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Imparare dagli errori: quando i guanti di protezione sono assenti

Imparare dagli errori: quando i guanti di protezione sono assenti
14/12/2017: Esempi di infortuni correlati all’assenza di DPI per la protezione delle mani: perché non forniti dall’azienda, perché non utilizzati dal lavoratore o tolti durante l’attività. La dinamica degli infortuni, i fattori causali e gli aspetti organizzativi.
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Dispositivi di Protezione Individuale
Formazione sui rischi specifici per chi utilizza i dispositivi di protezione individuale (Art. 37 D.Lgs. 81/08)

 

Brescia, 14 Dic – I guanti di protezione sono sicuramente tra i dispositivi di protezione individuale (DPI) più conosciuti e utilizzati in moltissime attività professionali, con fogge e funzioni protettive diverse. Anche perché la protezione delle mani offerta dai guanti non riguarda in realtà solo i rischi meccanici, ma una lunga serie di altri rischi (chimici, biologici, termici, elettrici, …).

 

Il problema è che in molti luoghi di lavoro e nei riscontri che avvengono dopo l’accadimento di infortuni, questi DPI di protezione delle mani risultano assenti. E questo può avvenire, ad esempio, perché:

- non sono forniti dall’azienda al lavoratore;

- non sono utilizzati dal lavoratore benché a disposizione;

- sono tolti dal lavoratore durante l’attività lavorativa.

 

Con la rubrica “ Imparare dagli errori”, dedicata al racconto e all’analisi degli infortuni lavorativi, ci soffermiamo su queste tre casistiche con tre infortuni significativi in cui si ravvisa l’assenza di idonei DPI per le mani.

 

Come sempre, i casi di infortunio presentati nell’articolo sono tratti dalle schede di INFOR.MO., strumento per l'analisi qualitativa dei casi di infortunio collegato al sistema di sorveglianza degli infortuni mortali e gravi.

 

I casi

Il primo caso riguarda un infortunio avvenuto tra lavoratori addetti alle rifiniture delle costruzioni.

Per liberare un tratto di tubazione idraulica un lavoratore si sfila i guanti protettivi ed agisce usando una chiave inglese. Questa si stacca dal tubo in un momento di spinta da parte del lavoratore e proietta la sua mano sinistra contro la parete del bagno.

 

Questi i fattori causali dell’incidente rilevati dalla scheda:

- “ guanti protettivi assenti”;

- “l'infortunato compie un movimento incoordinato con eccessivo sforzo”.

 

Il secondo caso riguarda un infortunio che avviene tra lavoratori specializzati delle lavorazioni alimentari.

Una lavoratrice durante il porzionamento di conigli dà un colpo di mannaia e accidentalmente viene amputato il dito medio della mano sinistra.

La lavoratrice non utilizzava gli adeguati dispositivi di protezione individuale e non aveva fatto specifica formazione. Ed era assente anche un’adeguata valutazione del rischio relativamente alla dinamica dell'infortunio.

 

Al di là delle carenze a livello di valutazione e formative, questi i fattori causali dell’incidente rilevati:

- “durante il porzionamento di conigli accidentalmente perde in controllo e si amputa un dito;

- mancato utilizzo di adeguati DPI”.

 

Il terzo caso riguarda un infortunio che avviene in un’attività di trattamento e confezionamento di prodotti ittici.

Un lavoratore deve effettuare la pulizia di cefalopodi (piovre, calamari e seppie) utilizzando una macchina spellatrice. Questa è dotata di un interruttore generale START/STOP e di un comando a ginocchio a funzionamento mantenuto in continuo (safety pad); solo quando l’operatore lo spinge, il rullo della macchina gira.

Il comando safety pad era già stato manomesso e veniva utilizzato solo per fermare la macchina che veniva avviata con il pulsante START/STOP.

Mentre il lavoratore è intento ad accompagnare a mani nude (non gli erano stati forniti guanti di protezione) il cefalopode sul rullo, all’improvviso la mano destra viene trascinata dal rullo stesso verso la lama procurandogli una ferita.

