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Amianto e mesotelioma: impatto psicologico e valutazione del distress
Roma, 19 Mar – Benché in Italia con la Legge n. 257/1992 siano vietati la produzione, l’importazione, il commercio, l’utilizzazione di materiali contenenti amianto e l’estrazione dell’amianto stesso, la “curva epidemica delle malattie amianto-correlate è ancora un’emergenza sanitaria e il tema della presenza del materiale in molteplici contesti occupazionali ed ambientali è di grande rilevanza per le politiche di prevenzione, il risanamento ambientale e la salute nei luoghi di lavoro”. E fra le patologie indotte dall’ esposizione ad amianto, il mesotelioma “assume una rilevanza specifica per ragioni patogenetiche ed epidemiologiche”.
A sottolinearlo è la prefazione di una nuova pubblicazione prodotta dal Dipartimento Inail di medicina, epidemiologia, igiene del lavoro e ambientale (Dimeila) e dal titolo “Impatto psicologico della diagnosi di mesotelioma e strumenti di valutazione del distress. Mesothelioma Psychological Distress Tool versione Pazienti (MPDT-P) e versione Caregivers (MPDT-C)”.

Nella prefazione, a cura di Alessandro Marinaccio (Responsabile del Registro nazionale dei mesoteliomi - ReNaM), si segnala che la lunga latenza e la selettiva eziologia professionale e ambientale sono caratteristiche di questa “grave neoplasia che affligge ancora severamente i territori e le comunità dove l’ uso di amianto è stato intenso e spesso esteso al contesto ambientale”. E la sofferenza emotiva nei pazienti affetti da mesotelioma, e nei caregivers – le persone che si prendono cura, in questo caso, della persona malata - è “un tema di grande importanza e sul quale nel nostro Paese si sono sviluppate esperienze originali e molto significative sul piano della ricerca delle caratteristiche specifiche dell’impatto psichico e degli interventi di sostegno”.
Per presentare il documento, le esperienze e gli strumenti messi a punto, con l’auspicio che “il volume possa contribuire alla consapevolezza dell’importanza degli aspetti di sostegno psicologico in campo oncologico”, ci soffermiamo sui seguenti argomenti:
- Il mesotelioma e l’esposizione all’amianto: contaminazione e malattia
- Il mesotelioma e l’esposizione all’amianto: contaminazione e malattia
- Il mesotelioma e la valutazione del distress: l’indice del documento
Il mesotelioma e l’esposizione all’amianto: contaminazione e malattia
Il documento - a cura di Antonella Granieri, Isabella Giulia Franzoi, Maria Domenica Sauta, Giulia Francioso, Carolina Mensi, Alessandro Marinaccio e Michela Bonafede – ribadisce che la contaminazione da amianto e le patologie correlate “rappresentano attualmente un fenomeno ancora su larga scala e di centrale rilevanza per la salute pubblica: il numero di morti/anno riconducibili a patologie amianto-correlate, infatti, è di 255.000, di cui 233.000 come conseguenza di una esposizione occupazionale (Furuya et al., 2018)”. E ad oggi, l’ esposizione lavorativa ad amianto resta ancora “una delle più frequenti cause di morte occupazionale sia nei paesi sviluppati che in quelli in via di sviluppo (Chen et al., 2024) e oltre la metà dei decessi è connesso a patologie oncologiche, tra cui il mesotelioma maligno (Rong et al., 2015; Ulla-Mari, 2023; Wilk & Krowczynska, 2021).
Dunque, malgrado l’uso e la produzione di amianto siano stati ormai messi al bando non solo in Italia ma da oltre 70 paesi nel mondo, “il rischio di ammalarsi a causa dell’amianto resta rilevante”. Non solo questo minerale “è ancora ampiamente utilizzato in paesi come Russia, Cina, Kazakistan e Brasile, considerati i principali produttori”, ma nei paesi che ne hanno proibito l’uso, “come il Giappone, l’Australia e l’intera Unione europea, rimane il problema della ristrutturazione o demolizione di edifici contenenti alte quantità del materiale (Järvholm & Burdorf, 2024) e dell’esposizione domestica e ambientale (Peña Castro et al., 2023)”.
Il mesotelioma è, in realtà, un tumore raro, “che rappresenta solo lo 0,17% dei casi di cancro (Ferlay et al., 2021), ma la sua unica causa riconosciuta sembra essere l’esposizione all’amianto e la sua incidenza è quindi particolarmente elevata nelle aree contaminate da amianto (Gariazzo et al., 2023; Marinaccio et al., 2018; Noonan et al., 2017). Inoltre, ha un lungo periodo di latenza tra l’esposizione e la diagnosi e una prognosi sfavorevole”.
