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Imparare dagli errori: infortuni con le macchine spargisale

Imparare dagli errori: infortuni con le macchine spargisale
25/01/2018: Esempi di infortuni avvenuti nell’uso di macchine utilizzate per il trattamento antigelo delle strade nei mesi invernali. Le macchine spargisale, gli infortuni, i rischi per gli operatori e le procedure di lavoro per le attività di manutenzione.
 

Brescia, 25 Gen – Non è la prima volta che nella rubrica “ Imparare dagli errori”, dedicata al racconto e all’analisi degli infortuni lavorativi, ci soffermiamo sugli infortuni correlati alle attrezzature di lavoro, ai rischi relativi all’utilizzo e alla manutenzione di macchine e utensili.

È tuttavia forse la prima volta che lo spunto per affrontare un argomento non è correlato alle dinamiche di infortuni presenti in INFOR.MO., strumento per l'analisi qualitativa dei casi di infortunio collegato al sistema di sorveglianza degli infortuni mortali e gravi, ma invece ad un fatto di cronaca di qualche anno fa relativo ad un infortunio mortale di un operatore nell’utilizzo di una macchina spargisale. L’infortunio è stato raccontato anche nel documento, prodotto dall’ ATS Brianza, “ Lavorare in sicurezza con le macchine spargisale (attrezzature per il servizio invernale sulle strade)”. Un documento che proprio a partire da quest’incidente e dai molti altri che si verificano nell’utilizzo delle macchine utilizzate per il trattamento antigelo delle strade nei mesi invernali, ha raccolto informazioni sui rischi per gli operatori ed elaborato schede di valutazione e idonee procedure di lavoro.

 

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Alcuni infortuni con le macchine spargisale

Il 27 gennaio 2010, nel territorio dell’allora ASL Monza e Brianza, un lavoratore addetto alla pulizia di una macchina spargisale rimane mortalmente intrappolato negli alberi frangisale all’interno della macchina. E non si tratta di un caso isolato.

Il documento dell’ATS Brianza sottolinea come siano avvenuti in Italia altri gravi infortuni sul lavoro con queste macchine, “alcuni con esiti anche molto gravi (amputazioni piedi, gambe, mani)”. E le indagini effettuate a seguito di tali infortuni hanno evidenziato una “molteplicità di fattori che concorrono al loro accadimento: errata valutazione dei rischi, attrezzature pericolose o impropriamente usate, assenza di chiare regole e procedure aziendali, mancata formazione dei lavoratori, ecc”.

Ed infatti, prima di dare qualche informazione sulla tutela della sicurezza nell’utilizzo di queste macchine, riprendiamo anche un secondo incidente tratto, invece, dalle schede di INFOR.MO.

 

La scheda fa riferimento ad un infortunio mortale avvenuto ad un lavoratore a progetto assunto da una ditta di autotrasporti per lo spargimento autostradale di sale mediante autoveicolo di proprietà della ditta.

 

Il lavoratore è esperto del tipo di lavoro come spargitorista, per sue precedenti simili esperienze lavorative. Nel piazzale esterno del posto di manutenzione del gestore autostradale il lavoratore prende servizio in tarda notte, caratterizzata da rigide temperature, ed è salutato da un collega (dipendente del gestore autostradale) che vede vicino al veicolo (di proprietà della sua ditta) che ha il compito di prelevare per lo spargimento notturno di sale.

Il collega si reca a prendere la pala meccanica con cui deve rifornire i vari mezzi presenti e pochi minuti dopo scorge il corpo inanimato dello spargitorista incastrato in una sorta di parafango distanziatore del veicolo. Dall’autopsia risulta la presenza di una ferita lacerocontusa alla testa e le risultanze propendono per una insufficienza cardiorespiratoria acuta.

