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Strutture sanitarie e sicurezza: perché sono importanti i sistemi di gestione?

Strutture sanitarie e sicurezza: perché sono importanti i sistemi di gestione?
Tiziano Menduto

Autore: Tiziano Menduto

Categoria: SGSL, MOG, dlgs 231/01

26/09/2023

Un documento dell’Inail presenta indicazioni per la salute e la sicurezza degli operatori sanitari. Focus sull’importanza degli aspetti organizzativi, sui sistemi di gestione e sulle novità introdotte dalla norma UNI ISO 45001.

Roma, 26 Set – Generalmente un presidio sanitario è un “complesso produttivo multidimensionale” e l’estrema complessità organizzativa di un sistema aziendale come quello sanitario potrebbe “generare condizioni favorenti la variabilità, i difetti di appropriatezza, di continuità e di scarsa integrazione tra i diversi processi e settori di attività operanti: tutte condizioni che facilitano la possibilità di errore”.

 

Se l’azienda ospedaliera assume a pieno titolo i connotati della complessità, i sistemi di gestione di sicurezza sul lavoro (SGSL) “si rivelano strumenti particolarmente efficaci per la gestione dei processi di una struttura di matrice così complessa e articolata”.

E si segnala che un SGSL, “in quanto potente strumento di ottimizzazione delle risorse, di prevenzione e gestione dei rischi clinici, degli eventi avversi e delle situazioni di emergenza, che sovente si verificano nella realtà sanitaria, attraverso il monitoraggio costante degli obiettivi e il miglioramento continuo del servizio, può diventare una linea guida per tutti i collaboratori, in grado di favorire un contesto organizzativo che valorizzi al meglio le professionalità, intervenendo sullo spirito partecipativo e quindi sul contesto generale organizzativo”. E i vantaggi che si ottengono “sono, quindi, decisivi: sia verso l’interno per definire metodi e processi operativi, sia verso l’esterno, per comunicare l’attenzione dell’organizzazione al rispetto delle procedure e delle persone”.

 

A parlare in questi termini dell’importanza dei sistemi di gestione nel comparto sanitario è un capitolo presente nel secondo volume Inail, di presentazione di un progetto rivolto agli operatori del settore sanitario, dal titolo “Report azione centrale CCM 2018 - Volume 2. Modello integrato per la valutazione dell’impatto dell’esposizione a fattori di rischio fisico, chimico e biologico sulla salute e la sicurezza degli operatori sanitari”.

 

 

Come abbiamo visto in un precedente articolo se il primo volume ha preso in esame i rischi lavorativi per gli operatori del comparto sanitario, anche con una sintesi statistica dei dati su infortuni e malattie professionali, il secondo volume affronta la tematica dei modelli organizzativi e dei sistemi di gestione nel comparto e descrive i piani mirati di prevenzione condotti nell’ambito del progetto.

 

Ci soffermiamo oggi sul Capitolo 1 “Modelli organizzativi e strumenti di supporto alle aziende” - a cura di Giuseppe Campo, Diego De Merich, Armando Guglielmi, Brunella Malorgio, Benedetta Martini, Valentina Meloni, Giusi Piga, Antonio Pizzuti e Massimo Spagnuolo (Dimeila, Inail) e Matteo Tripodina (Ares118).

 

Questi gli argomenti e le parti presentati nell’articolo:


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Strutture sanitarie e sistemi di gestione della sicurezza sul lavoro

Nel capitolo 1 si sottolinea ancora che la complessità dei processi aziendali del settore sanitario “rende consigliabile l’adozione di sistemi di gestione della salute e sicurezza sul lavoro”. Anche in considerazione che la sicurezza sul lavoro dell’operatore non è “scindibile da quella del paziente; si tratta di elementi concatenati, che pur viaggiando parallelamente devono lavorare assieme condividendo analisi e soluzioni”.

