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L’accordo Stato-Regioni, le nuove tecnologie e il futuro della formazione
Bologna, 3 Lug – Nel complesso sistema delle tutele della salute e sicurezza sul lavoro, la formazione risulta essere, come più volte sottolineato, il motore pulsante di ogni reale strategia di prevenzione. Un motore pulsante che è stato recentemente e sostanzialmente “revisionato” con l’ Accordo Stato-Regioni del 17 aprile 2025 approvato dalla Conferenza Permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province Autonome di Trento e Bolzano. Un nuovo accordo che sta penetrando nel tessuto organizzativo delle aziende, in attesa di ulteriori indicazioni sui soggetti formatori e di possibili ulteriori FAQ (risposte alle domande più frequenti).
Tuttavia, le novità connesse alla formazione non riguardano solo regole e norme, ma ancor più le trasformazioni digitali e le possibili conseguenze nell’uso di nuove tecnologie per l’apprendimento, ad esempio con riferimento alla realtà virtuale e le tecnologie immersive.
Per parlare di questi importanti temi abbiamo intervistato ad Ambiente Lavoro di Bologna, il 27 maggio 2026, Sara Stabile del Dipartimento di medicina, epidemiologia, igiene del lavoro e ambientale dell’Inail. Sara Stabile, che ha partecipato attivamente ai tavoli tecnici di elaborazione dell’ Accordo Stato-Regioni e delle risposte alle recenti FAQ, è stata relatrice e responsabile scientifica del seminario Inail “La formazione in SSL tra applicazioni innovative e novità normative: il Virtual journey LOTO” (Bologna, 28 maggio 2026).
Con lei parliamo non solo delle novità normative, ma anche dei vantaggi e svantaggi dei nuovi strumenti tecnologici utilizzati come supporti didattici. Anche con riferimento al progetto FEREO, che abbiamo iniziato a raccontare nella presentazione del documento Inail “ Resilienza organizzativa e formazione in realtà virtuale per la salute e la sicurezza sul lavoro: i risultati del progetto Fereo”.
Queste le domande poste:
- Come e perché si è arrivati al nuovo Accordo Stato-Regioni? Quali sono le novità più importanti?
- Cosa indica il decreto-legge 159/2025 riguardo ai soggetti formatori? Quando saranno definiti i criteri e i requisiti di accreditamento?
- Come sono state elaborate le FAQ? Sono previste nuove risposte?
- Con il nuovo Accordo si arriva ad un riconoscimento formale del ruolo delle tecnologie digitali come strumenti validi per l'apprendimento?
- Quali possono essere i vantaggi o svantaggi dell’uso della realtà virtuale nella formazione?
- La legge 34/2026 cosa indica riguardo alle tecnologie digitali?
- Cosa è il progetto FEREO? Perché è nato e quali sono i suoi obiettivi?
- Il progetto FEREO realizza un modello basato sui principi della Safety-II? Cosa si intende?
- Il progetto è stato in particolare applicato alla cosiddetta Procedura LOTO in un particolare ambito lavorativo. Che tipo di esperienza di apprendimento immersiva è stata offerta ai lavoratori?
- Cosa ci insegna questo progetto? E quali strumenti conoscitivi è possibile offrire alle aziende che in futuro vorranno sperimentare strumenti di formazione innovativi?
L’intervista si sofferma sui seguenti temi:
- Il nuovo sistema di formazione: l’accordo, i soggetti formatori e le FAQ
- Il nuovo sistema di formazione: i vantaggi e svantaggi dell’evoluzione tecnologica
- Il nuovo sistema di formazione: il progetto FEREO, la realtà virtuale e gli strumenti
Come sempre diamo ai nostri lettori la possibilità di visualizzare integralmente l’intervista e/o di leggerne una parziale trascrizione.
