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Ruolo e difficoltà delle coordinatrici nei cantieri

Ruolo e difficoltà delle coordinatrici nei cantieri
Redazione
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 Coordinatori
29/04/2019: Un convegno si sofferma sulla presenza di lavoratrici nei cantieri e un intervento in particolare affronta il ruolo delle coordinatrici di cantiere. Le difficoltà, gli obblighi, le criticità e gli spunti di miglioramento.
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Brescia, 29 Apr – Se il lavoro nei cantieri edili presuppone la presenza di precise capacità tecniche, di adattamento, di conoscenza delle dinamiche di cantiere, come anche capacità umane e relazionali, queste competenze possono essere presenti nelle lavoratrici e nei lavoratori, senza alcuna differenza di genere.

Tuttavia ancora oggi le lavoratrici nei cantieri a volte si confrontano e si scontrano con preclusioni culturali e con pregiudizi. E a volte queste difficoltà aumentano se la donna è in cantiere con il ruolo di coordinatrice della sicurezza.

 

Per affrontare questi temi, in occasione della giornata internazionale della donna, l’Associazione Italiana Formatori ed Operatori della Sicurezza sul Lavoro ( AiFOS) e il Comitato Donne AiFOS SOFiA hanno organizzato l’8 marzo 2019 a Brescia un convegno dal titolo “ Cantiere Donna” per evidenziare il valore della presenza delle donne in cantiere, con riferimento alle capacità di mantenere i ritmi produttivi, di risolvere gli inevitabili imprevisti derivanti dai problemi di progettazione, di confrontarsi idoneamente con utenti, aziende e direzione, di adottare comportamenti sicuri.

 

Equilibrio, peculiarità e ruolo educativo

Il ruolo di coordinatrice alla sicurezza dei cantieri

Criticità e spunti di miglioramento


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Modello di corso su slides per formatori: Corso di aggiornamento Coordinatori sicurezza in fase progettuale ed esecutiva (aggiornato 2016)
 

 

Equilibrio, peculiarità e ruolo educativo

Nella presentazione del convegno da parte di Paola Favarano, Consigliere Nazionale AiFOS e Presidente AiFOS Sofia, si sono ricordati non solo gli obiettivi del Comitato Donne AiFOS Sofia ma anche tre focus, tre saggezze necessarie nel mondo del lavoro:

  • la saggezza nel gestire il precario equilibrio stress e benessere, che si traduce nell’attenzione a preservare il delicato equilibrio della donna poliedrica protagonista nella famiglia, nel mondo del lavoro e nella società;
  • la saggezza nel valutare tutti i rischi durante l’attività lavorativa anche dal punto di vista femminile, in base alle caratteristiche proprie di ogni settore di attività e di ogni professionalità e ai rischi specifici associati ad ogni mansione;
  • la saggezza del valorizzare il ruolo educativo e propulsivo della donna nella famiglia, nella scuola, nei luoghi di lavoro e nella società, per stimolare la sensibilità di genere, il cambiamento e il miglioramento dei comportamenti con l’obiettivo di promuovere la salute e la sicurezza sui luoghi di lavoro e la prevenzione dei rischi.

 

 

Il ruolo di coordinatrice alla sicurezza dei cantieri

Ci soffermiamo in particolare sull’intervento “Com’è cambiato il ruolo del coordinatore di cantiere”, a cura di Rosanna Cipolla (architetto e coordinatore di cantieri), che ricorda come nei cantieri edili a volte il coordinatore può essere anche una “coordinatrice”.

 

Sappiamo che il coordinatore/coordinatrice, una figura chiave che occupa una difficile posizione intermedia tra committenti e progettisti, ha il delicato compito di pianificare e organizzare la sicurezza in cantiere:

  • coordinatore della sicurezza in fase di progettazione (CSP): redazione del piano di sicurezza e coordinamento; redazione del fascicolo tecnico sulle procedure di sicurezza che dovranno osservare coloro che provvederanno alla successiva manutenzione dell’opera; coordinamento nelle fasi di progettazione per assicurarsi che vengano applicate le misure generali di salvaguardia della sicurezza nei cantieri;
  • coordinatore della sicurezza in fase di esecuzione (CSE): verifica, coordinamento e controllo di tutte le imprese e i lavoratori autonomi che partecipano all’esecuzione dell’opera.

 

La relatrice ricorda varie difficoltà del lavoro di coordinatrice.

Ad esempio l’avere a che fare, a volte, con una “mentalità maschilista”. E con uomini per cui “è difficile ascoltare quello che dice una donna, magari giovane con poca esperienza”.