 

 

Si ricorda che il fondamento della struttura di un SGSL è “la gestione sistemica nella quale si identifica l’approccio per processi: l’alta direzione definisce un insieme di processi e li gestisce sistematicamente considerandone le interazioni”. E la gestione della sicurezza e i conseguenti processi della prevenzione, come richiamati dal d.lgs. 81/2008 (valutazione del rischio, formazione, monitoraggio infortuni e malattie, …) sono, “nella visione sistemica, processi interagenti tra loro e integrati nella gestione complessiva dell’organizzazione”.

Con il sistema di gestione della salute e sicurezza sul lavoro “l’alta direzione definisce la politica, le strategie, gli obiettivi di salute e sicurezza e le modalità per raggiungerli, nonché i processi e un metodo per monitorare e misurare i risultati. Definisce sostanzialmente una struttura organizzativa funzionale agli scopi in materia, stabilendo anche la gerarchia delle funzioni e le modalità di interazione tra le figure della prevenzione”.

 

In particolare un SGSL correttamente attuato ed implementato “dovrà essere in grado di garantire:

  • il miglioramento complessivo dei livelli di salute e sicurezza sul lavoro;
  • l’incremento di efficienza globale dell’azienda che lo adotta;
  • la riduzione dei costi diretti ed indiretti derivanti da eventuali infortuni, incidenti e malattie lavoro-correlate, mirando alla minimizzazione dei rischi da cui infortuni, incidenti e malattie possono derivare;
  • il miglioramento dell’immagine interna ed esterna dell’organizzazione”.

 

Strutture sanitarie e novità introdotte dalla norma UNI ISO 45001

Il capitolo 1 si sofferma anche sulle novità introdotte dalla ISO 45001 e ricorda che già le Linee guida UNI-Inail, emanate nel 2001, sottolineavano “il coinvolgimento del personale, ovvero la partecipazione e la consultazione dei lavoratori nella gestione della sicurezza, favorendone un ruolo attivo”.

Questo concetto – continuano gli autori – “è stato ripreso ed enfatizzato con la pubblicazione della nuova norma UNI ISO 45001:2018Sistemi di gestione per la salute e sicurezza sul lavoro – Requisiti e guida per il suo utilizzo’, nella quale a tutti i lavoratori – a tutti i livelli e funzioni, non solo quindi quelli con funzioni manageriali - viene riconosciuto un ruolo attivo, rappresentando una risorsa di valore per l’intera organizzazione e lo sviluppo del sistema di gestione”.

 

Gli autori si soffermano poi su alcuni vantaggi e su alcune novità.

 

Ad esempio:

  • la ‘struttura di alto livello’ (High Level Structure - HLS) della nuova norma “che, ora allineata con le ISO 9001 e 14001, può permettere di sviluppare un vero e proprio sistema di gestione integrato tra i vari processi aziendali”;
  • l’enfasi posta su ‘Leadership e impegno’ dell’alta direzione aziendale: “l’alta direzione deve dimostrare leadership e impegno nei riguardi del sistema di gestione, in particolare assicurando la politica, obiettivi e indirizzi strategici di SSL, nonché le risorse per il raggiungimento degli obiettivi. Per i lavoratori la leadership è una guida e un sostegno, in questo modo essi sono motivati e coinvolti a contribuire in maniera attiva all’efficacia del sistema di gestione e al miglioramento continuo”;
  • le novità relative alla fase di ‘Pianificazione’: “essa prevede che l’organizzazione parta da un’analisi del contesto in cui è inserita, andando ad individuare i fattori interni ed esterni (tra cui gli stakeholder) che su di essa impattano, e valutando per ciascuno di questi fattori i rischi e le opportunità che li caratterizzano (il concetto di opportunità è ad esempio un concetto innovativo rispetto al passato). Questo si traduce nella individuazione dei pericoli che incombono sull’organizzazione, andando a valutare, tra le altre cose:
    • le attività e le situazioni di routine e non, compresi i pericoli derivanti da infrastrutture, attrezzature, materiali, sostanze, ecc.;
    • gli incidenti occorsi in passato, rilevanti e non, andando ad approfondirne le cause;
    • le situazioni di potenziale emergenza dovute a non conformità individuate;
    • le persone, tenendo in considerazione sia coloro che hanno accesso al luogo di lavoro (lavoratori, appaltatori, visitatori) sia coloro che si trovino in vicinanza del luogo di lavoro e che potrebbero essere influenzati dalle attività dell’organizzazione, nonché quei lavoratori che si rechino presso un luogo non sotto il controllo diretto dell’organizzazione;
    • la progettazione di aree di lavoro, processi, installazioni, macchine, attrezzature, ecc”.

