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Imparare dagli errori: quando i guanti sono vecchi o inadeguati

Imparare dagli errori: quando i guanti sono vecchi o inadeguati
23/02/2017: Esempi di infortuni correlati all’inadeguatezza dei DPI per la protezione delle mani. Incidenti in attività di levigatura, di filettatura su tappi di sfiato, di taglio di nastri in acciaio. La dinamica degli infortuni, i fattori causali e la prevenzione.
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Dispositivi di Protezione Individuale
Formazione sui rischi specifici per chi utilizza i dispositivi di protezione individuale (Art. 37 D.Lgs. 81/08)

 Brescia, 23 Feb – Nei luoghi di lavoro e nelle attività in cui è necessario utilizzare dispositivi di protezione individuale (DPI), uno degli elementi importanti da tenere in considerazione, perché le misure di tutela sia efficaci, è che tali dispositivi siano in buono stato e siano adeguati ai rischi e alle caratteristiche dei lavoratori.

E nella rubrica “ Imparare dagli errori”, dedicata al racconto e all’analisi degli infortuni lavorativi, abbiamo iniziato nelle scorse settimane ad analizzare casi di infortunio in cui si rileva, spesso come elemento aggravante dell’infortunio, l’inadeguatezza dei DPI forniti e utilizzati.

 

Dopo aver parlato, nella scorsa puntata dedicata al tema, dei dispositivi per la protezione del viso e degli occhi, ci soffermiamo oggi – e lo faremo in più puntate – sui dispositivi per la protezione delle mani.

 

I casi presentati sono tratti, come sempre, dalle schede di INFOR.MO., strumento per l'analisi qualitativa dei casi di infortunio collegato al sistema di sorveglianza degli infortuni mortali e gravi

 

I casi

Il primo caso riguarda un infortunio avvenuto in attività di levigatura.

Durante la levigatura di un pezzo sulla mola lucidatrice con pezzi di stoffa, il filo di cucitura del guanto da lavoro indossato, sporgente per lo stato di deterioramento, viene 'preso' dal dado terminale dell'albero che fuoriesce di alcuni millimetri dalla superficie esterna liscia dell'albero stesso. L'avvolgimento del guanto comporta la torsione delle dita con l'asportazione di parti anotomiche del 2° e 3° dito della mano dx.

L’addetto arresta immediatamente la macchina con l'albero che, per inerzia, ruota di un quarto di giro.

 

Questi i fattori causali identificati nella scheda:

- “macchina lucidatrice con mola a stoffa con dado di fissaggio sporgente dalla superficie liscia dell'albero;

- guanti da lavoro con presenza di filo sporgente”.

 

Il secondo caso riguarda un infortunio avvenuto durante delle filettature su tappi di sfiato.

Un lavoratore per questa attività utilizza un trapano a colonna con utensile maschiatore. Posiziona il pezzo con la mano sinistra nella morsa e con la destra abbassa l’utensile con un comando a leve. Il trapano rimane sempre in funzione anche tra un’operazione e l’altra.

Dopo aver posizionato il pezzo, mentre ritira la mano destra, questa urta con l’utensile in rotazione. La mano guantata viene trascinata in rotazione causando l’amputazione apice II dato e sinistra III e IV dito mano destra.

 

Questi i fattori causali dell’incidente rilevati dalla scheda:

- “guanti per manipolazione pezzi (in crosta) non idonei;

- trapano a colonna privo di protezione utensile”.

 

Il terzo caso riguarda un infortunio avvenuto durante il taglio di un nastro in acciaio inox.

L’infortunato sta tagliando il nastro in acciaio inox, essendo stata ultimata la produzione di tubi. Per eseguire ciò blocca il nastro attraverso le morse pneumatiche presenti sul piano di scorrimento e con l’ausilio di un flessibile portatile inizia le fasi di taglio.

Durante questa operazione sente un “colpo” e il flessibile gli sfugge di mano colpendo il II dito della mano destra.

Il lavoratore ha successivamente riferito che durante le fasi di taglio una delle morse si è sollevata andando a colpire l’utensile che impugnava facendolo sfuggire di mano. La conseguenza è una ferita del II dito mano destra.

 

Questi i fattori causali:

- “la morsa pneumatica che tratteneva il nastro si è sollevata colpendo il flessibile;

- il guanto in dotazione era di protezione al taglio livello 1”.

 

La prevenzione

PuntoSicuro, anche con riferimento agli articoli di “ Imparare dagli errori”, si è soffermato più volte nella descrizione di aspetti relativi ai dispositivi per la protezione delle mani.

 

Riportiamo oggi alcune informazioni generali tratte da una lista di controllo curata da Suva, istituto svizzero per l'assicurazione e la prevenzione degli infortuni, e dedicata al settore metalmeccanico.

 

Nella “ Lista di controllo: protezione delle mani nel settore metalmeccanico” si indica che i pericoli principali per le mani sono:

- “di natura meccanica (lesioni dovute a spigoli vivi, oggetti ruvidi e appuntiti, trucioli, lame di coltelli e altri utensili da taglio);

- di natura termica;

- di natura chimica (irritazioni cutanee, allergie, ustioni dovute a contatto con prodotti chimici o vapori ecc.);

- guanti protettivi non indossati;

- guanti protettivi inadeguati per l’attività svolta”.

 

Per la protezione da agenti fisici la lista di controllo chiede di verificare che sia stato già stabilito in quali attività si richiede l’uso di guanti protettivi e in quali invece non sono ammessi. Si ricorda a questo proposito che:

- “i guanti protettivi devono essere indossati ad es. durante la manipolazione di oggetti e utensili ruvidi, appuntiti o con spigoli vivi;

- i guanti protettivi non devono essere indossati ad es. nelle vicinanze di macchine con elementi o utensili rotanti (pericolo di trascinamento!)”.

Inoltre “si controlla se i prodotti con spigoli vivi possono essere rifiniti o messi in sicurezza subito dopo la produzione”? Ad esempio con riferimento alla sbavatura dei pezzi, all’arrotondamento degli spigoli, alla copertura degli spigoli taglienti, ...

 

La lista di controllo si sofferma anche sulla manutenzione dei DPI.

 

Bisogna accertarsi, prima di ogni utilizzo, del “perfetto stato dei guanti protettivi” e i guanti difettosi devono essere sostituiti immediatamente.

Inoltre “i guanti protettivi entrati in contatto con sostanze pericolose per la pelle vengono smaltiti o se possibile puliti regolarmente”?

Infine bisogna fare in modo che non venga mai superata la durata massima di impiego dei guanti protettivi contro sostanze chimiche e che i guanti monouso siano effettivamente utilizzati una sola volta.

 

Sito web di INFOR.MO.: nell’articolo abbiamo presentato le schede numero 6176, 5876 e 3700 (archivio incidenti 2002/2012).

 

 

Tiziano Menduto

 



Creative Commons License Questo articolo è pubblicato sotto una Licenza Creative Commons.

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Commenti:


Rispondi Autore: Harleysta24/02/2017 (08:43:35)
...sono guanti e basta, mica elicotteri; tra poco una direttiva circa il cambio, manutenzione e rispondenza ai requisiti, della biancheria intima...

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