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Lavoro marittimo: attrezzature, cadute dall’alto e agenti chimici

Lavoro marittimo: attrezzature, cadute dall’alto e agenti chimici
Redazione
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 Pesca e navigazione
11/08/2014: Una guida per la navigazione sicura e la gestione delle emergenze si sofferma su alcuni rischi lavorativi nelle attività marittime. Focus sui rischi correlati a cadute dall’alto, agenti chimici e utilizzo di attrezzature e macchine.
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Roma, 11 ago – Abbiamo ricordato in questi mesi come l’ attività marittima sia spesso caratterizzata da elevati rischi e necessiti di una particolare attenzione nella tutela della salute e sicurezza dei lavoratori. E per questo motivo è stata realizzata la “ Guida per una navigazione sicura e per la gestione delle emergenze”, un documento frutto della collaborazione di tre soggetti pubblici: la Direzione Marittima del Friuli Venezia Giulia, l’ Azienda Sanitaria n. 1 Triestina e l’ Inail - Settore Navigazione.
 
La guida, già presentata da PuntoSicuro, si sofferma nel dettaglio dei vari rischi dando informazioni sugli obblighi, su quanto richiesto dalla normativa, sulle corrette precauzioni e sugli eventuali DPI utilizzabili.
 
Il lavoratore marittimo è soggetto, come molti lavoratori, al rischio di cadute dall’alto, ad esempio nella manutenzione e pulizia di impianti e strutture, nell’accesso alle merci e contenitori in quota, nell’imbarco/sbarco dalla nave o verniciature con biscagline, nell’ accesso agli impianti per manovre o regolazioni.
Dopo aver fatto cenno ai dispositivi di protezione (ad esempio all’importanza dell’ imbracatura di sicurezza), sono segnalati gli idonei comportamenti del lavoratore:
- “accertarsi dell’integrità delle attrezzature;
- il sistema di protezione deve essere assicurato a una guida, una linea vita o a parti stabili delle opere fisse;
- non operare da soli in situazioni di rischio specifico;
- non trasportare materiale durante l’utilizzo delle scale”.
 

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Riportiamo anche un breve elenco di precauzioni:
- “fornire attrezzature idonee per il lavoro specifico;
- assicurare adeguatamente o trattenere al piede le scale nel caso ci sia pericolo di sbanda-mento;
- verificare l’esistenza di dispositivi antisdrucciolevoli alle estremità inferiori e superiori dei montanti della scala;
- fissare la scala a parti fisse durante la lavorazione;
- utilizzare il salvagente durante le lavorazioni all’esterno della nave e con rischio di caduta a mare”.
 
Questi invece alcuni obblighi:
- “prediligere le misure collettive di protezione; ove questo non sia possibile, utilizzare i DPI” (il D.Lgs. 81/2008 fa riferimento all’installazione di dispositivi di protezione collettiva contro le cadute come parapetti, corrimani e barriere);
- non manomettere i DPI;
- addestrare i lavoratori in modo specifico sull’utilizzo dei DPI;
- conoscere le procedure di emergenza;
- utilizzo di attrezzature certificate”.
Senza dimenticare che si devono esporre i lavoratori a rischio in quota “solo se le condizioni meteorologiche lo permettono”, che bisogna “manutenere periodicamente i DPI e predisporre una pronta sostituzione in caso di danneggiamento”.
 
Un rischio presente anche a bordo di una nave è quello correlato all’utilizzo di attrezzature e impianti.
 
