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Malattie cutanee professionali: prevenzione e protezione della pelle
Lucerna, 27 Mag – Come può un medico riconoscere le affezioni cutanee di origine professionale? Come distinguerle da disturbi cutanei dovute ad altre cause non lavorative? E come si possono prevenire queste affezioni nel mondo del lavoro?
A fornire qualche utile risposta a queste domande è una scheda prodotta da Suva, Istituto svizzero per l'assicurazione e la prevenzione degli infortuni, “ Le malattie cutanee professionali”. Una scheda aggiornata nel 2025 e curata dal Dott. med. Hanspeter Rast e dalla PD dott.ssa med. Sibylle Schliemann. La pubblicazione elvetica descrive i quadri clinici e le cause delle principali dermatosi. E fornisce informazioni anche sulla prevenzione di queste malattie professionali.
In precedenti articoli di presentazione abbiamo raccolto informazioni sulle possibili cause e caratteristiche di alcune malattie cutanee connesse alle attività lavorative. Presentiamo oggi le possibili misure tecniche e personali in relazione ai seguenti argomenti:
- Malattie cutanee professionali e prevenzione: le misure tecniche
- Malattie cutanee professionali e prevenzione: la protezione della pelle
- Malattie cutanee professionali e prevenzione: la pulizia e la cura della pelle
Malattie cutanee professionali e prevenzione: le misure tecniche
Le misure tecniche da applicare riguardano l’eliminazione delle sostanze pericolose o la riduzione dell’esposizione.
Si parla dunque di “sostituire le sostanze riconosciute come pericolose con sostanze meno nocive, sebbene ciò non sia spesso possibile per una serie di motivi”. E di “evitare il contatto”.
È importante evitare il contatto diretto con le sostanze nocive o perlomeno ridurlo al minimo, “ad esempio:
- limitando i tempi del processo di lavoro;
- impiegando apparecchiature chiuse;
- aspirando polvere e vapori (ad es. tramite cappe);
- utilizzando attrezzi ausiliari (pinze, ganci, cestelli a immersione);
- evitando accumuli di sporco (ad es. mediante copertura dei posti di lavoro con carta, impiego di tecniche di lavoro pulite, senza contatto)”.
Malattie cutanee professionali e prevenzione: la protezione della pelle
Veniamo alle misure personali con particolare riferimento alla protezione della pelle.
È possibile utilizzare indumenti protettivi.
A questo proposito si segnala che gli indumenti protettivi impermeabili “impediscono il contatto con le sostanze nocive, ma possono essere indossati solo per un tempo limitato”.
Per proteggere la pelle si possono poi utilizzare guanti di protezione.
Ad esempio “indossare idonei guanti di protezione in gomma (gomma nitrilica, gomma butilica, lattice di gomma naturale) o plastica (vinile / PVC, polietilenglicole PEG) è necessario quando si lavora con sostanze che presentano una delle seguenti caratteristiche: fortemente irritanti per la pelle, corrosive, sensibilizzanti, riassorbibili dalla pelle, mutagene o cancerogene, tossiche o contagiose”.
Spesso, tuttavia – continua la scheda - i guanti di protezione “devono essere utilizzati anche per motivi di igiene (protezione del prodotto), di sterilità nonché per proteggere la pelle dallo sporco o da agenti fisici, senza però indossarli più a lungo del necessario”. E l’uso prolungato determina “al loro interno la formazione di una camera umida che può causare fenomeni di macerazione della cute, specie con i guanti in gomma. In caso di dermatiti preesistenti, non è raro che si sviluppi un’ipersensibilità, soprattutto alle sostanze vulcanizzanti contenute nei prodotti in gomma. Le reazioni allergiche di tipo immediato alle proteine del lattice, invece, sono ormai rare in Europa, in quanto si evita di usare guanti di protezione in lattice talcati e ricchi di proteine nei processi di lavoro”.
Si segnala poi che “sottili guanti di cotone indossati sotto la gomma possono evitare la macerazione della cute, a condizione di cambiarli abbastanza spesso”.
Inoltre, in generale, occorre “scegliere guanti realizzati con il materiale più adatto all’utilizzo previsto. Nei negozi specializzati è disponibile un’ampia gamma di guanti di protezione resistenti ai prodotti chimici nonché agli agenti fisici”.
