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L’impatto delle campagne europee e la sensibilizzazione in materia di sicurezza

Bologna, 18 Lug – Uno dei temi che il nostro giornale ha affrontato a livello giornalistico durante la manifestazione Ambiente Lavoro 2025 (Bologna, 10-12 giugno 2025), attraverso diverse interviste, è stato quello relativo all’impatto, ai vantaggi e alle sfide connesse alla digitalizzazione e alle nuove tecnologie che sono e saranno sempre più presenti nei luoghi di lavoro.
E, come media partner della campagna europea “ Lavoro sano e sicuro nell’era digitale”, giunta al suo ultimo anno, non potevamo non soffermarci sull’andamento della campagna attuale e sulle anticipazioni della campagna futura che riguarderà il triennio 2026-2028.
Proprio per avere informazioni su questi temi abbiamo intervistato a Bologna la referente, ormai da molti anni, di tutte le campagne europee EU-OSHA in materia di sicurezza “Ambienti di lavoro sani e sicuri”, Francesca Grosso (Inail, Dipartimento di medicina, epidemiologia, igiene del lavoro e ambientale).
Referente che non solo ci ha fornito interessanti informazioni sulle campagne Eu-Osha (facendo, tra l’altro, alcuni graditissimi complimenti al nostro lavoro di media partner, con riferimento alle letture europee dei nostri articoli), ma che ci ha permesso di affrontare anche altri temi. Ad esempio, il ruolo dei Focal Point nazionali (in Italia l’Inail), gli strumenti europei nati per facilitare il processo di valutazione dei rischi (OiRA - Online interactive Risk Assessment), il premio per le buone pratiche e l’importanza del lavoro di coordinamento con le altre realtà europee che si occupano di salute e sicurezza sul lavoro
Francesca Grosso a Bologna era relatrice al seminario AiFOS “Salute e Sicurezza nell’era digitale – Le esperienze delle aziende” che si è tenuto il 12 giugno 2025.
L’intervista è stata realizzata il 12 giugno 2025 a Bologna e le domande hanno riguardato i seguenti temi:
- quale è il ruolo dei Focal point dell’Agenzia europea;
- quali sono gli strumenti europei nati per facilitare il processo di valutazione dei rischi e quanto sono utilizzati;
- l’impatto e l’importanza delle campagne europee “Ambienti di lavoro sani e sicuri”;
- gli obiettivi della campagna attuale sulla salute e sicurezza sul lavoro nell'era digitale;
- i dati sullo sviluppo e l’impatto dell’attuale campagna;
- cosa è e cosa indica la bussola digitale europea;
- l’importanza del premio per le buone pratiche e i progetti vincitori per la campagna attuale;
- la campagna e i temi affrontati nel prossimo triennio;
- come si è sviluppato il ruolo di referente delle campagne europee e l’importanza di connettersi alle tante realtà europee istituzionali che si occupano di salute e sicurezza.
L’articolo di presentazione dell’intervista si sofferma su vari argomenti:
- Le campagne europee: la rete dei punti focali e l’impatto sulla sicurezza
- Le campagne europee: la campagna attuale e la bussola digitale europea
- Le campagne europee: il premio per le buone pratiche e la campagna futura
Come sempre diamo ai nostri lettori la possibilità di visualizzare integralmente l’intervista e/o di leggerne una parziale trascrizione.
L’intervista di PuntoSicuro a Francesca Grosso
Le campagne europee: la rete dei punti focali e l’impatto sulla sicurezza
Prima di tutto, visto che l’Inail è in Italia è Focal point dell’Agenzia europea, vorrei sapere cosa significa essere “punto focale”?
Francesca Grosso: Per spiegarlo partirei dall'Agenzia europea.
L'Agenzia europea è una delle tante Agenzie diffuse un po' in tutti gli Stati membri che si occupa in particolare di salute e sicurezza sul lavoro come braccio operativo della Commissione Europea. È una delle Agenzie che ha una rete di focal point più ampia perché ha un focal point in ogni stato membro.
Cosa significa essere focal point?
Noi firmiamo (…) un accordo di cooperazione con l'Agenzia in cui ci impegniamo a portare avanti delle iniziative sia di sensibilizzazione con le campagne, sia di promozione delle attività dell'agenzia stessa.
Però c'è anche un ruolo importante in più oltre tutte queste attività: quello di promuovere in Europa quelle che sono le esperienze invece a livello nazionale. I nostri esperti (…) fanno in modo che quelli che sono risultati di ricerca o comunque conoscenza a livello nazionale vengano forniti anche come conoscenza a livello europeo. Quindi è una modalità di scambio reciproco di conoscenza che ha come finalità ultima sempre il miglioramento della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro.
