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Accesso in quota su alberi con funi: procedure e ancoraggi sicuri
Roma, 29 Mag – In conformità a quanto indicato dal comma 1 dell’art. 116 (Obblighi dei datori di lavoro concernenti l’impiego di sistemi di accesso e di posizionamento mediante funi) del d.lgs. n. 81/2008, i lavori mediante funi “devono essere sorvegliati continuamente; pertanto, è sempre necessaria la presenza del preposto, inoltre, l’accesso in quota mediante funi deve essere compiuto prevedendo l’impiego di sistemi costituiti almeno da:
- due funi ancorate separatamente, di cui una destinata all’accesso, la discesa e il sostegno detta fune di lavoro, e l’altra con funzione di dispositivo ausiliario, detta fune di sicurezza. Le due funi devono avere colori diversi. La fune di sicurezza può assolvere la funzione di fune di emergenza a condizione che, durante tutta la fase di accesso, sia sempre utilizzabile dal soccorritore;
- imbracatura di sostegno del lavoratore collegata:
- alla fune di lavoro attraverso meccanismi sicuri di salita e discesa e dotata di un sistema autobloccante volto a evitare la caduta nel caso in cui il lavoratore perda il controllo dei propri movimenti;
- alla fune di sicurezza attraverso un dispositivo mobile contro le cadute che segue gli spostamenti del lavoratore”.
A segnalarlo è il documento “ Istruzioni per l’esecuzione in sicurezza di lavori su alberi con funi”, allegato alla Circolare n. 2 del 13 febbraio 2025 del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, che fornisce importanti misure di sicurezza per lo svolgimento di lavori su alberi con funi”.
Riguardo al tema delle procedure di lavoro e, in particolare, dell’accesso in quota il documento allegato alla circolare indica anche che, riguardo a quanto indicato sopra, le due funi (di lavoro e di sicurezza) “devono essere ancorate separatamente, parallelamente e in modo che non ci siano ostacoli tra l’una e l’altra. Dette funi devono essere dotate di dispositivi atti a evitare la loro fuoriuscita dai meccanismi quali ad esempio terminazioni prefabbricate o chiuse con idoneo nodo”.
Si segnala poi che in tutte le fasi di accesso in quota, “l’imbracatura di sostegno indossata dal lavoratore deve essere sempre collegata alla fune di sicurezza e alla fune di lavoro” e si sottolinea che l’accesso in quota è una fase articolata, “i cui passaggi principali sono:
- la valutazione del sistema di accesso;
- la valutazione degli ancoraggi
- l’installazione del sistema di accesso;
- l’installazione del sistema di ancoraggio alla base dell’albero o in quota”.
Ci soffermiamo su questi aspetti con riferimento ai seguenti argomenti:
- Procedure per i lavori su alberi con funi: valutazione del sistema di accesso
- Procedure per i lavori su alberi con funi: valutazione degli ancoraggi
- Procedure per i lavori su alberi con funi: installazione del sistema di accesso
Procedure per i lavori su alberi con funi: valutazione del sistema di accesso
Il paragrafo 6.3.1 del documento si focalizza sulla “valutazione del sistema di accesso (mediante funi, mediante progressione alternata, mediante arrampicata)”.
Si segnala che, durante questa fase, “deve essere predisposto il sistema attraverso il quale gli operatori avranno accesso alla chioma della pianta. Questo dovrà essere opportunamente documentato nel programma dei lavori a cui il preposto dovrà vigilare in funzione di:
- caratteristiche morfologiche e fisiologiche dell’albero: il tipo di chioma, la struttura interna (disposizione dei rami), eventuali danni o difetti interni determinano la scelta e la quantità dei punti di ancoraggio per l’accesso e quindi la tecnica di accesso adeguata. È possibile che anche su esemplari della stessa specie sia necessario variare la tecnica di accesso;
- presenza o meno di tirante d’aria lungo la linea d’accesso. La struttura dell’albero determina la presenza o meno del tirante d’aria, che è una delle caratteristiche basilari nella scelta di un sistema di accesso piuttosto che un altro. In assenza del tirante d’aria, i sistemi di arresto caduta non garantiscono la sicurezza dell’operatore, in quanto non sussistono le condizioni di utilizzo indicate dai costruttori. In queste circostanze, è preferibile ricorrere a sistemi di regolazione delle funi ovvero a meccanismi sicuri che consentono di mantenere in tensione la fune per prevenire una caduta;
- dispositivi di protezione individuale (DPI). Come previsto dall’articolo 76 del decreto legislativo n .81 devono essere individuati i dispositivi di protezione individuale “più adatti alla tipologia del lavoro da svolgere anche sulla base delle caratteristiche arboree”.
Procedure per i lavori su alberi con funi: valutazione degli ancoraggi
La circolare, attraverso il documento allegato, fornisce informazioni (6.3.2) anche sulla valutazione degli ancoraggi.
Si ricorda che i punti di ancoraggio sulla pianta “devono essere accuratamente selezionati e valutati dal preposto e dall’operatore per verificarne l’idoneità. Entrambi devono quindi avere una professionalità e una competenza tali da comprendere:
- le caratteristiche legnose delle specie arboree;
- lo stato di salute degli alberi e i potenziali effetti di un eventuale decadimento, danni o difetti presenti sull’albero;
- la morfologia delle inserzioni;
- le forze potenziali che possono generarsi sull’ancoraggio durante le fasi di accesso e di lavoro”.
