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Le immagini dell’insicurezza

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Trento, 3 Giu - Oggi con le immagini dell’insicurezza di SICURELLO.no affrontiamo la tematica della raccolta urbana dei rifiuti ed in particolare lo svuotamento delle “campane” utilizzate per la raccolta differenziata di vetro, carta od altri materiali.
 
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Guida sicura in DVD
Formazione sui rischi specifici di chi lavora al volante (Art. 37 D.Lgs. 81/08) in DVD
 
La lavorazione prevede il posizionamento di un camion dotato di gru, con l’operatore che - una volta salito sull’apposito seggiolino – provvede ad agganciare la campana e svuotarla all’interno del cassone del camion.
 
La sequenza fotografica odierna ci illustra brevemente l’operazione e tutti i limiti di tale attività. Limiti sia legati alla sicurezza delle persone (operatore, utenti), sia legati al rispetto del codice della strada.
 

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Una fredda analisi ci porta a rilevare:
-Il posizionamento del mezzo:
-          parzialmente sul marciapiede,
-          parzialmente sulla corsia,
-          nei pressi di incroci stradali;
-l’utilizzo della gru posta sul camion senza il posizionamento degli stabilizzatori;
-la “sponda” superiore di chiusura la cui sagoma aperta ingombra parzialmente la strada;
-la totale assenza di segnaletica posizionata sul mezzo;
-l’assenza di dispositivi di segnalazione luminosi quali i lampeggianti, infatti le sole 4 frecce non sono certamente sufficienti;
-nella seconda situazione il mezzo per posizionarsi a ridosso del marciapiede ha inoltre viaggiato contromano nei pressi dell’incrocio;
-il mancato utilizzo dei d.p.i. di protezione e di abbigliamento adeguato dell’operatore.
 
Qualcuno potrebbe giustificare parte delle “carenze” imputandole alla necessità di contenere i  costi dell’attività, potrebbe infatti risultare difficile pensare ad un secondo operatore a terra che gestisca il traffico di mezzi e persone, ma in caso di incidente o danni alle persone, ad esempio per la caduta di materiali dall’alto mentre qualcuno passa nei pressi della campana sollevata, i costi diretti ed indiretti, anche sociali, non sarebbero di gran lunga più alti? Ed inoltre è corretto “giustificare” procedure sbagliate utilizzando quale pretesto l’aspetto economico? Certamente no e per le altre “violazioni” non vi è nemmeno quella illogica difesa.
 
A questo punto una riflessione diventa comunque necessaria: ma chi progetta il posizionamento delle piazzole di raccolta e chi approva tali progetti, considera anche la necessità che qualcuno periodicamente va ad operare con un camion gru o tale fattore non è minimamente considerato?
 
 
Geom. Stefano Farina, Responsabile Nazionale Comitato AiFOS COSTRUZIONI
 




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Rispondi Autore: Maria Cristina Motta
06/06/2016 (08:52:59)
La cosa più assurda di tutto rimane comunque il posizionamento in quota dell' operatore senza alcun tipo di trattenuta

Diversi mezzi operativi presentano questa caratteristica.

In caso di malore per l' operatore non c' è scampo (caso già realmente accaduto)
Rispondi Autore: Luca Pedretti
07/06/2016 (17:26:06)
condivido appieno l'osservazione finale...chi ha progettato e approvato il posizionamento delle piazzole, non si è mai posto il problema rispetto alla "vita" delle stesse?
Altrimenti poi è troppo facile individuare gli errori dei lavoratori...se ad esempio metteva gli stabilizzatori in funzione, occupava metà strada e tutto il parcheggio
Rispondi Autore: fdc
08/06/2016 (16:00:42)
Sul sedile c'è sempre una cintura di sicurezza. Non sono d'accordo sugli stabilizzatori, vanno sempre utilizzati a prescindere dall'occupazione stradale. L'operatore deve prescindere dalle considerazioni di opportunità, molto spesso lo fanno per non perdere tempo. Bisogna osservare invece anche l'assenza della segnaletica stradale indicante la presenza del mezzo e degli stabilizzatori. Manca inoltre l'utilizzo di occhiali, cuffie/inserti auricolari ed il casco.

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