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Ergonomia partecipativa e prevenzione dei disturbi muscolo-scheletrici

Ergonomia partecipativa e prevenzione dei disturbi muscolo-scheletrici
Redazione

Autore: Redazione

Categoria: Rischio ergonomico

08/06/2021

Un documento prodotto per la campagna europea 2020-2022 sui disturbi muscoloscheletrici riporta indicazioni sull’ergonomia partecipativa e sulla prevenzione dei disturbi muscolo-scheletrici sul posto di lavoro.

Bilbao, 8 Giu – L’ergonomia è un’importante disciplina scientifica che affronta i numerosi e complessi problemi che dipendono dai rapporti tra l'uomo e l'ambiente in cui egli vive e lavora, allo scopo di realizzare condizioni di vita e di lavoro che meglio si armonizzino con le capacità e i limiti dell'uomo.

Se in questi anni l’applicazione dei principi dell’ergonomia è diventata sempre più rilevante nei luoghi di lavoro, oggi si diffondono concetti nuovi come l’ergonomia partecipativa, un termine usato per descrivere il coinvolgimento di coloro che hanno un ruolo nella progettazione e riprogettazione del sistema, dell’ambiente in cui si svolge il loro stesso lavoro. I gruppi di ergonomia partecipativa sono formati generalmente da lavoratori che, insieme ai vari altri attori della sicurezza e prevenzione aziendale, forniscono informazioni sul loro lavoro identificando condizioni critiche da valutare e migliorare.

 

Proprio in relazione all’importanza e ai vantaggi dell’ergonomia partecipativa, in riferimento alla campagna 2020-2022 dell’Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro ( EU-OSHA) “ Ambienti di lavoro sani e sicuri. Alleggeriamo il carico!”, è stato prodotto e pubblicato dall’Agenzia un nuovo documento di riflessione (discussion paper) dal titolo “Participatory ergonomics and preventing musculoskeletal disorders in the workplace” (Ergonomia partecipativa e prevenzione dei disturbi muscolo-scheletrici sul posto di lavoro). Un documento che esplora i benefici del ricorso all’ergonomia partecipativa con particolare riferimento alla problematica relativa ai disturbi muscoloscheletrici legati all’attività lavorativa (DMS).

 

 

L’articolo si sofferma sui seguenti argomenti:



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Il coinvolgimento dei lavoratori nella sicurezza e salute sul lavoro

Il documento dell’Agenzia europea, per il momento disponibile solo in lingua inglese, ricorda innanzitutto che l’importanza del coinvolgimento dei lavoratori nella sicurezza e salute sul lavoro.

 

Questa alcune ragioni questa importanza:

  • il diritto all'informazione sui pericoli e i rischi sul lavoro (Biagi, 1998);
  • partecipazione come contributo essenziale alle misure di cambiamento del comportamento, come parte di una strategia di valutazione e mitigazione del rischio (Nunes, 2016);
  • la necessità di rendere possibile e migliorare la comunicazione tra lavoratori e management (De Greef et al., 2004);
  • promuovere la partecipazione come mezzo per migliorare la performance aziendale (Sisson, 2000; Eurofound, 2001);
  • maggiore accettazione e rispetto dei cambiamenti realizzati con il contributo dei lavoratori.

 

Si ricorda poi che la direttiva quadro per la sicurezza e la salute sul lavoro (direttiva 89/391/CEE) sottolinea proprio la rilevanza della consultazione e della partecipazione dei lavoratori e dei loro rappresentanti.

 

Le definizioni e l’importanza dell’ergonomia partecipativa

Il documento fornisce un’introduzione agli approcci partecipativi all’ergonomia e ne esamina l’efficacia nella prevenzione dei disturbi muscolo-scheletrici lavoro-correlati.

 

Si ricorda che sono molte le definizioni formali dell’ergonomia partecipativa (PE) proposte da autori e istituzioni. Ad esempio la PE è stata descritta come ‘il coinvolgimento delle persone nella pianificazione e nel controllo di una quantità significativa delle proprie attività lavorative, con una conoscenza e un potere sufficienti per influenzare sia i processi che i risultati al fine di raggiungere obiettivi desiderabili’ (Wilson, 1995).

