Per visualizzare questo banner informativo è necessario accettare i cookie della categoria 'Marketing'Per visualizzare questo banner informativo è necessario accettare i cookie della categoria 'Marketing'Per visualizzare questo banner informativo è necessario accettare i cookie della categoria 'Marketing'
esporta articolo in PDF

Le immagini dell’insicurezza

Per visualizzare questo banner informativo è necessario accettare i cookie della categoria 'Marketing'
Brescia, 30 Gen - Dopo l’articolo della settimana scorsa, nel quale si presentava la  manomissione di un interruttore di sicurezza a corda, qualcuno ha segnalato che il sistema schematizzato nell’immagine non risultava corretto.
 
Nella puntata di oggi, riprendiamo l’argomento presentando una situazione dove il  sistema di protezione dei lavoratori è stato realizzato mediante la posa di grigliati e cancelli.

Pubblicità
Macchine in DVD
Formazione sui rischi specifici degli operatori che utilizzano macchine utensili e carrelli elevatori (Art. 37 D.Lgs. 81/08) in DVD
 
 
In questo caso l’accesso all’area di lavoro viene fisicamente impedito dalla chiusura del cancello e dal posizionamento di un interruttore di sicurezza del tipo ad azionatore separato. In tale contesto la sicurezza durante l’esercizio viene garantita dalla chiusura del circuito e, appena il cancello viene aperto, l’azionatore si sfila dall’interruttore facendo fermare l’impianto.
 
 
La fotografia 02 ci mostra una situazione rilevata durante un sopralluogo: è bastato aprire un cancello per “scoprire” che l’impianto continuava a funzionare. Qualcuno infatti aveva manomesso il sistema semplicemente svitando i due dadi che tengono in posizione l’azionatore. In tal modo quando il cancello viene aperto, l’azionatore rimane inserito nell’interruttore e di conseguenza il circuito resta chiuso mantenendo in funzione il macchinario con elevati rischi per la sicurezza dell’operatore.
 
Come già precisato la scorsa settimana, la pubblicazione di queste immagini non vuol essere un incentivo a procedere in questo senso alterando i sistemi di sicurezza, ma segnalare ed evidenziare un comportamento scorretto che potrebbe rivelarsi particolarmente pericoloso e dannoso, nonché un metodo che anche in questo caso non risulta essere di immediata percezione.    
 
L’immagine 01 è di Federica Farina.
 
Geom. Stefano Farina, Responsabile Nazionale Comitato Costruzioni di AiFOS
 
 
 
 

Creative Commons License Questo articolo è pubblicato sotto una Licenza Creative Commons.
 
Per utilizzare questa funzionalità di condivisione sui social network è necessario accettare i cookie della categoria 'Marketing'

Hai qualcosa da dire su questo articolo? Aggiungi ora il tuo commento




Rispondi Autore: Harleysta
30/01/2015 (07:54:51)
...ma nessuno si è accorto di nulla? l'addetto alla macchina (probabile artefice di ciò), il manutentore, l'RLS, l'RSPP o il datore di lavoro? non è che tutto questo avalla la tesi che più figure preposte al controllo, sono inutili, così come l'attuale complicata e ampollosa normativa?
Rispondi Autore: Luciano Vignati
30/01/2015 (16:33:13)
La colpa non è della normativa, ma dell'intero sistema produttivo basata su tasse altissime e pochissimi incentivi per la formazione e la cultura alla sicurezza(a tutti i livelli) dal datore di lavoro in giù. Nei miei 20 anni di controlli sui cantieri edili, di manomissioni simili (in particolare sulle piega-taglia ferri)ne ho riscontrate a migliaia e nessuno si preoccupava. Anzi mi dicevano chiaramente che ero un pignolo e rompiscatole.

Nome e cognome: (obbligatorio)
Email (se vuoi ricevere l'avviso di altri commenti)
Inserisci il tuo commento:(obbligatorio)

Leggi anche altri articoli sullo stesso argomento:


Forum di PuntoSicuro Entra

FORUM

Quesiti? Proponili nel FORUM!