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La protezione della salute e della sicurezza nell’industria del cavallo

La protezione della salute e della sicurezza nell’industria del cavallo
Redazione

Autore: Redazione

Categoria: Sorveglianza sanitaria, malattie professionali

21/02/2024

Una guida riporta indicazioni sulle migliori prassi per l’applicazione delle norme in materia di protezione della salute e della sicurezza dei lavoratori nell’industria del cavallo. L’obiettivo del documento, i rischi per la salute e le allergie.

La protezione della salute e della sicurezza nell’industria del cavallo

Una guida riporta indicazioni sulle migliori prassi per l’applicazione delle norme in materia di protezione della salute e della sicurezza dei lavoratori nell’industria del cavallo. L’obiettivo del documento, i rischi per la salute e le allergie.


Ci sono ambiti lavorativi che sono poco conosciuti e che presentano varie sfide e complessità per quanto riguarda la tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori e praticanti.

Uno di questi ambiti è sicuramente la cosiddetta “industria del cavallo” (allevamenti, operatori ippici ed equestri, ippodromi, maneggi e scuderie, veterinari, maniscalchi, sport equestri, produttori di alimenti ed accessori, …) che nell’Unione Europea “impiega circa 900.000 addetti”, senza dimenticare che, solo in Italia, “circa 610 mila ettari di terreno sono destinati all’allevamento e alla produzione di alimenti per cavalli (circa 1,4 ettaro per cavallo)”.

 

A ricordare questi dati è un interessante pubblicazione dal titolo “Guida non vincolante alle migliori prassi per l’applicazione delle norme in materia di protezione della salute e della sicurezza dei lavoratori nell’industria del cavallo”. Una pubblicazione curata da Luigi Aversa, specialista in Medicina del Lavoro e già produttore in passato di un libro su questi temi premiato a Modena nella 5° edizione di Inform@zione 2006.

 

Il nuovo volume curato da Aversa torna dunque a parlare dell’ industria del cavallo, un ambito caratterizzato spesso, come ricordato nella prefazione, da “elementi di notevole complessità: la frammentazione delle aziende in piccole realtà, la persistenza di tradizioni nello svolgimento di certe operazioni con il cavallo e nell’uso delle attrezzature, le talvolta eccessive complessità procedurali”. Tutti fattori che “non hanno facilitato una adozione consapevole e professionale delle misure di sicurezza e di salute”.

 

 

Nel presentare la pubblicazione, l’articolo si sofferma sui seguenti argomenti:

  • L’industria del cavallo: gli obiettivi della guida per migliorare la sicurezza
  • L’industria del cavallo: i rischi per la salute e le allergie
  • L’indice del documento sull’industria del cavallo

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Modello DVR
Modelli di documenti - DVR Sicurezza Allevamento di cavalli ed altri equini
Sicurezza Allevamento di cavalli ed altri equini - Categoria Istat: A - Agricoltura, silvicoltura e pesca

 

L’industria del cavallo: gli obiettivi della guida per migliorare la sicurezza

Sempre la prefazione – a cura di Carlo La Vecchia (Professore Ordinario di Epidemiologia e statistica medica - Dipartimento di Scienze Cliniche e di Comunità, Università degli Studi di Milano) - ricorda che la guida fornisce uno “strumento indispensabile per tutti coloro che si trovano ad operare nella pratica con il cavallo e un concreto valido aiuto per tutti gli attori della prevenzione, controllati e controllori, rappresentando un supporto conoscitivo utile ad individuare i rischi connessi alle attività e le relative procedure di lavoro”.

 

Non bisogna dimenticare, infatti, che “tutte le attività con il cavallo, ampiamente indagate da parte della letteratura scientifica internazionale, possono essere causa di gravi eventi traumatici”. E la maggior parte dei traumi gravi e mortali “è costituita da traumi cranici derivanti dalle cadute da cavallo, mentre per quanto riguarda i traumi derivati dall’attività di accudimento dei cavalli, i più frequenti sono fratture cranio-facciali, costali, dei piedi, delle mani e delle braccia, sempre dovuti a calci del cavallo, morsi e schiacciamenti”.

