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Cantieri: scelta, montaggio e manutenzione delle reti di sicurezza

Cantieri: scelta, montaggio e manutenzione delle reti di sicurezza
15/01/2019: Indicazioni tratte dai nuovi quaderni tecnici dell’Inail per i cantieri temporanei o mobili. Informazioni per la scelta delle reti di sicurezza e le verifiche da fare per il montaggio, lo smontaggio e la manutenzione.
 

Roma, 15 Gen – Anche se le reti di sicurezza non sono esplicitamente citate nel D.Lgs. 81/2008, tra le opere provvisionali e i dispositivi di protezione collettiva utilizzabili per ‘eliminare i pericoli di caduta di persone e di cose’, sono sicuramente uno strumento importante per ridurre gli effetti di una possibile caduta dall’alto nei cantieri temporanei e mobili.

 

E per questo motivo in questi anni l’ Inail ha fornito informazioni sulle reti di sicurezza in diversi documenti; ad esempio nel Quaderno di ricerca “ Esecuzione in sicurezza dei lavori in copertura. Misure di prevenzione e protezione” o nel Quaderno tecnico “ Reti di sicurezza”, a cura di Luca Rossi, Francesca Maria Fabiani e Davide Geoffrey Svampa, che fa parte dei  “ Quaderni Tecnici per i cantieri temporanei o mobili” realizzati dal Dipartimento innovazioni tecnologiche e sicurezza degli impianti, prodotti e insediamenti antropici nel 2014, arricchiti poi  con una versione per immagini e successivamente aggiornati nel 2018.



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La scelta delle reti di sicurezza per i cantieri

In particolare nel nuovo Quaderno Tecnico oltre a riportare indicazioni sulla normativa di riferimento e sulla classificazione di questi dispositivi di protezione collettiva, sono fornite utili indicazioni anche sulla scelta, montaggio, smontaggio e manutenzione delle reti.

 

Riguardo alla scelta si segnala che le reti di sicurezza da adottare in una specifica realizzazione “dipendono dai rischi da eliminare e/o ridurre, preventivamente individuati nell’attività di valutazione dei rischi”. E le reti devono essere “posizionate il più possibile vicino al piano di lavoro”.

Con riferimento alle figure presentate nel documento, “per la scelta del sistema e per il suo posizionamento è necessario valutare:

  • l’altezza di caduta (He, Hi, Hr);
  • la profondità di raccolta (b);
  • l’inclinazione del piano di lavoro (maggiore o minore di 20°);
  • la presenza di ostacoli che intralcino la trattenuta della rete”.

 

Ad esempio riguardo ai sistemi per l’impiego orizzontale (S, T) – come presentati nel Quaderno Tecnico o in un precedente articolo del nostro giornale – nel documento sono presentate due figure che forniscono “alcune indicazioni della normativa sulle altezze di caduta (He, Hi, Hr), sulla profondità di raccolta (b) in relazione all’inclinazione del piano di lavoro”: la figura 6a per piani di lavoro con inclinazione fino ai 20° e la figura 6b, con inclinazione oltre i 20°. 

 

Riportiamo dal documento le due figure:

 

Altezze di caduta ammissibili

 

Questo il significato dei vari simboli indicati:

  • He = distanza verticale fra le estremità del piano di lavoro e la rete di sicurezza. Tale altezza di caduta deve essere sempre inferiore ai 6 m.
  • Hi = distanza verticale fra la posizione di lavoro e la rete di sicurezza. Tale altezza di caduta deve essere sempre inferiore ai 6 m.
  • Hr = distanza verticale fra la posizione di lavoro da mettere in sicurezza e il punto della rete che dista due metri dal bordo. Tale altezza di caduta deve essere sempre inferiore ai 3 m.
  • b = Profondità di raccolta. b è in funzione di He.

 

Il documento, che vi invitiamo a visionare integralmente, indica che per il Sistema S, la normativa UNI EN 1263-2 “fornisce la deformazione massima (fmax) della rete in relazione all’altezza di caduta (h) e della dimensione del lato corto (l) della rete” (con riferimento ad un ulteriore figura - figura 7 - presente nel Quaderno).