 

I fattori causali:

- “il lavoratore accompagnava il cefalopode sul rullo della macchina spellatrice”;

- il rullo della macchina girava appena veniva azionato il pulsante generale start/stop avendo manomesso il comando a ginocchio ad azione mantenuta;

- al lavoratore non erano stati forniti guanti di protezione”.

 

La prevenzione

Per avere qualche indicazione sull’utilizzo dei guanti, anche con riferimento agli aspetti organizzativi, possiamo fare riferimento ad una lista di controllo pubblicata da Suva, istituto svizzero per l'assicurazione e la prevenzione degli infortuni.

 

Nella “ Lista di controllo: protezione delle mani nel settore metalmeccanico” non solo si ricordano i maggiori pericoli per le mani nel settore metalmeccanico (che sono principalmente di natura meccanica, termica e chimica) ma sono forniti anche alcuni consigli relativi all’organizzazione, formazione, comportamento sul lavoro.

 

Nella lista si indica che dopo aver verificato che per le attività specifiche siano a disposizione guanti protettivi idonei e che tutti i dipendenti abbiano i propri guanti protettivi, bisogna accertarsi che “vengano utilizzati esclusivamente guanti protettivi conformi alle norme di sicurezza”: “i guanti di protezione privi di contrassegni non devono essere utilizzati”.

Inoltre i dipendenti devono essere coinvolti nella scelta dei guanti protettivi e si deve tener conto anche delle loro esigenze personali. Ad esempio con riferimento a “taglia dei guanti, destrezza delle dita, aderenza, comfort, traspirabilità, presa asciutta e bagnata, sensibilità tattile, ecc”. Le mani nei guanti non devono diventare troppo umide (sudorazione), se necessario si può limitare la durata massima di impiego o utilizzare sottoguanti di cotone.

E i dipendenti “hanno a disposizione adeguati prodotti per la protezione della pelle (creme protettive), prodotti detergenti e prodotti per la cura della pelle”? E “esiste un piano di protezione della pelle che prevede l’utilizzo di creme protettive, detergenti per le mani, prodotti per la cura e guanti protettivi”?

 

È poi evidente che i dipendenti devono essere istruiti riguardo ai pericoli di lesioni alle mani, alle sostanze pericolose per la pelle impiegate in azienda e alle misure di protezione da adottare. E i superiori devono controllare e imporre “il rispetto e l’attuazione delle norme in materia di protezione della pelle”. Inoltre almeno una volta all’anno il personale deve essere “sensibilizzato nei confronti dei pericoli causati da dimenticanze, pigrizia, faciloneria e sottovalutazione dei rischi”.

 

Dopo queste semplici indicazioni organizzative, ricordiamo ancora una volta che le protezioni per le mani non riguardano i soli rischi meccanici, che, riguardo agli infortuni alle mani, sono sicuramente quelli più presenti nelle schede di INFOR.MO.

E concludiamo l’articolo segnalando che per la protezione delle mani possiamo avere, ad esempio, anche:

 - guanti di protezione contro i rischi termici (guanti di protezione per i rischi derivanti da calore e/o fiamma, guanti di protezione per saldatori, DPI per i rischi derivanti da freddo, …);

- guanti di protezione contro i rischi chimici;

- guanti di protezione contro gli agenti biologici;

- guanti medicali (guanti da esaminazione non sterili, guanti chirurgici sterili, …);

- guanti di protezione contro i rischi da vibrazione;

- guanti di protezione contro le radiazioni ionizzanti;

- guanti di protezione contro la contaminazione radioattiva;

- guanti di protezione contro i rischi elettrici.

 

 

 

Sito web di INFOR.MO.: nell’articolo abbiamo presentato le schede numero 6035, 5454 e 2439 (archivio incidenti 2002/2015).

 

 

Tiziano Menduto



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