(…)
Parliamo delle campagne europee. Quanto sono importanti queste campagne per sensibilizzare aziende e lavoratori e migliorare la prevenzione? Mi pare che, al di là dei singoli temi affrontati, si chiamino tutte “Ambienti di lavoro sani e sicuri”...
Francesca Grosso: Sì, lo slogan, diciamo generale. è quello di “Ambienti di lavoro sani e sicuri” e poi c'è lo slogan che nasce in base poi alla tematica individuata per le singole campagne.
Le campagne europee sono una delle attività principali di sensibilizzazione dell'Agenzia; nascono nel 2000 e quindi siamo alla 16ª edizione, ce ne sono state tante e rappresentano ad oggi sicuramente l'appuntamento o comunque l'iniziativa più importante in Europa in termini di sensibilizzazione e informazioni su salute e sicurezza sul lavoro. Anche perché l'Europa diventa un teatro di eventi lungo il periodo delle campagne che inizialmente erano annuali, biennali e adesso sono diventate triennali.
Quindi sono veramente degli appuntamenti importanti che coinvolgono tutti gli stakeholder perché, ricordiamoci, che l'Agenzia lavora su base tripartita; quindi ovviamente tutti i Focal Point e tutti gli Stati membri lavorano su base tripartita coinvolgendo tutti gli attori a livello nazionale. E poi hanno delle strategie che mirano ai luoghi di lavoro, quindi ci permettono, queste campagne, di entrare direttamente in contatto con le aziende, produrre informazioni non solo generali, come quelle che produce l'Agenzia, ma poi, con l'aiuto e l'ausilio dei network nazionali, produrre anche dei documenti, delle informazioni più tarate a livello nazionale. E quindi queste campagne, come vedremo semmai parlando di buone pratiche, ci permettono anche di diffondere buone pratiche e soluzioni per migliorare gli ambienti di lavoro.
Le campagne europee: la campagna attuale e la bussola digitale europea
Veniamo alla campagna attuale. Perché era necessario parlare della salute e sicurezza sul lavoro nell'era digitale? Come si è sviluppata la campagna?
Francesca Grosso: Sicuramente possiamo definire questa campagna calata nei nostri tempi perché noi viviamo un'epoca di transizioni e sicuramente la transizione digitale è quella più imponente, più veloce. E quindi parlare di digitalizzazione e impatto su salute e sicurezza sul lavoro è stato considerato, a livello di Commissione Europea e quindi di Agenzia, che ne è il braccio operativo, una priorità.
Ma questa campagna vuole andare oltre il discorso di sottolineare l'importanza della digitalizzazione in senso più strettamente tecnico: ne vuole sottolineare anche l'impatto a livello organizzativo, a livello etico.
Quando si parla di digitalizzazione dobbiamo parlare anche degli impatti che un'adozione di una tecnologia o di una soluzione digitale può avere sui lavoratori, sul sistema organizzativo dell'azienda, sul discorso di inclusione di persone che non hanno semmai ancora competenze per poter svolgere determinate mansioni.
Quindi questa campagna ci ha dato l'opportunità di affrontare anche temi più trasversali che affrontano appunto le soft skill, le competenze, oltre al discorso di rendere sempre più performanti, intelligenti, sicure le tecnologie in generale. (…)
In Italia ci sono stati numerosi eventi dedicati alla campagna, grazie al supporto che in termini di comunicazione, voi come media partner fate. Grazie anche alle nostre direzioni territoriali INAIL che sono diffuse su tutto il territorio nazionale, anche ai nostri partner nazionali che abbiamo praticamente creato con una rete molto solida e attiva. E quindi grazie a queste iniziative il messaggio della campagna è stato un po' diffuso su tutto il territorio nazionale. Quindi devo dire che le campagne adesso, anche in Italia, hanno un impatto decisamente positivo.
Lei nella sua relazione parlerà di una bussola digitale europea. Che cos'è questa bussola?
Francesca Grosso: La bussola digitale europea è una sorta di documento programmatico che contiene, diciamo, la visione dell'Unione Europea verso la digitalizzazione dell'Europa entro il 2030 e, come ho detto in precedenza, sottolinea alcuni punti importanti tra cui le competenze.
È basata su quattro punti, tra cui uno riguarda lo sviluppo delle competenze. Assolutamente i cittadini europei devono avere più competenze digitali.
L'altro punto riguarda le infrastrutture digitali, quindi migliorare le infrastrutture a livello digitale. La digitalizzazione, il terzo punto, delle imprese, quindi avere imprese che utilizzano più l'intelligenza artificiale, che abbiano le competenze di base di digitalizzazione.
E l'ultimo punto riguarda invece una sorta di governance della digitalizzazione che deve essere migliorata in particolar modo per quanto riguarda i servizi pubblici che devono essere migliorati. E devo dire che l'Italia in questo si posiziona abbastanza bene, principalmente per quanto riguarda la sanità pubblica che ha un livello di digitalizzazione abbastanza buono rispetto alla media europea.
