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RSPP, rischio stress e controlli: l’opinione di Raffaele Guariniello

Tiziano Menduto

Autore: Tiziano Menduto

Categoria: Valutazione del rischio incendio

13/03/2012

La seconda parte dell’intervista al magistrato Guariniello, coordinatore del pool torinese che si occupa di sicurezza sul lavoro. La responsabilità degli RSPP, le indagini relative al rischio stress e il rischio di depotenziamento dei controlli.

RSPP, rischio stress e controlli: l’opinione di Raffaele Guariniello

La seconda parte dell’intervista al magistrato Guariniello, coordinatore del pool torinese che si occupa di sicurezza sul lavoro. La responsabilità degli RSPP, le indagini relative al rischio stress e il rischio di depotenziamento dei controlli.

 
Torino, 13 Mar – Neri giorni scorsi abbiamo presentato una breve intervista al sostituto procuratore Raffaele Guariniello, coordinatore  del pool di magistrati della Procura di Torino
 specializzato nei problemi relativi alla sicurezza sul lavoro e alla tutela del consumatore.
Chiaramente all’ordine del giorno c’erano i temi emersi dalla sentenza del 13 febbraio 2012 relativa al processo Eternit,  una sentenza che, come abbiamo visto nell’intervista, avrà ripercussioni nelle aule giudiziarie non solo italiane.
 
Sperando che si possa evitare il futuro  smantellamento del pool,  come ci ha raccontato il Procuratore Capo della Repubblica presso il tribunale di Torino Gian Carlo Caselli, abbiamo tuttavia sottoposto a Raffaele Guariniello anche altre domande. Sia per conoscere le indagini attuali del pool, sia per affrontare e soffermarci sull’evoluzione della giurisprudenza, ad esempio  in merito alle responsabilità degli RSPP.
Non potevamo poi non chiedere un parere sul rischio di depotenziamento  dei controlli ambientali e sulla sicurezza sul lavoro correlato all’articolo 14 del decreto Semplificazioni ( DL n.5 9/02/2012).
 
Come potrete ascoltare il Dott. Raffaele Guariniello non è prodigo di anticipazioni sulle indagini, ma qualcosa abbiamo potuto appurare in merito alle prime iscrizioni nel registro degli indagati di aziende torinesi per non avere valutato in modo corretto – secondo gli inquirenti - il rischio da stress dei propri lavoratori.
  
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Riprendiamo l’intervista con il Dott. Guariniello che gentilmente ha accettato di rispondere alle nostre domande. Guardiamo oltre le sentenze Thyssen ed Eternit. Vorrei il suo parere sull’evoluzione della giurisprudenza in merito alle responsabilità dei  consigli di amministrazione delle aziende e degli RSPP. Mi pare che, riguardo agli RSPP,  la giurisprudenza cominci ad occuparsi non solo delle "macro" omissioni ma anche dei suggerimenti sbagliati, delle sottovalutazioni di situazioni di rischio...
 
Raffaele Guariniello: Beh, a proposito di Servizio di Prevenzione la giurisprudenza mette in luce due punti fondamentali.
Il primo punto è che il responsabile del Servizio non è un delegato del datore di lavoro e quindi non si sostituisce al datore di lavoro.
Il secondo punto è relativo al fatto che nello svolgimento dei suoi compiti (…) il Responsabile del Servizio incorre in responsabilità in infortuni sul lavoro qualora abbia dato un suggerimento sbagliato e abbia omesso di segnalare una situazione di rischio e (…) ciò sia una concausa del’infortunio…
 
Dunque è sempre più ininfluente il fatto che l’RSPP non sia destinatario di sanzioni vere e proprie per violazioni di norme relative al Decreto legislativo 81/2008…
 
R.G.: Beh, se la responsabilità non c’è per le singole interazioni, se non sono previste sanzioni nel Testo Unico, ci può essere la responsabilità per un infortunio sul lavoro o per una malattia professionale. Quindi per omicidio oppure lesioni personali…
 