Inoltre, si indica che l'ancoraggio delle funi di lavoro e di sicurezza “deve avvenire attraverso le tecniche di seguito identificate, la cui differenza principale è sostanzialmente riconducibile alla zona dell'albero in cui avviene l'ancoraggio ed alla fase di lavoro:
- Ancoraggio a strozzo diretto della fune: la fune può essere ancorata collegando l'asola prefabbricata o realizzata con nodo idoneo (es. a otto o delle guide con frizione), di seguito definita capo asolato, con un connettore, strozzandola direttamente”. Una possibile variante può essere rappresentata “dal caso in cui la fune, scavalcando la forcella, sia strozzata al di sotto di questa mediante un nodo realizzato nel braccio ascendente, con l'ausilio di un connettore, in cui è infilato il braccio discendente della fune”;
- Ancoraggio della fune con dispositivo a strozzo: “la fune può essere ancorata collegando il suo capo asolato con un connettore ad un dispositivo (es. un anello di fettuccia) posizionato a strozzo sul punto di ancoraggio prescelto”. L’ancoraggio a fettuccia “può essere sostituito da uno spezzone di corda. Una variante può essere rappresentata dall'ancoraggio di tipo regolabile”;
- Ancoraggio della fune con dispositivo passante: “la fune può essere ancorata collegando il suo capo asolato con un connettore ad un dispositivo (es. un anello di fettuccia) passante intorno al punto di ancoraggio prescelto”. L’ancoraggio a fettuccia “può essere sostituito da uno spezzone di corda”. Nel caso di corda raddoppiata è possibile ricorrere all'ancoraggio indicato in una figura del documento;
- Ancoraggio della fune alla base dell'albero con rinvio in alto – “dopo aver issato la fune e averla fatta passare su una forcella di ancoraggio alto, si realizza un ancoraggio fisso” collegando “un connettore a un capo asolato della fune secondo le modalità descritte nei precedenti punti 1 o 2, quindi si utilizza il braccio discendente libero della fune per la salita. In alternativa all'ancoraggio fisso è possibile realizzare un ancoraggio svincolabile” utilizzando un “discensore autobloccante vincolato alla base dell'albero in cui è fatto passare il braccio ascendente della fune. In questo caso è necessario mantenere a terra un avanzo di fune pari almeno alla distanza dal suolo della forcella di ancoraggio in quota. L'utilizzo del discensore autobloccante in alternativa al connettore consente, limitatamente ad alcuni scenari lavorativi, di poter intervenire per calare da terra il lavoratore in caso di necessità”.
Rimandiamo alla lettura integrale del documento che quasi per ogni tecnica indicata sopra presenta utili immagini esplicative.
Sono poi riportate ulteriori indicazioni relative alle tecniche utilizzabili in “casi eccezionali opportunamente dichiarati, valutati, documentati nel programma dei lavori in cui non sia possibile ricorrere allo strozzo diretto delle funi o all’ancoraggio rinviato in alto”.
Procedure per i lavori su alberi con funi: installazione del sistema di accesso
Veniamo, infine, a parlare (6.3.3) dell’installazione del sistema di accesso (mediante funi, mediante progressione alternata, mediante arrampicata)
Si indica che l’installazione del sistema di accesso “dipende dalla conformazione dell’albero e può essere fatta in diverse modalità legate alle varie altezze”.
In particolare, nel caso di accesso mediante funi, “l’installazione delle corde avviene solitamente da terra, e, nel caso di alberi ad alto fusto, attraverso il lancio di un peso legato ad una piccola fune chiamata ‘sagolino’. La salita in quota avviene con il lavoratore direttamente sostenuto dalla fune di lavoro. L’ulteriore progressione verticale può avvenire lanciando le corde più in alto dall’interno della chioma e proseguendo mediante arrampicata”.
Se non è possibile lanciare il sagolino, “si può ricorrere all’arrampicata sin dalla base. Generalmente si raggiunge con la scala, previa applicazione di tutte le necessarie procedure di sicurezza, la prima sezione dove si le prime ramificazioni. Durante l’arrampicata dovranno essere sempre alternati corda di lavoro e cordino di posizionamento. La fune di emergenza dovrà comunque essere utilizzabile dal soccorritore mediante appositi frazionamenti”.
Nei casi in cui si ha una “limitata altezza dell’albero (7 metri)” e una “conformazione della chioma che consente una facile arrampicata sia dell’operatore sia dell’eventuale soccorritore è possibile progredire alternando una fune con il cordino di posizionamento”.
Riprendiamo dal documento un’immagine sul caso di “alternazione cordino con una fune”:

Infine, si evidenzia che “nei casi di abbattimento la progressione verso l’alto per l’installazione delle funi può essere ulteriormente agevolata da appositi ramponi”.
Concludiamo segnalando che, riguardo alle procedure di lavoro, il documento affronta anche i seguenti temi:
- organizzazione dell’area di lavoro
- ispezione visiva dell’albero e dell’area circostante
- spostamento in chioma
- taglio in quota
- gestione delle emergenze.
RTM
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