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Come realizzare un Piano di Sicurezza e Coordinamento partecipato

Come realizzare un Piano di Sicurezza e Coordinamento partecipato
Redazione
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 POS, PSC, PSS
05/04/2017: Un intervento si sofferma su un progetto di sicurezza partecipata e riporta il processo migliorativo del Piano di Sicurezza e Coordinamento. Le proposte per istituzionalizzare il coinvolgimento delle imprese e rendere il PSC più operativo.
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Software per la redazione del Piano di Sicurezza e Coordinamento, del fascicolo tecnico per la gestione dei compiti nei cantieri edili

 


Milano, 5 Apr – È quando i lavoratori partecipano attivamente al processo di gestione della sicurezza, che si hanno le maggiori probabilità che le misure di controllo e gestione dei rischi, attuate dall’azienda, risultino efficaci.

Proprio partendo da queste considerazioni nel 2012/2013 l’Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro ( EU-OSHA) ha lanciato la campagna " Lavoriamo insieme per la prevenzione dei rischi" che si è sviluppata intorno a due punti nodali: incoraggiare i manager ad assumere ruoli di leadership favorendo la partecipazione dei lavoratori e incoraggiare i lavoratori a lavorare attivamente con i loro manager per migliorare la sicurezza e la salute nelle aziende.


Riguardo al tema della partecipazione dei lavoratori, PuntoSicuro ha presentato nei giorni scorsi i risultati e gli sviluppi di un progetto sulla sicurezza partecipata che è stato raccontato durante l’incontro WORKERS' MEMORIAL DAY 2016: buone pratiche per una cultura della prevenzione” che si è tenutoil 28 aprile 2016 presso il “ Centro per la Cultura della Prevenzione nei luoghi di lavoro e di vita” di Milano.

 

Nel precedente articolo avevamo riportato alcune parti dell’intervento “La partecipazione dei lavoratori ai processi di sicurezza”, a cura dell’Ing. Giuseppe G. Amaro con particolare riferimento agli obiettivi e ai contenuti emersi nella fase di ascolto e coinvolgimento dei lavoratori.

 

Ci soffermiamo oggi invece su alcuni dei risultati finali del progetto:

- “34 idee creative per migliorare l sicurezza in cantiere;

- 15 idee per rispondere a dei bisogni specifici di sicurezza in cantiere;

- un manifesto con ‘7 regole da ricordare’;

- il 1° PSC partecipato;

- le valutazioni degli operai coinvolti;

- gruppi di confronto strutturato tra diverse maestranze su temi proposti spontaneamente;

- la scheda per comunicare con le maestranze”.

 

Queste le ‘7 regole da ricordare’:

- “la sicurezza è attenzione, in ogni momento;

- se pensi di fare un lavoro in 5 minuti, ricorda che un incidente succede in pochi secondi;

- nel disordine è più facile sbagliare;

- ammettere un errore non significa sbagliare, significa trovare una soluzione;

- se ti senti stanco non sei debole: hai solo bisogno di una pausa;

- fidati di te stesso… ma non troppo;

- se c’è una regola per la sicurezza è perché qualcuno, prima di te, si è fatto male quando la regola non c’era”.  

 

Veniamo in particolare al primo Piano di Sicurezza e Coordinamento (PSC) partecipato con particolare riferimento agli sviluppi del progetto nei cantieri Porta Nuova/Garibaldi di Milano.

 

Perché un PSC partecipato?

 

Nelle slide dell’intervento si indica che il PSC:

- “non è uno strumento esecutivo, può mettere in evidenza i rischi legati alle fasi di lavorazione, suggerire la soluzione migliore dal punto di vista della sicurezza, ma di solito resta ancorato a un ambito teorico;

- non fornisce un contributo concreto alle imprese che in fase di esecuzione hanno la facoltà di decidere come eseguire i lavori”.

