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COVID-19: check list per verificare l’applicazione del protocollo condiviso

COVID-19: check list per verificare l’applicazione del protocollo condiviso
Redazione

Autore: Redazione

Categoria: Rischi da agenti biologici

06/04/2020

Pubblicata una check list di autocontrollo con l’obiettivo di fornire informazioni e permettere al datore di lavoro di valutare l’applicazione nell’azienda del Protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per l’emergenza COVID-19.

 

Genova, 6 Apr  – La Liguria, secondo i dati di questi giorni e relazione all’emergenza epidemiologica del nuovo coronavirus, ha superato la soglia dei 3.500 casi di contagio accertato. Ed è evidente, in questa fase di espansione del contagio, che sia necessario non solo individuare misure di contenimento nella vita di tutti i giorni, ma anche aiutare le aziende e gli operatori a contrastare la diffusione di questo rischio biologico anche nei luoghi di lavoro.

 

Per questo motivo e con specifico riferimento al “ Protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro” del 14 marzo scorso, di cui il nostro giornale ha pubblicato anche un’utile guida operativa, le cinque aziende del sistema sanitario della Regione Liguria hanno recentemente pubblicato una vera e propria check-list, il documento “Tutela dei lavoratori. Cosa posso fare nella mia impresa? Check list di autocontrollo ‘Verifica applicazione del Protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro del 14 Marzo 2020’”.

 

Ricordiamo, a questo proposito, che il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 22 marzo 2020, che ha intensificato le misure di contenimento per il contrasto all’emergenza epidemiologica da COVID-19, ha sospeso dal 26 marzo tutte le attività produttive industriali e commerciali prevedendo, tuttavia, una serie di eccezioni. E lo stesso DPCM prevede che le imprese le cui attività non sono sospese debbano rispettare i contenuti del suddetto “ Protocollo condiviso”.

 

Questi gli argomenti trattati nell’articolo:

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La check list di autocontrollo per il contrasto all’emergenza COVID-19

Nella presentazione della check list di autocontrollo si segnala che il documento è stato redatto “con l’obiettivo di fornire informazioni e stimolare l’autovalutazione del Datore di Lavoro nel rispetto delle specifiche caratteristiche dell’attività svolta, tenuto conto del Protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro del 14 Marzo 2020, sottoscritto su invito del Presidente del Consiglio dei Ministri, del Ministro dell’Economia, del Ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, del Ministro dello Sviluppo Economico e del Ministro della Salute, che hanno promosso l’incontro tra le parti sociali, in attuazione della misura”, contenuta nell’art. 1 c. 1 n. 9 del DPCM 11 marzo 2020.

 

 

E riguardo al documento, che tratta numerosi argomenti e che fa riferimento ad attività produttive e attività professionali, si segnala che le indicazioni contenute “si intendono superate, qualora incompatibili, con eventuali emanazioni di successivi indirizzi nazionali e regionali”.

 

Privacy, modalità di ingresso in azienda e rilevazione della temperatura

Dalla check list prendiamo alcune indicazioni specifiche, contenute anche in alcune note, relative alla modalità di ingresso in azienda e al tema della rilevazione della temperatura.

 

Infatti una delle domande che sono poste nella check list riguarda la previsione, nell’azienda, del controllo della temperatura corporea all’ingresso.

 

A questo proposito nelle note si indica che la rilevazione in tempo reale della temperatura corporea “costituisce un trattamento di dati personali e, pertanto, deve avvenire ai sensi della disciplina privacy vigente”.

