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Rapporti Regionali Inail 2008: Puglia e Calabria

Redazione

Autore: Redazione

Categoria: Sorveglianza sanitaria, malattie professionali

11/11/2009

Presentato il rapporto regionale sull’andamento degli infortuni e delle malattie professionali in Puglia e Calabria: quali i lavoratori più a rischio?

Rapporti Regionali Inail 2008: Puglia e Calabria

Presentato il rapporto regionale sull’andamento degli infortuni e delle malattie professionali in Puglia e Calabria: quali i lavoratori più a rischio?

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Puglia
Il calo percentuale degli infortuni in Puglia nel 2008, rispetto all'anno precedente, pari ad una variazione complessiva del - 4,6 %  è coerente con il resto dell'Italia.
Ma nella graduatoria delle regioni con più alta frequenza infortunistica, la Puglia è passata, in un anno, dal quarto al sesto posto, grazie anche alle politiche e strategie di prevenzione, progettate e messe in campo dai "Protagonisti della sicurezza", fra i quali l'INAIL occupa un posto di tutto rilievo.

Se si rapporta il calo degli infortuni ai settori di attività, in Puglia si osserva un analogo decremento (-5,1%) sia in Agricoltura che nell'Industria e nei Servizi.
Si uniforma al dato dell'Italia l'aumento in Puglia degli infortuni dei dipendenti della gestione per conto dello Stato (+ 4,4%).



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Secondo l'Istituto di Statistica Il fenomeno è legato, da un lato, alla sempre più capillare informatizzazione della pubblica amministrazione, che ha ampliato la rosa degli impiegati tutelati e, dall'altro, all'acquisizione di una maggiore consapevolezza dei propri diritti e tutele da parte dei dipendenti pubblici.
 
Il calo degli eventi letali ha interessato la Puglia con una percentuale più bassa rispetto alla Nazione: in Italia la variazione in diminuzione è stata del -7,2% e in Puglia del 5,06%.
In questo risultato complessivo una certa incidenza hanno avuto gli infortuni mortali in itinere, che riflettono i pericoli legati alla circolazione stradale (e non alle caratteristiche dell'ambiente di lavoro) e che sono cresciuti in un anno del 28%.

Ne consegue che la vera incidenza delle politiche della sicurezza sul mondo del lavoro, in termine di decremento degli eventi mortali, si può apprezzare soprattutto nelle Industrie Manifatturiere e nelle Costruzioni, ove si è avuta una variazione rispettivamente del - 33% e - 22,22%.

L’occupazione
In Puglia emerge una prevalenza della popolazione femminile su quella maschile + 5,18%, in coerenza con i dati del Sud ed isole e di tutta l'Italia complessivamente.
Ben diversa risulta la realtà occupazionale, che vede le donne lavoratrici in netta minoranza rispetto agli uomini.

Il livello occupazionale in generale nel 2008 in Puglia è cresciuto dello 0.3%, ma è un dato da valutare con prudenza, perché ancora riflesso della situazione economica precedente alla crisi mondiale esplosa pienamente nell'anno trascorso, i cui effetti non si erano ancora del tutto manifestati nella nostra regione.  La chiusura di molte aziende, il licenziamento ed il ricorso alle varie forme di ammortizzatori sociali è avvenuto, invece, nel 2009, durante il quale, nel corso del primo trimestre, si assiste già ad un calo degli occupati nella nostra Regione del 2,9%. In particolare, il settore manifatturiero registra una contrazione del numero delle imprese, documentato dal decremento delle posizioni assicurative dell'INAIL.

Gli stranieri
In Puglia ci sono ben 120 nazionalità differenti e quella albanese è la più presente. Il numero maggiore di infortuni sul lavoro degli stranieri denunciati in Puglia nel 2008, tuttavia, non riguarda l'etnia albanese (o rumena), come si sarebbe portati a pensare dalla loro prevalenza sul territorio, bensì lavoratori, il cui luogo di nascita è la Svizzera (257) e la Germania (292).

Esiste, infatti, un tipo d'immigrazione detta "a rotazione": i discendenti di famiglie pugliesi che, in passato, emigrarono in Germania e Svizzera sono ritornati nel paese di origine.

In relazione agli infortuni mortali, invece, la popolazione più colpita in Puglia è quella albanese, che per le particolari situazioni di bisogno e sottocultura, finisce per accettare condizioni di lavoro "al nero" e prive delle comuni garanzie di sicurezza e previdenza.

Malattie professionali
Nel 2008 nella nostra Regione il calo delle denunce di infortuni sul lavoro non è confortato da analogo decremento delle denunce di malattie professionali.

Tale fenomeno sembra collegato ad un'evoluzione culturale, prima che sociale, che da un quinquennio sta caratterizzando la presa di coscienza delle malattie eziologicamente connesse al lavoro.

In questa regione un impulso particolare viene dalle note vicende infortunistiche e tecnopatiche di quelle grandi imprese, i cui rischi chimico (a Foggia) e metallurgico (a Taranto) sono particolarmente avvertiti nella loro drammaticità anche dai "non addetti ai lavori".