 

Ma perché è importante l’ergonomia partecipativa?

 

Come abbiamo visto l'importanza della partecipazione dei lavoratori è sancita dalla legislazione dell'Unione Europea (UE): i datori di lavoro nell'UE sono tenuti a informare e consultare i lavoratori e consentire loro di partecipare alle discussioni relative alla sicurezza e alla salute sul lavoro.

 

Inoltre si riconosce che il coinvolgimento della la forza lavoro è fondamentale per ottimizzare i processi di cambiamento (EU-OSHA, 2017) e ciò si basa sull'osservazione che la conoscenza e l'esperienza di coloro che intraprendono un lavoro sono preziose sia per comprendere i processi e le prassi utili a rendere efficace quel lavoro sia per consentire di ottimizzare l'impatto dei cambiamenti in termini di prestazioni future del sistemi di lavoro.

 

Altre fonti sottolineano che l'approccio partecipativo all'ergonomia si basa sul coinvolgimento attivo dei lavoratori nell'attuazione di conoscenze, procedure e cambiamenti ergonomici con l'intento di migliorare le condizioni di lavoro, la sicurezza, la produttività, la qualità, il benessere e il comfort.

 

L’applicazione dell’ergonomia partecipativa nei luoghi di lavoro

È evidente che nessuno possa conoscere un’attività lavorativa meglio della persona incaricata di svolgerla, ed è dunque ragionevole coinvolgerla nell’individuazione dei rischi e nella ricerca di soluzioni.

 

Il documento illustra le tappe previste per la definizione di un progetto di ergonomia partecipativa e descrive, infine, alcuni esempi in cui l’ergonomia partecipativa è utilizzabile in relazione ai fattori di rischio di DMS sui luoghi di lavoro.

 

Ricordiamo, in conclusione, alcuni dei casi studio, presentati nel documento, che applicano l'ergonomia partecipativa:

  • Lavoro in cucina: “Case study: evaluation of a participatory ergonomic intervention process in kitchen work (Pehkonen et al., 2009)
  • Attività di installazione: “Case study: ‘Participatory ergonomics applied in installation work’ (de Jong and Vink, 2002)”
  • Attività manuali: “Case study: ‘A randomised and controlled trial of a participative ergonomics intervention to reduce injuries associated with manual tasks: physical risk and legislative compliance’ (Straker et al., 2007)”
  • Prevenzione DMS: “Case study: ‘Process evaluation of a participatory ergonomics programme to prevent low back pain and neck pain among workers’ (Driessen et al., 2010)”
  • Attività di ufficio: “Case study: ‘Effects of participatory ergonomic intervention on the development of upper extremity musculoskeletal disorders and disability in office employees using a computer’ (Baydur et al., 2016)”
  • Industrially developing country: “Case study: ‘A low-cost and efficient participatory ergonomic intervention to reduce the burden of work-related musculoskeletal disorders in an industrially developing country: an experience report’ (Bernardes et al., 2020)”
  • Settore delle costruzioni: “Case study: ‘Effects of a participatory ergonomics intervention with wearable technical measurements of physical workload in the construction industry: cluster randomised controlled trial’ (Brandt et al., 2018)”.

 

 

Il link al sito della campagna “Ambienti di lavoro sani e sicuri. Alleggeriamo il carico!”.

 

Il link allo spazio OSHwiki sull’ergonomia partecipativa.

 

 

RTM

 

 

Scarica il documento da cui è tratto l'articolo:

Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro, “ Participatory ergonomics and preventing musculoskeletal disorders in the workplace” (Ergonomia partecipativa e prevenzione dei disturbi muscolo-scheletrici sul posto di lavoro), documento correlato alla campagna europea “Ambienti di lavoro sani e sicuri. Alleggeriamo il carico!” (formato PDF, 726 kB).

 


Creative Commons License Questo articolo è pubblicato sotto una Licenza Creative Commons.

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