 

E a tal fine si suggerisce di:

  1. rilevare la temperatura e non registrare il dato acquisto. È possibile identificare l’interessato e registrare il superamento della soglia di temperatura solo qualora sia necessario a documentare le ragioni che hanno impedito l’accesso ai locali aziendali;
  2. fornire l’informativa sul trattamento dei dati personali. Si ricorda che l’informativa può omettere le informazioni di cui l’interessato è già in possesso e può essere fornita anche oralmente. Quanto ai contenuti dell’informativa, con riferimento alla finalità del trattamento potrà essere indicata la prevenzione dal contagio da COVID-19 e con riferimento alla base giuridica può essere indicata l’implementazione dei protocolli di sicurezza anti-contagio ai sensi dell’art. art. 1, n. 7, lett. d) del DPCM 11 marzo 2020 e con riferimento alla durata dell’eventuale conservazione dei dati si può far riferimento al termine dello stato d’emergenza;
  3. definire le misure di sicurezza e organizzative adeguate a proteggere i dati. In particolare, sotto il profilo organizzativo, occorre individuare i soggetti preposti al trattamento e fornire loro le istruzioni necessarie. A tal fine, si ricorda che i dati possono essere trattati esclusivamente per finalità di prevenzione dal contagio da COVID-19 e non devono essere diffusi o comunicati a terzi al di fuori delle specifiche previsioni normative (es. in caso di richiesta da parte dell’Autorità sanitaria per la ricostruzione della filiera degli eventuali ‘contatti stretti’ di un lavoratore risultato positivo al COVID-19);
  4. in caso di isolamento momentaneo dovuto al superamento della soglia di temperatura, assicurare modalità tali da garantire la riservatezza e la dignità del lavoratore. Tali garanzie devono essere assicurate anche nel caso in cui il lavoratore comunichi all’ufficio responsabile del personale di aver avuto, al di fuori del contesto aziendale, contatti con soggetti risultati positivi al COVID-19 e nel caso di allontanamento del lavoratore che durante l’attività lavorativa sviluppi febbre e sintomi di infezione respiratoria e dei suoi colleghi”.

 

Sempre la check list chiede poi di verificare se il datore di lavoro ha provveduto “ad informare preventivamente il personale, e chi intende fare ingresso in azienda, della preclusione dell’accesso a chi, negli ultimi 14 giorni, abbia avuto contatti con soggetti risultati positivi al COVID-19 o provenga da zone a rischio secondo le indicazioni dell’OMS”.

 

A questo proposito si indica che “qualora si richieda il rilascio di una dichiarazione attestante la non provenienza dalle zone a rischio epidemiologico e l’assenza di contatti, negli ultimi 14 giorni, con soggetti risultati positivi al COVID-19”, ci si deve ricordare di “prestare attenzione alla disciplina sul trattamento dei dati personali, poiché l’acquisizione della dichiarazione costituisce un trattamento dati”. E si suggerisce, anche in questo caso, “di raccogliere solo i dati necessari, adeguati e pertinenti rispetto alla prevenzione del contagio da COVID-19. Ad esempio, se si richiede una dichiarazione sui contatti con persone risultate positive al COVID-19, occorre astenersi dal richiedere informazioni aggiuntive in merito alla persona risultata positiva. Oppure, se si richiede una dichiarazione sulla provenienza da zone a rischio epidemiologico, è necessario astenersi dal richiedere informazioni aggiuntive in merito alle specificità dei luoghi”.

 

La segnaletica COVID-19 e l’indice della check list

Riprendiamo da un allegato al documento ligure alcuni esempi di segnaletica COVID-19:

 

 

 

Segnaliamo poi, in conclusione, l’indice con tutte gli argomenti, le sezioni presenti nella check list di controllo per la verifica dell’applicazione del “Protocollo condiviso”:

 

SEZ. 1 - INFORMAZIONE

SEZ. 2 – MODALITA’ DI INGRESSO IN AZIENDA

SEZ. 3 – MODALITA’ DI ACCESSO DEI FORNITORI ESTERNI

SEZ. 4 – PULIZIA E SANIFICAZIONE IN AZIENDA

SEZ. 5 – PRECAUZIONI IGIENICHE PERSONALI

SEZ. 6 – DISTANZA INTERPERSONALE E DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE

SEZ. 7 – GESTIONE DEGLI SPAZI COMUNI (MENSA, SPOGLIATOI, AREE FUMATORI, DISTRIBUTORI DI BEVANDE E/O SNACK, ect.)

