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Imparare dagli errori: se le mani non sono protette dai tagli


Esempi di infortuni correlati all’uso errato o mancato uso di DPI per la protezione delle mani. Gli infortuni durante le attività di taglio, la protezione dai rischi meccanici e i guanti contro i tagli e le ferite causate da coltelli a mano.

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Brescia, 28 Lug – È facile constatare come molti dei gravi incidenti alle mani raccolti dal sistema di sorveglianza degli infortuni mortali e gravi in Italia, facciano riferimento ai rischi meccanici e agli infortuni da taglio.

Per questo motivo nel percorso della rubrica “ Imparare dagli errori” attraverso gli infortuni correlati all’uso dei Dispositivi di Protezione Individuale (DPI), ci soffermiamo oggi proprio sugli infortuni dovuti a una non adeguata protezione dai tagli

Come sempre le dinamiche degli infortuni presentati sono tratte dalle schede di INFOR.MO., strumento per l'analisi qualitativa dei casi di infortunio.


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Il caso

Il primo caso riguarda un infortunio durante il taglio di un pezzo di carne.

Un lavoratore mentre taglia un pezzo di carne nella macelleria perde il controllo dell'utensile a mano e si ferisce il pollice sinistro.

Al momento dell'incidente non indossava guanti antitaglio.

 

Anche il secondo caso riguarda un infortunio di un operatore nel comparto alimentare.

Un lavoratore deve accompagnare e far avvicinare con le mani il pesce (calamari e seppie) alla lama della macchina spellatrice per facilitarne la spellatura e la pulizia.

Nell’accompagnare il prodotto da lavorare esercitando una piccola pressione, muovendo le mani dalla lama verso il proprio corpo, entra in contatto con la lama che gli procura una ferita alla mano destra.

Il lavoratore non indossava i guanti antitaglio forniti dal datore di lavoro, in quanto previsti già nel libretto di istruzioni.

 

Il terzo caso riguarda un infortunio di un operatore addetto al taglio di fogli di lamiera.

Un lavoratore mentre assiste la lavorazione presso la linea nella quale avviene il taglio dei fogli di lamiera plastificata si accorge dell'improvviso piegamento della lamiera che determina il bloccaggio della macchina stessa.

Provvede ad interrompere l'alimentazione attraverso il quadro dei comandi e con la mano destra, tenta lo sbloccaggio della lamiera stessa senza usare apposito attrezzo fornito secondo la procedura stessa.

Nel tentativo di disincastrare la lamiera, il dorso della mano destra urta la lamiera provocandosi una ferita lacero contusa con sezione del tendine estensore del terzo dito destro.

Vista la lavorazione specifica e la necessaria movimentazione delle lamiere che il lavoratore è tenuto ad eseguire, la ditta non ha provveduto a fornire idonei guanti antitaglio con adeguato indice di protezione al taglio.

 

Questi i fattori causali dell’incidente rilevati dalla scheda:

-  il lavoratore “cerca di sbloccare la lamiera inceppata senza utilizzare l'apposito dispositivo”;

- “mancato uso di guanti”.

 

La prevenzione

Per avere indicazioni e suggerimenti sui guanti utili contro i rischi meccanici, e i rischi di taglio in particolare, possiamo fare riferimento al progetto multimediale Impresa Sicura - elaborato da EBER, EBAM, Regione Marche, Regione Emilia-Romagna e Inail - che è stato validato dalla Commissione Consultiva Permanente per la salute e la sicurezza come buona prassi nella seduta del 27 novembre 2013. Progetto che ha prodotto negli anni diversi materiali relativi alla prevenzione in vari comparti lavorativi (metalmeccanica, cantieristica navale, lavorazione del legno, calzature, ...) e una raccolta dettagliata di informazioni sui Dispositivi di Protezione Individuale nel documento “ ImpresaSicura_DPI”.

 

Il documento sottolinea che i guanti di protezione contro rischi meccanici hanno la funzione di proteggere le mani da aggressioni fisiche e meccaniche, “per cui costruttivamente devono resistere all’abrasione, al taglio, allo strappo e alla foratura”. E deve essere riportata sui guanti una marcatura che evidenzia la loro capacità di proteggere dai rischi meccanici.

In particolare le caratteristiche tecniche che questo dispositivo di protezione deve avere sono riportate nella norma tecnica UNI EN 388 “Guanti di protezione contro rischi meccanici”.

I guanti di protezione “devono essere realizzati con materiali che non provocano problemi di irritazione o allergie e qualora ciò non fosse possibile tale rischio deve essere evidenziato nelle istruzioni d’uso”. E le caratteristiche di resistenza meccanica devono essere indicate nella marcatura ed espresse con un indice numerico”.

 

Il documento si sofferma ampiamente sui guanti e proteggi-braccia di maglia metallica o plastica contro i tagli e le ferite causate da coltelli a mano (norma di riferimento: UNI EN 1082-1).

 

Sono DPI in maglia metallica o in plastica “utilizzati in tutte quelle attività in cui il coltello viene avvicinato alla mano e all’avambraccio dell’utilizzatore (ad esempio: nei mattatoi e nelle industrie per la lavorazione della carne compreso il disossamento, così come del pesce e dei molluschi, nella ristorazione industriale). Questa tipologia può offrire inoltre protezione a coloro che lavorano con coltelli a mano in altri ambiti lavorativi (ad esempio nell’industria della plastica, della pelle, del tessile e della carta, nonché nella posa di pavimentazioni e in attività simili)”.

Si segnala che tali dispositivi “forniscono una protezione solo ad una porzione limitata del corpo; la scelta quindi del grado di protezione necessaria per un particolare lavoro deve essere effettuata attentamente tenendo presenti i tipi di rischi e le probabilità che ciascuno di esso si verifichi”:

- “nei casi in cui il rischio di taglio sia limitato alle mani dovrà essere usato un guanto di protezione che dovrebbe estendersi almeno fino al polso. Tuttavia se sussiste il rischio di tagli alla superficie palmare del polso, dovrebbe essere usato un guanto con polsino. Si tenga presente che i tagli nella zona del polso possono provocare ferite particolarmente invalidanti per il rischio di lesioni ai nervi. Nell’industria del taglio delle carni si consiglia pertanto almeno una protezione per la mano e per il polso che risale per 75 mm prossimale al polso”;

- “la protezione per l’intero avambraccio è indicata nei casi in cui si possa prevedere il rischio di ferite in questa regione”;

- “è importante che non vi siano punti deboli nella copertura di protezione. Essi possono presentarsi alla giunzione fra il guanto e il polsino, fra il guanto e il proteggi-braccio, e nelle zone in cui il materiale di protezione si sovrappone”.

Una scelta corretta e un’adeguata attenzione nell’adattare e indossare la copertura “può ridurre al minimo i problemi, infatti:

- guanti piccoli possono causare danni alle mani;

- proteggi braccia piccoli possono limitare i movimenti;

- dispositivi troppo larghi costituiscono un rischio”.

 

Si ricorda, infine, che un guanto a maglia metallica non è elastico, “quindi solitamente gli utilizzatori scelgono guanti con misura sufficientemente grande da evitare che diventino troppo stretti durante l’uso”.

 

Sito web di INFOR.MO.: nell’articolo abbiamo presentato le schede numero 4375, 1168e 1343(archivio incidenti 2002/2010).

 

 

Tiziano Menduto



Creative Commons License Questo articolo è pubblicato sotto una Licenza Creative Commons.

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