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Le immagini dell’insicurezza


 

Brescia, 9 Sett - Dopo aver visto, nella puntata precedente, le modifiche ad un gilet ad alta visibilità, continuiamo con le immagini dell’insicurezza di SICURELLO.no ad analizzare alcuni aspetti legati alla cura e manutenzione dei Dispositivi di Protezione Individuale (DPI).

 

Un dispositivo di protezione sempre presente all’interno dei cantieri temporanei o mobili è certamente l’elmetto di protezione. Ed è proprio all’uso, cura e manutenzione di alcuni elmetti che si riferiscono le immagini di oggi.

 

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Formazione sui rischi specifici per chi utilizza i dispositivi di protezione individuale (Art. 37 D.Lgs. 81/08) in DVD
 

La prima fotografia ci mostra un lavoratore che indossa un casco palesemente danneggiato, non serve certo ricordare che dopo una forte sollecitazione meccanica l’elmetto deve essere sostituito. Ed in questo caso la sollecitazione è più che evidente.

 

 

 

Nelle restanti immagini vediamo invece un intervento volontario effettuato su un paio di caschi.

 

 

 

 

Il sistema di “aerazione naturale” è stato creato direttamente in cantiere mediante l’utilizzo di un flex (smerigliatrice). Probabilmente l’obiettivo è stato raggiunto, ma altrettanto probabilmente in caso di forte sollecitazione meccanica, ad esempio a seguito della caduta di un oggetto dall’alto, la protezione è totalmente inefficace.

 

Nella puntata precedente abbiamo sottolineato alcuni degli obblighi dei datori di lavoro e lavoratori in materia di DPI, oggi riprendiamo invece quelli del preposto (previsti dall’articolo 19):

 

I preposti, secondo le loro attribuzioni e competenze, devono sovrintendere e vigilare sulla osservanza da parte dei singoli lavoratori dei loro obblighi di legge, nonché delle disposizioni aziendali in materia di salute e sicurezza sul lavoro e di uso dei mezzi di protezione collettivi e dei dispositivi di protezione individuale messi a loro disposizione e, in caso di persistenza della inosservanza, informare i loro superiori diretti, nonché segnalare tempestivamente al datore di lavoro o al dirigente sia le deficienze dei mezzi e delle attrezzature di lavoro e dei dispositivi di protezione individuale, sia ogni altra condizione di pericolo che si verifichi durante il lavoro, delle quali venga a conoscenza sulla base della formazione ricevuta.

 

E certamente, in modo particolare nel caso della manomissione dell’elmetto avvenuta sicuramente molto tempo prima, il preposto non ha adempiuto a quanto previsto dalla norma, ma anche dal buon senso.

 

Ricordiamo infine che la modifica volontaria di un dispositivo di protezione individuale (oltre a costituire una violazione normativa), anche se effettuata per migliorarne la “funzionalità”, ne altera le caratteristiche rendendolo inefficace e pertanto inidoneo.

 

 

Geom. Stefano Farina, Consigliere Nazionale AiFOS e Responsabile Comitato AiFOS COSTRUZIONI

 

 

Fonte: SICURELLO.no : l’evidenza dei mancati infortuni.

 




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