SEZ. 8 – ORGANIZZAZIONE AZIENDALE (TURNAZIONE, TRASFERTE E SMART WORK, RIMODULAZIONE DEI LIVELLI PRODUTTIVI)

SEZ. 9 – GESTIONE ENTRATA ED USCITA DEI DIPENDENTI  

SEZ. 10 – SPOSTAMENTI INTERNI, RIUNIONI, EVENTI INTERNI E FORMAZIONE

SEZ. 11 – GESTIONE DI UNA PERSONA SINTOMATICA IN AZIENDA  

SEZ. 12 – SORVEGLIANZA SANITARIA/MEDICO COMPETENTE/RLS  

SEZ. 13 – AGGIORNAMENTO DEL PROTOCOLLO DI REGOLAMENTAZIONE  

SEZ. 14 – ULTERIORI PRECAUZIONI VOLONTARIAMENTE ADOTTATE A SEGUITO EMERGENZA COVID-19  

 

ALLEGATO 1 – COMPORTAMENTI DA SEGUIRE

ALLEGATO 2 – LAVAGGIO MANI CON ACQUA E SAPONE  

ALLEGATO 3 – ESEMPI SEGNALETICA SICUREZZA COVID-19

RIFERIMENTI NORMATIVI  

 

 

RTM

 

 

Scarica il documento da cui è tratto l'articolo:

Asl1, Asl2, Asl3, Asl4, Asl5 del sistema sanitario della Regione Liguria, “ Tutela dei lavoratori. Cosa posso fare nella mia impresa? Check list di autocontrollo ‘Verifica applicazione del Protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro del 14 Marzo 2020’”, Rev. 20 marzo 2020 (formato PDF, 999 kB). 

 

 

Scarica la normativa di riferimento:

Protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro.

 

DECRETO-LEGGE 25 marzo 2020, n. 19 - Misure urgenti per fronteggiare l'emergenza epidemiologica da COVID-19.

 

DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 22 marzo 2020 - Ulteriori disposizioni attuative del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6, recante misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell'emergenza epidemiologica da COVID-19, applicabili sull'intero territorio nazionale.

 

DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 11 marzo 2020 - Ulteriori disposizioni attuative del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6, recante misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell'emergenza epidemiologica da COVID-19, applicabili sull'intero territorio nazionale.

 

 

 

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Rispondi Autore: Rinaldo Ghersi - likes: 0
10/04/2020 (13:28:56)
Riterrei utile alla luce dei pareri di numerosi esperti e delle successive legislazioni e/o distribuzioni di mascherine da parte di alcune regioni, pur in parziale contrasto con il punto 7 del decalogo OMS, raccomandare comunque l'uso di mascherine semplici per tutti coloro che frequentano ambienti di lavoro dove sono presenti altre persone (anche oltre il metro di distanza), al fine di mutua riduzione del rischio per la possibile presenza di asintomatici e per i dati sperimentali sulla possibile contagiosità dello starnuto o tosse anche oltre 1 m. Naturalmente il personale sanitario e di assistenza ha necessità di altre protezioni con caratteristiche di DPI idoneo.
Rispondi Autore: DONATO ERAMO - likes: 0
11/04/2020 (13:54:27)
Invece di: "... si segnala che il documento è stato redatto “con l’obiettivo di fornire informazioni e stimolare l’autovalutazione del Datore di Lavoro nel rispetto delle specifiche caratteristiche dell’attività svolta…" direi: ".... si segnala che il documento è stato redatto “con l’obiettivo di fornire informazioni e stimolare l’autovalutazione del Datore di Lavoro, con il supporto del RSPP e del Medico Competente, nel rispetto delle specifiche caratteristiche dell’attività svolta….,"

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