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In arrivo il "passaporto" formativo per chi lavora nell'edilizia

Redazione

Autore: Redazione

Categoria: Informazione, formazione, addestramento

02/10/2009

Sedici ore di formazione per chi entra per la prima volta in un cantiere. E una banca dati che rilascia un libretto che certifica le competenze di ogni singolo operaio.

In arrivo il "passaporto" formativo per chi lavora nell'edilizia

Sedici ore di formazione per chi entra per la prima volta in un cantiere. E una banca dati che rilascia un libretto che certifica le competenze di ogni singolo operaio.

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È lotta agli incidenti nei cantieri. Un corso di formazione obbligatorio di 16 ore e un libretto di formazione - una sorta di "passaporto" che certifica il profilo professionale - per tutti i nuovi lavoratori edili: sono queste le iniziative presentate a Roma, in occasione dell'apertura delle giornate per la formazione nell'edilizia organizzate da INAIL, Formedil (l'Ente nazionale per la formazione e l'Addestramento professionale nell'Edilizia), Ministero del Lavoro e Conferenza Stato-Regioni. Entrambe le iniziative fanno parte delle strategie previste dal contratto nazionale del settore.
 
 
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La formazione obbligatoria. Secondo quanto stabilito dall'intesa - già operativa in fase sperimentale - tutti gli operai che, per la prima volta, mettono piede in un cantiere sono obbligati a frequentare un corso di preparazione di 16 ore. L'obiettivo - oltre alla finalità primaria di ridurre la possibilità di infortuni - è anche agevolare l'impatto iniziale tra lavoratore e azienda. Dopo i primi otto mesi di prova, hanno già frequentato i corsi oltre 15mila "allievi", appartenenti a circa 13mila aziende. Tra gennaio e settembre 2009, pertanto, una quota rilevante dei nuovi ingressi nel settore ha ricevuto una formazione professionale di base utile a riconoscere i rischi del mestiere: una sensibilizzazione a una cultura della sicurezza che andrà di pari passo con la crescita professionale degli interessati.
 
Le 16 ore sono, infatti, il punto di partenza di un cammino formativo che intende accompagnare nel tempo un operaio, rappresentando non solo una prima garanzia della qualità delle risorse umane, della regolarità dei rapporti contrattuali e della sicurezza, ma anche un mezzo innovativo per "intercettare" e dare delle prime competenze di base a tutti i nuovi lavoratori. "Per le parti sociali l'avvio di questa innovazione contrattuale rappresenta il primo passo per la costruzione di un percorso di formazione continua", sottolinea il presidente di Formedil, Massimo Calzoni, "in grado di garantire una specifica e adeguata formazione alla sicurezza per tutte le figure e a tutti i ruoli professionali. Per questo abbiamo deciso di legare le 16 ore a un'altra iniziativa oggi al centro dell'attenzione anche del governo e del Parlamento: la creazione del Libretto formativo del lavoratore, già previsto dalla legge Biagi e che viene rilanciato dal recente decreto legislativo 106pubblicato lo scorso 5 agosto".
 
Il libretto formativo. Alla base del libretto vi è la creazione di una banca dati dove sono inseriti tutti i lavoratori con le loro rispettive competenze. "Si tratta di una sorta di schedatura", ha continuato Calzoni, "che garantisce trasparenza e qualità". Secondo Formedil ogni anno saranno monitorati circa 100mila persone: una strategia all'insegna della trasparenza e della tracciabilità in grado di incidere anche sull'emersione del lavoro nero. Il "libretto formativo" - un documento che fornisce un profilo completo e aggiornato del percorso professionale di ciascun operaio - rappresenterà il punto terminale di questo percorso.
 
Ma come è organizzato questo percorso? Con la banca dati verrà garantito da parte di tutte le scuole, entro la fine del 2009, il censimento delle competenze di ogni singolo lavoratore sulla base di un repertorio nazionale condiviso: ciò consentirà di monitorare costantemente l'offerta formativa di settore, nonché di conoscere e seguire in tempo reale i suoi utenti. Dall'inserimento e dall'elaborazione dei dati relativi al curriculum, anagrafico e professionale, dei corsi realizzati a quelli delle esperienze di lavoro (questi ultimi incrociati con i repertori delle competenze e delle unità didattiche): saranno questi i contenuti del Libretto che - rilasciato dalla scuola edile nell'ambito della prima occasione formativa come stampa automatica della posizione dell'utente risultante dalla banca dati - verrà continuamente aggiornato e sarà in continua evoluzione (la responsabilità di aggiornamento è della scuola che di volta in volta lo rilascia al lavoratore, che deve provvedere a sostituirlo al vecchio).
 
Questa modalità operativa, infine, contribuirà in modo determinante a contrastare il lavoro irregolare e consentirà al sistema paritetico di conoscere in tempo reale il valore professionale del proprio patrimonio umano, da sempre la principale risorsa dell'industria delle costruzioni. "A breve, ne avvieremo la sperimentazione, partendo proprio dai lavoratori neo-assunti che hanno frequentato e frequenteranno i corsi delle 16 ore", ha concluso Calzoni.
 
Fonte: INAIL.
 

Creative Commons License Questo articolo è pubblicato sotto una Licenza Creative Commons.

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