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I rischi e la prevenzione per le attività nei motopescherecci
Molfetta, 23 Gen – In relazione ai rischi per la salute e sicurezza dei lavoratori a bordo delle navi da pesca, in questi mesi uno strumento ci ha permesso di aumentare la consapevolezza della complessità del mondo della pesca professionale, con riferimento alle tutela dei suoi lavoratori.
Si tratta dell’ebook, prodotto dalla Consulta Interassociativa Italiana per la Prevenzione ( CIIP), “ Oltre la rete. Salute e sicurezza sul lavoro nella pesca professionale”, che, partendo dalle criticità del comparto della pesca professionale, offre molti spunti per migliorare la prevenzione di infortuni e malattie professionali nel settore.
In relazione all’ebook, da noi già presentato, il 28 settembre 2023 si è tenuto a Molfetta (Bari) il convegno nazionale “OLTRE LA RETE: salute e sicurezza sul lavoro nella pesca professionale”, organizzato dalla ASL di Bari e dalla Regione Puglia in collaborazione con la Consulta CIIP e Federpesca. Convegno che ci permette di proporre un ulteriore approfondimento sulle tematiche della sicurezza sul lavoro degli operatori della pesca professionale.
Ci soffermiamo oggi, in particolare, su un intervento che approfondisce i rischi legati alle attività con i motopescherecci.
Nel presentare l’intervento, l’articolo si sofferma sui seguenti argomenti:
- I rischi nei motopescherecci: imbarco, sbarco, ormeggio e disormeggio
- I rischi nei motopescherecci: scivolamenti e cadute fuori bordo
- I rischi nei motopescherecci: cucine, bombole e sala macchine
I rischi nei motopescherecci: imbarco, sbarco, ormeggio e disormeggio
L’intervento “Il Motopeschereccio un ambiente a rischio”, a cura di Alessandro Giomarelli (Direttore UOP Tecnici PISLL Asl Toscana sud est, area Grosseto) si sofferma su vari rischi, probabilmente con riferimento anche a quanto rilevato nelle attività di vigilanza, partendo dalle fasi di imbarco e sbarco.
Si segnala che durante la fase di imbarco e sbarco dal natante “si può inciampare o scivolare e le conseguenze possono essere quelle di cadere all'interno del natante o cadere in acqua”. E per evitarlo è bene “installare correttamente la passerella e assicurarsi che sia ben legata, non farla attraversare da cavi, far sì che sia priva di liquidi sdrucciolevoli (oli, grassi ecc.), libera da oggetti ingombranti ed applicare un corrimano sicuro, evitare di transitare sulla passerella con entrambe le mani ingombre o con grossi pesi in braccio”.
Inoltre è bene “assicurarsi della presenza di personale per eventuale aiuto durante il transito sulla passerella” e “assicurarsi che la zona di arrivo a bordo sia sgombra”.
Nel caso poi che l’imbarco avvenga “tramite passaggio dal parapetto e quando non sia possibile installare un’adeguata passerella”, predisporre “opportunamente il personale per aiutare chi deve salire o scendere evitando di saltare”.
Altre indicazioni vengono fornite per l’ormeggio e disormeggio.
Infatti, in queste fasi può:
- “capitare un'improvvisa rottura di cavi, catene o altra attrezzatura
- inciampare nei cavi di ormeggio, questo porta a perdere l’equilibrio e cadere
- essere colpiti, investiti e trascinati dalla catena
- scivolare per presenza di liquidi o sostanze sdrucciolevoli, può avvenire uno schiacciamento di arti fra scafo e banchina”.
Inoltre vi possono essere “proiezione di schegge d’acciaio, fango secco e altri materiali impigliati nelle maglie della catena” e “si possono impigliare indumenti negli organi rotanti ed essere trascinati”.
I rischi nei motopescherecci: scivolamenti e cadute fuori bordo
Il relatore si sofferma anche sullo scivolamento durante il lavoro.
Infatti a bordo “spesso si incontra un insufficiente stato di aderenza” che può causare cadute. E dunque “durante gli spostamenti nel peschereccio è bene indossare” dispositivi di protezione individuale.
Bisogna poi “assicurarsi che la zone di passaggio siano antisdrucciolevoli e libere da materiale d’ingombro”. E sono buone soluzioni “verniciature di tipo antiscivolo in coperta con buona manutenzione ed altre soluzioni su coperchi e scale quali strisce adesive antisdrucciolo”.
