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INTERCETTAZIONI E LIBERTA'

Luigi Meroni
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12/01/2006: In che direzione ci stanno mandando? Perché le morti di uomini liberi sono pesate in modo diverso? Di Matteo Meroni.
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Quasi la metà degli americani intervistati per un recentissimo sondaggio condotto da Cnn/Usa Today si dichiara favorevole all'uso libero da parte delle autorità delle intercettazioni di qualsiasi forma di comunicazione per motivi di sicurezza.

Ma gli USA non erano quella nazione che si diceva paladina delle libertà individuali?

Che mondo è un mondo dove so che ogni mia azione/comunicazione (fax, email, telefonata, transazione di pagamento, passaggio autostradale, navigazione su web, sms, mms, ecc.) potrà in un qualche modo essere conservata da terzi e utilizzata un domani contro di me?

Il concetto di libertà è un'altra cosa e l'impressione è che il mondo se ne stia dimenticando.

Io devo poter essere libero di muovermi senza lasciare traccia, andare dove mi pare senza essere riconosciuto, parlare senza l'idea che qualcuno mi registri e conservi quanto dico, mandare una lettera senza l'idea che una copia di quanto scrivo venga conservato.

È questa la libertà ed è importante che qualcuno dei potenti cominci a ricordarsi che è ora di difenderla. È più importante la libertà del terrorismo!

I mass media ci hanno fatto "una capa tanta" con questa storia del terrorismo quando i morti a causa degli infortuni sul lavoro ogni giorno nel mondo sono doppi di quelli del massacro delle torri gemelle. I morti sono uguali e hanno purtroppo lo stesso peso.

Perché il mondo sta cambiando a causa di un attentato da parte di una banda di criminali e non riusciamo a farlo cambiare per le cose più importanti (citiamo ancora l'esempio degli infortuni sul lavoro a cui nessuno ha il coraggio di dichiarare veramente guerra)?

 

Matteo Meroni, direttore responsabile di PuntoSicuro

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