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Allarme calore negli ambienti di lavoro

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Verona, 12 Lug - Anche  quest'anno, con l'arrivo del caldo si ripropone l'emergenza calore che, ricordiamo, l'anno scorso ha provocato, due infortuni lavorativi gravi di cui uno mortale. Un lavoratore straniero di soli 37 anni e un lavoratore italiano di 53 anni impiegati in agricoltura ed edilizia.
Il Servizio di Prevenzione e Sicurezza negli Ambienti del Lavoro (SPISAL) dell'ULSS 20 di Verona anche quest'anno ha diramato un comunicato stampa sui quotidiani locali per mettere in guardia da questo pericolo insidioso spesso trascurato in alcuni ambienti di lavoro peculiari.
 

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Lavori a rischio
Nella nostra realtà produttiva, i lavoratori maggiormente a rischio sono coloro che lavorano all'aperto, in particolare gli agricoltori, gli addetti alla raccolta di frutta o verdura nei campi e/o in serra e gli operai dei cantieri edili e stradali.
Il Testo Unico sulla salute e sicurezza dei lavoratori ( D.Lgs. 81/08) indica tra gli obblighi del datore di lavoro quello di valutare “tutti i rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori”, compresi quelli riguardanti “gruppi di lavoratori esposti a rischi particolari” e quindi anche al rischio di danni da calore tipico delle attività lavorative svolte in ambiente aperto nei periodi di grande caldo estivo.
 
Misure di prevenzione che il Datore di lavoro deve mettere in atto
Per evitare il rischio da colpo di calore:
·         programmare i lavori con maggior fatica fisica in orari con temperature più favorevoli, preferendo l'orario mattutino e preserale;
·         garantire la disponibilità di acqua nei luoghi di lavoro: bere acqua fresca e sali minerali e rinfrescarsi non solo abbassa la temperatura interna del corpo, ma soprattutto consente al fisico di recuperare i liquidi persi con la sudorazione. I luoghi di lavoro devono quindi essere regolarmente riforniti di bevande idro-saline e acqua per il rinfrescamento dei lavoratori nei periodi di pausa. E’  importante consumare acqua prima di avvertire la sete e frequentemente durante il turno di lavoro, evitando le bevande ghiacciate ed integrando con bevande idro-saline se si suda molto. Una semplice bevanda idrosalina si può realizzare aggiungendo a 1,5 l acqua 4/5 cucchiaini di zucchero, 1 cucchiaino di sale, 1 cucchiaino di bicarbonato di sodio e del succo di un limone;
·         Mettere a disposizione mezzi di protezione individuali quali un cappello a tesa larga e circolare per la protezione di capo, orecchie, naso e collo, e abiti leggeri di colore chiaro e di tessuto traspirante;
·         Prevedere pause durante il turno lavorativo in un luogo il più possibile fresco o comunque in aree ombreggiate, con durata variabile in rapporto alle condizioni climatiche e allo sforzo fisico richiesto dal lavoro.  
 
Valutare lo stato di salute dei lavoratori a rischio
E' importante che il datore di lavoro garantisca la sorveglianza sanitaria per valutare lo stato di salute dei lavoratori a rischio di colpo di calore al fine di escludere e/o limitarne l'esposizione per coloro che risultano affetti da patologie quali pressione arteriosa elevata, obesità, disturbi cardiaci e renali.
Il colpo di calore è la conseguenza più grave dell'alta temperatura e dell'elevata umidità e porta ad un aumento della temperatura corporea fino a superare i 40°C, con prognosi grave e rischio di morte.
 
Segnali di allarme
I segnali di allarme sono:
·         cute calda e arrossata;
·         sete intensa;
·         sensazione di debolezza;
·         crampi muscolari;
·         nausea e vomito;
·         vertigini;
·         convulsioni;
·         stato confusionale fino alla perdita di coscienza.
 
Primi interventi in caso di malore
In caso di malessere, le principali misure di Primo Soccorso da attuare sono:
·         Chiamare il 118;
·         Chiamare subito un incaricato di Primo Soccorso;
·         Posizionare il lavoratore all'ombra e al fresco, sdraiato in caso di vertigini, sul fianco in caso di nausea, mantenendo la persona in assoluto riposo;
·         Slacciare o togliere gli abiti;
·         Fare spugnature con acqua fresca su fronte, nuca ed estremità;
·         Ventilare il lavoratore;
·         Solo se la persona è cosciente far bere acqua, ancor meglio se una soluzione salina, ogni 15 minuti a piccole quantità.
 
 
 
 
Fonte: ULSS 20 Verona.


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