Nelle slide sono presenti altri dettagli e molte immagini sulla prevenzione degli scivolamenti, ad esempio in relazione ai rivestimenti antiscivolo dei ponti di coperta (che devono essere mantenuti in buone condizioni).
Riguardo poi alla protezione delle zone di passaggio e deposito si indica che “le zone di lavoro poste al disopra del ponte devono avere un parapetto di altezza pari a 1 metro anche fatto con le battagliole, anche gli accessi a tali zone devono essere adeguatamente protetti al fine di garantire un’adeguata protezione dei lavoratori”.
Senza dimenticare la prevenzione delle cadute fuori bordo, ad esempio in relazione agli operatori “che si sporgono oltre il bordo di poppa”: “la situazione può essere rischiosa soprattutto in presenza di condizioni metereologiche avverse. In tali casi è conveniente indossare giubbotti di salvataggio o imbracature di sicurezza”.
Si segnala poi che molti piccoli pescherecci “vengono manovrati da un’unica persona e questo comporta ovvi rischi per la sicurezza:
- cadere fuori bordo e proseguimento della navigazione della nave.
- cadere fuoribordo con nessuno che possa chiamare i soccorsi”.
È dunque fortemente consigliato “indossare il giubbotto di salvataggio individuale autogonfiabile. Il giubbotto autogonfiabile si attiva automaticamente a contatto con l'acqua in caso di caduta accidentale fuoribordo. In 3 secondi di tempo consente l'autorotazione della persona che si trova svenuta con il volto in immersione, garantendo la pervietà delle vie aeree.
Dovrà essere inserito all’interno del giubbotto di salvataggio individuale un localizzatore personale”.
I rischi nei motopescherecci: cucine, bombole e sala macchine
L’intervento si sofferma poi su molti altri rischi, ad esempio quelli connessi all’ambiente cucina.
Infatti sulle navi da pesca, “la cucina è lo spazio di ritrovo comune e un luogo molto attivo che presenta numerosi pericoli: fuoco, ustioni, scottature, scivolate, cadute. In cucina si utilizzano fornelli tipo a gas per prevenire le ustioni o le scottature”.
Si indica che i fornelli “devono essere dotati di fermapentole per evitare che le pentole possono muoversi”.
Inoltre le bombole di gas “non devono mai essere sistemate nella cucina ma in un vano adeguatamente ventilato oppure all’esterno sul ponte”.
Mentre le tubazioni flessibili per l’allacciamento degli apparecchi a gas devono avere le seguenti caratteristiche:
- “se i tubi sono in gomma devono essere resistenti all’usura e all’azione chimica del gas e devono riportare il marchio della relativa norma e la data di scadenza entro la quale la tubazione dovrà essere regolarmente sostituita;
- se le tubazioni sono in acciaio non hanno una scadenza, anche se devono essere regolarmente oggetto di manutenzione”.
Si parla poi anche della protezione delle parti in movimento, ad esempio con riferimento alla sala motori.
Infatti in sala macchine sotto coperta “si è rilevata la presenza di organi in movimento non protetti né da carter né da reti metalliche, con il pericolo che gli indumenti possano rimanere impigliati”.
Si segnala anche che in alcuni motopescherecci, riguardo agli impianti e attrezzature, si è verificato che:
- “gli impianti elettrici mancano delle indicazioni ai diversi indicatori di quadro.
- le attrezzature non sono mantenute in buono stato di manutenzione”.
Inoltre le batterie, o altro sistema di emergenza, “difficilmente vengono sistemate esternamente alla sala macchine o comunque situate in una zona progettata in maniera che in caso di incendio o di non funzionamento dell’impianto elettrico garantiscano alla strumentazione di bordo, alle luci di bordo e al sistema di radiocomunicazione un funzionamento di almeno tre ore”.
Rimandiamo, in conclusione, alla lettura integrale delle slide dell’intervento che si sofferma anche su altri rischi e aspetti (cavi di intercettazione carburante, attacchi divergenti, …) riportando, in conclusione, anche una raccolta di immagini relative a eventi infortunistici accaduti nell’ambito della pesca professionale.
Tiziano Menduto
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