Quali sono altre indagini importanti su cui si sta muovendo il pool in questo periodo? PuntoSicuro ha dato notizia, per esempio,  che ci sono state le prime iscrizioni nel registro degli indagati di aziende torinesi per non avere valutato in modo corretto  il rischio da stress dei propri lavoratori…
 
R.G.: Per quel che riguarda lo stress lavoro correlato si parla di un obbligo espressamente previsto dal Testo Unico. Un obbligo la cui entrata in vigore è il 31 dicembre 2010. Ormai è oltre un anno che è entrato in vigore questo obbligo.
Attualmente si stanno facendo delle verifiche per accertare se questo rischio sia stato valutato, se sia stato adeguatamente valutato. Devo dire che mi sembra complessivamente di rilevare l’esigenza di un’adeguata e più approfondita valutazione di questo rischio. Per questo scopo bisogna adottare delle metodologie che siano realmente adeguate al fine che si propone il legislatore.
Noi non accettiamo degli adempimenti che siamo meramente burocratici e formali, devono essere adempimenti sostanziali…
 
Se non erro c’era stata anche una discussione riguardo al termine del 31 dicembre 2010. Una discussione per valutare se andava considerato come termine per l’avvio della valutazione o come termine per la valutazione vera e propria…
 
R.G.: Sì, questa era stata una tesi (l’idea che il termine fosse relativo al solo avvio, ndr) sostenuta dal Ministero del Lavoro in una sua circolare, ma si tratta di una tesi del tutto priva di fondamento (…).
Una circolare non può modificare quello che è scritto in una legge…
 
Qualche anticipazione di altre indagini significative che il suo pool sta svolgendo…
 
R.G.: Beh, ne parleremo…
 
Le chiedo però un’ultima cosa. Vorrei un suo parere sull’articolo 14 del decreto Semplificazioni (DL n.5 9/02/2012), che molti denunciano essere un articolo che rischia di depotenziare i controlli sia in termini di sicurezza sul lavoro che in termini ambientali. E’ possibile che questo articolo in fase di conversione del decreto legge venga cambiato, non crede tuttavia che dimostri una volta di più che ci sono ancora troppe persone in Italia che considerano i controlli uno spreco e non una risorsa per migliorare la nostra salute e sicurezza?
 
R.G.: Il mio pensiero l’ho espresso molte volte. Noi abbiamo delle leggi in materia di sicurezza sul lavoro molto avanzate. Quella che è una grave carenza nel nostro paese è quella costituita dai controlli. I controlli vuoi degli organi di vigilanza, vuoi dell’autorità giudiziaria sono a mio parere ancora insufficienti.
Quindi semmai quello che bisogna fare non è diminuire i controlli, ma proprio il contrario: intensificare i controlli. Almeno se l’obiettivo deve essere quello di abbattere questo alto numero di infortuni sul lavoro (…).
L’articolo 14, di cui si parla, fa riferimento alla emanazione di regolamenti. Mi rifiuto di pensare che un governo attento alle regole come il governo Monti possa intraprendere una strada che conduce alla riduzione dei controlli atti a tutelare la sicurezza nei luoghi di lavoro.
 
Insomma il suo, come il nostro, è un auspicio che l’articolo venga cambiato, modificato…
 
R.G.: Beh, diciamo che la norma non si riferisce specificamente alla sicurezza sul lavoro. Però indubbiamente potrebbe dare vita ad un regolamento che sia poi applicabile alla sicurezza sul lavoro. Ripeto: mi rifiuto di pensare che un governo attento come il governo Monti possa intraprendere questa strada…
 
 
Articolo e intervista a cura di Tiziano Menduto
 


Creative Commons License Questo articolo è pubblicato sotto una Licenza Creative Commons.

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Rispondi Autore: Kendo immagine like - likes: 0
13/03/2012 (15:08:32)
Tranquilli tutti! tra qualche anno (pochi)non avremo più il problema di valutare lo stress, non ci saranno più le aziende...ma avremo lo stress di capire come campare..

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