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Inail: guida per la navigazione sicura e la gestione delle emergenze

Inail: guida per la navigazione sicura e la gestione delle emergenze
11/07/2014: Pubblicata la guida per una navigazione sicura e per la gestione delle emergenze. Gli obiettivi, l’equipaggio e gli aspetti ambientali. Focus sulle attività negli ambienti di lavoro chiusi: obblighi, comportamenti e precauzioni.
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Roma, 11 Lug – Spesso si sottolinea quanto il settore marittimo abbia una grande importanza e peso nella nostra economia nazionale, ma non sempre si ricorda che l’ attività marittima è caratterizzata da elevati rischi, un alto grado di pericolosità e, dunque, necessita di specifiche misure di prevenzione.
Non bisogna dimenticare infatti che la nave è un ambiente isolato e il mare può determinare situazioni spesso impreviste ed imprevedibili.
 
Per conoscere questi ambienti e mettere in pratica precise misure di prevenzione, si può fare riferimento ad un nuovo documento dell’Inail dedicato ai lavoratori marittimi, dal titolo “Guida per una navigazione sicura e per la gestione delle emergenze”, un documento pubblicato nel mese di giugno 2014, frutto della collaborazione di tre soggetti pubblici: la Direzione Marittima del Friuli Venezia Giulia, l’ Azienda Sanitaria n. 1 Triestina e l’ Inail - Settore Navigazione.
 
La guida, dedicata a chi va per mare, si propone di “richiamare l’attenzione di tutti coloro che lavorano a bordo, armatori/datori di lavoro, comandanti preposti alla guida delle navi, componenti degli equipaggi, nonché di coloro che a vario titolo sono coinvolti - anche indirettamente - nella organizzazione della sicurezza a bordo (soggetti della sicurezza, associazioni di categoria, patronati, Organizzazioni Sindacali etc.) sul problema della prevenzione degli infortuni”.
 
Si sottolinea nella guida che in nave i compiti e le attività devono essere “ben distribuiti ed il lavoro deve essere programmato per quanto possibile sulla base delle esigenze e delle cadenze individuate. Il personale di bordo in caso di necessità, tuttavia, può essere chiamato in ogni momento a prestare la sua opera, spesso in condizioni critiche”.
 


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Al di là delle istruzioni specifiche correlate ai singoli rischi, il documento si sofferma anche su alcuni aspetti generali del lavoro in nave. Ad esempio sulla componente umana, sull’equipaggio.
 
Infatti a bordo nave “è estremamente importante che l’equipaggio sia adeguatamente organizzato in funzione delle competenze. Ciascun componente deve conoscere e rispettare i propri compiti e deve coordinarsi ed integrarsi con gli altri operatori di bordo. È fondamentale, inoltre, che il comandante ed i preposti siano capaci di orientare collaboratori e colleghi, e soprattutto di farli lavorare assieme, come una squadra ben affiatata ed organizzata, in grado di seguire corrette prassi operative. Uno degli aspetti più importanti è saper garantire la motivazione di ogni singola figura professionale e valorizzare l’apporto di tutti. Si deve tener conto anche del fattore fatica per cui le lavorazioni devono essere programmate adeguatamente alternando il lavoro ad adeguati periodi di riposo”.
Questi alcuni aspetti fondamentali del “lavorare insieme” che dovrebbero sempre essere garantiti a bordo nave:
- “composizione dell’equipaggio, per numero e qualifica, tale da garantire la sicurezza della navigazione, nonché l’efficienza dei servizi di bordo;
- completezza di addestramento;
- esperienza”.
E un altro aspetto essenziale del lavoro di bordo è “la solidarietà e l’armonia che deve sussistere tra i membri dell’equipaggio”. Un equipaggio “che operi in armonia e nel rispetto delle regole stabilite, oltre che svolgere con maggior produttività il proprio lavoro, garantisce maggiori condizioni di sicurezza. Valorizzando il lavoro in team e l’interdipendenza dei componenti, l’intero gruppo è in grado di affrontare efficacemente le sfide che man mano si presentano”.
La guida ricorda inoltre che il ruolo più importante “è attribuito al Comandante della nave, figura alla quale, insieme a quella dell’Armatore, vengono attribuiti specifici compiti in materia di organizzazione della sicurezza di bordo”.
 
Il documento fa alcuni cenni anche agli aspetti ambientali.
 
Nel lavoro marittimo ci sono infatti alcuni fattori che rappresentano importanti criticità e che possono condizionare la sicurezza e favorire il verificarsi di incidenti ed infortuni:
- “le condizioni meteorologiche (vento, ghiaccio, nebbia, etc);
- l’organizzazione del lavoro in ambito portuale;
- la densità del traffico navale;
- il frequente prolungato periodo di isolamento durante le navigazioni più lunghe”.
 