L’intervista di PuntoSicuro a Sara Stabile
Il nuovo sistema di formazione: l’accordo, i soggetti formatori e le FAQ
Lei ha fatto parte di un gruppo tecnico che ha lavorato sia al nuovo Accordo Stato-Regioni che all’elaborazione delle recenti FAQ. Prima di parlare delle applicazioni innovative in ambito formativo, partirei brevemente proprio dall’Accordo approvato il 17 aprile 2025. Come si è arrivati a questo Accordo? E quali sono a suo parere le novità più importanti?
Sara Stabile: L'accordo nasce, diciamo, in risposta a quelle che sono le modifiche apportate dalla legge 215/2021 all'articolo 37 comma 2 del decreto legislativo 81. E anche dalla necessità di definire un quadro organico per la formazione, proprio per superare la frammentazione normativa dovuta alla coesistenza di tanti accordi nel tempo, che si sono succeduti (…). Quindi per dare un riferimento unico con criteri comuni per la formazione obbligatoria nella cornice ovviamente del decreto legislativo 81.
L'accordo adesso rappresenta l'unico riferimento in tema di contenuti, definizione di quelli che sono gli obiettivi, modalità di erogazione, requisiti dei soggetti e anche tutto l'insieme ovviamente che riguarda la valutazione dei percorsi formativi.
Le novità più importanti sicuramente sono l'introduzione di due corsi nuovi. Abbiamo il corso Datori di lavoro e il corso per chi opera in ambiente sospetto di inquinamento e confinato, ma la logica con cui è stato costruito l'accordo era quello di qualificare la formazione. Quindi siamo partiti, come primo elemento, dai soggetti formatori che rappresentano il primo anello della catena che mette in moto tutto il processo formativo.
Sono stati ricondotti a tre categorie e successivamente abbiamo anche qualificato la formazione estendendo i requisiti dei docenti formatori a tutti i percorsi formativi, i requisiti del decreto interministeriale del 6 marzo 2013.
Altro elemento, abbiamo, nella prima parte, ricondotto tutti gli adempimenti che un soggetto formatore deve, diciamo, effettuare nell'organizzazione e gestione dei corsi, con criteri comuni. Quindi mi riferisco a percentuale di frequenza uguale per tutti i corsi per accedere alle verifiche finali, numero di massimo di discenti, come deve essere l'attestato, come deve essere il verbale, il fascicolo del corso, ... Insomma, questi elementi ormai sono comuni a tutti i percorsi.
Altro elemento importante la riflessione sulle fasi del processo formativo. Ci sono delle indicazioni metodologiche che rappresentano anche la parte quarta dell'accordo che è molto consistente in cui abbiamo voluto far vedere come il processo formativo può essere portato avanti soltanto in un’ottica di miglioramento continuo (…).
Altro elemento importante, secondo me, è l'attenzione che c'è stata anche alle tecnologie digitali. Da un lato regolamentando anche le ultime modalità che ormai utilizzavamo tutti, quella della videoconferenza sincrona, dove però non c'erano dei riferimenti precisi nella gestione di questi percorsi. E poi nell'introdurre la possibilità di utilizzare tecnologie quali la realtà virtuale, quindi tecnologie immersive, simulatori fisici o virtuali come sostegno nell'apprendimento e quindi attivare le metodologie che sappiamo essere importanti nell'andragogia, quindi nel rivolgersi agli adulti, anche con strumenti innovativi.
Chiudo con, secondo me, l'altro aspetto importante che è quello di aver introdotto anche un sistema di valutazione della formazione completo che quindi prevede un primo livello di gradimento, un secondo livello di apprendimento per tutti i percorsi. Sappiamo che ormai è obbligatoria la verifica dell'apprendimento, sia per quelli di formazione che per quelli di aggiornamento. L’accordo entra proprio nel dettaglio nel descrivere le modalità, i valori di soglia, le tipologie di strumenti da utilizzare per la valutazione. Per chiudere poi con la verifica dell'efficacia durante la prestazione lavorativa che sarà il vero banco di prova, un po' perché rappresenta sicuramente il livello più difficile da attuare; e che coinvolge direttamente il datore di lavoro e l'organizzazione aziendale in questa valutazione.