 

Inoltre l’organizzazione dovrà prevedere “le risorse tecniche, economiche e umane necessarie a garantire che il SGSL sia istituito, attuato, mantenuto e continuamente migliorato, in un ciclo dinamico. È quindi fondamentale che essa determini le competenze dei lavoratori e si assicuri che questi siano in grado, sulla base del livello di istruzione e della specifica formazione acquisita, di identificare quelle situazioni di pericolo di cui sopra”.

 

Si indica, infine, che in un contesto così articolato e complesso “è fondamentale disporre di strumenti che possano essere inseriti in maniera naturale all’interno di una o più fasi di un SGSL. Strumenti che aldilà di specifiche esigenze dovranno consentire di avere una metodologia per la valutazione e gestione dei rischi, permettendo velocemente di individuare le criticità e mettere a punto le opportune misure correttive”.

 

Rimandiamo alla lettura integrale del capitolo 1 che si sofferma ampiamente sugli strumenti di supporto per le aziende, ad esempio con riferimento a:

  • modello InforMo per l’analisi delle dinamiche incidentali e infortunistiche
  • classificazione PreViS per le non conformità riscontrate in fase di auto-controllo
  • monitoraggio aziendale sull’attuazione dei processi per la VdR
  • questionario sulle condizioni di lavoro e sulla percezione dei rischi
  • le procedure del SGSL-AS
  • lo strumento informatico e il ‘Progetto S.A.N.I.’

 

L’indice del secondo volume del report

Rimandiamo alla lettura integrale della pubblicazione Inail “Report azione centrale CCM 2018 - Volume 2. Modello integrato per la valutazione dell’impatto dell’esposizione a fattori di rischio fisico, chimico e biologico sulla salute e la sicurezza degli operatori sanitari” e ne riportiamo l’indice:

 

PARTE PRIMA

 

Capitolo 1

Modelli organizzativi e strumenti di supporto alle aziende

1.1 Sistemi di gestione e Modelli organizzativi nell’ambito del comparto sanitario

1.2 Strumenti di supporto per le aziende

1.3 Modalità di trasferimento per la fase di assistenza nei PMP

1.4 Bibliografia e sitografia

 

Capitolo 2

La gestione della salute e sicurezza sul lavoro nelle aziende del settore sanitario durante le emergenze pandemiche

2.1 L’organizzazione del lavoro per la salute e sicurezza nelle fasi di emergenza pandemica

2.2 La gestione delle emergenze in azienda ed efficacia di un approccio sistemico

2.3 La valutazione del rischio durante le fasi di pandemia

2.4 Bibliografia e riferimenti normativi

 

Capitolo 3

Dalla programmazione degli interventi di prevenzione alla verifica di efficacia

3.1 Programmazione degli interventi da parte dei Servizi di Prevenzione delle Asl

3.2 Questionario per RSPP sui modelli di gestione delle aziende sanitarie

3.3 Approcci metodologici per la verifica d’efficacia degli interventi di prevenzione

3.4 Come progettare un intervento di prevenzione e la valutazione della sua efficacia

3.5 Focus su indicatori intermedi o di processo (anche per le PMI)

3.6 Bibliografia e sitografia

 

Allegati parte prima volume II

Allegato 1- Procedura definizione ed assegnazione delle responsabilità, autorità e ruoli

Allegato 2 - Procedura identificazione ed elencazione processi

Allegato 3 - Procedura infortunio, incidente/near miss, non conformità

Allegato 4 - Procedura sorveglianza e misurazioni (Health&Safety Audit)

