
Per utilizzare questa funzionalità di condivisione sui social network è necessario accettare i cookie della categoria 'Marketing'.
Imparare dagli errori: ancora sulla siccità e i lavori a caldo

Brescia, 31 Lug – In alcune precedenti puntate della rubrica “ Imparare dagli errori”, dedicata al racconto e analisi degli infortuni professionali, abbiamo cominciato ad esplorare il delicato tema del rischio incendio connesso alle condizioni meteorologiche particolari con alte temperature esterne e lunghi periodi di siccità.
Lo abbiamo fatto con particolare riferimento ai “ lavori a caldo”, attività che includono operazioni che generano calore o fiamme libere, e raccogliendo indicazioni e casi di incidenti raccolti in una interessante scheda informativa Inail, prodotta dal Dipartimento innovazioni tecnologiche e sicurezza degli impianti, prodotti e insediamenti antropici (Dit) dell’ Inail.
Nella scheda “ Rischi dell'estate negli stabilimenti Pir” si fa, infatti, riferimento ad alcuni eventi avvenuti in stabilimenti a pericolo di incidente rilevante (PIR). La conoscenza di questi eventi può, tuttavia, essere utile per la prevenzione di incendi e infortuni anche in altri ambiti lavorativi.
Nelle precedenti puntate, con riferimento al contenuto della scheda, abbiamo presentato alcuni eventi significativi connessi a incendi esterni agli stabilimenti (“incendi esterni a ridosso della recinzione” e “innesco da oggetti incandescenti”) e abbiamo iniziato ad occuparci anche dei possibili incendi interni.
Questi gli argomenti trattati nell’articolo:
- Siccità e lavori a caldo: erba secca e sterpaglie nell’area di lavoro
- Sicurezza nei lavori a caldo: la predisposizione delle aree
Siccità e lavori a caldo: erba secca e sterpaglie nell’area di lavoro
La scheda riporta due tipologie di eventi incidentali relativi ad incendi di vegetazione innescati all’interno dello stabilimento in relazione allo svolgimento di lavori a caldo (“presenza di erba secca e sterpaglie nell’area di lavoro” e “mancati controlli di fine lavoro”).
Si segnala che i lavori a caldo, anche se temporanei, “possono essere causa di innesco di un incendio nell’ambiente circostante”. Ad esempio, un caso riporta “un evento in cui la fuoriuscita di alcune particelle incandescenti all’esterno della recinzione ha provocato un incendio della sterpaglia presente, interessando la zona contigua del bosco. In un altro caso, durante il lavoro di saldatura, alcune scintille sono ricadute in un’aiuola causando l’incendio dell’erba secca”.
Riportiamo integralmente il contenuto di una scheda:
- scheda EO4: “un operatore di una ditta appaltatrice per la manutenzione meccanica era intento ad eseguire le attività di posa di staffe di sostegno nel magazzino infiammabili, utilizzando un cannello a fiamma ossiacetilenica (il magazzino era stato vuotato). Alle ore 12 circa si è riscontrato l’innesco di un incendio nella sterpaglia adiacente il capannone che in breve tempo ha interessato la parte contigua del bosco. L’innesco dell’incendio è stato dovuto alla fuoriuscita di particelle incandescenti all’esterno del magazzino lato montagna, attraverso la luce esistente tra il muro del magazzino e il tetto dello stesso”.
Il documento si sofferma, in particolare, sulla presenza di “erba secca e sterpaglie nell’area di lavoro”.
Si segnala che “dalle operazioni di taglio scaturiscono scintille che possono innescare incendio di erba secca in prossimità di attrezzature critiche, come nel caso (E05) di un generatore elettrico”. La presenza di sterpaglie accumulate “è anch’essa fonte di pericolo di incendio. È il caso registrato (EO6), in cui l’intervento in emergenza della torcia per lo scarico di idrocarburi provenienti dalla colonna, ha innescato l’incendio di alcune sterpaglie raccolte in prossimità della stessa ma non smaltite”.
Riprendiamo integralmente le due schede citate:
- scheda EO5: “Accensione accidentale di ciuffi d’erba dovuta a scintille scaturite da disco da taglio. Durante l’operazione di taglio con mola di piattina in ferro, le scintille provocavano l’accensione di alcuni ciuffi d’erba sottostanti un generatore elettrico”;
- scheda EO6: “Durante l’intervento in emergenza della torcia, alcune sterpaglie accumulatesi nei pressi della torcia prendevano fuoco”.