Questo ci fa capire di quanto l'Europa investa nel discorso della digitalizzazione, principalmente come etica, perché ha sviluppato anche una serie di principi etici della digitalizzazione, tra cui l'importanza di mettere sempre l'individuo al centro, la sostenibilità delle azioni e ovviamente anche le competenze.
(…)
Ci sono dati che possono mostrare qual è stato l’impatto di questa campagna in Italia?
Francesca Grosso: Sì. L'Agenzia europea nel 2024 ha fotografato un po' a livello di Stato membro quali siano stati i risultati a livello nazionale e l'Italia si configura sicuramente tra i paesi più attivi. È sicuramente nei primi posti per quanto riguarda gli eventi organizzati, le visualizzazioni del sito.
E poi devo farvi un complimento, perché anche un vostro articolo di PuntoSicuro - come nostro media partner – è risultato quello più visualizzato e con un impatto editoriale molto più ampio rispetto agli altri. Quindi noi siamo fieri di avere un media partner come voi. (…)
Le campagne europee: il premio per le buone pratiche e la campagna futura
Un altro aspetto importante delle campagne europee è il Premio per le buone pratiche. Di cosa si tratta?
Francesca Grosso: Le buone pratiche sono un progetto di supporto ormai delle campagne, sin dall'inizio, sin dalla prima edizione, insieme al progetto di partenariato.
Quest'anno abbiamo raccolto circa 25 buone pratiche, ovviamente da organizzazioni professionali, da aziende e hanno avuto praticamente un buon impatto a livello organizzativo (…).
Quali sono stati i tipi di intervento? Ci hanno presentato soluzioni che riguardavano la costruzione di software, di app, la robotica, gli esoscheletri, tecnologie che utilizzavano la sensoristica, automazione dei processi, quindi molti tipi di soluzioni.
Noi siamo molto contenti perché la Commissione nazionale che valuta poi gli esempi eleggibili a livello nazionale e individua i due esempi poi da mandare al vaglio dalla Commissione Europe ha individuato due esempi che saranno premiati anche a livello europeo. Quindi noi siamo contenti, sono due aziende: una opera nel settore della dell'agricoltura e ha proposto una soluzione che riguardava l'utilizzo di una tecnologia a bordo di trattori. L'altra invece è un'azienda che si occupa di soluzioni tecnologiche in generale (…) che ha prodotto praticamente dei cambiamenti a livello organizzativo, attraverso un'automazione dei processi. E, molto interessante in questa seconda azienda, si è tenuto conto anche delle questioni di genere (…) perché ha trasformato il processo e le mansioni in modo tale che anche le donne potessero svolgere quella stessa mansione. (…)
Concludiamo l’intervista parlando della campagna che si terrà nel prossimo triennio. Quali saranno i temi affrontati?
Francesca Grosso: Ricordiamoci che le campagne lavorano sempre su temi prioritari individuati a livello europeo e condivisi con gli Stati membri. Così come la digitalizzazione era stata individuata come tema prioritario, purtroppo, per quanto riguarda il tema della prossima campagna, ancora una volta si parla di salute mentale.
Quindi si parlerà di come promuovere la salute mentale, perché purtroppo ansia, depressione, stress sono ancora quei disagi che vengono dichiarati molto di più, insieme ai disturbi muscoloscheletrici, dai lavoratori nei luoghi di lavoro. E quindi l'agenzia, sotto il monito della Commissione Europea, prenderà in carico questa nuova campagna che verrà lanciata nel 2026 e sarà sempre triennale.
La campagna, oltre a sensibilizzare come sempre sull'importanza della valutazione dei rischi, in questo caso psicosociali, si focalizzerà anche in ambiti come il discorso dei rischi fisici collegati ai rischi psicologici: due settori in particolare, come quello dell'Health Care, quindi del settore sanitario e del settore sociale.
Poi si focalizzerà su elementi trasversali, come possono essere le molestie, la diversità, l'inclusione. Saranno tutti temi assolutamente interessanti da affrontare e che - io lo dico sempre – riprenderanno, in parte, anche i risultati delle precedenti campagne, perché quello che abbiamo affrontato quest'anno - ricordiamoci che la digitalizzazione ha un impatto anche sulla salute mentale - verrà ripreso anche nella successiva campagna.
Quindi adesso ci saranno sempre delle sorte di ponti tra una campagna e l'altra, in modo che i risultati possano poi confluire in un discorso unico.
Ormai non si può più parlare a livello settoriale di salute e sicurezza sul lavoro, ma sempre più a livello multidisciplinare. (…)
(…)
Articolo e intervista a cura di Tiziano Menduto
Il link al sito della campagna “Lavoro sano e sicuro nell’era digitale”.

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