Nuovo regolamento DPI: le novità, gli obblighi e gli aspetti da chiarire

Nuovo regolamento DPI: le novità, gli obblighi e gli aspetti da chiarire
03/02/2017: Le novità, gli obblighi per le aziende, le carenze e i punti ancora da chiarire del Regolamento 2016/425 sui DPI. La scelta del regolamento e i dispositivi su misura. Ne parliamo con Virginio Galimberti, presidente della sottocommissione DPI dell'UNI.
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Bologna, 3 Feb – Il 31 marzo 2016, come più volte ricordato da PuntoSicuro in diversi articoli, è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea (GUUE) il nuovo Regolamento (UE) 2016/425 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 9 marzo 2016 sui dispositivi di protezione individuale e che abroga la Direttiva 89/686/CEE  del 21 dicembre 1989, direttiva concernente il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati Membri relative ai dispositivi di protezione individuale (DPI).

 

Ricordando che il regolamento entra in vigore il ventesimo giorno successivo alla pubblicazione in GUUE, ma si applica in realtà, con alcune eccezioni, a decorrere dal 21 aprile 2018 (è a decorrere da questa data che è abrogata la Direttiva 89/686/CEE), abbiamo raccolto, durante la manifestazione Ambiente Lavoro di Bologna, utili informazioni per i nostri lettori sulle conseguenze di queste novità normative. E con questo obiettivo abbiamo intervistato Virginio Galimberti, che, in rappresentanza dell’Ente italiano di normazione ( UNI), ha partecipato come relatore al workshop “Requisiti normativi e tecnici dei DPI”, organizzato dall’Inail ad Ambiente Lavoro il 20 ottobre 2016.



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A Virginio Galimberti, che in UNI ricopre diversi ruoli (ad esempio Presidente Sottocommissione DPI e Vicepresidente della Commissione Sicurezza), abbiamo posto diverse domande e ne abbiamo approfittato, a fine intervista, anche per avere eventuali notizie su future norme tecniche in materia di DPI.

 

La prima domanda che gli abbiamo posto non poteva che riguardare la scelta di emanare un regolamento e non, come in passato, una direttiva. Qual è la differenza tra un Regolamento e una Direttiva e perché si è passati dalla Direttiva 89/686/CEE al Regolamento 2016/425?    

 

Quali sono in definitiva le principali novità portate dal nuovo regolamento europeo sui DPI e che conseguenze pratiche possono avere per le aziende?

 

Ci sono criticità o lacune nel nuovo regolamento europeo in materia di DPI?

 

Con Virginio Galimberti si è affrontato poi uno dei temi innovativi, i DPI su misura adattabili alla persona. Riguardo ai DPI su misura è tutto chiaro? Ci sono aziende che se ne occupano?

 

Sono previste a breve nuove norme tecniche UNI in materia di DPI?

 

Come sempre diamo la possibilità ai nostri lettori di ascoltare integralmente l’intervista, realizzata il 20 ottobre 2016 e/o di leggerne una parziale trascrizione.

 

 

Articolo e intervista a cura di Tiziano Menduto

 

(…)

 

Parliamo del Regolamento europeo 2016/425. Come si è arrivati a questo provvedimento? Quando entrerà completamente in vigore? Mi pare che ci sia una differenza importante tra le conseguenze di un regolamento e di una direttiva…

 

Virginio Galimberti: “Andando per gradi posso rispondere velocemente all’ultima parte di quanto mi chiede.

La sostituzione di una direttiva con un regolamento è il nuovo indirizzo che a livello europeo l’Unione europea sta attuando. La diversità tra un regolamento e una direttiva sta nel fatto che la direttiva per essere attuata deve essere recepita dalla nazione appartenente all'Unione Europea e può essere modificata. Anche se non si può andare al di sotto dei requisiti che sono contenuti nella direttiva, si possono portare modifiche applicative. Non si può andare al di sotto dei requisiti che sono contenuti nella direttiva ma si può si possono apportare modifiche applicative. Il regolamento è invece uno strumento giuridico che entra in vigore nel momento in cui viene emanato. Quindi non deve essere recepito e non può essere cambiato. Il contenuto del regolamento rimane quello che è”.

 

Forse si è arrivati a questo strumento, diverso dalla direttiva, perché c'è stato in passato un eccesso di “modifiche applicative”?

