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Le immagini dell’insicurezza: come ti aggancio!


 

Brescia, 28 Set - Il sollevamento dei carichi in cantiere è certamente uno dei numerosi elementi che devono essere correttamente valutati.

 

Se per quanto attiene il sollevamento di grossi carichi, la cura, la perizia e l’attenzione sono generalmente ordinari, quando si devono sollevare materiali di piccole dimensioni e di modesto peso la fantasia molte volte la fa da padrone.

 

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Le immagini dell’insicurezza di SICURELLO.no di oggi vogliono mostrare proprio una di queste situazioni dove, per il sollevamento di alcuni contenitori, la scelta è stata quella del fai da te:

  • Una corda
  • Un morsetto da ponteggio (ovvero il “contrappeso per far scendere la fune” naturalmente)
  • Un connettore (o moschettone che dir si voglia)
  • Un tondino d’armatura
  • Un po’ di fil di ferro (questo non può mai mancare).

Ed il sistema di sollevamento – lato gancio – è pronto.

 

 

 

 

Poi naturalmente la fantasia è illimitata e le versioni di gancio che si possono costruire, tendendo al miglioramento continuo, passano anche da alcuni morsetti per fune e magari da un piattello recuperato da un vecchio argano.

 

Il gancio sale e scende, mentre la sicurezza scende sempre più in basso.

 

Geom. Stefano Farina, Consigliere Nazionale AiFOS e Referente Gruppo di Lavoro Costruzioni di AiFOS.

 

Fonte: SICURELLO.no : l’evidenza dei mancati infortuni.


 

 



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Rispondi Autore: Andrea Decorato28/09/2018 (07:22:12)
Buongiorno, in merito a quanto riportato, ritengo che non sarà la prima volta che viene utilizzato quel tipo di gancio e soprattutto penso che si sia sempre deciso di operare in quel modo, utilizzando il medesimo gancio. La "Sicurezza fai da te" sembra che aiuti, e a volte funziona, tanto che si decide sempre di operare arrangiandosi con quello che si ha a disposizione. Non sono le prime immagini dell'insicurezza che osserviamo e leggiamo, normalmente si vedono situazioni di lavoro con la "Sicurezza fai da te". Il D.L non esercita, forse, poteri decisionali e di spesa (Art. 2) e non solo? Distinti saluti.
Rispondi Autore: Alex Croce28/09/2018 (08:45:33)
Se ne vedono tutti i giorni di foto così.
Finché non cambia la mentalità del lavoratore che in questi casi si dovrebbe rifiutare di usare quell’attrezzatura .
Non si potrà mai creare una cultura della sicurezza .
Io spero che piano piano cambiando le
Generazioni di lavoratori si arrivi ad un livello ottimale di sicurezza nei posti di lavoro !
Rispondi Autore: raffaele scalese28/09/2018 (10:09:32)
il commento del collega Alex Croce mi appare almeno incompleto se non riduttivo.
Non mi è chiaro perchè devono cambiare le generazioni dei lavoratori e non ANCHE le generazioni degli imprenditori e, vorrei aggiungere dei Dirigenti Apicali.
Nella mia vita di lavoro ho ricoperto anche incarichi dirigenziali (tutto normale non fraintendiamo) e posso garantire che nei luoghi di lavoro "lo stile" lo dà la Proprietà e la Dirigenza.
I Lavoratori si adattano con tecniche di "sopravvivenza" che sono strettamente collegate ai sistemi produttivi e chiaramente "consentite " / "tollerate" dallo stesso sistema.
Si pensi, ad esempio, a come si diceva "prima": stile FIAT, stile OLIVETTI o per altri settori stile Juventus.
Nella sicurezza e della sua necessità ci dobbiamo credere TUTTI...diversamente non se ne esce.
Rispondi Autore: Angelo F.03/10/2018 (10:35:24)
Se posso, aggiungerei al commento del dott. Scalese, anche la questione "controlli degli organi competenti e relative azioni da intraprendere". In Italia, dove la piccola impresa fa ancora numero, il piccolo imprenditore che vuole seguire la legge tendenzialmente muore. Muore e con lui muore la cultura della sicurezza. Perchè? perchè se potenzialmente per lavorare in sicurezza devo spendere 100 e sono disposto a spenderli, l'acquirente preferisce pagare 60 all'imprenditore "furbetto" che usa il "fai da te" per arrabattarsi e svolgere il lavoro come meglio può risparmiare. Questo significa che, finchè le cose vanno bene ("assenza di controlli/incidenti/infortuni"), il furbetto porta a casa la pagnotta a discapito dell'imprenditore corretto. L'imprenditore corretto non mangia e chiude i battenti. e con lui la sua buona volontà di rispettare la norma.
Rispondi Autore: elia donati04/10/2018 (08:34:10)
in Italia non si dovrebbero vedere certe cose nell'ambito della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. Non si capisce come queste approssimazioni possano succedere. Saranno stati emessi dei richiami personali?

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