Lei ha parlato di soggetti formatori e il decreto-legge 159/2025 si sofferma proprio sulla definizione dei criteri e dei requisiti di accreditamento dei soggetti formatori. Cosa indica il decreto e quando arriveremo a questi criteri e requisiti?
Sara Stabile: Sì, il decreto è stato poi convertito in legge con la legge 198/2025 e prevede che vengano definiti (…) i criteri e i requisiti dei soggetti formatori accreditati. Stiamo parlando della categoria dei soggetti formatori accreditati (…). L'accordo stesso in qualche modo ha rimandato a un successivo atto questo aspetto che riguarda il fatto di definire i criteri e i requisiti sotto tre aspetti, che dovranno avere i soggetti formatori accreditati, che riguardano la competenza e la certificata esperienza in salute e sicurezza sul lavoro, l'organizzazione, quindi la capacità organizzativa e le risorse a disposizione per organizzare e gestire corsi. Su questi tre aspetti si lavorerà.
Ovviamente la logica è quella di semplificare quello che è l'attuale modello utilizzato e definito in ogni Regione, relativamente alla formazione professionale, l'accreditamento dei soggetti per la formazione professionale, orientandolo maggiormente a quelli che sono gli elementi essenziali per la salute e sicurezza sul lavoro. Quindi criteri minimi riconosciuti da tutte le Regioni. Quindi in un'ottica proprio di sia semplificare, ma anche andare incontro a quelle che sono le esigenze delle diverse aziende che si trovano spesso a doversi accreditare in più Regioni per poter erogare la formazione con anche criteri e modalità a volte differenti.
Criteri che arriveranno più avanti…
Sara Stabile: Per quanto riguarda i tempi si sta lavorando. So che le Regioni già stanno elaborando un testo. Ovviamente poi il passaggio successivo sarà l'invio al Ministero del Lavoro che coinvolgerà l'INAIL come supporto tecnico e poi ci saranno le parti sociali e datoriali che saranno sentite in merito su questo.
Facciamo anche un breve accenno alle recenti FAQ pubblicate dal Ministero del lavoro. Come si è arrivati a questo documento? Si prevede di pubblicare in futuro nuove risposte ai dubbi sull’Accordo?
Sara Stabile: È ovvio che quando si accorpano tanti testi normativi diversi, che poi sono stati emanati anche con logiche diverse, rivolti a soggetti diversi della formazione, sia possibile che ci sia appunto necessità di fornire chiarimenti interpretativi e applicativi.
Siamo arrivati a queste FAQ a seguito di alcuni quesiti che erano pervenuti al Ministero del Lavoro. Faccio riferimento anche alle FAQ che erano state elaborate dal Coordinamento delle Regioni. Siamo partiti anche da quelle e diciamo che il Ministero ha ritenuto opportuno, appunto, coinvolgere coloro che, come gruppo interistituzionale avevano già lavorato alla redazione del testo dell'accordo, gruppo che prevede rappresentanti della direzione e generale per la salute e sicurezza del Ministero del Lavoro, l'Ispettorato Nazionale del Lavoro, le Regioni e l'Inail. E queste FAQ sono state pubblicate sul sito del Ministero.
Penso che se ci saranno ulteriori quesiti, ci sarà la possibilità che il Ministero ci riconvochi per esaminarle, per proporre, diciamo, quelle che possono essere anche delle linee comuni di interpretazione rispetto ai diversi quesiti che arriveranno. (…)
Il nuovo sistema di formazione: vantaggi e svantaggi dell’evoluzione tecnologica
Parliamo ora dell’evoluzione tecnologica della formazione. Con il nuovo Accordo si arriva ad un riconoscimento formale del ruolo delle tecnologie digitali come strumenti validi per l'apprendimento?