 

Virginio Galimberti: “Sicuramente la scelta del regolamento, che è avvenuta anche per altri argomenti - per esempio il Reach, il CLP e per altre cose - è avvenuta proprio per il fatto che nel ricevimento di questo direttive c'erano delle diversità tra nazione e nazione che portavano poi a interpretazioni strane, diverse, … Il regolamento pone fine a tutte queste situazioni e dà un indirizzo che è uguale per tutti.

 

Per quanto riguarda il Regolamento, è un documento atteso da un sacco di tempo perché va a sostituire la Direttiva 89/686/CEE che, come dice il titolo, è legata all'anno 1989 (il 1989 è l'anno in cui è uscita la Direttiva base la 89/391 sulla sicurezza sul lavoro e la protezione dei lavoratori) (…). Poi dall’89 in avanti la direttiva è stata recepita nel ‘92 con il Decreto Legge 475 del 1992 che ha portato anche delle modifiche, ha introdotto le sanzioni (che non ci sono nel regolamento perché le sanzioni fanno parte di un altro aspetto dell’applicazione di questi regolamenti) (…).

Le modifiche a questa direttiva erano necessarie per chiarire certi rapporti sulle certificazioni. La direttiva è legata alla certificazione CE, la certificazione CE è una prassi che viene fatta con tante altre direttive, per esempio giocattoli, macchine, eccetera. Sono direttive che stabiliscono l'obbligo del possesso dei requisiti essenziali di salute e sicurezza dei beni che vengono trattati dalle direttive stesse. Quindi nell'allegato della direttiva ci sono gli elenchi di questi requisiti che devono essere rispettati e verificati, soprattutto, per poi ottenere la marcatura CE. (…)

Finalmente, da un certo punto di vista, è uscito questo regolamento (…). Ci sarà un periodo di interregno in cui si cerca ancora di capire cosa succederà nel momento in cui sarà abrogata la direttiva europea 89/686 che andrà a scadere nell'aprile del 2018, quando parte l'applicazione del regolamento.

E poi c’è il fatto che fino al 2023 saranno validi ancora tutti gli attestati rilasciati a fronte della direttiva. Questa però è una questione gestionale, che è abbastanza semplice da andare a verificare.

 

Vediamo le novità del regolamento rispetto alla direttiva, cioè quello che mancava nella direttiva.

Primo che ora l’applicazione del regolamento sarà uguale per tutte le nazioni.

Secondo che ha introdotto, per esempio, per i DPI di prima categoria il controllo della produzione. La direttiva 89/686 sui DPI di prima categoria era molto carente. Cioè stabiliva semplicemente che il responsabile della certificazione di questi DPI era il fabbricante che la faceva a “uso e consumo” suo e sotto la sua responsabilità. Si parlava semplicemente di dichiarazione di conformità, il fabbricante stabiliva lui quali erano le caratteristiche da verificare, quali erano i requisiti, eccetera. Li dimostrava “in casa”, senza un controllo di produzione, senza altre cose. Il nuovo regolamento non cambia molto sulla responsabilità, ma introduce il fatto che deve fare anche una verifica della produzione.

Altra novità nel regolamento è che si parla di DPI fatti su misura, adattabili alla persona. È un argomento che sarà ancora da approfondire e capire bene come verrà applicato. Ma finalmente va a sanare certe situazioni che sono applicabili oggi e che non si sa come fare a certificare”.

 

Facciamo degli esempi di DPI su misura che potrebbero servire nei luoghi di lavoro… Esistono aziende che si occupano di produrre DPI su misura?

 

Virginio Galimberti: “Sì, DPI su misura ne vengono fatti. Potrebbe essere il caso degli otoprotettori che vengono fatti andando a prendere la conformazione dell'orecchio, eccetera. Questi vengono certificati, perché vengono fatti secondo un certo criterio, ma non sono regolamentati nella direttiva.

Ci sono poi altri DPI su misura che vengono fatti ma non sono coperti da certificazione. Per esempio mi viene in mente il caso di un operatore a cui mancano un paio di dita della mano e ha necessità di usare guanti. Quindi un guanto viene certificato con cinque dita, mentre all’operatore non posso dargli un guanto con cinque dita in quanto avrei due parti svolazzanti. Oggi se taglio nel DPI le due dita e lo faccio cucire, non ho più il guanto certificato perché non è regolamentato nella direttiva, nelle procedure di certificazione. Sto parlando di guanti di seconda categoria, perché su quelli di prima c’era la possibilità che venivano regolamentati dal fabbricante (…).

