti sul sito PuntoSicuro non possono essere utilizzati al fine di addestrare sistemi di intelligenza artificiale.
I contenuti degli articoli possono contenere pareri personali degli autori. Non si risponde per interpretazioni che dovessero risultare inesatte o erronee.
I documenti della Banca dati di PuntoSicuro non possono essere considerati testi ufficiali: una norma con valore di legge può essere ricavata solo da fonti ufficiali (es. Gazzetta Ufficiale). Per informazioni su copyright e modalità di consultazione: Condizioni di abbonamento.
I prodotti e i servizi pubblicitari sono commercializzati da Punto Sicuro con queste Condizioni di vendita.

Mega Italia Media S.p.A. | Via Roncadelle, 70A - 25030 Castel Mella (BS) - Italia
Tel. (+39) 030.2650661 | E-Mail: info@megaitaliamedia.it | PEC: megaitaliamedia@legalmail.it
C.F./P.Iva 03556360174 | Numero REA BS-418630 | Capitale Sociale € 500.000 | Codice destinatario SUBM70N | Codice PEPPOL 0211:IT03556360174

Privacy Policy | Cookie Policy | Dichiarazione di accessibilità