Cosa dicono i dati dell’Inail relativi agli incidenti?
La guida segnala che gli infortuni nel comparto marittimo “si verificano prevalentemente nelle categorie del naviglio passeggeri, del trasporto mercantile e in quella della pesca”.
E se, rispetto al 2011, nel 2012 si è osservata una “riduzione del 3,7% nel numero degli infortuni denunciati e del 2,8 % delle giornate indennizzate”, bisogna tener conto anche della “riduzione del livello occupazionale nel settore”.
 
Per concludere riportiamo alcune informazioni relative ai rischi e alle attività (pulizie, ispezioni, manutenzione, ...) negli ambienti di lavoro chiusi, di dimensioni ridotte, privi di ventilazione naturale (ad esempio cisterne, casse acqua e nafta, depositi di combustibile, doppi fondi, stive chiuse, ...). In pratica in tutti quei luoghi confinati “non utilizzati abitualmente quali posti fissi di lavoro”.
 
In questi ambienti, in cui i rischi possono essere diversi (elettricità, rumore, cadute dall’alto, difficile evacuabilità, ...), ci sono spesso difficili condizioni ambientali: temperature elevate, atmosfere irrespirabili con accumulo di gas nocivi ( monossido di carbonio, vapori di benzina, metano, azoto, idrogeno solforato, anidride carbonica da fermentazione, ...), polveri, carenza di ossigeno, ...
 
Dopo aver indicato i DPI più adeguati, la guida riporta alcuni suggerimenti relativi ai comportamenti:
- “nei casi in cui vengano utilizzate delle maschere accertarsi sempre della presenza di un’opportuna ventilazione;
- in presenza di gas utilizzare strumenti che non producano scintille;
- non lavorare mai da soli;
- accertarsi della presenza di apparecchi indicatori di vapori e gas pericolosi;
- munirsi di cintura di sicurezza e apparecchi per la respirazione in presenza di gas”.
 
Vengono segnalate poi alcune precauzioni:
- “monitoraggio;
- equipaggiamento DPI;
- predisporre sistemi e dispositivi di emergenza;
- accesso in sicurezza;
- operazioni sorvegliate;
- permesso di lavoro;
- verifica di un’adeguata ventilazione;
- lavoratori formati sulle caratteristiche e sui rischi dei luoghi cui sono chiamati ad operare”.
 
La guida riporta infine alcuni obblighi e alcune indicazioni (le indicazioni sono tratte dalla normativa: D.lgs. 272/99, D.lgs. 81/08, D.P.R. 177/11):
- “l’ingresso del lavoratore deve essere subordinato alle procedure di sicurezza (per es. Permit Work);
- almeno il 30% della forza lavoro deve essere esperta (almeno tre anni di lavoro in luoghi confinati);
- il lavoratore deve essere formato ed informato;
- possesso degli idonei DPI e addestramento necessari;
- il Comandante deve individuare un rappresentante, con adeguate competenze, che vigili sulle attività svolte;
- conoscenza delle procedure di emergenza”;
- “accesso agli operai soltanto con assistenza esterna;
- presenza di ventilazione forzata e adeguata illuminazione;
- ambienti degassificati ed areati;
- vietato l’accesso a zone con possibile presenza di gas deleteri!
- con atmosfera sospetta il lavoratore deve essere legato con cintura di sicurezza”.
 
 
L’indice del documento:
 
FATTORI DI RISCHIO
L’ambiente di lavoro marittimo
Gli infortuni
 
RISCHI A BORDO - CLIMA E MICROCLIMA
Locali chiusi e angusti
Cadute dall’alto
Attrezzature e impianti
Macchine da officina
Agenti chimici
Cucina
Utilizzo dei DPI
Rumore
Movimentazione manuale dei carichi
Microclima
 
MALATTIE SOCIALI
Malattie e prevenzione
Alimentazione
Alcol e stupefacenti
 
NORMATIVA
I soggetti di garanzia
Misure di tutela
 
ASPETTI ASSICURATIVI
Infortuni e indennizzi
Prestazioni economiche
 
EMERGENZE
Caduta in mare
Contatti utili
 
 
Direzione Marittima del Friuli Venezia Giulia, Azienda Sanitaria n. 1 Triestina, Inail - Settore Navigazione, “ Guida per una navigazione sicura e per la gestione delle emergenze”, a cura di Paolo Masella, Maria Gabriella Grasso, Franca Filippi, Mauro Morganti, Pietro Valenta, Paolo Toffanin, Alice Benussi, Daniela Bais, edizione giugno 2014 (formato PDF, 1.75 MB).
 
 
 
Vai all’area riservata agli abbonati dedicata a “ Guida per una navigazione sicura”.
 
 
 
 
 
Tiziano Menduto
 
 

 

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