Con il nuovo regolamento, in pratica, probabilmente avremo la possibilità di certificare anche questi guanti e di mettere tranquillo il responsabile della sicurezza che va a fare il documento di valutazione dei rischi e che deve andare a scrivere, sul documento di valutazione dei rischi, quali sono le caratteristiche che deve avere il guanto e quali sono gli attestati, le certificazioni che ha ottenuto”.

 

Immagino che abbiate affrontato nella Commissione sui DPI il tema dei DPI su misura, non solo per problemi fisici, ma anche per più usuali differenze di statura, corporatura, genere…

 

Virginio Galimberti: “Sì, il tema è emerso per forza. Oltretutto essendo una normativa europea deve tener conto anche delle varie differenze delle popolazioni che vengono coinvolte in queste cose. Ad esempio nelle norme di ergonomia si cerca di arrivare a questo tema, però è difficile centrare il problema definitivo. Infatti poi c'è anche il problema dell’ergonomia applicata e dell’ergonomia normata. La parola ergonomia parla di qualcosa che devo fare sull'individuo diretto e quando arrivo a fare una norma ergonomica non riesco mai ad arrivare all'applicazione diretta. Quindi c'è un po' di differenza nell’applicazione.

Il problema c’è, esiste, e sicuramente gli individui non sono tutti uguali. E anche i DPI potrebbero avere dei problemi applicativi. A livello normativo non si trovano molte soluzioni. Sarà il compito poi dell'organismo notificato, che andrà a certificare il DPI, stabilire se effettivamente è fatto su misura, se va bene, se ha i requisiti e tutto il resto…”.

 

Ci sono criticità o lacune nel regolamento? Ci sono obblighi diversi per le aziende?

 

Virginio Galimberti: “Diciamo che le aziende che fanno DPI con il nuovo regolamento di obblighi diversi ne hanno abbastanza pochi. La linea che aveva la 89/686, dal punto di vista del fabbricante, è rimasta più o meno uguale.

Ci sono alcune differenze nella verifica dei requisiti fatta dagli organismi notificati. (…) Il Ministero ha dichiarato che verranno rivisti tutti gli organismi notificati per vedere se sono ancora in grado di fare o non fare, perché oggi purtroppo sono proliferati questi organismi notificati, ma non tutti sono in grado di coprire i requisiti che vengono richiesti dalla norma. Quindi il nuovo regolamento su questo punto mette dei paletti più precisi. Stabilisce per i DPI di prima categoria il famoso obbligo di controllo della produzione (…).

Altri aspetti importanti del regolamento non ne vedo ancora.

Bisogna cominciare a usarlo e vedere. Come tutte le cose: si mettono in pratica e si capiscono le criticità.

 

Cosa si sarebbe aspettato di trovare nel regolamento?

 

Virginio Galimberti: “Ad esempio che sui DPI su misura si fosse approfondito un po' di più l'argomento. (…) Il regolamento stabilisce 2 tipologie di DPI: i DPI fatti in serie da adattare al lavoratore e i DPI fatti singolarmente da adattare al lavoratore. (…) Per quelli in serie non ci sono ancora idee molto chiare. Essendo però un argomento nuovo, uscito abbastanza velocemente, ancora adesso si sta cercando di capire come si applicherà questo regolamento.

Non c'è reazione da parte degli fabbricanti. Questa è una cosa che mi suona un po' strana. Dovrebbero essere i primi a dire qualcosa…”.

 

Secondo lei perché?

 

Virginio Galimberti: “Forse il regolamento lo stanno leggendo ancora. (…) Tutte le volte che facciamo dei convegni e parliamo di queste cose, chi manca è il fabbricante”.

 

(…)

 

 

 

Regolamento (UE) 2016/425 del parlamento europeo e del Consiglio del 9 marzo 2016 sui dispositivi di protezione individuale e che abroga la direttiva 89/686/CEE del Consiglio (Testo rilevante ai fini del SEE).

 

Consiglio delle Comunità Europee - Direttiva 89/686/CEE del 21 dicembre 1989, concernente il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati Membri relative ai dispositivi di protezione individuale.

 

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Commenti:


Rispondi Autore: luigi renga17/02/2018 (13:45:25)
Salve,
ho un dubbio riguardo all'uso dei DPI, ossia, è obbligatoirio indossarli per tutto l’orario di lavoro?
Inoltre, è corretto dire che i DPI sono indossati nelle lavorazioni pericolose?


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