Ed è dunque emersa “l’esigenza di:

- rendere il PSC uno strumento che favorisca la presa di coscienza del fattore di rischio legato a scelte progettuali;

- trasferire nel PSC procedure consigliate rispetto alle fasi lavorative che comportano rischi reali e prevedibili, spesso sottovalutati, ma che hanno un impatto sulla sicurezza”.

 

A questo proposito sono riportate le azioni di sicurezza partecipata realizzate (ottobre 2011-febbraio 2012) relative al processo migliorativo del Piano di Sicurezza e Coordinamento:

- “Mappatura degli attori chiave nella progettazione di un PSC di tipo tradizionale;

- Analisi dei documenti di progetto: progetto esecutivo dell’opera, PSC elaborato dal Coordinatore della sicurezza;

- Indagine esplorativa svolta con il metodo dell’ascolto attivo (incontri bilaterali e analisi collettiva del PSC ordinario);

- Confronto creativo con il tavolo tecnico sull’opera (incontro 13-02 e incontro 28-02);

- Analisi del PSC ordinario;

- Nuovo indice di PSC Partecipato che mette in luce per ogni sezione i destinatari principali, l’incidenza sulla sicurezza, l’eventuale sviluppo nel POS da parte dell’impresa;

- Integrazione del PSC ordinario con nuovi capitoli utili a individuare le soluzioni più opportune nell’ambito del caso di studio per migliorare la sicurezza in una fase anticipata rispetto a quella dell’esecuzione dei lavori”.

 

A questo proposito, sono riportate le varie proposte emerse relative alle varie “azioni” condotte in relazione al progetto.

 

Azioni Opportunità 1: istituzionalizzare il coinvolgimento delle imprese:

- proposte emerse dalla sperimentazione: “prevedere una figura di consulenza operativa in fase di progetto all’interno dell’organigramma della sicurezza partecipata”; “prevedere all’interno dei bandi di gara per l’affidamento di incarichi un Forum con le imprese; creare un riconoscimento ‘certificazione di qualità’ per le imprese che partecipano, come meccanismo incentivante”;

- cosa possono fare gli attori del tavolo delle buone prassi: “riflettere su come risolvere le difficoltà formali e procedurali legate al coinvolgimento delle imprese, attraverso le associazioni di categoria; individuare dei meccanismi incentivanti per le imprese che prestano la propria consulenza; creare un ‘albo’ delle imprese coinvolgibili”. 

 

Azioni Opportunità 2: dare al PSC una valenza più operativa e aderente alla realtà di cantiere:

- proposte emerse dalla sperimentazione: “introdurre un codice triage all’interno del PSC che permetta di associare alle fasi di lavorazione bollini di diverso colore in funzione dei differenti livelli di rischio e di attenzione richiesti”;

- cosa possono fare gli attori del tavolo delle buone prassi: “riflettere su come sarebbe possibile attraverso il PSC e i bandi di gara per appalti pubblici garantire che le soluzioni adottate dall’impresa in fase esecutiva siano le migliori dal punto di vista della sicurezza dei lavoratori, prevedendo già in fase progettuale quali saranno i fattori di rischio prevedibili”.

 

Azioni Opportunità 3: come migliorare l’utilizzo dello strumento del PSC:

- proposte emerse dalla sperimentazione: “fornire attraverso il confronto con soggetti diversi le competenze, le esperienze, le buone prassi e le valutazioni sul caso per redigere un Piano di Sicurezza e Coordinamento condiviso dai soggetti coinvolti, che abbia una valenza operativa e sia davvero comprensibile per tutti i suoi destinatari, sfruttando diverse modalità di comunicazione e livelli di lettura differenti”;

- cosa possono fare gli attori del tavolo delle buone prassi: “attraverso uno schema che associa a ciascuna sezione del PSC destinatari e impatto sulla sicurezza si chiede ai partecipanti al Tavolo delle Buone Prassi di rileggere l’indice individuando quali miglioramenti è possibile apportare a ciascuna sezione per fare del PSC uno strumento più utile per tutti coloro che lo dovranno utilizzare”. 

