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Incidenti stradali in orario di lavoro: prevenzione e sorveglianza

Tiziano Menduto

Autore: Tiziano Menduto

Categoria: Informazione, formazione, addestramento

10/02/2011

I progetti per prevenire gli incidenti stradali in orario di lavoro e la sorveglianza sanitaria. I progetti per l’autotrasporto, la convenienza della prevenzione, gli interventi di vigilanza, la verifica delle condizioni psico-fisiche dei lavoratori.

Incidenti stradali in orario di lavoro: prevenzione e sorveglianza

I progetti per prevenire gli incidenti stradali in orario di lavoro e la sorveglianza sanitaria. I progetti per l’autotrasporto, la convenienza della prevenzione, gli interventi di vigilanza, la verifica delle condizioni psico-fisiche dei lavoratori.


Con questo articolo PuntoSicuro conclude la presentazione degli atti del workshop “La prevenzione degli infortuni da incidente stradale in orario di lavoro. L’esperienza dei servizi ASL di tutela della salute negli ambienti di lavoro. Compiti delle imprese” che si è tenuto il 7 ottobre 2010 durante la Convention “ Ambiente Lavoro” di Modena.
L’incontro, organizzato dall’ AUSL di Bologna (Area Prevenzione e Sicurezza Ambienti di Lavoro)  in collaborazione con SNOP, ha affrontato i temi relativi agli strumenti che possono essere messi in campo per la prevenzione del rischio da incidente stradale in orario di lavoro.
 
Nei precedenti articoli abbiamo affrontato le dimensioni del fenomeno infortunistico, le problematiche dell’autotrasporto e la valutazione del rischio di incidenti.
Ci soffermiamo ora su alcuni progetti per prevenire gli incidenti di lavoro in strada e sulla sorveglianza sanitaria.
 
Di progetti utili alla prevenzione parlano Emilio Cipriani e Flavio Coato ( Aulss 22 Bussolengo) nell’intervento dal titolo “ L'esperienza veronese dal 1997 ad oggi”.
 
Dopo una carrellata sui dati relativi agli infortuni sul lavoro accaduti nel Veneto e “definiti” dall’INAIL, l’intervento mostra alcuni progetti attuati per la prevenzione.
Ad esempio in riferimento a:
- lavoratori dei cantieri autostradali;
- portalettere;
- autotrasporto.


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Riguardo all’autotrasporto e al campione di aziende considerato nel progetto (176), si indica che queste aziende hanno perso in 5 anni per incidenti stradali 3240 giornate. E se il costo di una giornata lavorativa è di circa 197 euro, il costo totale dovuto agli incidenti è di 638.280 euro. Una stima complessiva del costo degli incidenti per le aziende comprese nelle ULSS 20 e 22 (circa 1700) nei cinque anni, per danni ai mezzi e per giornate perse, è di 38.532.000 euro.
 
Nel progetto dedicato a questo comparto alle aziende aderenti era stato chiesto:
- un adeguamento agli standard di sicurezza normativi;
- la “predisposizione di procedure interne su aspetti ritenuti particolarmente importanti (divieto di assunzione di alcol durante il lavoro, rispetto del C.d.S. e addebito della contravvenzione per eccesso di velocità o infrazione grave, uso di farmaci, uso dei cellulari)”;
- l’adozione di una scheda di controllo e manutenzione dei mezzi;
- l’adesione al corso di formazione composto di 24 ore teorico-pratiche (aula ed esercitazioni) e 8 ore pratiche (pista e strada)”.
 
Dopo aver elencato ivantaggi per le aziende che hanno aderito al progetto (anche in relazione alla possibilità di riduzione dei costi assicurativi), l’intervento si conclude ricordando che la prevenzione è importante anche nella Pubblica Amministrazione:
- “gli incidenti stradali costituiscono la prima causa di giornate lavorative perse per infortunio; - le giornate lavorative perse a seguito di incidente in occasione di lavoro o in itinere variano dal 25 al 60% di tutte le giornate perse per infortunio”. 
 
Nell’intervento “ AUSL di Bologna: la sorveglianza sanitaria”, a cura di Antonia M. Guglielmin (Dirigente Medico U.O.PSAL Centro AUSL Bologna),  si prendono invece in esame le potenzialità dell’attività di sorveglianza sanitaria del medico competente.
 
In un progetto del 2008 è stata svolta un’analisi degli “infortuni stradali mortali occorsi a lavoratori dipendenti da ditte aventi sede nel territorio della provincia di Bologna, definiti dall’ INAIL nel periodo 2004/2007 per evidenziare eventuali determinanti legati al lavoro”. Il progetto non si è occupato degli infortuni in itinere.
L’obiettivo era quello di “verificare elementi riconducibili alla attività svolta ed alla organizzazione aziendale, aventi ruolo causale e/o concausale nel fenomeno”, elementi sui quali le Unità Operative dei Servizi di Prevenzione e Sicurezza degli Ambienti di Lavoro (UOPSAL) potessero successivamente effettuare azioni di prevenzione.
 