Il mesotelioma e l’esposizione all’amianto: contaminazione e malattia
L’introduzione del documento, a cura di Antonella Granieri (Professoressa ordinaria in Psicologia clinica e direttrice della Scuola di specializzazione in Psicologia clinica del Dipartimento di psicologia dell’Università degli studi di Torino), segnala la presentazione, all’interno del manuale, del Mesothelioma Psychological Distress Tool nelle sue due versioni - Pazienti (MPDT-P) e Caregivers (MPDT-C).
Si tratta di “uno strumento clinico innovativo e, ad oggi, unico nel suo genere, costruito specificamente per valutare l’impatto psicologico del mesotelioma”. Uno strumento la cui utilità, secondo Antonella Granieri, non si limiterà al “perimetro clinico”, ma nel tempo possa offrirà un “contributo significativo anche in ambito valutativo e risarcitorio: un ambito che, nel 2025, non può più prescindere dalla considerazione degli effetti psicologici e relazionali che l’ammalarsi, o l’avere un familiare ammalato, comporta”.
Il volume accompagna il lettore in un “percorso articolato che prende avvio dall’analisi delle conseguenze dell’esposizione lavorativa e ambientale all’amianto, necessaria per contestualizzare la portata del fenomeno. Viene così approfondito l’impatto psicologico che tale esposizione produce nelle comunità contaminate e il vissuto dei pazienti e dei familiari al momento della diagnosi e lungo il decorso della malattia”.
E in continuità con questa prospettiva – continua l’introduzione - il volume presenta “il percorso di costruzione degli strumenti MPDT-P e MPDT-C e descrive il processo che ha condotto alla loro validazione preliminare e confermativa”.
Inoltre sono illustrate le “modalità di utilizzo clinico degli strumenti, offrendo agli operatori linee guida operative per integrarli nei percorsi di presa in carico” e sono presentati i risultati di una indagine descrittiva condotta a livello nazionale, che “consente di delineare un quadro aggiornato della situazione psicologica di pazienti e caregiver nelle diverse regioni italiane”.
Il volume, infine, si concentra sugli interventi: “quelli rivolti direttamente ai pazienti e ai familiari — con particolare attenzione al modello dei Brief Psychoanalytic Groups — e successivamente quelli rivolti alle comunità esposte al rischio, attraverso l’esperienza dei gruppi multifamiliari, che si sono rivelati uno spazio prezioso per affrontare il tema dell’essere cittadini vivi in un sito contaminato”.
Il mesotelioma e la valutazione del distress: l’indice del documento
Concludiamo rimandando alla lettura integrale del documento Inail “Impatto psicologico della diagnosi di mesotelioma e strumenti di valutazione del distress. Mesothelioma Psychological Distress Tool versione Pazienti (MPDT-P) e versione Caregivers (MPDT-C)” e riportandone l’indice.
INTRODUZIONE
CONSEGUENZE DELL’ESPOSIZIONE LAVORATIVA E/O AMBIENTALE AD AMIANTO
IMPATTO PSICOLOGICO DELL’ESPOSIZIONE AD AMIANTO NELLE COMUNITÀ CONTAMINATE
IMPATTO PSICOLOGICO DELLA DIAGNOSI DI MESOTELIOMA IN PAZIENTI E CAREGIVERS
IL PROCESSO DI COSTRUZIONE DEGLI STRUMENTI MPDT-P E MPDT-C
VALIDAZIONE PRELIMINARE E CONFERMATIVA DEGLI STRUMENTI
ESEMPIO DI UTILIZZO DEGLI STRUMENTI
RISULTATI DELL’INDAGINE DESCRITTIVA A LIVELLO NAZIONALE
INTERVENTI PER PAZIENTI E CAREGIVERS: IL BRIEF PSYCHOANALYTIC GROUP (BPG)
INTERVENTI PER LE COMUNITÀ ESPOSTE AL RISCHIO: IL GRUPPO MULTIFAMILIARE 41
BIBLIOGRAFIA
ACRONIMI
RINGRAZIAMENTI
Tiziano Menduto
Scarica il documento da cui è tratto l'articolo:
Inail, Dipartimento di medicina, epidemiologia, igiene del lavoro e ambientale, “ Impatto psicologico della diagnosi di mesotelioma e strumenti di valutazione del distress. Mesothelioma Psychological Distress Tool versione Pazienti (MPDT-P) e versione Caregivers (MPDT-C)”, a cura di Antonella Granieri, Isabella Giulia Franzoi, Maria Domenica Sauta e Giulia Francioso (Dipartimento di psicologia dell’Università degli studi di Torino), Carolina Mensi (COR Lombardia, SC Medicina del lavoro, Fondazione IRCCS Ca’ Granda Ospedale maggiore policlinico, e Università degli studi di Milano), Alessandro Marinaccio e Michela Bonafede (Inail, Dimeila), collana Ricerche, edizione 2026 (formato PDF, 356 kB).
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