 

Altri elementi di rischio trattati sono, ad esempio, “l’interazione uomo-cavallo-macchine” e le patologie correlate con ambienti agricoli e con ambienti dell’industria del cavallo, “dalle allergie alle patologie zoonotiche che spesso sono poco conosciute e richiedono quindi informazione e formazione specifica”.

La guida considera poi eventi di complessa gestione “quali incendi, che richiedono una interazione ottimale tra operatori sanitari, lavoratori del settore e protezione civile”. E non mancano precise indicazioni pratiche di primo soccorso che sottolineano il valore pratico del volume.

 

La “guida non vincolante” si propone – come ricordato dallo stesso autore – “di offrire consigli e orientamenti pratici per mantenere la salute e sicurezza degli operatori che svolgono la propria attività lavorativa nell’industria del cavallo”.

 

La guida vuole aiutare tutte le figure professionali convolte nella gestione delle attività ludico - sportive con cavalli ad:

  • “acquisire la consapevolezza delle questioni inerenti la salute la sicurezza;
  • trovare le soluzioni ai problemi legati alla salute e alla sicurezza;
  • migliorare le condizioni di lavoro”.

 

L’industria del cavallo: i rischi per la salute e le allergie

Con riferimento al contenuto della guida ci soffermiamo brevemente su uno dei possibili rischi per la salute, le allergie.

 

Si indica, innanzitutto, che i rischi per la salute più frequenti nell’industria del cavallo “sono i seguenti:

  • rischio allergeni
  • rischio biologico/zoonosi
  • rischio movimentazione manuale carichi
  • rischio outdoor
  • lavoro isolato”.

Inoltre, a seconda delle strutture e in base alle macchine, attrezzature, ecc. presenti, ci possono essere anche rischi relativi a:

- “rumore

- vibrazioni

- rischio chimico

- VDT” (videoterminali).

 

Affrontiamo, a livello esemplificativo, il rischio allergeni:

  • “da allergeni animali: un importante gruppo di fattori di rischio presenti è costituito da allergeni di origine animale (forfore, acari, peli, saliva, escrementi, urina);
  • da allergeni vegetali (presenti come contaminanti di fieno, paglia e lettiere), i quali possono provocare, tramite inalazione o per contatto cutaneo, malattie allergiche ( rinite o asma, bronchite cronica, dermopatie).
  • altra fonte di allergeni, soprattutto per chi lavora a contatto con i cavalli, sono le punture di insetti (mosche, tafani, zanzare, api, vespe, calabroni etc.), che possono talora provocare imponenti manifestazioni allergiche, fino allo shock anafilattico”.

 

Si parla, ad esempio, di allergia al cavallo.

 

Infatti i cavalli sono stati riconosciuti “come un’importante fonte di allergeni”.

E l’allergia generalmente “si verifica nelle persone che lavorano regolarmente con i cavalli, sia professionalmente che per scopi ricreativi e sportivi, e nelle persone indirettamente esposte ai cavalli attraverso gli allergeni presenti sull’abbigliamento da equitazione”.

A questo proposito si indica che i cavalli sono in grado di generare “grandi quantità di allergeni nell’aria: elevati livelli di allergene del cavallo sono stati spesso rilevati all’aperto nelle immediate vicinanze delle stalle. I livelli di allergene del cavallo nell’aria erano più di 500 volte più alti nella stalla rispetto all’esterno della stalla e più di 3000 volte maggiori rispetto a una vicina residenza situata a soli 12 metri dalla stalla (Allergia - 2001).

L’autore riporta altri approfondimenti, anche con riferimento al morso di cavallo, che può “anche essere una possibile via di esposizione che porta all’anafilassi in alcuni rari casi”, e al quadro clinico dell’allergia.

 

Si accenna poi all’allergia a vegetali e spore di funghi.

 

In particolare, sono le spore di miceti (funghi) e actinomiceti termofili, “che originano dal fieno e dalla paglia mal conservati, la principale causa dell’insorgenza di malattie polmonari, quali ad esempio l’asma bronchiale, la bronchite cronica e il farmer’s lung (polmone del contadino). Inoltre, la polvere delle scuderie è costituita da particelle che derivano dai foraggi, dalle lettiere, dal mantello dei cavalli e dall’essiccamento delle deiezioni. La pericolosità della polvere è dovuta alla possibilità di veicolare agenti patogeni oltre a particelle con effetto allergenico a livello dell’apparato respiratorio (es. spore fungine)”.