 

Concludiamo segnalando che il documento si sofferma poi sulle questioni critiche emerse, sulla comunicazione della sicurezza e su “Insieme per la sicurezza”, il nuovo progetto per migliorare partecipazione e condivisione dei soggetti che interagiscono nel percorso tracciato lungo la vita di un sistema edilizio.

 

 

La partecipazione dei lavoratori ai processi di sicurezza”, a cura dell’Ing. Giuseppe G. Amaro, intervento al convegno “WORKERS' MEMORIAL DAY 2016: buone pratiche per una cultura della prevenzione”; Intervento: “ Parte 1” – “ Parte 2” – “ Parte 3”.

 

Video 1: Montaggio in altezza al cantiere Porta Nuova, Milano

Video 2: Test soccorso gruista cantiere Regione Piemonte

Video 3: Sicurezza partecipata

 

 

RTM



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Rispondi Autore: Harleysta05/04/2017 (08:31:07)
...non è uno strumento esecutivo, non fornisce un contributo concreto alle imprese e comporta la partecipazione dei lavoratori...; avete mai trovato un lavoratore che abbia letto un pos od un psc? altro giro, altro documento...
Rispondi Autore: Andrea Maria Moro05/04/2017 (09:09:39)
L'unica cosa sensata che può essere proposta è l'eliminazione della redazione del PSC e anche del POS due documenti inutili ai fini della prevenzione della sicurezza, meramente burocratici. Utilizzati solo dai giudici per attribuire responsabilità penali che andrebbero ricercate con modalità diverse.
Rispondi Autore: rocco vitale05/04/2017 (11:39:07)
Argomento complesso e difficile. Su Punto Sicuro di ieri l'ing. Catanoso avanzava una proposta di modifica del titolo IV del D. Lgs. 81/2008 e di conseguenza si affronta il tema del PSC e del POS. Nella sostanza come passare dai pezzi di carta formali ad una sicurezza sostanziale.
Voglio solo ricordare come nel 1400 nel cantiere della Cupola del Duomo di Firenze il Brunelleschi descrisse un "Disciplinare" quasi un moderno PSC. Però era di sole poche pagine chiare e precise di indicazioni e misure.
Poi ad opere iniziate iniziò la "Revisione del Disciplinare" fatto di indicazioni e misure collegate allo stato ed all'avanzamento dei lavori.
Di norma una volta alla settimana con la partecipazione dei lavoratori.
Non si inventa niente, però, andiamoci a rivedere come funzionava e forse sarà utile. Nel cantiere della Cupola vi fu un solo infortunio mortale ed 8 feriti che, per l'epoca, e con i mezzi di allora sono un risultato eccezionale anche se confrontato ad oggi.
Rispondi Autore: Maria Alessandra Tomasi05/04/2017 (18:32:43)
Buonasera, riservandomi una più attenta analisi delle slide proposte alla fine dell'articolo, la prima impressione è che ci sia confusione tra la fase progettuale e la fase esecutiva e tra i contenuti del PSC e i contenuti del POS, su cui la consultazione dei lavoratori è più che ben accetta.
L'impressione è che si instauri la comunicazione con i lavoratori, iniziativa lodevole e necessaria per rendere i POS più operativi e non mera "carta straccia".. ma non pare di aver visto uguale impegno nel dialogo fra gli attori della progettazione (comprensiva di tutti gli aspetti: architettonici, impiantistici, strutturali e di sicurezza), comunicazione necessaria come ben ieri evidenziava nel suo intervento l'ing. Catanoso.
Sarebbe bello poter vedere qualcosa di questo "PSC partecipato".. e ripeto che quanto ho scritto è frutto di una prima impressione che potrebbe modificarsi, riuscendo ad avere un quadro più completo dell'intero processo messo in atto.

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