 

Riguardo, invece, ai sistemi per l’impiego verticale (U, V), si riportano altre indicazioni:

  • “per i limiti di posizionamento delle reti del Sistema U si veda la UNI EN 13374 ed il Quaderno Tecnico sui Parapetti provvisori. La UNI EN 1263-2 definisce un’altezza massima di caduta He ≤ 6 m con un prolungamento del bordo superiore della rete di almeno un metro dall’ultimo piano di lavoro sul quale si esegue la lavorazione”;
  • “il Sistema V, compatibilmente a tali limitazioni, può essere utilizzato per proteggere il lavoratore che opera su piani di lavoro contigui (inferiore e superiore) attraverso un unico dispositivo di protezione collettiva”. 

 

Il montaggio e smontaggio delle reti di sicurezza

Il Quaderno Tecnico indica che prima del montaggio delle reti di sicurezza “è necessario verificare:

  • l’idoneità della struttura di ancoraggio (tipologia del materiale base, dimensioni, spessore);
  • le condizioni della superficie di lavoro (presenza di ghiaccio, scivolosità);
  • la presenza di vento;
  • le condizioni atmosferiche;
  • l’applicabilità della procedura o delle istruzioni di montaggio;
  • l’idoneità dei dispositivi di ancoraggio (meccanici, chimici) per l’uso previsto;
  • l’idoneità del Sistema (S, T, U, V) e della Classe (A1, A2, B1, B2) per l’uso previsto;
  • l’integrità di tutti i componenti della rete di sicurezza (materiali e saldature, assenza di corrosione, deformazioni o ammaccature, tagli, lacerazioni, abrasioni, deterioramento).

 

E prima dello smontaggio “è necessario verificare:

  • le condizioni della superficie di lavoro (presenza di ghiaccio, scivolosità);
  • la presenza di vento;
  • le condizioni atmosferiche (vento, pioggia ecc.);
  • l’applicabilità della procedura o delle istruzioni di smontaggio. Dopo lo smontaggio della rete di sicurezza è necessario verificare:
  • l’integrità di tutti i componenti;
  • l’assenza di corrosione;
  • l’assenza di danni ai materiali e alle saldature;
  • l’assenza di deformazioni o ammaccature;
  • l’assenza di tagli, lacerazioni e abrasioni;
  • il deterioramento;
  • lo stato tensionale”.

 

Cosa verificare nella manutenzione delle reti di sicurezza?

Riportiamo, in conclusione, alcune indicazioni essenziali di manutenzione, una manutenzione che deve essere effettuata da parte di personale qualificato.

 

In particolare per i componenti metallici la manutenzione prevede:

  • “la verifica dello stato superficiale;
  • la verifica dell’usura;
  • la verifica dei danni dovuti alla corrosione;
  • la verifica dello stato delle saldature;
  • la verifica dello stato di viti, perni e bulloni;
  • il serraggio dei bulloni;
  • la verifica del periodo di servizio”.

 

Mentre per i componenti in tessuto “prevede:

  • la verifica sulla presenza di tagli;
  • la verifica sulla presenza di abrasioni;
  • la verifica dell’usura;
  • la verifica dei danni dovuti al calore e a sostanze aggressive (acidi, solventi);
  • la verifica del deterioramento dovuto ai raggi del sole;
  • la verifica dello stato tensionale;
  • la verifica della modifica del colore;
  • la verifica del periodo di servizio”.    

 

Segnaliamo, infine, che il Quaderno Tecnico contiene varie risposte alle cosiddette FAQ (frequently asked questions), anche con riferimento alle norme tecniche UNI EN 1263-1 e UNI EN 1263-2.

 

 

RTM

 

 

Scarica il documento da cui è tratto l'articolo:

Inail, Dipartimento innovazioni tecnologiche e sicurezza degli impianti, prodotti e insediamenti antropici, “ Reti di sicurezza”, Quaderno Tecnico per i cantieri temporanei o mobili a cura di Luca Rossi, Francesca Maria Fabiani e Davide Geoffrey Svampa con la collaborazione di Calogero Vitale, edizione 2018 (formato PDF, 1.18 MB).

 

 

Vai all’area riservata agli abbonati dedicata a “ Reti di sicurezza nei cantieri temporanei o mobili”.

 

 

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