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Inail: destinazione d’uso e classificazione dei parapetti provvisori

Inail: destinazione d’uso e classificazione dei parapetti provvisori
04/10/2018: Indicazioni tratte dai nuovi quaderni tecnici dell’Inail per i cantieri temporanei o mobili. Cosa sono e a cosa servono i parapetti provvisori. La classificazione dei parapetti secondo la UNI EN 13374:2013.

Roma, 4 Ott – Con l’obiettivo di far crescere il livello di sicurezza negli ambienti lavorativi, il Dipartimento innovazioni tecnologiche e sicurezza degli impianti, prodotti e insediamenti antropici dell’ Inail ha recentemente pubblicato gli aggiornamenti dei “ Quaderni Tecnici per i cantieri temporanei o mobili” già proposti nel 2014 e successivamente arricchiti nel 2016 con una versione per immagini.

Quaderni che rappresentano un “agile strumento sia per l’informazione e la formazione dei lavoratori sia per il miglioramento dell’organizzazione delle piccole e medie imprese”.



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Informazione ai lavoratori sui rischi specifici ai sensi dell'art. 36 del D.Lgs. 81/2008 - La sicurezza nel cantiere edile
 

Ci soffermiamo oggi in particolare sul Quaderno Tecnico “Parapetti provvisori” - a cura di Luca Rossi, Francesca Maria Fabiani e Davide Geoffrey Svampa – in cui si spiega che l’adozione dei parapetti provvisori “permette di ridurre gli effetti di una possibile caduta dall’alto e ben esprime il concetto di protezione collettiva”. Inoltre la classificazione introdotta dalla norma tecnica di prodotto UNI EN 13374:2013 contribuisce poi “in maniera incisiva al processo di valutazione del rischio in quanto mette in relazione i requisiti prestazionali e geometrici che i parapetti devono possedere con quelli relativi alla superficie di lavoro, esprimibili attraverso la pendenza e l’altezza di caduta”.

 

Parapetti provvisori

 

Cosa sono e a cosa servono i parapetti provvisori

Ricordiamo ancora una volta cosa sono, e che destinazione d’uso hanno, i parapetti provvisori utilizzati nei cantieri temporanei e mobili.

 

I parapetti provvisori “sono dispositivi di protezione collettiva (DPC) destinati alla protezione di persone e/o cose contro le cadute dall’alto” e sono costituiti “da almeno due montanti sui quali vengono fissati il corrente principale, il corrente intermedio e la tavola fermapiede realizzabili con diversi materiali (ad es. legno, acciaio ecc)”.

 

Riguardo alla destinazione d’uso questi DPC “devono essere utilizzati nelle lavorazioni in cui c’è il rischio di caduta dall’alto e cioè nei lavori in quota (attività lavorative che espongono il lavoratore al rischio di caduta da una quota posta ad altezza superiore a 2 m rispetto ad un piano stabile) e nei lavori di scavo (attività lavorative che espongono il lavoratore anche al rischio di caduta all’interno dello scavo ad una quota posta ad una profondità superiore a 2 m rispetto al piano di campagna)”.

 

Nel documento dell’Inail sono poi riportati anche i documenti di riferimento:

  • D.lgs. 81/08 e smi - Attuazione dell’articolo 1 della legge 3 agosto 2007, n. 123, in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro.
  • D.lgs. 206/05 e smi - Codice del consumo, a norma dell’articolo 7 della legge 29 luglio 2003, n. 229.
  • UNI EN 13374: 2013 - Sistemi temporanei di protezione dei bordi - Specifiche di prodotto, metodi di prova.

 

La classificazione dei parapetti provvisori

Come anticipato il quaderno tecnico del 2018 riporta molte indicazioni tratte dalla norma UNI EN 13374:2013 che è la versione ufficiale della norma europea EN 13374 (edizione maggio 2013).

 

La norma, come si ricorda sul sito dell’Ente italiano di normazione (UNI), specifica in particolare i requisiti e i metodi di prova per sistemi temporanei di protezione dei bordi destinati all'uso durante la costruzione o la manutenzione di edifici e di altre strutture. E si applica ai sistemi di protezione dei bordi per superfici piane e inclinate e specifica i requisiti per tre classi di sistemi temporanei di protezione dei bordi. Inoltre per sistemi di protezione dei bordi con funzione di arresto (per esempio dalla caduta o dallo scivolamento da un tetto inclinato), la norma specifica i requisiti per l' assorbimento di energia.

 

Veniamo alla classificazione dei parapetti secondo la UNI EN 13374:2013 e con riferimento a quanto riportato nel Quaderno Tecnico.