Queste le azioni pianificate nel progetto:
- “acquisizione, presso le sedi INAIL, dei dati relativi ad infortuni stradali mortali avvenuti a dipendenti di ditte Bolognesi;  
- analisi delle informazioni relative ad ogni evento;  
-  costruzione di una griglia di analisi degli eventi per la ricerca dei fattori determinanti di origine lavorativa;  
- effettuazione di sopralluogo nelle aziende per verificare la presenza del sistema prevenzionistico aziendale”;
 - stesura report finale. 
Questi i dati rilevati:
- “11 infortuni mortali di cui 4 occorsi ad autotrasportatori;
- nella quasi totalità delle aziende verificate il rischio da incidente stradale non era stato considerato, anche in due aziende di autotrasporto;
- in riferimento allo stesso rischio non erano state individuate misure di tutela, né era stata svolta attività di informazione/formazione.
Il numero esiguo dei casi non ha reso possibile “l’aggregazione ai fini di spiegarne l’accadimento”.
 
Le attività del 2009-2010 sono state relative a un “intervento di vigilanza rivolto ad aziende di autotrasporto merci per verificare le valutazioni e le misure di prevenzione messe in campo”.
Complessivamente, alla data del workshop,  sono state “ispezionate 22 aziende con redazione di 19 verbali di ispezione” (5 di prescrizione, 14 di disposizione) e si sono svolti diversi incontri con Associazioni, Imprese, medici competenti.
 
La relatrice sottolinea che un modello di prevenzione e vigilanza “non ha modo di incidere in concreto con l’attività quotidiana sulla strada se non allarga i propri confini:  geografici (più servizi ASL di tutela della salute negli ambienti di lavoro se ne devono occupare),  di relazione con altri Enti aventi competenze diverse (DPL, Polizia locale, Polizia stradale…)”. 
Non ha insomma modo di incidere “se non scambia esperienze/saperi sì da incentivare l’adozione da parte delle imprese di misure efficaci alla prevenzione del rischio di incidente stradale in ambito lavorativo”. 
 
Il documento si conclude sottolineando l’importanza di una adeguata sorveglianza sanitaria.
Infatti il 90% delle cause d’ incidente stradale “chiamano in causa circostanze riferibili ai conducenti”.
Le circostanze imputabili ai conducenti sono relative a:  
- comportamento nella circolazione: mancato rispetto delle regole di precedenza, guida distratta (stanchezza, alterazioni psicofisiche, strumentazioni tecnologiche), velocità troppo elevata;  
- stato psico-fisico del conducente: ebbrezza da alcol, malore, assunzione di sostanze psicotrope e stupefacenti, sonno.
 
Dunque è necessario verificare le condizioni psico-fisiche dei lavoratori.
La verifica è uno “strumento che può svolgere un ruolo rilevante nella prevenzione del rischio:   - perché può dare esito ad un giudizio di idoneità alla mansione (come avviene nel caso di obbligo di sorveglianza sanitaria);  
- perché può rendere consapevole il lavoratore di situazioni di salute, di problemi visivi, di disturbi del sonno che possono essere corretti ad es. modificando stili di vita, l’assunzione di farmaci ecc.”.
 
Concludiamo ricordando che in Italia la normativa prevede che per alcune attività - con rischi per la sicurezza, la incolumità e la salute dei terzi - siano necessari accertamenti di assenza di tossicodipendenza prima dell'assunzione in servizio e, successivamente, accertamenti periodici per confermarla.
Tra le mansioni che richiedono il giudizio di idoneità, ci sono le attività di trasporto (guida di veicoli per i quali e' richiesto il possesso della patente C, D e E) e la guida di macchine di movimentazione terra e merci.   
 
 
 
 “ L'esperienza veronese dal 1997 ad oggi”, Emilio Cipriani e Flavio Coato - Dirigenti Medici S.P.I.S.A.L. Aulss 22 Bussolengo (VR), intervento al workshop “La prevenzione degli infortuni da incidente stradale in orario di lavoro. L’esperienza dei servizi ASL di tutela della salute negli ambienti di lavoro. Compiti delle imprese” (formato PDF, 781 kB).
 
 
 “ AUSL di Bologna: la sorveglianza sanitaria”, Antonia M. Guglielmin - Dirigente Medico U.O.PSAL Centro AUSL Bologna, intervento al workshop “La prevenzione degli infortuni da incidente stradale in orario di lavoro. L’esperienza dei servizi ASL di tutela della salute negli ambienti di lavoro. Compiti delle imprese” (formato PDF, 271 kB).
 
 
 
Tiziano Menduto
 


Creative Commons License Questo articolo è pubblicato sotto una Licenza Creative Commons.

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