Allegato 5 - Classificazione famiglia di rischio

Allegato 6 - Check-list rischio aggressioni

Allegato 7 – Rspp e Sgsl: un'indagine su criticità e opportunità

Allegato 8 - Tabella indicatori d’attività per i PMP

 

PARTE SECONDA

 

Capitolo 1

Verifica e miglioramento dell'organizzazione aziendale per la gestione dei rischi lavorativi delle strutture sanitarie: progetto di assistenza rivolto alle aziende dei territori delle ASL di Viterbo e Roma 4

Premessa

1.1 Lo strumento di autovalutazione degli standard minimi per la gestione del rischio lavorativo nelle strutture sanitarie

1.2 Fasi del progetto e principali attività realizzate

1.3 Allegato A - Risultati del questionario per RSPP sui modelli di gestione delle aziende sanitarie

 

Capitolo 2

Migliorare la gestione del rischio MMC/MMP e cancerogeni nelle aziende sanitarie della provincia di Messina

Premessa

2.1 Programmazione attività

2.2 Rischio movimentazione manuale dei carichi e dei pazienti

2.3 Valutazione rischio movimentazione manuale dei carichi nel comparto sanità e guida alla compilazione della check-list

2.4 Rischio cancerogeno

 

Capitolo 3

I progetti dell’Asp di Cosenza: il monitoraggio dei rischi da punture di aghi e taglianti e la valutazione del rischio stress lavoro-correlato ed interventi di tutela in ambiente sanitario

Premessa

3.1 Lo sviluppo progettuale

3.2 Progetto di tutela della salute dei lavoratori ‘SanaMente’. Attivazione di servizi di supporto psicologico per la gestione dello stress e la prevenzione del burnout negli operatori sanitari nell’emergenza Covid-19 e per la riduzione dei casi di malattia/infortunio

 

Capitolo 4

Organizzazione della sorveglianza sanitaria e gestione del rischio da aggressioni

Premessa

4.1 Attività svolta dall’Ats di Milano

4.2 Ulteriori attività di assistenza in Regione Lombardia in attuazione del PRP 2020 – 2025

 

Capitolo 5

SIRGISL Puglia - Sistema regionale di gestione integrata del rischio in sanità

5.1 Attività svolta nell’ambito del CCM

5.2 Conclusioni

 

Allegati parte seconda volume II

Allegato 1 - Strumento di autovalutazione degli standard minimi per la gestione del rischio lavorativo nelle strutture sanitarie

Allegato 2 - Norme comportamentali degli operatori sanitari del sistema sanitario pugliese in tema di valutazione del rischio integrata

Allegato 3 - Linee di indirizzo sulla tutela della salute e sicurezza degli operatori sanitari nell’attuale emergenza da Sars-CoV-2: indicazioni sull’uso ragionevole dei dispositivi di protezione individuale per infezione da Sars-CoV-2 nelle attività sanitarie

Allegato 4 - Stima del fabbisogno e costituzione di una riserva strategica dei DPI in corso di pandemia Covid-19 in Regione Puglia per operatori sanitari dipendenti del SSN e degli enti accreditati nella ‘Fase 2’

 

 

Tiziano Menduto

 

 

 

Scarica il documento da cui è tratto l'articolo:

Inail, Dipartimento di medicina, epidemiologia, igiene del lavoro e ambientale, “ Report azione centrale CCM 2018 - Volume 2. Modello integrato per la valutazione dell’impatto dell’esposizione a fattori di rischio fisico, chimico e biologico sulla salute e la sicurezza degli operatori sanitari”, documento, allegato 1 e allegato 2. Il volume è curato da Giuseppe Campo, Diego De Merich, Giusi Piga e Massimo Spagnuolo (Dimeila, Inail); Coordinamento scientifico: Giuseppe Campo (Inail), Maria Giuseppina Lecce (Ministero della Salute), edizione 2023 (formato PDF, 3.55 MB).

 

Vai all’area riservata agli abbonati dedicata a “ La valutazione dell’impatto dell’esposizione a fattori di rischio degli operatori sanitari e i sistemi di gestione”.

 



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