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Saldatura: la febbre del saldatore e le conseguenze sugli occhi

Saldatura: la febbre del saldatore e le conseguenze sugli occhi
09/09/2019: I rischi sanitari della saldatura. Focus sulle febbri da inalazione di fumi metallici, sull’abbagliamento del saldatore, sulle vibrazioni e sulle conseguenze per occhi, sistema nervoso e reni.
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Lucerna, 9 Set – Come ricordato in vari articoli del nostro giornale sono molti i pericoli per la salute e sicurezza dei lavoratori impegnati nelle attività di saldatura. Pericoli che derivano non solo dai rischi chimici, ma anche dai rischi relativi agli agenti fisici, ad esempio con riferimento a rumore e vibrazioni, e alle radiazioni ionizzanti.

In particolare l’inalazione di fumi e gas nella saldatura può avere diverse conseguenze sulla salute, ad esempio bronchiti croniche, asma, reazioni infiammatorie, irritazioni e lesioni oculari, reazioni febbrili, alterazioni delle vie respiratorie, incremento della incidenza di carcinoma, …

 

A ricordarlo e a fornire diverse informazioni sulle possibili conseguenze sulla salute degli addetti alla saldatura è un documento (factsheet), prodotto dalla Divisione di Medicina del Lavoro dell’Istituto elvetico per l'assicurazione e la prevenzione degli infortuni ( Suva), dal titolo “ Rischi sanitari della saldatura” e a cura di Michael Koller.

 

Il documento oltre a presentare le varie sostanze pericolose per i lavoratori riporta, dunque, i risultati di varie ricerche sulle diverse malattie e quadri patologici correlate alle attività di saldatura.

 

 

Nell’articolo ci soffermiamo in particolare sulle febbri da inalazione di fumi metallici, sulle vibrazioni e sulle conseguenze per occhi, sistema nervoso e reni:



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La saldatura: prevenzione e protezione dai rischi
Formazione sui rischi specifici per chi lavora nella saldatura elettrica ed ossiacetilenica (Art. 37 D.Lgs. 81/08)

 

Le possibili conseguenze sugli occhi

Riguardo alle conseguenze sugli occhi, il documento elvetico segnala che se “l'arco elettrico e la fiamma di saldatura producono radiazioni ottiche nel campo dell'infrarosso fino all'ultravioletto”, “in caso di misure di protezione carenti, o a causa di riflessi, si possono avere lesioni corneali”. E, in questo caso, a rischio non è il solo saldatore, ma anche “le persone che si trovano nelle vicinanze” dell’ attività di saldatura.

Si ricorda poi che anche nella saldatura a punti “si forma a sua volta un arco elettrico che può provocare lesioni oculari”.

 

Si indica poi che l'irradiazione ultravioletta “può causare un'infiammazione congiuntivale e corneale (cheratocongiuntivite fotoelettrica)”. E questo «abbagliamento del saldatore» “compare alcune ore dopo la saldatura e scompare senza danni permanenti sospendendo l'esposizione dopo uno o due giorni”. Si accenna poi alla possibilità di maggiore insorgenza di melanomi uveali nei saldatori, ma i dati “sono troppo eterogenei per poter riconoscere questa forma tumorale come malattia professionale”.

 

Inoltre l'irradiazione infrarossa della saldatura può causare la cosiddetta «cataratta dei vetrai» e delle alterazioni associate al calore: i dispositivi di protezione individuale “di buona qualità possono prevenire efficacemente la cataratta [Michaelsen Slagor]”. E ulteriori lesioni degli occhi “possono essere causate da gas, fumi, particolato, scintille, ecc. che colpiscono direttamente gli occhi non protetti e provocano irritazioni e ustioni. Le protezioni per gli occhi (casco o schermo) devono schermare sia i raggi ultravioletti, sia le radiazioni nello spettro visibile e infrarosso”.

 

La febbre da inalazione di fumi metallici

Il documento ricorda che alcuni metalli possono scatenare la cosiddetta febbre da inalazione di fumi metallici, chiamata anche febbre del saldatore, “una reazione infiammatoria sistemica dell'organismo con aumento di diversi indici di infiammazione (leucociti, PCR) e contemporanea riduzione del fibrinogeno [Kim]”.

 

Riguardo a questa reazione, che è correlata alle “frazioni alveolari degli ossidi di metallo, soprattutto di zinco, rame e magnesio, raramente manganese, nichel, ferro, cadmio, antimonio, selenio e stagno”, si indica che “fino a un terzo dei saldatori soffre di une febbre del saldatore nel corso della loro attività professionale [McMillan]”. E che questa febbre “può manifestarsi anche in altri settori di lavorazione in cui vengono rilasciati ossidi di metallo, ad esempio nelle fonderie e nell'industria galvanica”.

 

I sintomi iniziali della febbre “compaiono dopo 4-8 ore dall'esposizione ai fumi con irritazione del cavo orale e della faringe, sapore metallico in bocca, sete e tosse, cefalea e dolori muscolari simil-influenzali, nausea, rigidità e senso di spossatezza. Dopo circa 8-12 ore dall'esposizione seguono febbre alta, brividi e sudorazione. I disturbi si risolvono di regola spontaneamente in 24-36 ore, al massimo in tre giorni”.

 

La saldatura e il sistema nervoso

Si indica che un'esposizione di lunga durata, superiore ai valori MAC, “a metalli come manganese [Lischka, Plitzko, Meyer-Baron], alluminio [Klotz] o piombo”, potrebbe portare a “deficit neurologici o neuropsicologici. Anche l'ossido di zinco e alcuni composti dello stagno sono lesivi per le cellule nervose”.

