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Un piano di manutenzione per i carrelli elevatori

Tiziano Menduto
 Tiziano Menduto
 Approfondimento
06/07/2009: Disponibile on line una pubblicazione di Suva che raccoglie i cinque passi necessari a mantenere l’efficienza e la sicurezza dei carrelli elevatori. Una buona manutenzione comprende: ispezione, manutenzione e riparazione.
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I carrelli elevatori, per quanto apparentemente sicuri, sono spesso causa di incidenti.
Incidenti che possono dipendere da una velocità eccessiva, da un pavimento accidentato, da carico è mal sistemato o anche da una cattiva manutenzione.
Infatti un operatore, oltre ad essere adeguatamente formato e “conoscere" il carrello che utilizza, deve costantemente controllarlo: una manutenzione regolare lo mantiene efficiente e sicuro.
È necessario controllare il carrello, i freni, il dispositivo di guida (sterzo), il dispositivo di sollevamento, i dispositivi di sicurezza e il restante equipaggiamento: tutto deve essere in perfetto stato di funzionamento per evitare gravi infortuni.
 
 
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Ma come eseguire efficacemente la manutenzione?
 
A questa domanda risponde “Manutenzione dei carrelli elevatori”, una breve pubblicazione realizzata da Suva, istituto svizzero per l'assicurazione e la prevenzione degli infortuni, che raccoglie e spiega nel dettaglio i cinque passi necessari a mantenere l’efficienza e la sicurezza del proprio carrello con indicazioni che, sebbene riferite alle normative svizzere, possono essere di utilità anche per gli operatori italiani.
 
Il documento ricorda che una buona manutenzione deve comprendere:
 
- ispezione: “controllare se i carrelli elevatori presentano danni dovuti all'invecchiamento, all'usura, alla corrosione, al normale utilizzo o ad agenti esterni (logorio delle forche, allentamento delle catene, usura dei freni)”;
 
- manutenzione: “pulire e mantenere in buono stato le singole componenti dei carrelli elevatori secondo le istruzioni del fabbricante (ad esempio lubrificare secondo gli intervalli prestabiliti, pulire la batteria di trazione)”;
 
- riparazione: “sostituire o riparare le componenti fortemente usurate o danneggiate (ad esempio sostituire i tubi idraulici guasti)”.
 
Se l’azienda dispone di un sistema gestionale, ad esempio secondo ISO 9001:2000, è probabile che gli interventi di manutenzione siano già integrati nei processi lavorativi.
In alternativa “occorre elaborare un piano di manutenzione per pianificare, controllare e documentare gli interventi”.
 
Rimandando alla lettura del documento originale per il dettaglio degli interventi, quali sono dunque i cinque passi da seguire per una manutenzione efficace?
 
- 1° passo: definire gli interventi di manutenzione elencando tutti i carrelli elevatori presenti in azienda;
  
- 2° passo: raccogliere la documentazione (“procurarsi le istruzioni per l'uso e la manutenzione di tutti i carrelli elevatori dell'azienda e dei relativi accessori”, ad esempio le “ganasce per fusti”);
  
- 3° passo: definire le competenze (la manutenzione “deve essere affidata a personale specializzato” con una formazione adeguata: nel piano di manutenzione devono essere indicati i nomi degli addetti);
  
- 4° passo: stabilire un calendario dei lavori (nel piano devono essere segnati  gli intervalli di manutenzione tenendo conto delle condizioni d'esercizio);
  
- 5° passo: controllare e documentare la manutenzione.
 
 
N.B.: Gli eventuali riferimenti legislativi contenuti nel documento originale riguardano la realtà svizzera, i suggerimenti indicati sono comunque utili per tutti i lavoratori.
 
 
Suva, “Manutenzione dei carrelli elevatori” (formato PDF, 64 kB).
 
 
Tiziano Menduto


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