Sicurezza nei lavori a caldo: la predisposizione delle aree
Abbiamo già raccolto nelle precedenti puntate della rubrica alcune “lezioni” apprese dalla conoscenza e analisi di questi eventi e raccolte nella scheda Inail. Lezioni che si soffermano, ad esempio, sulla necessità di assicurarsi, prima di iniziare lo svolgimento di lavori a caldo, che “l’area circostante sia pulita, priva di sterpaglie”. O sul fatto che è bene “evitare di svolgere lavori a caldo vicino a terrapieni, aiuole, zone verdi; altrimenti assicurarsi che l’area sia sufficientemente bagnata”.
Per fornire oggi qualche nuovo spunto di prevenzione generale connesso all’esposizione ai vari rischi dei lavori a caldo (LAC), non sono in relazione al rischio incendio, riprendiamo le indicazioni dell’Ing. Catanoso, pubblicate in un suo contributo dal titolo “ I Lavori a Caldo: misure tecniche, organizzative e procedurali”.
Nell’articolo si indica che la predisposizione delle aree riservate all’esecuzione dei lavori a caldo deve “avvenire adottando una serie di precauzioni quali quelle che seguono:
- Individuare preventivamente tutte le strutture ed i componenti quali pareti, soffitti, tetti, ecc. che contengono materiale coibentante combustibile e su cui è tassativamente vietato effettuare LAC.
- Individuare preventivamente e predisporre un elenco aggiornato delle aree riservate ai LAC.
- Consultare preventivamente le schede di sicurezza di tutti i prodotti chimici che vengono usati durante i LAC.
- Dotarsi di sistemi di aspirazione localizzata durante l’esecuzione dei lavori di saldatura.
- Sottoporre a periodica manutenzione preventiva i sistemi di aspirazione localizzata utilizzati durante l’esecuzione dei lavori di saldatura.
- Segnalare le aree riservate all’esecuzione dei LAC con apposita segnaletica permanente, in tutte le lingue dei lavoratori presenti (dipendenti e appaltatori), prevedendo un periodico controllo dello stato di conservazione dei cartelli affinché gli stessi rimangano perfettamente identificabili, distinguibili e leggibili.
- Individuare le aree in zone ubicate lontano da quelle adibite allo stoccaggio di sostanze chimiche, combustibili, ecc.
- Le aree riservate all’esecuzione dei LAC devono essere completamente separate fisicamente dall’ambiente circostante mediante schermi, pareti, ecc. non combustibili.
- Eventuali forometrie, aperture, ecc., presenti nelle aree adibite ai LAC devono essere tenute chiuse mediante sistemi di sigillatura in grado di eliminare il rischio di propagazione di un principio d’incendio.
- I banchi di lavoro presenti nelle aree di lavoro ed utilizzati per eseguire le saldature, devono essere realizzati con materiale non combustibile.
- Le bombole di gas compresso presenti all’interno delle aree destinate all’esecuzione dei LAC, devono essere fissate a parete con apposite catenelle o inserite in appositi carrelli.
- Le aree destinate ai LAC, devono essere tenute sempre sgombre da materiale combustibile.
- Le aree destinate ai LAC realizzate all’interno di strutture (officina, ecc.), devono essere ventilate con una portata d’aria adeguata alle lavorazioni da effettuare ed al numero di addetti presenti”.
Rimandiamo alla lettura dell’ articolo dell’ingegner Catanoso che riporta molte altre indicazioni sulle possibili misure preventive e protettive.
Scarica la scheda Inail da cui è tratto l'articolo:
Inail, Dipartimento innovazioni tecnologiche e sicurezza degli impianti, prodotti e insediamenti antropici, “ Rischi dell'estate negli stabilimenti Pir”, a cura di S.M. Ansaldi, A. Pirone, M.R. Vallerotonda, P. Agnello (Inail Dit) – Factsheet edizione 2022 (formato PDF, 128 kB).
Vai all’area riservata agli abbonati dedicata a “ Stabilimenti PIR: siccità, caldo estivo e rischio incendio”.

I contenuti presenti sul sito PuntoSicuro non possono essere utilizzati al fine di addestrare sistemi di intelligenza artificiale.
Per visualizzare questo banner informativo è necessario accettare i cookie della categoria 'Marketing'