I casi
Un
operaio manutentore di una
ditta portoghese sta lavorando alla “demolizione dei forni di una
azienda di
produzione di piastrelle”.
Per raggiungere il forno da smantellare il lavoratore deve accedere “ad
una
piattaforma attraverso una
scala
fissa
a pioli localizzata ad alcuni metri di distanza dalla postazione di
lavoro”, ma invece vi accede “salendo dalla linea di trasporto (a 120 cm
di
altezza) delle piastrelle e mettendo il piede in appoggio sopra i rulli
trasportatori”.
Scivola all'indietro cadendo a terra e riporta la frattura della base
cranica
(non indossava il
casco).
È evidente che il fattore determinante è, in questo caso, il mancato
utilizzo
della scala fissa a pioli e l’uso della linea di trasporto delle
piastrelle:
una procedura errata dettata da che cosa? Dalla fretta? Da un’inidonea
formazione? Da un gesto “sconsiderato”?
Di certo risalta la mancanza dell’elmetto di protezione, mancanza che ha
aggravato le conseguenze del mancato uso della scala.
Del
mondo
edile, in relazione alle cadute da scale, abbiamo parlato la volta
scorsa.
Un altro comparto in cui sono presenti diverse cadute, è quello
agricolo.
Un
operatore agricolo, mentre svolge
nel fienile un'operazione imprecisata, cade da un'altezza di circa 3
metri
riportando fratture del rachide cervicale.
“Accanto l'infortunato viene rinvenuta una
scala
metallica alta circa 190 cm non a norma, in quanto mancante di
sistema
antiscivolamento”.
In questo caso probabilmente l’incidente è dovuto al cattivo stato della
scala.
Non una
scala
in cattivo stato, ma un uso sbagliato della stessa è la causa di un
incidente
ad un lavoratore impegnato in
attività
di imbiancatura.
Per imbiancare il lavoratore accede attraverso una botola sulla
soletta
superiore di una casa appena costruita. Utilizza una scala a pioli di 4
metri
“appoggiata alla botola e con i piedini inferiori, pur dotati di sistemi
antisdrucciolo, posti sopra un cartone a protezione del pavimento”.
Ma appoggiare la
scala
sul cartone anziché sul pavimento, può essere molto pericoloso. Durante
la
salita, la scala scivola insieme al cartone, provocando la caduta del
lavoratore.
Un ultimo caso riguarda invece un operatore che si occupa di condurre
carrelli
elevatori e di fare, senza averne l’incarico formale, “piccoli
interventi di manutenzione e
riparazione necessari in azienda”.
Il lavoratore sta recuperando alcune lastre cadute, a causa del forte
vento del
giorno prima, sul “coperto di un manufatto interno allo stabilimento,
posto in
prossimità delle vasche di decapaggio, contenenti una soluzione di acido
cloridrico (per una profondità di circa 3 metri) e circondate da un
parapetto
in muratura alto 120 cm”.
Per prelevare tali lastre dal coperto del manufatto, “avente un’altezza
dal
pavimento di circa 310 cm”, l’infortunato si procura una scala semplice a
pioli, presente all’interno del reparto, “posandone la base sopra ai
gradini di
accesso al manufatto (il cui pavimento era sopraelevato rispetto a
quello dello
stabilimento) e la parte superiore in corrispondenza bordo del coperto
del
manufatto stesso”.
La
scala,
ricorda la scheda, “era in cattivo stato di manutenzione in quanto la
base di
un montante risultava deformata”.
Durante l’utilizzo la scala probabilmente sbanda e l’infortunato cade
all’interno
della vasca, non riuscendo a risalirne. Sarà soccorso “circa 20 minuti
dopo
l’ora presunta dell’incidente, da alcuni colleghi che si trovavano a
passare
nei pressi”, ma muore 6 giorni dopo l’infortunio, “a causa di
complicazioni
polmonari dovute alla sommersione e alla prolungata permanenza
all’interno della
vasca contenente
acido
cloridrico”.
Normativa e prevenzione
Come abbiamo visto sono specialmente due le cause relative alla
caduta
dalle scale: le scale in cattivo stato e un uso improprio delle stesse. E
qualche volta gli infortuni dipendono proprio dalla mancanza di scale
idonee.
Riguardo alle
scale a pioli
riportiamo brevemente alcune indicazioni dal
Decreto
legislativo
81/2008:
|
Articolo 111 - Obblighi del
datore di lavoro nell'uso di attrezzature per lavori in quota
[…]
3. Il datore di lavoro dispone affinché sia utilizzata una scala a
pioli quale
posto di lavoro in quota solo nei casi in cui l'uso di altre
attrezzature di
lavoro considerate più sicure non è giustificato a causa del limitato
livello
di rischio e della breve durata di impiego oppure delle
caratteristiche
esistenti dei siti che non può modificare.
[…]
Art. 113 - Scale
[…]
7. Il datore di lavoro assicura che le scale a pioli siano utilizzate
in modo
da consentire ai lavoratori di disporre in qualsiasi momento di un
appoggio e
di una presa sicuri. In particolare il trasporto a mano di pesi su una
scala
a pioli non deve precludere una presa sicura.
[…] |
Al di là della normativa possiamo dare qualche spunto di
prevenzione con riferimento a domande - tratte da un documento di Suva
dal titolo “
Chi
risponde
10 volte "sì"? Il test per i professionisti delle scale”
– che dovrebbero porsi tutti i lavoratori prima di utilizzare una scala:
1. La
scala
è in buono stato?
È bene verificare le scale prima di usarle ed evitare assolutamente di
utilizzare scale difettose.
2. La scala è lunga a sufficienza?
3. La scala è appoggiata in modo da non poter scivolare?
Sul terreno è bene usare puntali metallici, mentre sui fondi duri dei
piedi
scanalati.
4. Hai fissato bene la scala in alto?
La parte superiore della scala deve essere fissata per evitare il
pericolo di
rovesciamenti.
5. Hai appoggiato la scala come si deve?
È necessario tener conto del giusto angolo di inclinazione.
6. Ti sei assicurato che nessuno possa urtare la scala o inciamparci?
7. Porti delle scarpe con suole robuste?
Rispetto all’attività che si sta svolgendo è utile indossare scarpe
comode e
adatte.
8. Quando sali e scendi dalla
scala,
ti tieni con tutte e due le mani ai pioli?
9. Hai messo tutti gli utensili ed i materiali in una borsa adatta?
10. Se devi lavorare con tutte e due le mani, ti sei agganciato alla
scala?
Ricordando che anche la scala deve essere ben fissata.
Per consultare direttamente la presentazione dell’infortunio di cui ci
siamo
occupati, collegarsi a
questa
pagina
del sito web di INFOR.MO. per visualizzare la schede numero
73, 198, 1598 e 2122 (archivio incidenti 2005/2008).
Tiziano Menduto