Si indica che l’esposizione all’inalazione continuativa di spore fungine “può causare una serie di manifestazioni che vanno da forme di ipersensibilità dell’organismo, con la produzione di anticorpi specifici, a forme tossiche correlate a prodotti metabolici elaborati dal fungo”. E “l’inalazione continuativa di spore o componenti volatili di funghi filamentosi presenti nell’aria confinata può causare:

  • allergie di tipo I come asma e riniti (allergia di tipo immediato alle spore fungine inalate);
  • allergie di tipo I e III, legate a una ipersensibilità di tipo misto, immediata e semi ritardata, come l’aspergillosi broncopolmonare allergica (ABPA);
  • allergie di tipo III come l’alveolite allergica estrinseca (EAA) o Pneumopatia d’ipersensibilità comparabile alla malattia del polmone dell’agricoltore”.

 

Anche in questo caso il documento riporta alcuni approfondimenti, ad esempio sulle spore di funghi di campo dei generi Alternaria, Cladosporium, Fusarium, Helmintosporium, Diplodia, Rhizopus e Mucor. E si riporta una tabella con riferimento ad alcuni agenti biologici: Aspergillus fumigatus e Actinomiceti termofili - Saccharopolyspora rectivirgula.

 

Vengono poi fornite indicazioni sugli allergeni ambientali.

 

A questa categoria di allergie “appartengono le allergie ai pollini, le cui manifestazioni cliniche sono causate dall’inalazione dei pollini prodotti da alcune piante durante la fioritura. Di conseguenza, tipicamente il soggetto con allergie a pollini presenta sintomi respiratori o cutanei prevalentemente negli stessi mesi ogni anno, in corrispondenza del periodo di impollinazione della pianta a cui è sensibile”.

 

Rimandiamo sempre alla lettura integrale della guida che si sofferma su vari altri aspetti connessi alle sintomatologie e alle malattie trasmesse da vari insetti.

 

L’indice del documento sull’industria del cavallo

Riportiamo, in conclusione, l’indice generale del documento “Guida non vincolante alle migliori prassi per l’applicazione delle norme in materia di protezione della salute e della sicurezza dei lavoratori nell’industria del cavallo”.

 

Prefazione

Ringraziamenti

Introduzione

 

Capitolo 1 - L’INDUSTRIA EQUESTRE

Capitolo 2 - IL CAVALLO ATLETA

Capitolo 3 - LA SICUREZZA SUL LAVORO

Capitolo 4 - DVR (DOCUMENTO VALUTAZIONE DEI RISCHI)

Capitolo 5 - LA GESTIONE DEL PRIMO SOCCORSO

Capitolo 6 - LA SEGNALETICA DI SICUREZZA

Capitolo 7 - DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALI (DPI)

Capitolo 8 - AMBIENTI DI LAVORO NELL’INDUSTRIA DEL CAVALLO

Capitolo 9 - MANUTENZIONE DELLE STRUTTURE

Capitolo 10 - RISCHIO ELETTRICO

Capitolo 11 - RISCHIO INCENDIO

Capitolo 12 - L’INFORMAZIONE/LA FORMAZIONE/ADDESTRAMENTO

Capitolo 13 - BARDATURA E FINIMENTI DEL CAVALLO

Capitolo 14 - PROCEDURE CON IL CAVALLO

Capitolo 15 - I RISCHI PER LA SALUTE

Capitolo 16 - IL CAVALLO: UN APPROCCIO RIABILITATIVO BIO-PSICO-SOCIALE

Capitolo 17 - CENNI DI PRIMO SOCCORSO NELL’INDUSTRIA EQUESTRE

 

Da leggere in poltrona

Bibliografia

 

 

 

RTM

 

 

Scarica il documento da cui è tratto l'articolo:

Luigi Aversa, “Guida non vincolante alle migliori prassi per l’applicazione delle norme in materia di protezione della salute e della sicurezza dei lavoratori nell’industria del cavallo”, a cura di Luigi Aversa (Specialista in Medicina del Lavoro), edizione 2023.

 


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