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Come verificare l’adozione ed attuazione di un modello organizzativo?

Come verificare l’adozione ed attuazione di un modello organizzativo?
Redazione
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 SGSL, MOG, dlgs 231/01
21/02/2020: Indicazioni per la verifica dell’adozione ed efficace attuazione del modello organizzativo per la gestione della sicurezza (MOGS). Le indicazioni normative, una procedura operativa, le modalità di verifica e una lista di controllo.

Bassano del Grappa, 21 Feb – Nel caso di un infortunio sul lavoro che abbia come conseguenza la morte o lesioni gravi o gravissime, quali requisiti deve possedere l’Organizzazione Aziendale per esimere “l’Ente” dalla responsabilità amministrativa sanzionata dal Decreto legislativo n. 231/2001?

 

Per rispondere a questa domanda e offrire alcune informazioni utili ai datori di lavoro e alle aziende che voglio implementare un modello organizzativo per la gestione della sicurezza (MOGS), ci soffermiamo oggi su alcuni documenti che l’ Azienda Sanitaria Ulss 7 Pedemontana ha pubblicato in uno spazio sul suo sito. In questo spazio i datori di lavoro possono, ad esempio, scaricare il Decreto Ministeriale 13 febbraio 2014 che ha recepito le procedure semplificate, approvate dalla Commissione Consultiva, per l'adozione e la efficace attuazione dei  modelli di organizzazione e di gestione della sicurezza nelle piccole e medie imprese ai sensi dell'art. 30 del Decreto Legislativo 81/2008 (le procedure semplificate vere e proprie sono contenute nell’allegato al decreto).

 

Inoltre nel sito sono disponibili due documenti:

  • Procedura per la verifica dell’adozione ed efficace attuazione del modello organizzativo per la gestione della sicurezza (MOGS) ex art. 30 D. Lgs. 81/08 e s.m.i. e Decreto Ministero del Lavoro 13.02.2014”;
  • Lista di controllo per la verifica della conformità del MOGS ai requisiti ex art. 30 D. Lgs. 81/08 e s.m.i. e Decreto Ministero del Lavoro 13.02.2014”.

 

Nell’articolo ci soffermiamo, in particolare, sui contenuti della procedura:



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Corso di formazione sul D.Lgs. 231/2001: ruoli e responsabilità dei soggetti coinvolti. La formazione obbligatoria sulla responsabilità amministrativa delle società per amministratori e dipendenti.

 

La procedura e le indicazioni normative

La “Procedura per la verifica dell’adozione ed efficace attuazione del modello organizzativo per la gestione della sicurezza (MOGS) ex art. 30 D. Lgs. 81/08 e s.m.i. e Decreto Ministero del Lavoro 13.02.2014”, approvata ed emessa dal Direttore SPISAL (Dipartimento di prevenzione), descrive – come indica il titolo del documento - “le modalità per la verifica dell’adozione ed efficace attuazione del modello di organizzazione e gestione della sicurezza (MOGS) ex art. 30 D. Lgs. 81/08 e s.m.i. e DM 13.02.2014”. Ed è una procedura che si applica alle indagini SPISAL “attivate a seguito di:

  • infortunio con esito mortale o con lesioni gravi o gravissime,
  • malattia professionale,

riguardanti tipologie aziendali rientranti nel campo di applicazione del D.Lgs. 231/01 e s.m.i., per le quali si sia riscontrata la violazione di obblighi di legge in materia prevenzionistica, ed il Magistrato abbia fatto esplicita richiesta di verifica dell’adozione ed efficace attuazione del MOGS”.

 

Infatti - ricorda il documento nella premessa - l’entrata in vigore dell’art. 30 D. Lgs. 81/2008 e s.m.i. e del DM del 13 febbraio 2014, che hanno “integrato il processo di verifica e valutativo nelle inchieste infortuni e nelle indagini per malattia professionale degli SPISAL, richiede a questi ultimi di esprimere il proprio parere in merito all’adozione ed all’efficace attuazione di un modello di organizzazione e di gestione della sicurezza (MOGS). Ciò comporta che i Servizi procedano alla raccolta delle evidenze documentali e testimoniali che permettano di accertare la conformità (in toto o parziale) ai requisiti di cui al succitato articolo”.

