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Sicurezza degli edifici scolastici: ente proprietario e dirigente scolastico

Sicurezza degli edifici scolastici: ente proprietario e dirigente scolastico
Redazione

Autore: Redazione

Categoria: Istruzione

13/05/2014

Disponibili gli atti del convegno "La sicurezza degli edifici scolastici e i rapporti tra ente proprietario e Dirigenti Scolastici" che si è tenuto ad Asti il 10 aprile 2014.

 
Asti, 13 Mag - Si è tenuto ad Asti il 10 aprile 2014 il convegno "La sicurezza degli edifici scolastici e i rapporti tra ente proprietario e Dirigenti Scolastici" organizzato da  EcoSafe con il patrocinio dell’ASL AT e il supporto di vari enti e associazioni. Riproponiamo, come riportato da EcoSafe, il racconto della giornata e gli atti del convegno.

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L’incontro si è aperto con l’intervento del moderatore, il Dott. Franco Arborio, CEO di EcoSafe, che ha illustrato sia gli obiettivi del convegno (analizzare le attività ispettive degli organi di vigilanza, spiegare come redigere un DVR efficace, informare sulle prospettive dell’ edilizia scolastica) che quelli che dovrebbero diventare gli obiettivi comuni di tutti i soggetti coinvolti (operare attraverso la condivisione e la collaborazione, sviluppare la cultura della sicurezza).
 
Il Dott. Paolo Smania, rappresentante dell’UNPISI (Unione Nazionale Personale Ispettivo Sanitario), si è soffermato sul ruolo delle ASL, attraverso una carrellata sui diversi campi di intervento e le rispettive modalità di ispezione, sottolineando più volte come la funzione preponderante debba essere quella di avere una funzione propositiva al servizio del cittadino.
 
Successivamente, è toccato al Dott. Michele Montrano, funzionario SPRESAL dell’ASL TO3, concentrarsi sui ruoli dell’ente proprietario e del Dirigente Scolastico e sui rispettivi obblighi di segnalazioni e procedure. Dopo aver illustrato la struttura di sicurezza degli istituti scolastici, focalizzandosi sull’art. 18, comma 3 del D.Lgs. 81/08, ha esposto quelli che sono gli obblighi di garanzia e le responsabilità del Dirigente Scolastico. Anche il suo intervento ha sottolineato il fatto che tra enti proprietari e Dirigenti Scolastici deve necessariamente instaurarsi un binomio d’intesa, attraverso cui definire le priorità ed evitare la dispersione di risorse economiche.
 
L’intervento seguente è stato quello del Dott. Oscar Salvadore, funzionario SPRESAL dell’ASL AT, che ha portato all’attenzione dei presenti alcuni casi pratici e concreti  derivanti dalla sua attività di vigilanza presso gli istituti scolastici di Asti e provincia. L’esposizione di queste case histories è stata l’occasione per riflettere insieme su alcune misure precauzionali adottabili immediatamente, ricordando ad esempio che tutti i locali devono poter essere accessibili, compresi per esempio i sottotetti, i seminterrati e le zone scarsamente utilizzate. Altro errore evidenziato è quello di utilizzare zone di transito e i locali stessi come magazzino di materiali ormai inutili e magari infiammabili, senza un’adeguata limitazione dell’accesso a questi locali. Lo stesso accesso difficoltoso può far sì che quella zona venga dimenticata, trascurandone quindi la manutenzione: un’infiltrazione dal tetto, problema risolvibile con un intervento di modesta entità, se trascurato può portare a danni ben più gravi, così come un uso improprio dell'impianto elettrico o la mancata manutenzione dello stesso, senza tralasciare la situazione dei serramenti, delle pavimentazioni e altri elementi. Per evitare che un solo ente debba farsi carico di tutto, è necessaria perciò la collaborazione reciproca, attraverso riunioni di coordinamento tra RSPP del Comune e RSPP della scuola e una pianificazione delle priorità di interventi e spese, iniziando dalla manutenzione degli elementi più urgenti  e facendo il possibile per mettere in sicurezza il resto.
 
