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Le nuove linee guida relative alla rianimazione cardiopolmonare
In Italia circa 60.000 persone muoiono ogni anno per arresto cardiaco e la maggior parte dei decessi avviene durante le ore di lavoro, questa la sintesi dei dati forniti nel 2009 in relazione allâ accordo stipulato tra ISPESL e IRC ( Italian Resuscitation Council), gruppo italiano nato nel 1994 con lo scopo di diffondere la cultura e lâorganizzazione della rianimazione cardiopolmonare in Italia.
E, riguardo al mondo del lavoro, altri dati ci informano che per ogni morto sul lavoro per causa traumatica ce nâè almeno un altro che muore per arresto cardiaco durante lâorario di lavoro.
In questi casi la rianimazione cardiopolmonare (RCP) è una tecnica di soccorso che può essere determinante nel riattivare le funzioni vitali del nostro organismo.
Se applicata con tempestivitĂ può mantenere lâossigenazione del cervello e del muscolo cardiaco e riattivare, per quanto possibile, la circolazione del sangue.
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La scienza della rianimazione è in continua evoluzione e sono importanti, di volta in volta, gli aggiornamenti, i suggerimenti e i miglioramenti relativi alle tecniche e agli approcci migliori da mettere in pratica durante unâ emergenza dovuta ad arresto cardiaco.
Per questo motivo ci soffermiamo oggi sulle nuove âLinee guida ERC 2010â ( European Resuscitation Council) sulla rianimazione cardiopolmonare, linee guida che aggiornano quelle giĂ pubblicate nel 2005.
Come riportato nella sintesi operativa, a cura di Italian Resuscitation Council, queste linee guida, come le precedenti, sono basate sul recente âConsenso Scientifico Internazionale sulla Rianimazione Cardiopolmonare con Raccomandazioni sul Trattamentoâ (CoSTR) che ha riunito i risultati di revisioni sistematiche nellâambito di unâampia serie di argomenti relativi alla RCPâ.
Veniamo alle novitĂ delle linee guida ERC 2010.
In merito al mondo del lavoro e alle procedure applicabili non ci sono modifiche radicali rispetto a quanto insegnato e applicato oggi, quella che viene a modificarsi è invece lâenfasi sulla necessitĂ di applicare almeno le tecniche di base di rianimazione.
Infatti in relazione al supporto di base delle funzioni vitali nellâadulto (BLS, basic life support) nelle linee guida viene sottolineato che âtutti i soccorritori, addestrati e non, dovrebbero effettuare compressioni toraciche alle vittime di arresto cardiacoâ, frase che riporta alla necessitĂ di una formazione sulla RCP per tutti, dagli addetti delle squadre, ai lavoratori e ai semplici cittadini.
Riguardo al basic life support, le linee guida riportano le seguenti considerazioni:
- âuna forte enfasi sull'esecuzione di compressioni toraciche di alta qualitĂ rimane comunque essenziale; l'obbiettivo dovrebbe essere quello di comprimere il torace di almeno 5 cm di profonditĂ ad una frequenza di almeno 100 compressioni al minuto per permettere la completa retrazione della cassa toracica e ridurre al minimo le interruzioni tra le compressioniâ;
- âi soccorritori addestrati dovrebbero anche praticare le ventilazioni con un rapporto compressioni-ventilazioni (CV) di 30:2â; mentre âla RCP con le sole compressioni toraciche, guidata telefonicamente, è incoraggiata per i soccorritori non addestratiâ;
- in particolare è incoraggiato âl'utilizzo di dispositivi di suggerimento e feedback vocale durante la RCPâ, che âconsente ai soccorritori di ottenere un riscontro immediatoâ. Inoltre âi dati memorizzati nelle apparecchiature di soccorso possono essere utilizzati per monitorare e migliorare la qualitĂ della performance durante la RCP e forniscono feedback ai soccorritori professionisti durante le sessioni di debriefingâ (un intervento psicologico-clinico che si tiene a seguito di avvenimenti potenzialmente traumatici per alleviarne le conseguenze emotive);
- si ricorda che gli âoperatori di centrale operativa devono essere addestrati ad intervistare gli utenti secondo protocolli rigidi per raccogliere informazioni focalizzate sul riconoscimento dello stato di incoscienza (assenza di responsivitĂ ) e sulla qualitĂ della respirazione. In presenza di uno stato di incoscienza, l'assenza di respiro o qualunque alterazione dello stesso dovrebbe far attivare un protocollo di invio per sospetto arresto cardiaco. L'importanza del gasping come segno di arresto cardiaco è enfatizzataâ.
Rimandandovi alla lettura del documento integrale, ricordiamo che le linee guida trattano anche altri aspetti collegati alla rianimazione cardiopolmonare:
- terapia elettrica, defibrillatori automatici esterni, defibrillazione, cardioversione e pacing: ad esempio si conferma lâimportanza delle compressioni toraciche, âprecoci e ininterrotteâ. Viene posta inoltre âmaggiore enfasi sul rendere minime le pause (senza compressioni) sia pre che postdefibrillazioneâ. Si raccomanda, inoltre, di âcontinuare il massaggio durante la carica del defibrillatore che, insieme alla immediata ripresa delle compressioni dopo la defibrillazione, comporta un tempo disponibile per lo shock non superiore ai 5 secondiâ;
- supporto avanzato delle funzioni vitali nellâadulto (ALS, adult life support): anche in questo caso âaumenta lâenfasi sullâimportanza di compressioni toraciche di elevata qualitĂ interrotte il meno possibile durante tutta la durata di ogni intervento ALSâ. Inoltre è ârimossa la raccomandazione di un predeterminato periodo di rianimazione cardiopolmonare (RCP) prima della defibrillazione effettuata in ambito extra ospedaliero in caso di arresto cardiaco non testimoniato dai servizi di emergenza territoriale (118)â;
- gestione iniziale delle sindromi coronariche acute: ricordiamo che il termine âsindrome coronarica acuta - infarto miocardico senza elevazione del tratto STâ (NSTEMIACS) è âstato introdotto sia per lo NSTEMI che per lâangina pectoris instabile, dal momento che la diagnosi differenziale è dipendente da biomarcatori che possono essere individuati solo dopo diverse ore, mentre le decisioni sul trattamento sono basate sui segni clinici rilevati al momento della prima osservazioneâ;
- supporto delle funzioni vitali in etĂ pediatrica;
- rianimazione neonatale.
Ricordiamo inoltre, riguardo alla terapia elettrica, alcuni utili riferimenti delle linee guida alla sicurezza: âla sicurezza dei soccorritori rimane un aspetto primarioâ.
Tuttavia si sottolinea che i rischi âelettriciâ per i soccorritori sono molto bassi, âsoprattutto se si indossano guantiâ.
Non possiamo che concludere la presentazione di queste linee guida rimarcando lâimportanza degli interventi di rianimazione cardiopolmonare e, in particolare, di compressioni toraciche âprecoci e ininterrotteâ, una sorta di ârumore di fondoâ â come rilevato nella sintesi operata da IRC - delle linee guida e delle pratiche rianimatorie in caso di arresto cardiaco.
IRC, â Linee guida ERC 2010 sulla rianimazione cardiopolmonare (RCP) â Sintesi operativa a cura di Italian Resuscitation Councilâ (formato PDF, 148 kB).
ERC, â European Resuscitation Guidelines 2010 - Full versionâ, in lingua inglese (formato PDF, 5.96 MB);
ERC â Postersâ, locandine esplicative (in lingua inglese) da appendere negli ospedali e nei luoghi di lavoro (formato PDF, 2.72 MB).
Tiziano Menduto
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