Sara Stabile: Allora, è ovvio che il mondo del lavoro, sappiamo, è attraversato da profonde trasformazioni. Trasformazione digitale, ecologica, demografica,… E la velocità dei cambiamenti rispetto ai processi produttivi, ma anche processi decisionali, coinvolge inevitabilmente anche la gestione della salute e sicurezza. Quindi la formazione, l'aggiornamento continuo di tutti i soggetti che sono coinvolti nel sistema prevenzionale è ormai cruciale, essenziale, non se ne può fare a meno. (…)
Nel panorama di quelle che sono le tecnologie che si stanno maggiormente utilizzando nella formazione, ritroviamo appunto le tecnologie immersive, la gamification, … Questo coinvolgimento maggiore è importante nella salute e sicurezza sul lavoro, perché spesso la motivazione ai percorsi in salute e sicurezza è uno degli elementi più critici. Quando vi è un coinvolgimento maggiore, un'attivazione - e queste tecnologie lo possono permettere - questo facilita poi anche la disposizione all'apprendimento e la memorizzazione anche di aspetti importanti.
Per quanto riguarda la formazione obbligatoria in salute e sicurezza sul lavoro, queste tecnologie rappresentano un potenziamento dell'apprendimento, non possono sostituire però le parti pratiche dei percorsi formativi. Mi riferisco alle attrezzature di lavoro, al percorso attrezzature di lavoro, ai moduli pratici dei corsi per ambienti confinati o sospetti di inquinamento. Perché lì l'obiettivo è quello di trasferire delle capacità pratiche, manuali sull'utilizzo di determinati oggetti, attrezzature, dispositivi; e quindi anche per la verifica dell'apprendimento sono richieste prove pratiche.
Però la tecnologia può aiutare e supportare creando degli scenari che facilitano la memorizzazione e l'acquisizione di comportamenti corretti.
Parliamo della formazione svolta con la realtà virtuale. Quali possono essere i vantaggi o svantaggi dell’uso di questo strumento?
Sara Stabile: Allora, sicuramente un vantaggio è quello di poter creare veramente un ambiente, uno scenario molto realistico. Ormai le tecnologie ci permettono veramente di entrare come in un'altra dimensione. E questo permette ovviamente di imparare anche attraverso l'azione, quindi è proprio un apprendimento esperienziale che però viene svolto in un contesto di sicurezza totale. Perché anche se ci sono degli errori, anche se si vanno a verificare quali potrebbero essere le conseguenze di una corretta adozione di procedure o di metodiche, non abbiamo dei danni fisici, ovviamente, o ripercussioni su quello che è l'operatore.
Altro elemento importante è quello di poter sbagliare tante volte. Quindi di poter ripetere e anche di personalizzare gli scenari rispetto a quelle che sono le esigenze degli utenti, creare quindi degli ambienti sia ad alto rischio che complessi che possono essere modificati a seconda appunto delle esigenze.
Dal punto di vista delle criticità dobbiamo anche tener conto di quelli che possono essere i problemi, legati ai disagi fisici, mi riferisco alla cyber sickness, cioè a tutti quei disagi che derivano dal fatto che lo stimolo visivo non coincide con quello che è lo stimolo motorio. Quindi questo conflitto può generare senso di nausea, disorientamento. E poi la visibilità ovviamente è ridotta perché mettendo un visore non mi accorgo di tutto quello che c'è intorno e quindi anche la modalità con cui questa formazione deve essere fatta deve tener conto anche di questi rischi. Quindi servono degli spazi, soprattutto dove ci si muove nell'ambiente.
Mancano anche delle metodiche standardizzate per la valutazione di questi sistemi anche dal punto di vista poi dell'apprendimento, dell'utilizzo nella formazione. E possono essere anche raccolti dati con questi strumenti tecnologici e quindi questo deve essere fatto ovviamente tenendo conto di quelli che sono gli aspetti etici oppure giuridici che riguardano la raccolta di dati particolari. Altro elemento: (…) ovviamente lo scenario, quello che si crea, deve essere conforme agli obiettivi formativi; quindi la didattica va un po' rivista e servono idonee competenze per i formatori e i soggetti formatori, sia di chi eroga che chi poi si trova a utilizzare questi metodi (…).
