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SGSL nelle piccole imprese: la fase di attuazione

Redazione
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 SGSL, MOG, dlgs 231/01
23/03/2012: Un supporto per le micro e piccole imprese nella fase di attuazione relativa a un sistema di gestione. Le competenze, il piano annuale di formazione, le comunicazioni, la partecipazione, le procedure di lavoro e l’analisi di sicurezza delle attività.
 
Roma, 23 Mar – Dopo aver affrontato più volte il tema della fase di pianificazione relativa all’adozione di sistemi di gestione della salute e sicurezza sul lavoro (SGSL) da parte delle piccole imprese, ci soffermiamo oggi sul alcuni aspetti della vera e propria fase di attuazione.
Lo facciamo facendoci guidare dal documento Inail dal titolo: “ Linee di indirizzo SGSL – MPI. Per l’implementazione di Sistemi di Gestione per la Salute e la Sicurezza sul Lavoro nelle Micro e Piccole Imprese”, linee di indirizzo redatte proprio per supportare le micro e piccole imprese nell’implementazione di un SGSL attraverso la proposta di modalità applicative semplificate, appropriate alle caratteristiche dimensionali e strutturali.
 
Riguardo all’attuazione di un Sistema di gestione della Salute e Sicurezza sul Lavoro il documento prende in considerazione diversi argomenti: formazione, comunicazione, partecipazione, procedure di lavoro, manutenzione, sorveglianza sanitaria, dispositivi di Protezione Individuale e emergenze. Rimandandovi ad una lettura esaustiva delle linee di indirizzo, ne riprendiamo brevemente alcuni.
 

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Competenza, formazione e consapevolezza
Le linee di indirizzo sottolineano che è necessario “sviluppare una adeguata consapevolezza tra i lavoratori in merito all’importanza della conformità delle proprie azioni rispetto alla politica ed ai requisiti del SGSL, alle conseguenze che la loro attività ha rispetto alla salute e sicurezza sul lavoro e alle possibili conseguenze causate da uno scostamento rispetto a quanto previsto”.
Per garantire tutto l’azienda deve dunque “definire le modalità informative, formative e di addestramento, tenendo conto dell’esperienza maturata da ogni lavoratore, al fine di rendere il proprio personale competente per garantire una efficace partecipazione al funzionamento del SGSL”.
In particolare il DL/RSPP “in base alle risultanze della Valutazione dei Rischi ed in conformità con la legislazione vigente ed i contratti collettivi di lavoro applicati, valutate le capacità e le condizioni dei lavoratori, pianifica le necessità informative, formative e di addestramento sulla salute e la sicurezza. Predispone il ‘Piano annuale di informazione - formazione - addestramento per la sicurezza’ e lo aggiorna in occasione della revisione ed eventuale rielaborazione della valutazione dei rischi, coinvolgendo, secondo le rispettive attribuzioni e competenze, il RLS/RLST ed il Medico Competente”. Tale piano contiene “l’articolazione delle attività informative, formative e di addestramento: formazione e aggiornamento per il RSPP, per eventuali ASPP, per il RLS, per gli addetti alle emergenze e al primo soccorso, per i preposti, per i lavoratori e per il DL nel caso in cui svolga direttamente i compiti del S.P.P.”.
Si ricorda poi che “al termine degli interventi formativi deve essere verificato il grado di apprendimento”.
 
Comunicazione, consultazione, partecipazione, rapporto con l’esterno
Il DL/RSPP “gestisce le comunicazioni interne ed esterne relativamente alle tematiche di Salute e Sicurezza; consulta e coinvolge i lavoratori, anche attraverso i loro RLS/RLST come previsto dalla legislazione vigente e dai contratti collettivi di lavoro. Oltre a garantire la comunicazione in modo da rendere partecipi tutti i lavoratori, assicura, in materia di salute e sicurezza sul lavoro, a chiunque ne abbia titolo e ne faccia richiesta (enti locali, cittadini, dipendenti diretti e indiretti, clienti e fornitori, ecc.) una risposta esauriente e comprensibile”.
Ad esempio l’azienda:
- “diffonde informazioni sulla organizzazione della sicurezza e su chi siano i soggetti che hanno incarichi specifici in materia;
- raccoglie osservazioni, commenti e proposte, dai lavoratori e dagli altri soggetti interessati, sulle misure preventive e protettive adottate, sulle procedure e sui metodi di lavoro adottati”. Le comunicazioni possono essere diffuse “per mezzo di bacheche, posta interna, posta elettronica, ovvero tramite riunioni specifiche, opuscoli”.
 