Dalle indagini svolte appare assai verosimile che l’infortunato nei momenti precedenti all’incidente si trovasse in una posizione sopraelevata dell’attrezzo spargisale (a circa 2 metri da terra), probabilmente per fare dei controlli prima dell’inizio della sua attività. All’interno delle procedure dichiarate dall’impresa autostradale, che gestisce il posto di manutenzione in questione, non sarebbero necessari controlli da effettuarsi nella posizione sopraelevata ma è viceversa risultato che questa sia una prassi frequente da parte degli addetti ai mezzi.

 

I rischi degli operatori di macchine spargisale

Veniamo alla prevenzione e prendiamo proprio spunto dal documento “ Lavorare in sicurezza con le macchine spargisale (attrezzature per il servizio invernale sulle strade)”.

 

Analizzando le macchine spanditrici spargisale sono stati rilevati i principali rischi correlati all’utilizzo della macchina riportando nel documento anche possibili azioni di prevenzione.

Questi i rischi rilevati:

  • impigliamento, trascinamento o intrappolamento e schiacciamento: organi lavoratori in tramoggia (coclea, catena, alberi frangisale, ecc.);
  • caduta dall’alto: scala per ispezione tramoggia e/o accesso al piano griglie di vaglio; piano delle griglie di vaglio;
  • trascinamento, schiacciamento, cesoiamento: organi per la trasmissione del moto (ingranaggi, volani, rulli, ecc.);
  • schiacciamento dovuto alla chiusura accidentale della coda: coda di spandimento e organi lavoratori (disco e palette);
  • proiezione di grumi di sassi e/o sale verso l’alto: coda di spandimento e organi lavoratori (disco e palette);
  • impigliamento, trascinamento: coda di spandimento e organi lavoratori (disco e palette); operazione di scarico del sale;
  • investimento e/o schiacciamento: montaggio/smontaggio spargisale sul pianale del mezzo di trasporto;
  • pericoli vari di natura meccanica (es. impigliamento, urto, ecc.): utilizzo dello spargisale durante le ore notturne; difficoltà di arresto d’emergenza degli organi lavoratori dello spargisale”. 

 

La prevenzione degli infortuni

Prendiamo, infine, qualche indicazione da una scheda del documento (scheda 15) relativa alle idonee procedure di lavoro da mettere in atto in materia di controlli e manutenzione.

 

Si indica che ogni operazione di controllo e manutenzione allo spargisale “deve essere effettuata da personale specializzato e deve attenersi alle disposizioni riportate sul manuale d’uso e manutenzione della macchina. Inoltre è necessario segnalare tempestivamente eventuali malfunzionamenti alla propria struttura di manutenzione”.

Si riportano poi alcune delle operazioni che è opportuno “eseguire in un luogo adeguato (al riparo dalle intemperie ed adeguatamente illuminato), a motore spento e con la presenza di un responsabile o comunque non in solitudine:

  • controllo livelli dell’olio motore; in caso di necessità effettuare il rabbocco;
  • ingrassaggio dello spargitore per mezzo degli appositi ingrassatori;
  • controllo del corretto serraggio dei dadi e dei raccordi delle tubazioni idrauliche;
  • pulizia dello spargitore;
  • controllo livelli dell’olio nella centralina idraulica ed eventualmente effettuare il rabbocco;
  • controllo dello stato di efficienza dei tubi e dei raccordi al fine di evitare, durante la messa in funzione della macchina, che fuoriesca dell'olio caldo ad alta pressione; nel caso di tubi danneggiati provvedere alla loro sostituzione;
  • controllo dell’efficienza dei dispositivi di sicurezza”.

 

Il documento, che si sofferma anche sulla manutenzione al termine della stagione invernale e sull’annotazione dei controlli effettuati, segnala infine che in linea generale è bene richiamare nelle attività di controllo e manutenzione i seguenti aspetti:

  • “utilizzo dei DPI specifici previsti;
  • il mezzo deve essere fermo con il freno di stazionamento inserito;
  • tutti gli organi di movimento devono essere fermi (sistema di alimentazione, sistema di spargimento)”.

 

 

 

Sito web di INFOR.MO.: nell’articolo abbiamo presentato la scheda numero 4172 (archivio incidenti 2002/2015).

 

 

Tiziano Menduto



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