Selezione tabelle statistiche Rapporto regionale Puglia (formato PDF, 29 kB).

Il Rapporto Annuale Regionale 2008 - Puglia (formato PDF, 241 kB).

Calabria
La complessiva riduzione degli infortuni pari al 2,5% (da 14.459 del 2007 a 14.094 del 2008), è sicuramente e proporzionalmente da mettere in relazione al segno negativo degli indicatori economici della Calabria: PIL a -1,0 nel 2007; tasso di occupazione nella fascia 15/64 anni in decremento: 45,6% nel 2006 e 44,9% nel 2007, tendenzialmente in peggioramento nel corso del 2008 per effetto dell'acuirsi della crisi economica.

Il dato disaggregato degli eventi verificatisi in occasione di lavoro, per modalità di evento,  presenta la maggiore incidenza nella sottocategoria "ambiente di lavoro ordinario" (fabbrica, cantiere, terreno agricolo etc): 12.312 casi nel 2008  (pari all'87,3% del totale)  rispetto ai 12.792 del 2007 (88,4%), con una variazione percentuale del 2008 rispetto al 2007 del -3,4.

Gli eventi riconducibili alla sottocategoria "circolazione stradale", in modesta controtendenza, presentano un aumento nel 2008 (756) rispetto al 2007 (736) con una variazione percentuale del +2,7. L'ultima sottocategoria "in itinere" rileva invece un consistente incremento del numero di eventi nel 2008 (1.026) rispetto al 2007 (931) con una variazione percentuale del +10,2, sicuramente relazionabile alle maggiori forme di tutela espressamente e specificamente previste dal D.Lgs. 38/2000 e agli ulteriori favorevoli indirizzi giurisprudenziali in merito, peraltro anticipati in parte dall'Istituto. In aumento anche la quota percentuale della sottocategoria rispetto al totale degli eventi: dal 6,4% del 2007 al m7,3% del 2008.,

Anche per quanto attiene agli infortuni mortali, si assiste ad una diminuzione del numero dei casi: 35 nel 2007 e 27 nel 2008 con una decremento del 23%. La distribuzione degli stessi per modalità di evento denota una maggiore concentrazione nella sottocategoria "ambiente di lavoro ordinario" con il 55,5% (15 casi), abbastanza vicina - peraltro -  al dato relativo alla sottocategoria "circolazione stradale" che è pari al 44,5% (12 casi). Nella sottocategoria "in itinere", pur in presenza di un aumento del numero di infortuni, non si è verificato - nel corso del 2008 - nessun caso mortale (erano 3 nel 2007). L'estrapolazione degli eventi per gestione e principali settori di attività denota un tendenziale decremento nelle gestioni Agricoltura (-5,7%) e Industria e servizi (-3,2%) in controtendenza rispetto all'incremento della gestione Dipendenti conto stato (+ 9,2%), valori tutti relazionati agli indicatori economici negativi della regione ed alla implementazione continua dei soggetti tutelati, a far data  dalle disposizioni contenute nel D.Lgs. 38/2000. Nella gestione Industria e servizi il numero degli infortuni presenta una diminuzione nel 2008 (11.677) rispetto al 2007 (12.067) con una variazione percentuale del -3,2. Il trend è negativo per i settori di attività Manifatturiero, Costruzioni e Commercio con un picco del -9,9% per il settore delle Costruzioni che, tradizionalmente, rappresenta il settore nel quale la crisi economica manifesta maggiormente i suoi effetti negativi. In controtendenza l'evoluzione nel settore Trasporti e Telecomunicazioni: + 4,4% nel 2008 (1338) rispetto al 2007 (1281).

Nell'anno 2008 nella Regione Calabria sono state iniziate 519 nuove cause per prestazioni -delle quali 374 di primo grado e 145 di appello- che hanno determinato un incremento del contenzioso pari al 10,6%  rispetto all'anno precedente. Ed infatti nell'anno 2007 il numero della cause iniziate era stato pari a 469 (340 di primo grado e 129 di appello).

Relativamente agli infortuni mortali, il dato disaggregato per gestione - in un contesto di generale diminuzione ( - 2,5%: da 35 casi a 27) -  presenta lievi variazioni del 2008 rispetto al 2007: Agricoltura da 14,3% a 14,8%, Industria e servizi dal 80,0% a 81,4%, Dipendenti conto stato da 5,7% a 3,7%.

Il dato degli infortuni disaggregato per provincia, infine, presenta una variazione percentuale in negativo del 2008 rispetto al 2007: -3,9 Cosenza, - 5,6% Vibo Valentia e -6,2% Catanzaro.

In controtendenza Crotone (+0,7%) e Reggio Calabria (+4,8%). Per gli infortuni mortali, tutte le province registrato una diminuzione degli eventi del 2008 rispetto al 2007 ad eccezione di Cosenza che, in controtendenza, aumenta da 9 a 12.

Selezione tabelle statistiche Rapporto regionale Calabria (formato PDF, 49 kB).


Il Rapporto Annuale Regionale 2008 - Calabria (formato PDF, 597 kB).


Fonte: Inail.



Creative Commons License Questo articolo è pubblicato sotto una Licenza Creative Commons.

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