Ed i riferimenti ad oggi disponibili a tale scopo sono la “ Lettera Circolare del Ministero del Lavoro del 11 luglio 2011 ‘Chiarimenti sul sistema di controllo ed indicazioni per l’adozione del sistema disciplinare per le Aziende che hanno adottato un modello organizzativo e di gestione definito conformemente alla Linee Guida UNI-INAIL (edizione 2001) o alle BS OHSAS 18001:2007’, e il DM 13.02.2014 (recepimento delle procedure semplificate di cui all’art. 30 comma 5-bis D. Lgs. 81/08 e s.m.i.)”.

 

La verifica dell’adozione ed efficace attuazione del modello

La verifica dell’adozione ed efficace attuazione del MOGS viene condotta dallo SPISAL secondo le seguenti modalità:

  • Fase 1: Indagine per infortunio sul lavoro/malattia professionale per l’accertamento della responsabilità delle persone fisiche – “L’indagine è condotta dallo SPISAL anche al fine di individuare eventuali profili di responsabilità penali, secondo le specifiche procedure regionali”;
  • Fase 2: Indagine per l’accertamento della responsabilità della persona giuridica/ente – “Nel caso in cui le risultanze dell’indagine di cui alla fase 1 portino lo SPISAL a riscontrare la responsabilità per i reati di omicidio colposo o lesione personale colposa grave o gravissima (c.d. reati presupposto) a carico di soggetti di cui all’art. 5 D. Lgs. 231/01” (nella procedura è riportato l’articolo citato), “la cui condotta od omissione colposa ha comportato la violazione di una norma preposta alla tutela della salute e sicurezza del lavoro, e qualora il Magistrato ne abbia fatto esplicita richiesta, il Servizio procede alla verifica dell’applicabilità del D.Lgs. 231/01 e s.m.i. (vale a dire, azienda rientrante nel campo di applicazione del Decreto, e sussistenza del vantaggio/interesse), ed in caso affermativo, esegue la valutazione del MOGS”.

 

La fase 2 dell’indagine è svolta “quando l’azienda rientra nell’ambito del campo di applicazione delineato dall’art. 1 del Dlgs. 231/01” e purché “la condotta dell’Ente che si ritiene causalmente rilevante dell’infortunio o della malattia professionale, sia stata tenuta o comunque protratta, dopo il 25/8/2007 (data di entrata in vigore della legge 123/07 che ha introdotto l’art. 25-septies del DLgs 231/01)”.

 

Riprendiamo dal documento una tabella relativa agli enti rientranti o esclusi nel campo di applicazione D. Lgs. 231/01 e s.m.i:

 

 

Se l’indagine condotta dallo SPISAL evidenzia che l’Ente non abbia tratto alcun interesse/vantaggio dalla mancata applicazione delle misure che avrebbero impedito l’accadimento dell’evento lesivo, “non sussiste uno dei prerequisiti per l’applicazione del D. Lgs. 231/01. In tal caso, lo SPISAL non procede ‘d’ufficio’ alla valutazione del MOGS, ma bensì, all’atto della trasmissione del proprio rapporto all’Autorità Giudiziaria, specifica (indicando le motivazioni) che in riferimento alle cause che hanno determinato il fatto, l’Ente non ha tratto alcun interesse/vantaggio, e richiede al Magistrato di confermare o rettificare l’obbligo di procedere alla valutazione del MOGS da parte del Servizio. In caso contrario, e quindi di sussistenza di un vantaggio/interesse e solo qualora il Magistrato ne abbia fatto richiesta, il Servizio verifica l’adozione e l’efficace attuazione del MOGS”.

 

Veniamo alla vera e propria modalità di verifica dell’adozione ed efficace attuazione del MOGS.

 

Si indica che il MOGS “può essere stato formalizzato dall’Azienda (come Modello ex D. Lgs. 231/01 oppure SGSL certificato BS OHSAS 18001 o con validazione di parte terza ex Linee Guida ISPESL UNI INAIL), oppure non risultare formalizzato e quindi andrà desunto dallo SPISAL sulla base degli atti predisposti dall’azienda al fine di adempiere ai diversi obblighi normativi”. Una tabella nel documento riporta le indicazioni per la raccolta delle evidenze utili per accertare l’adozione e l’efficace attuazione del MOGS.