 

I parapetti provvisori sono divisi in tre classi (A, B, C) “in base ai requisiti prestazionali specificati:

  • Classe A:
    • “sostenere una persona che si appoggi alla protezione e fornire una presa mentre si cammina di fianco alla protezione; e
    • arrestare una persona che stia camminando o cadendo verso la protezione.
  • Classe B:
    • sostenere una persona che si appoggi alla protezione e fornire un appiglio mentre si cammina di fianco alla protezione; e
    • arrestare una persona che stia camminando o cadendo verso la protezione;
    • arrestare una persona che stia scivolando o cadendo lungo una superficie inclinata.
  • Classe C:
    • arrestare una persona che stia scivolando o cadendo lungo una superficie molto inclinata”.

 

Questi, invece, i requisiti dimensionali dei parapetti provvisori delle classi A, B e C:

  • Classe A:
    • “distanza fra la parte più alta del corrente principale e la superficie di lavoro ≥ 100 cm;
    • distanza fra il bordo superiore della tavola fermapiede e la superficie di lavoro ≥ 15 cm;
    • spazio libero fra i correnti < 47 cm;
    • inclinazione del parapetto rispetto alla verticale ≤ 15°.
  • Classe B:
    • distanza fra la parte più alta del corrente principale e la superficie di lavoro ≥ 100 cm;
    • distanza fra il bordo superiore della tavola fermapiede e la superficie di lavoro ≥ 15 cm;
    • spazio libero fra i correnti < 25 cm;
    • inclinazione del parapetto rispetto alla verticale ≤ 15°.
  • Classe C:
    • distanza fra la parte più alta del corrente principale e la superficie di lavoro ≥ 100 cm;
    • distanza fra il bordo superiore della tavola fermapiede e la superficie di lavoro ≥ 15 cm;
    • spazio libero fra i correnti < 10 cm;
    • inclinazione del parapetto compresa fra la verticale e la perpendicolare alla superficie inclinata da proteggere.

 

Riportiamo, a titolo esemplificativo, un’immagine del quaderno relativa ai requisiti geometrici di un parapetto provvisorio di classe B secondo la UNI EN 13374 (misure in mm):

 

Requisiti geometrici di un parapetto provvisorio di classe B secondo la UNI EN 13374

 

I parapetti provvisori possono anche essere classificati in base alla metodologia di costruzione.

 

In questo caso si distinguono in:

  • tradizionali: “costruiti in cantiere, in legno o in acciaio”. I parapetti tradizionali “sono molto diffusi in quanto il materiale necessario al loro assemblaggio è generalmente disponibile in cantiere”;
  • prefabbricati: “costruiti in fabbrica e assemblati in cantiere, generalmente in acciaio”. I parapetti prefabbricati “sono molto versatili per la possibilità di montaggio, con vari sistemi di fissaggio, su diverse tipologie di supporto”. Sono inoltre “facili da installare”.

 

Concludiamo segnalando che il Quaderno Tecnico, che vi invitiamo a visionare integralmente e che è ricco di immagini esplicative, riporta indicazioni anche relative alla scelta, montaggio, uso, smontaggio e manutenzione dei parapetti provvisori. E contiene anche una serie di utili risposte alle cosiddette FAQ (frequently asked questions).

 

L’indice del documento:

 

1. Denominazione

2. Documenti di riferimento

3. Cosa sono

4. Destinazione d’uso

 

5. Classificazione

5.1 Classificazione secondo la UNI EN 13374: 2013

5.2 Classificazione per tipologia

 

6. Marcatura

 

7. Indicazioni essenziali per la scelta, il montaggio, l’uso e lo smontaggio

7.1 Scelta

7.2 Montaggio

7.3 Uso

7.4 Smontaggio

 

8. Indicazioni essenziali di manutenzione

9. FAQ (Frequently asked questions)

Riferimenti nel D.Lgs 81/08

 

 

RTM

 

 

Scarica il documento da cui è tratto l'articolo:

Inail, Dipartimento innovazioni tecnologiche e sicurezza degli impianti, prodotti e insediamenti antropici, “ Parapetti provvisori”, Quaderno Tecnico per i cantieri temporanei o mobili a cura di Luca Rossi, Francesca Maria Fabiani e Davide Geoffrey Svampa con la collaborazione di Calogero Vitale, edizione 2018 (formato PDF, 1.02 MB).

 

 

Vai all’area riservata agli abbonati dedicata a “ Parapetti provvisori nei cantieri temporanei o mobili”.



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