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Funi di acciaio per gru: verifiche e analisi dei punti critici

29/01/2014: Un documento riporta informazioni sulle verifiche, cui controlli dei punti critici delle funi di acciaio per gru. La periodicità dei controlli, le norme tecniche, il verbale di verifica e i fili rotti. La verifica dei meccanismi e l’ambiente di lavoro.
Funi di acciaio per gru: verifiche e analisi dei punti critici
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Cinisello Balsamo (MI), 29 Gen – Come più volte ricordato dal nostro giornale una delle cause di infortuni gravi e mortali durante le operazioni di  movimentazione dei carichi è relativa alla presenza di funi sottodimensionate, danneggiate o usurate.

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Per questo motivo presentiamo oggi un documento - elaborato da FAS, Funi e attrezzature per il sollevamento - relativo a un corso di formazione e con riferimento a “Funi di acciaio per gru - Verifiche ed Analisi dei punti critici”.
 
Dopo aver dato informazioni sulla normativa, il documento correlato al corso ricorda che la norma tecnica, in relazione ai i criteri di cura, manutenzione, installazione, ispezione e scarto delle funi di acciaio per gru, è la ISO 4309, versione ISO: 2011 (quinta edizione).
 
Riguardo alla periodicità esistono “due livelli di controllo previsti dalla legge:
- trimestrale: è la verifica di cui bisogna tenere traccia grazie alla compilazione e conservazione di appositi registri di controllo. Livello di controllo – alto;
- giornaliera: sono i controlli ordinari che vanno effettuati primo di ogni operazione, cambio turno, cambio operatore... Livello di controllo – base”.
E ad ogni controllo viene emesso un verbale di verifica.
Questi i dati contenuti nel verbale:
- “ dati gru;
- dati fune;
- controllo fune;
- controllo terminali”.
Il documento - che vi invitiamo a visionare integralmente - si sofferma nel dettaglio sulle varie parti del verbale di verifica.
 
Prima di procedere al controllo bisogna tuttavia sapere dove ricercare i difetti, ovvero l’analisi dei punti critici:
- “la zona vicino ai terminali;
- la parte di fune che passa su bozzelli o pulegge;
- i punti in prossimità delle pulegge mentre la gru è in posizione di sollevamento;
- la fune sulla puleggia di compensazione;
- la parte che può essere soggetta ad abrasione;
- analisi interna per verifica corrosione o fatica”.
 
Il corso si sofferma poi sul come procedere al controllo (visivo, dimensionale, analisi interna, ...) e su cosa cercare:
- “fili rotti;
- riduzione del diametro;
- abrasione;
- corrosione;
- danneggiamento e deformazioni”.
 
Riguardo ai fili rotti, per fare questo tipo di verifica bisogna analizzare: “la natura della rottura (le cause); il numero dei fili rotti; la posizione delle rotture, eventuali raggruppamenti”. Un altro parametro “da tenere in considerazione è la classe FEM (Federazione Europea della Manutenzione, ndr) della gru. La norma ISO 4309 ha definito una tabella che riporta il numero massimo di fili rotti; tale tabella tiene conto di: classe FEM; formazione della fune”.
 
Il documento si sofferma nel dettaglio anche su riduzione del diametro, abrasione, corrosione, danneggiamento o deformazioni e riporta molte immagini esemplificative dei difetti delle funi.
 
Il documento sottolinea infine di non controllare solo la fune: “è buona norma verificare anche: - “i meccanismi su cui si avvolge la fune;
- l’ambiente di lavoro in cui si opera;
- il numero di cicli a cui è sottoposta”.
 
E riguardo ai meccanismi:
- tamburo: se usurato “può essere causa di rapido danneggiamento della fune. È un elemento da tenere sotto osservazione”;
- pulegge: “quando si sostituisce la fune controllare ed eventualmente revisionare le pulegge. Pulegge con gole strette o larghe sono causa di danneggiamento delle funi. Verificare anche la presenza di impronte”.
 
Concludiamo ricordando che l’ambiente di lavoro “è determinante per la vita della fune. È un parametro importante da tenere in considerazione per la scelta della fune più idonea e durante il controllo”.
 
 
 
FAS, Funi e attrezzature per il sollevamento, “ Funi di acciaio per gru - Verifiche ed Analisi dei punti critici”, a cura del Per. Ind. Mariano Simoni (formato PDF, 952 kB).
 
 
RTM
 
 

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Commenti:


Rispondi Autore: Luigi Capasso03/02/2014 (10:06:09)
Spett.le Redazione,

Mi chiedevo se era possibile scaricare la guida in pdf relativo al suddetto articolo, in quanto non riesco a reperirla sul sito FAS.
Cordiali saluti.
Grazie.
Rispondi Autore: Roberto Gentilini06/02/2014 (10:27:26)
Idem come sopra... Redazione, se ci sei, batti un colpo!

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