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Vigilanza: analisi della documentazione e verbale di sopralluogo
Brescia, 20 Gen – Attraverso una tesi premiata all’edizione 2021 del “Premio tesi di laurea nell’ambito della salute e sicurezza sul lavoro e sostenibilità”, organizzato dalla Fondazione AiFOS anche con la partnership del nostro giornale, ci siamo soffermati in un precedente articolo sul ruolo del tecnico della prevenzione nell'ambiente e nei luoghi di lavoro che, “nei limiti delle proprie attribuzioni” ( D.M. 17 gennaio 1997 n. 58) è anche ufficiale di polizia giudiziaria (UPG).
La tesi “Tecnico della prevenzione: ruolo e funzioni di prevenzione e di accertamento nell’ambito degli infortuni sul lavoro, con particolare riferimento agli aspetti di natura penale e processuale penale”, è stata realizzata, nell’anno accademico 2019/2020, da Giulia Galli per il Corso di Laurea in Tecniche della Prevenzione nell’Ambiente e nei Luoghi di Lavoro (Dipartimento di specialità medico-chirurgiche, scienze radiologiche e sanità pubblica) presso l’Università degli Studi di Brescia.
Nell’elaborato oltre ad una analisi della normativa di riferimento, si descrive la figura del Tecnico della Prevenzione, si analizza l’attività ispettiva e si presenta la casistica di un infortunio mortale.
Se nell’articolo di presentazione della tesi ci siamo soffermati su un aspetto importante della sua attività, il sopralluogo in azienda, oggi continuiamo affrontando altri aspetti connessi ai sopralluoghi svolti e all’attività di vigilanza:
- Tecnico della prevenzione UPG: verifica documentale e verbale di sopralluogo
- Tecnico della prevenzione UPG: documento di valutazione dei rischi
Tecnico della prevenzione UPG: verifica documentale e verbale di sopralluogo
Nella tesi si indica che generalmente l’ispezione prevede una verifica documentale e l’ispezione del luogo di lavoro”.
A questo proposito, riguardo all’analisi della documentazione richiesta dal Tecnico della Prevenzione UPG durante il sopralluogo, l’elaborato, a cui rimandiamo, riporta nel dettaglio i documenti che devono essere presenti in azienda o in cantiere.
Si parla poi della redazione del verbale di sopralluogo (anche in caso di non conformità).
Infatti, al termine dell’ispezione “viene rilasciato in copia il verbale di sopralluogo, in cui vengono segnate le persone presenti e le operazioni compiute. Il verbale può contente anche indicazioni per rimuovere immediatamente condizioni di rischio elevato o addirittura vietare l’uso di attrezzature pericolose”. E se è necessario “presentare della documentazione non disponibile al momento del sopralluogo, viene consegnata una richiesta di documentazione con il termine per presentare quanto richiesto agli uffici PSAL”.
Se poi “non sono state rilevate violazioni penali o amministrative e non sono necessarie disposizioni per il miglioramento della salute e sicurezza, l’ispezione si conclude”;
Sono poi riportate varie possibilità:
- “se, in assenza di violazioni, si manifesta la necessità di migliorare le condizioni di salute e sicurezza su argomenti che presentano margini di discrezionalità, possono essere assegnate delle disposizioni; in questo caso è possibile che l’azienda riceva il successivo verbale di disposizioni che specifica le misure da adottare. Il verbale indica i tempi entro cui ottemperare e le modalità per effettuare eventuale ricorso in via amministrativa se l’azienda intende opporsi alla disposizione”;
- “se vengono riscontrate violazioni di natura amministrativa, l’azienda riceverà il verbale di accertamento dell’illecito amministrativo che riporterà le modalità e le tempistiche per la regolarizzazione, gli adempimenti conseguenti e le indicazioni sulle modalità per effettuare ricorso”.
Rimandiamo alla lettura della tesi che si sofferma su vari altri aspetti e anche sulle conseguenze dell’eventuale riscontro di violazioni di natura penale.
Tecnico della prevenzione UPG: documento di valutazione dei rischi
La tesi si sofferma anche sull’analisi del documento di valutazione dei rischi (DVR).
Si ricorda, tra le tante cose presentate nella tesi, che il DVR serve a “valutare la probabilità del verificarsi di un evento dannoso per i dipendenti, calcolare l’entità del danno che ne può derivare ed esortare concrete misure di prevenzione e protezione; deve essere redatto entro 90 giorni se si tratta di una nuova attività o immediatamente nel caso in cui un lavoratore entra in un’impresa già avviata”.