La guida riporta alcune utili precauzioni:
- cime e verricelli: “gabbie protettive o barriere per non venire a contatto con le parti mobili; segnalazione ottica e acustica dei movimenti pericolosi, sistemi di arresto di emergenza”;
- manovre di apertura portelloni, scala reale, stive: “accertarsi dell’assenza di persone in prossimità degli organi in movimento nelle manovre con comando a distanza; seguire le procedure scritte; installare i blocchi meccanici qualora previsti; verificare il corretto funzionamento dei dispositivi di fine corsa; eliminare le perdite dei circuiti idraulici di manovra”;
- condutture e apparecchiature elettriche: “non eseguire manutenzioni elettriche in assenza di qualifica specifica; adeguato isolamento elettrico e meccanico dei conduttori; mantenere i quadri elettrici sempre chiusi; fare attenzione alla segnaletica elettrica”;
- tubolature e condotti: “effettuare una manutenzione costante; eliminare immediatamente eventuali perdite; le parti calde devono avere delle coibentazioni adeguate; contenere eventuali perdite con appositi materiali assorbenti; utilizzare a seconda delle necessità visiere, guanti e scarpe antiscivolo”;
- impianti di ventilazione: “pulire periodicamente le condotte ed i sistemi di filtraggio; pulire periodicamente le vasche di condensa e/o gli impianti di umidificazione; pulire i terminali di ventilazione (bocchette d’aria); verificare periodicamente le portate d’aria”.
La guida, che vi invitiamo a leggere integralmente, si sofferma anche sulla sicurezza in alcune attività e macchine da officina: trapani, sega circolare per metalli, saldatura, torni, smerigliatrici fisse e portatili.
 
Concludiamo occupandoci del rischio correlato agli agenti chimici, ad esempio in relazione a particolari lavorazioni e attività: pitturazioni; manutenzioni meccaniche; pulizia e sanificazione; disinfestazione; ingrassaggio macchinari/attrezzature; purificazione acque sentina.
 
Questi, con riferimento all’uso dei dispositivi di protezione individuali, i comportamenti idonei:
- “utilizzo costante dei DPI;
- rispetto delle procedure di sicurezza;
- accertarsi della presenza di una adeguata ventilazione nei casi in cui vengano utilizzate delle maschere;
- verificare l’assenza di possibili inneschi”.
 
Le precauzioni:
- “fornire attrezzature idonee per il lavoro specifico;
- ridurre al minimo il numero di lavoratori esposti;
- ridurre al minimo la durata e l’intensità dell’esposizione;
- presenza di ventilazione continua quando necessaria;
- procedure di sicurezza nei luoghi chiusi” (nella guida una scheda è dedicata anche ai luoghi confinati);
- “disponibilità delle schede di sicurezza”.
Riportiamo gli obblighi e alcune indicazioni tratte dalla normativa (D.Lgs. 81/2008):
- “etichettare i prodotti utilizzati qualora suddivisi in aliquote;
- consultare le schede di sicurezza dei prodotti utilizzati;
- mantenere chiusi i contenitori delle sostanze in uso, in luogo dedicato e ben areato;
- sanificare o sostituire periodicamente i DPI personali;
- attenersi rigorosamente alla simbologia e alle indicazioni di sicurezza;
- osservare le procedure d’uso dei prodotti e quelle di emergenza”;
- “gestione corretta degli agenti chimici in ogni tipo di procedimento, compresa la produzione, la manipolazione, l’immagazzinamento, il trasporto o l’eliminazione e il trattamento dei rifiuti;
- eliminare o ridurre al minimo il rischio anche attraverso la sostituzione con altri agenti meno pericolosi;
- valutare lo stato di salute del singolo lavoratore in funzione dell’esposizione all’agente chimico;
- valutare i rischi derivanti dalla presenza di agenti chimici tenendo conto delle loro proprietà pericolose e delle informazioni sulla salute e la sicurezza;
- individuare le misure generali per la prevenzione dei rischi, le appropriate misure specifiche di prevenzione e protezione, le apposite procedure in caso di incidenti o emergenza”.
 
Segnaliamo, infine, che la guida si occupa anche di altri rischi lavorativi: locali chiusi e angusti, cucina, rumore, movimentazione manuale dei carichi e microclima.
 
 
 
Direzione Marittima del Friuli Venezia Giulia, Azienda Sanitaria n. 1 Triestina, Inail - Settore Navigazione, “ Guida per una navigazione sicura e per la gestione delle emergenze”, a cura di Paolo Masella, Maria Gabriella Grasso, Franca Filippi, Mauro Morganti, Pietro Valenta, Paolo Toffanin, Alice Benussi, Daniela Bais, edizione giugno 2014 (formato PDF, 1.75 MB).
 
 
 
Vai all’area riservata agli abbonati dedicata a “ Guida per una navigazione sicura”.
 
 
RTM



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