Inoltre l’Azienda incoraggia la partecipazione di tutti i lavoratori, promuove la “cooperazione in materia di sicurezza”, “assicura il tempo necessario e la massima collaborazione al RLS/RLST”.
Vi rimandiamo alla lettura del documento in merito ad un elenco esemplificativo di temi per i quali è auspicabile consultare e coinvolgere i lavoratori.
 
Procedure di lavoro
Il DL/RSPP “identifica le procedure, istruzioni e strumenti di programmazione che regolano i processi aziendali che possono avere influenza sulla salute e la sicurezza sul lavoro al fine di attuare quanto previsto dal sistema di gestione, in conformità alla politica definita dall’azienda, alla valutazione dei rischi e alle altre disposizioni di legislazione in materia”.
 
In particolare dalla valutazione dei rischi “connessa con l’analisi dei processi di lavoro e delle attività svolte in azienda il DL/RSPP individua e definisce le caratteristiche e i punti critici da controllare nei processi e nelle attività lavorative”. E una volta individuate le criticità il DL/RSPP, “in collaborazione con gli eventuali preposti, redige idonee procedure di lavoro che individuano, in termini di tutela della salute e sicurezza sul lavoro, le corrette modalità lavorative specificando ruoli e responsabilità dei soggetti coinvolti ed includono le relative attività di sorveglianza, misurazione e controllo”.
E se necessario “ulteriori dettagli operativi su elementi particolari che necessitano di indicazioni dedicate (macchine, sostanze, operazioni, ecc.) possono essere riportate in specifiche istruzioni operative”. È evidente che tali procedure operative sono oggetto di informazione, formazione e addestramento.
 
Alle linee di indirizzo dell’Inail è allegato un “Modulo Analisi di Sicurezza delle Attività”.   
 
L’analisi di sicurezza delle attività (ASA) ipotizza in questo caso “la presenza di pochi o, addirittura, di un solo addetto operativo nell'area interessata. Non sono considerate le possibili interferenze fra persone, mezzi o macchine diverse, richiedendo la soluzione dei problemi di coordinamento fra i diversi operatori alla messa a punto di adeguate misure organizzative procedurali”.
Nel modulo sono riportati i seguenti stadi:
- “identificazione delle operazioni compiute dai vari lavoratori (la ripartizione in mansioni - in quanto fatto formale - non appare spesso sufficientemente dettagliata allo scopo);
-  scomposizione logica di ogni operazione relativamente complessa in una serie di singole operazioni elementari (massimo dieci, altrimenti è opportuno ripartirle in più attività)”.
Tutto ciò consente di studiare i potenziali pericoli insiti in ciascuna di esse, “in quanto per ogni situazione elementare è più facile:
- individuare e valutare qualitativamente le condizioni di potenziale pericolo, di probabilità e conseguentemente di rischio;
- predisporre adeguate misure di contenimento - procedure, DPI, eccetera - rendendo possibile il conseguimento della sicurezza preventiva;
- valutare il rischio dopo l’applicazione delle misure”.
 
È evidente che la tecnica “prevede una attiva collaborazione da parte dei lavoratori”, ricordando che un loro coinvolgimento degli operatori nella fase di identificazione dei potenziali pericoli e delle soluzioni “comporta anche di riflesso un loro maggior impegno nel rispetto delle scelte procedurali (e costituisce quindi una differente ed efficace forma di informazione e formazione)”.
Si ricorda infine che le ASA “possono essere predisposte in fase redazione del Documento di Valutazione dei Rischi per ognuna delle singole attività e aggiornate dinamicamente per l’esecuzione di ogni singola commessa, anche su base giornaliera”.
   
 
 
Inail - Consulenza Tecnica Accertamenti Rischi e Prevenzione e Direzione Centrale Prevenzione, “ Linee di indirizzo SGSL – MPI. Per l’implementazione di Sistemi di Gestione per la Salute e la Sicurezza sul Lavoro nelle Micro e Piccole Imprese” (formato PDF, 1.82 MB).
 
 
 
Tiziano Menduto


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