Ci sono altre recenti novità normative – la legge 34/2026, la legge sulle piccole e medie imprese – che fanno riferimento all'utilizzo della dell’innovazione tecnologica…
Sara Stabile: Sì, la legge è entrata in vigore il 7 aprile di quest'anno ed è andata a modificare l'articolo 37 comma 5 del decreto legislativo 81, quello dedicato all'addestramento; quindi si prevede la possibilità di utilizzare moderni sistemi di simulazione, sia reali che virtuali, per l'addestramento. E questo apre sicuramente uno spazio ampio anche all'uso di queste tecnologie dove l'utilizzo di simulatori, effettivamente ormai permette proprio di ricreare in maniera molto fedele quelle che sono le sensazioni, le modalità che poi servono, a far capire al lavoratore quali sono le conseguenze anche delle mosse che possono essere fatte e perché non vanno fatte. (…)
Il nuovo sistema di formazione: il progetto FEREO, la realtà virtuale e gli strumenti
Parliamo ora del Progetto Fereo, che è stato anche presentato in un recente documento Inail. Cosa si intende con Fereo, perché è nato questo progetto e quali sono i suoi obiettivi?
Sara Stabile: Fereo vuol dire “Formazione e Resilience Engineering Organizzativa”.
Allora, questo progetto nasce nell'ambito di un bando BRIC, sono i bandi di ricerca in collaborazione che l'INAIL affida a università essenzialmente o centri di ricerca. È stato portato avanti dal Dipartimento di Ingegneria Meccanica Aerospaziale dell'Università della Sapienza, in collaborazione con il Dipartimento sempre di Ingegneria Industriale, elettronica e meccanica di Roma 3, con il contributo ovviamente del Dimeila, il dipartimento a cui afferisco.
L'obiettivo qual era? Era quello di progettare, definire, sviluppare un tool per le aziende affinché potessero autovalutarsi rispetto al loro stato di resilienza organizzativa e dall'altro sfruttare le potenzialità, appunto, di queste tecnologie (in particolare abbiamo scelto la realtà virtuale) per sperimentare modelli formativi.
(…) Noi lavoriamo essenzialmente sul settore manifatturiero perché lì è dove sono state introdotte anche diverse tecnologie e questo ci permette di capire, a livello di processi organizzativi, cosa è cambiato e come migliorare i diversi ambiti.
Abbiamo lavorato anche sulla formazione in questo tool e da lì abbiamo tratto quegli elementi che poi ci hanno portato a creare anche lo strumento di realtà virtuale.
Nella pubblicazione Inail sul progetto FEREO si fa riferimento anche ai principi della Safety 2. Cosa si intende?
Sara Stabile: Allora, si fa riferimento un po' a un cambio di paradigma rispetto a quella che standardizziamo e ragioniamo come Safety 1, nell'ottica di andare solo a verificare o a valutare le cose che non funzionano.
Con la Safety 2, invece, si ha un approccio più olistico, più sistemico, per cui si va a considerare tutto quello che accade, anche quegli aspetti che hanno permesso che non avvenisse l'incidente o il mancato infortunio. È un approccio (…) che si appoggia proprio a quella che possiamo definire la resilience engineering, è proprio un approccio che va a monitorare quindi a capire cosa un'azienda deve essere in grado di monitorare, cosa può capire da quello che è accaduto e come anticipare quello che potrebbe avvenire. Questo applicato per la prima volta alla salute e sicurezza sul lavoro in un'ottica proprio di processi organizzativi.
Quindi il questionario che le aziende poi compilano è proprio costruito su questi, diciamo, modelli a cui si fa riferimento. Questionario che permette poi di capire quali aree, appunto, hanno la necessità di essere migliorate.
Il progetto è stato in particolare applicato alla cosiddetta Procedura LOTO in un particolare ambito lavorativo. Che cosa si intende con LOTO e che tipo di esperienza di apprendimento immersiva è stata offerta ai lavoratori?
Sara Stabile: Allora, la procedura LOTO sta per un acronimo di Lockout-Tagout. È una procedura che si applica per la manutenzione di macchine, impianti, quindi di pulizia e di attrezzature di vario genere. Noi abbiamo scelto la pulizia del filtro di un compressore ad aria; quindi lo scenario che abbiamo realizzato è all'interno appunto di un magazzino in cui c'è questa macchina che deve essere sottoposta a manutenzione e pulizia.