A seguire, l’intervento dell’Ing. Giuseppe Piazza, del Comando Provinciale VV. F. di Asti, si è concentrato sugli aspetti relativi alla prevenzione degli incendi negli edifici scolastici. Un discorso complementare a quello del Dott. Salvadore, che ha ricordato dal punto di vista giuridico e pratico gli attori in gioco ed il contesto in cui essi si devono muovere (D.Lgs. 81/08 e Decreto del Ministero dell’Interno 26 agosto 1992). Dopo aver passato in rassegna il nuovo regolamento di prevenzione incendi (D.P.R. 1 agosto 2011 n. 151), sono stati illustrati gli adempimenti a seconda delle diverse categorie di rischio, le caratteristiche costruttive di edifici e impianti, le misure per l’evacuazione in caso di emergenza e i compiti del Dirigente Scolastico nella gestione della sicurezza antincendio.
 
L’intervento della Dott.ssa Cristina Marini, rappresentante dell’associazione SICURLAV (Associazione Sicurezza Lavoro), ha portato a conoscenza dei partecipanti l’attività di sensibilizzazione degli studenti promossa attraverso il concorso “Non è colpa del destino”, rivolto alle Scuole Secondarie di primo grado della provincia di Torino. I progetti, inerenti la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro, sono stati realizzati sia in forma scritta (manifesti, fumetti, manuali…) che multimediale (filmati, pagine web…), e alcuni di essi sono stati esposti all’ingresso della sala dove sono stati ammirati dai presenti.
 
Il successivo intervento, ad opera di Andrea Costantino, HSE Consultant di EcoSafe, ha trattato le modalità applicative del D.Lgs. 81/08 nelle scuole, partendo col ricordare quella che è l’organizzazione della sicurezza scolastica e le figure che ne fanno parte. Si è quindi parlato di quelle che sono le aspettative verso l’RSPP da parte di chi gestisce la scuola, illustrando gli step di analisi, redazione/aggiornamento delle procedure, gestione della pianificazione, monitoraggio e miglioramento continui. Si è poi passati a sottolineare l’importanza delle misure di informazione e formazione ai lavoratori, con particolare riferimento ai corsi e agli aggiornamenti destinati alle diverse figure della sicurezza.
 
La parola è poi passata all’Arch. Roberta Cabiati, membro della Commissione Ministeriale Redazione Linee Guida Edilizia Scolastica 2013, che ha raccontato quelli che potrebbero essere gli sviluppi futuri per quanto riguarda l’ edilizia scolastica. Le linee guida hanno l’obiettivo di superare le norme del 1975, attraverso la progettazione e costruzione di locali flessibili che possano coprire esigenze diverse; ad esempio, ogni spazio dovrebbe poter essere destinato ad alter funzioni, anche dopo l’orario scolastico. Viene segnalata una problematica di tipo economico, in quanto molto spesso gli interventi di ristrutturazione hanno un costo maggiore rispetto a quello necessario a costruire un nuovo edificio. Anche qui viene sottolineata l’importanza della collaborazione da parte di tutti: se i collaboratori della scuola notano delle problematiche, devono segnalarle in modo che vengano messe in evidenza.
 
Infine, l’intervento conclusivo del Dott. Vincenzo Paone, Magistrato della Procura presso il Tribunale di Asti, ha avuto come filo conduttore le responsabilità penali e le posizioni di garanzia nella sicurezza degli edifici scolastici. La scuola è una situazione più complicata rispetto all’impresa privata, in quanto ha un organigramma complesso e molti vincoli burocratici per chiedere dei finanziamenti. La valutazione dei rischi diventa quindi centrale perché è la base su cui pianificare gli interventi.
Uno dei punti focali è stato il concetto che il Datore di lavoro non è esonerato da nessuna responsabilità, anche se è affiancato da un RSPP. Allo stesso tempo, quest’ultimo ha l’obbligo di fornire i giusti consigli e non è esonerato dalla responsabilità: risponde in concorso con il Datore di lavoro, ma non risponde del reato di non aver fatto prevenzione.
Cultura e sicurezza devono essere all’ordine del giorno, bisogna intervenire in via preventiva. Agire per prevenire: la colpa del Dirigente Scolastico è di non avere le adeguate conoscenze per scegliere bene il consulente e vigilare sull’operato di quest’ultimo. Chi sta al vertice, infatti, è il primo garante.
La proposta è quindi quella di passare dal “senno del poi” al “senno del prima”, da quello che è l’attuale modello concreto (“Ho fatto la richiesta d’intervento”) al modello astratto (“Ho fatto la richiesta d’intervento e la devo monitorare”).
 
Questi gli atti del convegno:
 
 
 
Fonte: Ecosafe.it
 
 
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