Inoltre il DVR deve contenere:
- “Anagrafica aziendale
- Organigramma del SPP: anagrafica di RSPP, MC, RLS, Dirigenti e Preposti.
- Descrizione del ciclo produttivo: elenco di macchinari, attrezzature, sostanze chimiche utilizzate ecc.
- Schede tecniche e manuali operativi di macchine e impianti
- Schede di sicurezza di sostanze/miscele pericolose
- Registro delle manutenzioni ordinarie e straordinarie
- Identificazione delle mansioni
- Numero di addetti
- Relazione sulla valutazione dei rischi: individua i pericoli presenti per ogni fase lavorativa, individua i dipendenti esposti a rischi specifici come rumore, vibrazioni e CEM ( campi elettro-magnetici) ed infine stima l’esposizione e la gravità del danno.
- Elenco dei DPI e DPC
- Modalità di distribuzione e ricambio dei DPI
- Procedure da adottare per migliorare i livelli di sicurezza
- Denunce INAIL sui casi di malattie professionali
- Dati su infortuni”.
Si indica che la valutazione dei rischi “deve riguardare i rischi derivanti dall’attività lavorativa e che risultino ragionevolmente prevedibili; esistono dei rischi ben noti per i quali si identificano prontamente misure di controllo, e quelli invece per i quali è necessario un esame più dettagliato. In relazione alle situazioni pericolose messe in evidenza dalla prima fase, si individuerà il numero dei lavoratori esposti ai fattori di rischio e si effettuerà una prima stima dell’entità delle esposizioni. Questa stima implica una valutazione della frequenza e della durata delle operazioni che comportano rischi per la salute e la sicurezza. In alcuni casi è necessario procedere ad una stima più precisa delle esposizioni ai pericoli tramite misure di igiene industriale o a criteri di valutazione più specifici qualora si siano verificati infortuni o incidenti gravi”.
Bisogna considerare poi anche le “dimensioni possibili del danno derivante da un determinato rischio che possono essere:
- Lesioni lievi (facilmente reversibili)
- Lesioni di modesta entità
- Lesioni gravi
- Infortunio mortale”.
E stimando anche “la probabilità di accadimento (improbabile, poco probabile e probabile)”, si possono poi “individuare le misure di prevenzione e protezione come:
- Utilizzare agenti nocivi solo se strettamente necessario
- Limitare il numero di lavoratori esposti al rischio
- Combattere i rischi alla fonte
- Migliorare il livello di protezione utilizzando DPI e DPC ove possibile
- Integrare le misure di prevenzione e protezione con quelle tecniche e organizzative dell’azienda”.
Si indica poi che non è prevista scadenza del DVR, “deve essere però rivisto e modificato ogni qual volta avvengano significative modifiche per quanto riguarda il processo produttivo, l’organizzazione del lavoro, nuove mansioni, nuovi macchinari e scadenze periodiche di alcuni rischi specifici (stress lavoro correlato, rumore, vibrazioni)”. Inoltre la copia originale firmata da tutte le figure coinvolte “viene conservata in azienda; importante è che ci sia la data di redazione”.
Concludiamo rimandando alla lettura integrale dell’elaborato, scaricabile attraverso il portale BTS “ Biblioteca Tesi Sicurezza”, che, riguardo al sopralluogo in azienda, si sofferma anche sul tema della formazione/informazione/addestramento e che poi, come indicato all’inizio dell’articolo, analizza, in caso di interventi di Polizia Giudiziaria a seguito di infortunio sul lavoro, varie fasi dall’evento incidentale alla fine del processo penale.
RTM
Scarica il documento da cui è tratto l'articolo:
“ Tecnico della prevenzione: ruolo e funzioni di prevenzione e di accertamento nell’ambito degli infortuni sul lavoro, con particolare riferimento agli aspetti di natura penale e processuale penale”, anno accademico 2019/2020, relazione finale di Giulia Galli per il Corso di Laurea in Tecniche della Prevenzione nell’Ambiente e nei Luoghi di Lavoro (Dipartimento di specialità medico-chirurgiche, scienze radiologiche e sanità pubblica) - Università degli Studi di Brescia, (formato PDF, 463 kB).
Il link per accedere alla Biblioteca Tesi Sicurezza.
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