E un altro aspetto ricordato è la presenza sempre più frequente di operai stranieri che “per cultura non accettano che una donna possa svolgere un lavoro maschile”.

Si indica poi che si è in presenza di uno scontro generazionale e culturale, anche se diversa è la situazione quando ci sono interlocutori giovani, probabilmente perché sono cresciuti professionalmente anche con la cultura della sicurezza su cui si sta investendo.

 

In ogni caso sono cambiate molte cose rispetto a qualche anno fa e lo dimostra il fatto – come ricordato da Rosanna Cipolla anche sul “Giornale dei Coordinatori”, curato per AiFOS da Stefano Farina - che “spesso il committente, sia pubblico che privato, ti affida l’incarico per la tua esperienza, per il tuo curriculum, e non perché sei uomo o donna”. Indubbiamente come per qualsiasi altro lavoro “quello che conta è la competenza e la professionalità della persona che deve farsi conoscere per il suo modo di operare che a volte può anche non piacere alle maestranze, ma è proprio questo che crea fiducia con la committenza”.

 

Criticità e spunti di miglioramento

Ci soffermiamo ora in particolare sulle criticità e spunti di miglioramento presentati nell’intervento al convegno.

 

Si ricorda, ad esempio, che il coordinatore “è obbligato ad assicurare l'applicazione concreta delle disposizioni e delle procedure di lavoro contenute nel piano di sicurezza e di coordinamento ‘tramite opportune azioni di coordinamento’”. E si indica che sono possibili “azioni di coordinamento tramite maggiori sopralluoghi e verbali specifici rispetto alla singola attività”.

 

Gli obblighi, le criticità e gli spunti di miglioramento:

  • verificare, con opportune azioni di coordinamento e controllo, l'applicazione, da parte delle imprese esecutrici e dei lavoratori autonomi”. E riguardo alle difficoltà collegati ai problemi generazionali e culturali, si indica di “investire sulla efficacia della formazione”;
  • il coordinatore per la sicurezzavaluta le proposte delle imprese esecutrici dirette a migliorare la sicurezza in cantiere, nonché verifica che le imprese esecutrici adeguino, se necessario, i rispettivi piani operativi di sicurezza". Bisogna “cercare di coinvolgere più interlocutori per il raggiungimento dell'obiettivo, l'adeguamento del POS non deve essere solo fatto dal consulente ma deve essere assimilato dagli operatori in cantiere...”;
  • organizzare tra i datori di lavoro, la cooperazione ed il coordinamento delle attività nonché la loro reciproca informazione”. Si ricorda che “teoricamente c'è sempre molta disponibilità da parte dei datori di lavoro ma non sempre sono presenti”. È importante il “coinvolgimento da parte del committente affinché i datori di lavoro partecipino al coordinamento delle attività”;
  • verificare l'attuazione di quanto previsto al fine di realizzare il coordinamento tra i rappresentanti della sicurezza finalizzato al miglioramento della sicurezza in cantiere". Si ricorda che “quando si accetta l'incarico, spesso si ha come riferimento solo la ditta affidataria” ed è utile “predisporre questa iniziativa prima dell'inizio dei lavori col RLS dell'impresa affidataria e sensibilizzarlo alla partecipazione degli altri RLS delle imprese in subappalto”;
  • il coordinatore per la sicurezzasegnala al committente previa contestazione scritta, le inosservanze alle disposizioni date, e alle prescrizioni del piano”. Si indica che spesso non si percepisce “l'importanza della disposizione data”, e può essere utile “trovare altri sistemi di comunicazione”;
  • - “se il committente non adotta alcun provvedimento, il coordinatore provvede a dare comunicazione dell'inadempienza alla azienda unità sanitaria locale territorialmente competente e alla direzione provinciale del lavoro”. Si ricorda che “difficilmente si adotta questa strada”. E prima di arrivare a questa soluzione “diventa molto importante stabilire una buona comunicazione con il committente”.

 

Concludiamo rimandando alla lettura integrale delle slide relative all’intervento che riportano anche altre indicazioni sui problemi che una coordinatrice può riscontrare nei luoghi di lavoro.

 

RTM

 

Scarica il documento da cui è tratto l'articolo:

Com’è cambiato il ruolo del coordinatore di cantiere”, a cura di Rosanna Cipolla (architetto e coordinatore di cantieri), intervento al convegno “Cantiere Donna” (formato PDF, 791 kB).



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