 

Accertata l’applicabilità del D. Lgs. 231/01 al caso specifico – continua la procedura – “per verificare l’adozione e l’efficace attuazione del MOGS, lo SPISAL acquisisce dall’azienda evidenze atte a ricostruire il modello limitatamente ai requisiti collegati alle cause dell’infortunio o della malattia professionale e quindi all’articolo violato ed al contenuto delle prescrizioni impartite nella fase 1 dell’indagine. Ai sensi dell’art. 7 comma 4 del D.Lgs. 231/01, l’efficace attuazione del Modello richiede l’adempimento di tutti gli obblighi giuridici relativi alle periodiche verifiche dell'applicazione e dell'efficacia delle procedure adottate (art. 30 comma 1 lett. h), la previsione di un sistema disciplinare idoneo a sanzionare il mancato rispetto delle misure indicate (art. 30, comma 3 secondo periodo) e di un idoneo sistema di controllo sull'attuazione del modello stesso e sul mantenimento nel tempo delle condizioni di idoneità delle misure adottate (art. 30 comma 4). L’accertamento dell’esistenza dei requisiti di conformità attestanti l’adozione e l’efficace attuazione di un MOGS da parte dell’azienda sarà effettuato sulla base delle evidenze documentali” di cui alla Tabella 2 ed anche utilizzando la lista di controllo (Allegato MOGS1) presentata insieme alla procedura.

 

Riportiamo anche la Tabella 2:

 

 

Le possibili conclusioni della verifica del modello organizzativo

In definitiva e in base alle evidenze raccolte in relazione alle cause dell’evento, “lo SPISAL può giungere alle seguenti conclusioni:

 

  1. il MOGS è adottato ed efficacemente attuato (tutti i requisiti dell’Allegato MOGS1 par. 1 e par. 2 sono stati verificati con esito positivo);
  2. il MOGS è parzialmente adottato (anche solo uno dei requisiti dell’Allegato MOGS1 par. 1 non è stato valutato ‘conforme’ o è stato considerato ‘conforme in parte’). Non è necessario, in questo caso, procedere alla verifica dell’efficace attuazione;
  3. Il MOGS è adottato ma non efficacemente attuato (tutti i requisiti di cui all’Allegato MOGS1 par. 1 risultano conformi, ma anche solo un requisito dell’Allegato MOGS1 par. 2 non è risultato soddisfatto o è stato considerato ‘conforme in parte’);
  4. Il MOGS non è stato adottato (nessuno dei requisiti di cui all’Allegato MOGS1 par. 1 risulta soddisfatto). In questo caso non è necessario procedere alla verifica dell’efficace attuazione”.

 

Infine in merito all’individuazione della tipologia di vantaggio/interesse dell’Ente “si specifica quanto segue:

  • il vantaggio o interesse è il profitto tratto dall’azienda nella commissione del reato ascritto;
  • la sussistenza dell’interesse o vantaggio comporta:
    • la quantificazione dell’importo che sarà comunque confiscato all’Ente, indipendentemente dall’accertamento della responsabilità amministrativa;
    • nel caso di accertata responsabilità amministrativa dell’Ente, la non concessione della riduzione della sanzione pecuniaria, e l’applicazione delle sanzioni interdittive”.

 

Riprendiamo un flow chart che riassume le fasi dell’attività di competenza dello SPISAL, con riferimento all’art. 30 del D.Lgs 81/08 e al DM 13.02.2014:

 

 

Infine nella procedura si precisa che lo SPISAL “procede all’individuazione della tipologia di interesse/vantaggio (es. velocizzazione delle lavorazioni; mancato acquisto del riparo di protezione/ dispositivo di sicurezza/DPI; mancata formazione del personale; mancata sospensione delle attività operative; mancata assunzione di nuovo personale) solo qualora:

  1. il Magistrato ne abbia fatto esplicita richiesta

e

  1. le informazioni raccolte nel corso dell’indagine condotta lo consentano in modo diretto ed inequivocabile”.

Inoltre “non compete allo SPISAL la quantificazione dell’interesse/vantaggio, non essendo in disponibilità delle necessarie competenze specialistiche e strumenti conoscitivi propri di altri Enti (es. Guardia di Finanza)”.

 

 

RTM

 

 

 

Scarica i documenti da cui è tratto l'articolo:

Ulss 7 Pedemontana, Dipartimento di Prevenzione, SPISAL, “ Procedura per la verifica dell’adozione ed efficace attuazione del modello organizzativo per la gestione della sicurezza (MOGS) ex art. 30 D. Lgs. 81/08 e s.m.i. e Decreto Ministero del Lavoro 13.02.2014”, Rev. 01 (formato PDF, 340 kB).

 

Ulss 7 Pedemontana, Dipartimento di Prevenzione, SPISAL, “ Lista di controllo per la verifica della conformità del mogs ai requisiti ex art. 30 D. Lgs. 81/08 e s.m.i. e Decreto Ministero del Lavoro 13.02.2014”, Rev. 01 (formato PDF, 547 kB).

 

 

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