Questa procedura è complessa, prevede diverse fasi che devono avere quella sequenza perché deve portare la macchina ad avere un'energia zero da tutti i punti di vista. Quindi il lockout è proprio il diciamo il blocco fisico, si parla di un lucchetto che viene posizionato dove ci sono le diverse fonti di energia e il tagout è un'etichetta che il lavoratore mette per avvisare anche tutti coloro che sono in quell'ambiente che la macchina in quel momento è in una fase di manutenzione e avvisare anche i colleghi perché spesso le manutenzioni poi non vengono fatte singolarmente e quindi evitare in questo modo la riaccensione inavvertita della macchina.
Per la formazione, innanzitutto abbiamo lavorato molto sulla qualità dello scenario dal punto di vista della percezione che il lavoratore ha entrando nell'ambiente. Quindi abbiamo valutato, attraverso strumenti validati a livello scientifico, quelli che possono essere gli aspetti che riguardano la qualità dell'esperienza immersiva. (…).
Abbiamo creato due scenari, uno scenario, diciamo così, di formazione classica, possiamo dire base, che serve a far memorizzare, avere padronanza della procedura; quindi con dei feedback che vengono forniti, ogni volta che il lavoratore sbaglia può ritornare indietro oppure ci sono degli allarmi su qualcosa che non deve fare, in modo che memorizzi il processo. E l'altro scenario, dopo aver fatto questo, invece in cui sono inseriti degli elementi di variabilità, cioè degli imprevisti. Ad esempio, il lavoratore non trova il lucchetto dove dovrebbe essere oppure il dispositivo di protezione non c'è o diciamo non è corretto eccetera. Questo per lavorare sull'aspetto del problem solving, del prendere delle decisioni. Quindi perché non sia solo una formazione automatica, in cui si va avanti senza pensare, ma che metta nelle condizioni veramente di ragionare su tutto quello che stiamo facendo. E tutto questo poi è stato valutato anche in termini di apprendimento. Quindi abbiamo predisposto dei questionari che si basano su dei modelli pedagogici (…), abbiamo valutato e abbiamo un buon livello rispetto alla formazione tradizionale. Quindi abbiamo avuto una conferma che, comunque, queste tecnologie (…) permettono di avere anche un apprendimento che è comparabile con l'apprendimento di una formazione tradizionale.
Cosa ci insegna, infine, questo progetto? E quali strumenti conoscitivi l’Inail può offrire alle aziende che in futuro vorranno sperimentare strumenti di formazione innovativi basati, ad esempio, sulla realtà virtuale?
Sara Stabile: Sì, ci insegna che bisogna lavorare. Lavorare tenendo conto di diversi aspetti. Che innanzitutto queste tecnologie devono metter l'uomo al centro, quindi il modello antropocentrico e i diritti e i principi digitali che la dichiarazione europea afferma devono essere sempre presidiati ogni qualvolta si utilizzino queste tecnologie.
Ovviamente noi cerchiamo di creare strumenti che poi possano essere anche replicabili e che possano essere a disposizione. (…)
L'Inail ha investito molto e sta investendo anche con l'attuale piano d'attività che è partito recentemente. Sono partiti anche nuovi bandi BRIC che sono stati assegnati. Uno delle dei temi trasversali è proprio quello dell'intelligenza artificiale. Anche noi stiamo lavorando su progetti nuovi per capire come l'intelligenza artificiale può essere di supporto anche alla formazione, ma come tutto questo vada, diciamo, in un'ottica sempre di garanzia di quelli che sono i diritti rispetto alla privacy, rispetto alla AI Act, eccetera. (…)
Sul nostro sito trovate sempre molti materiali su questi temi, materiali che poi forniscono i riferimenti anche dei siti nei quali trovare informazioni sulle tipologie di strumenti presentati.
(…)
Articolo e intervista a cura di Tiziano Menduto
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