La scheda Suva si sofferma sull’utilizzo di prodotti per la protezione della pelle (per uso esterno).
Infatti utilizzare unguenti e creme per la protezione della pelle e preparati simili “serve a prevenire l’insorgenza di dermatiti da contatto o perlomeno ad attenuarle. Questi prodotti per uso esterno riducono gli effetti dannosi degli irritanti sulla barriera cutanea grazie a una combinazione tra schermatura fisica (shielding) e supporto della naturale rigenerazione della barriera attraverso appositi lipidi. Tali prodotti hanno pertanto una certa rilevanza nelle attività lavorative a rischio per la pelle, svolte prevalentemente in ambiente umido. S’intendono in tal senso professioni che, ad esempio, prevedono un lavaggio frequente delle mani, lavori di pulizia e disinfezione, uso di prodotti debolmente irritanti per la pelle quali tensioattivi e alcol, polvere e sporco. Ciò vale tuttavia solo se non si possono utilizzare guanti di protezione o quando questi devono essere indossati più volte durante la giornata lavorativa”.
I prodotti di protezione per la pelle per uso esterno, che non hanno “alcun effetto protettivo contro le dermatiti allergiche da contatto, devono “essere applicati più volte al giorno (prima del lavoro e dopo le pause) sulle mani pulite, senza dimenticare gli spazi interdigitali, la zona periungueale e i polsi, parti spesso trascurate. Le misure di protezione devono essere adeguate alle esigenze e ai requisiti dei rispettivi processi di lavoro. L’applicazione regolare riduce lo sporco che si deposita sulla pelle e facilita la pulizia delle mani”.
La scheda riporta poi varie informazioni sulla scelta dei prodotti più adatti.
Malattie cutanee professionali e prevenzione: la pulizia e la cura della pelle
Sempre con riferimento alle misure personali, veniamo alla pulizia della pelle.
Infatti, la “rimozione rapida e accurata di sostanze sensibilizzanti e irritanti per la pelle può prevenire l’insorgenza di lesioni cutanee”. Tuttavia, qualunque metodo di pulizia rappresenta “potenzialmente un’ulteriore fonte di irritazione per la pelle”. E dunque occorre adottare metodi che “siano meno dannosi possibile”.
Il metodo di pulizia deve poi essere “adattato al grado di sporco. Per determinati lavori, che comportano ad esempio un elevato grado di sporco resistente all’acqua, esistono appositi detergenti (come quelli per vernici e resine sintetiche), anche questi, però, con potenziale effetto irritante sulla pelle (essiccante, abrasivo), per cui devono essere utilizzati in modo mirato e non più volte al giorno durante il processo di lavoro”. E i solventi organici “sono assolutamente inadatti alla pulizia della pelle”.
Inoltre, anche asciugare la pelle dopo la pulizia richiede attenzione: “per motivi di igiene, in genere si utilizzano asciugamani di carta monouso o asciugatori ad aria”.
Infine, il documento, riguardo alle misure di prevenzione, parla anche di cura della pelle.
Si segnala che “l’applicazione regolare di prodotti per la cura della pelle, specie dopo il lavoro, favorisce e accelera la naturale rigenerazione della barriera cutanea e contrasta la secchezza della pelle. Al termine del lavoro, dopo la pulizia, bisogna ripristinare la necessaria idratazione ed elasticità della pelle. Lo stesso vale già durante le pause di lavoro, in caso di lavaggio o disinfezione frequenti delle mani. A tale scopo si utilizzano creme per la cura della pelle ad azione nutriente e idratante”.
Si indica, inoltre, che nei lavori che implicano un contatto “con fuliggine, catrame, pece di catrame, olio esausto e sostanze simili o in caso di esposizione ad aerosol, l’igiene personale è molto importante. Gli indumenti da lavoro devono essere cambiati regolarmente e puliti spesso, le docce vanno usate ogni giorno dopo il lavoro”.
Rimandiamo, infine, alla lettura integrale della scheda che riporta molte altre informazioni e si sofferma anche sulla profilassi medica del lavoro, con riferimento alla normativa elvetica in materia di salute e sicurezza sul lavoro.
RTM
N.B.: Se i riferimenti legislativi e alcune indicazioni contenute nei documenti di Suva riguardano la realtà elvetica, i suggerimenti e le informazioni riportate possono essere comunque utili per migliorare la prevenzione di tutti gli operatori.
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