Nel documento si fa riferimento al valore MAC che nella normativa elvetica riguarda la concentrazione massima ammissibile di una sostanza chimica nell’aria senza effetti avversi sulla salute della maggior parte dei lavoratori.

 

In particolare è stato studiato il cosiddetto “manganismo” che è stato inizialmente osservato nei saldatori: “all'inizio di un'intossicazione da manganese i sintomi più frequenti sono insonnia, instabilità emotiva, disturbi della memoria, cefalea o crampi muscolari. Successivamente possono aggiungersi sintomi di parkinsonismo a causa dell'alterazione del sistema di trasmissione nervosa dopaminergica. Tuttavia, di solito non è presente una vera sindrome parkinsoniana”.

 

In ogni caso anche se nei fumi di saldatura possono essere presenti i metalli citati, “in uno studio recentemente pubblicato sulla correlazione esposizione-effetto non è stata dimostrata alcuna neurotossicità clinica della saldatura [Ross]. A questo studio hanno partecipato 352 saldatori e 361 subacquei che effettuavano lavori di saldatura”.

 

La saldatura, le vibrazioni e le funzioni renali

Il documento sottolinea che “spesso i lavoratori che effettuano lavori di saldatura utilizzano anche apparecchiature vibranti per pulire o rettificare i pezzi [Parizek]”. E in caso di utilizzo per tempi lunghi di questi apparecchi “possono comparire alterazioni sensoriali e vascolari delle dita nel contesto della sindrome di Raynaud (mani bianche).  

 

Riguardo alle reni si segnala che nella letteratura specializzata c’è la descrizione di “alcuni casi di glomerulonefrite e di nefrite interstiziale nei saldatori. È stata inoltre sottolineata un'alterazione della funzione renale dovuta ai composti esavalenti solubili di cromo e al cadmio”. E singoli studi “riportano un aumento del rischio di cancro della vescica (HR = 1,4) e del rene (HR = 1,3) [MacLeod]. Questo maggior rischio potrebbe essere riconducibile ad esempio al cadmio, che può causare tumori dell'apparato uro-genitale [Feki-Tounsi]”.

 

Rimandiamo alla lettura integrale del factsheet elvetico che riporta ulteriori dettagli sui quadri patologici descritti, con il supporto di un’ampia bibliografia, e si sofferma anche sulle conseguenze delle attività di saldatura con riferimento a:

  • vie aeree
  • apparato locomotore
  • campi elettromagnetici
  • udito
  • cute
  • apparato riproduttivo

 

 

N.B.: Se i riferimenti legislativi e alcune indicazioni contenute nei documenti di Suva riguardano la realtà elvetica, i suggerimenti indicati e le informazioni riportate sono comunque utili per migliorare la prevenzione di tutti gli operatori.

 

 

RTM

 

 

 

Scarica il documento da cui è tratto l'articolo:

Suva, Divisione di medicina del lavoro, “ Rischi sanitari della saldatura”, factsheet a cura di Michael Koller, edizione maggio 2018 (formato PDF, 872 kB).



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Rispondi Autore: Mario Vittorio donaera
09/09/2019 (20:23:42)
O fatto il saldatore per 42 e 10 mesi purtroppo stanno arrivando i sintomi che avete accennato
Rispondi Autore: Edoardo barsa
09/09/2019 (22:17:53)
Ultimamente sto accusasando sintomi di insonnia.. Disturbi del sistema nervoso... Cefalee.. La mia dottoressa mi ha dato dei sonniferi da prendere ma credo che non sia a conoscenza con l esposizione eccessiva della mia attivita con la saldatura e con l alluminio
Rispondi Autore: Morando
10/09/2019 (00:55:17)
Nella professione di saldatore c'è da aggiungere le posizioni di saldatura spesso assai scomode da veri contorsionisti che influiscono negativamente sullo scheletro muscoli in particolare sul gibbo dorsale che fa venire la classica gobba e muscoli collo torcicollo e per gli occhi le alte temperature fanno letteralmente bollire l'occhio con tutte le conseguenze e ancora in molte officine ti assumono come semplice operaio per poi x chi è capace...farti fare il saldatore ovviando a corsi sicurezza inerenti visite mediche ecc. Tanto c'è come al solito uno che firma che ha tutto brevetti saldatura ecc.e altri 10 o più che saldano senza patentini ecc.in ambienti polverosi pieni di ogni sostanza nell'aria molature e fumi di altri macchinari un saldatore pure accorto quanto vuoi sa che si rovinerà la vista e rischierà grosso su altre patologie...conviene a stessi prezzi fare alltre qualifiche meno pericolose i danni vengono già dopo due tre anni che si salda o si lavora assieme ad altri saldatori ...e su cosa si salda se acciaio sporco di sostanze varie sprigionando fumi cancerogeni e nelle medie piccole officine è tutto fumi velenosi dopo solo 1 ora di lavoro e naturalmente gli aspirazioni dei fumi spesso non esistono o mal funzionanti se ci sono spesso quelli di certi ispettori fanno finta di non vedere...
Rispondi Autore: Aldo Azzinnari
10/09/2019 (12:41:38)
Non riesco a capire come mai questa mansione non viene classificata come lavoro usurante
Rispondi Autore: Davide Riello
10/09/2019 (20:48:27)
Ho saldato 20 anni alluminio e ho avuto problemi al cuore e ai polmoni, ora sto meglio ma non è detto che non mi deva rioperare al cuore per le vie polmonari ostruite che mi provocavano fibrillazione atriale... Nel frattempo continuo a saldare... Oltre ad un lavoro è una passione
Rispondi Autore: kamal dahbi
20/09/2019 (21:37:26)
salve è giusto che un saldatore lavora fino a 67 anni.?
grazie

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