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Imparare dagli errori: quando gli infortuni avvengono nella metalmeccanica
Brescia, 1 Ott – La nostra rubrica “ Imparare dagli errori”, dedicata al racconto degli infortuni professionali, si sofferma oggi su alcuni possibili incidenti che possono avvenire nel settore metalmeccanico.
Prima è, però, bene chiarire cosa si intenda per industria metalmeccanica, anche perché le attività produttive riconducibili a questa tipologia di industria sono molto diverse. Ad esempio per la qualità e quantità dei beni prodotti, per i processi produttivi utilizzati e per il tipo di mercato di riferimento. E, come indicato nel documento Inail “ Analisi dei dati statistici di infortunio e malattia professionale per le aziende industriali del settore metalmeccanico e dell'installazione e gestione di impianti”, si può ricordare che il Contratto collettivo nazionale di lavoro 5 febbraio 2021 per i lavoratori addetti all’industria metalmeccanica e alla installazione di impianti ricomprendeva:
- “gli stabilimenti appartenenti al settore metalmeccanico nei quali la lavorazione del metallo abbia una presenza esclusiva, prevalente o quantitativamente rilevante;
- gli stabilimenti siderurgici;
- gli stabilimenti, le unità produttive e di servizio tradizionalmente considerati affini ai metalmeccanici;
- le unità produttive e/o operative e di servizio, ricerca, progettazione e sviluppo che abbiano con il settore metalmeccanico interconnessioni di significativa rilevanza e le imprese costruttrici di impianti tecnologici, di servizi di efficienza energetica (ESCo) e di Facility management”.
Fatta questa precisazione e considerando i tanti rischi del settore, sui cui torneremo anche nelle prossime puntate della rubrica, veniamo a qualche infortunio connesso alla caduta di gravi dall’alto e all’utilizzo delle macchine e impianti.
Le dinamiche presentate sono tratte dalle schede dell’archivio di INFOR.MO., strumento per l'analisi qualitativa dei casi di infortunio collegato al sistema di sorveglianza degli infortuni mortali e gravi.
Questi gli argomenti affrontati nell’articolo:
- Gli esempi di infortuni lavorativi nel settore metalmeccanico
- L’industria metalmeccanica, i dati e le modalità di infortunio
Gli esempi di infortuni lavorativi nel settore metalmeccanico
Nel primo caso l'infortunio è occorso ad un operaio dipendente di una impresa metalmeccanica.
L’operaio sta eseguendo lo scarico di lastre in metallo da un camion che è giunto poco prima in officina per consegnare il materiale. Per lo scarico di cinque lastre/lamiere in ferro zincato legate tra loro in un unico collo, viene utilizzato il carroponte con due catene munite di gancio aperto, di proprietà dell’impresa metalmeccanica.
L’infortunato da terra, dopo che le lastre sono state agganciate solo su due lati con ganci inappropriati, provvede ad azionare il carroponte con la pulsantiera e quando le lastre si trovano quasi a terra, prima di appoggiarle, provvede a inserire al di sotto dei pezzi di legno per creare spessore.
Le lastre rimaste sospese ad un’altezza di circa 80 cm., tenute in equilibrio con una mano dall’infortunato stesso improvvisamente si sbilanciano su un lato e scivolando lo colpiscono alla parte inferiore della gamba destra sotto il ginocchio, schiacciandolo sul pavimento dell'officina.
Allertato immediatamente il 118, l’infortunato viene trasferito al pronto soccorso dell’ospedale dove i sanitari gli diagnosticavano “frattura del piatto tibiale”.
Le indagini successive hanno rilevato che per movimentare le lastre in ferro “venivano usati ganci non adatti per il tipo di materiale da movimentare”.
Questi i fattori causali indicati nella scheda:
- “l'infortunato inseriva sotto le lastre dei pezzi di legno mentre le stesse erano sospese e mantenute in equilibrio dal lavoratore stesso”;
- “per movimentare le lastre in ferro vengono usati ganci non adatti per il tipo di materiale da movimentare”.
Nel secondo caso un lavoratore è addetto ad un robot per effettuare delle lavorazioni meccaniche introdotte da pochi mesi nell’azienda metalmeccanica.
Per rifornirsi di una nuova partita di materiali grezzi da lavorare, il lavoratore deve far richiesta direttamente al carrellista che deve provvedere al rifornimento del cassone col nuovo materiale. Allontanatosi dalla propria postazione di lavoro e avvicinatosi al collega a bordo del carrello elevatore durante la sua routinaria attività nell’area di deposito nel piazzale esterno al capannone, il lavoratore dà indicazioni verbali per il materiale necessario per proseguire la lavorazione.
Il carrellista, nel posare a terra le forche con cui ha appena prelevato un cassone di materiale o azionando involontariamente l’abbassamento repentino delle forche, provoca delle fratture multiple al piede sinistro al collega che indossa scarpe antinfortunistiche.
L'incidente “ha procurato all'infortunato un'inabilità di 67 giorni e un'invalidità del 7%. Dagli accertamenti effettuati è risultato che non era stata individuata una procedura specifica per la richiesta di fornitura del materiale per la linea di lavorazione gestita dall’infortunato (gli addetti delle altre linee produttive facevano richiesta al capoturno che a sua volta dava comunicazione al carrellista dalla postazione di lavoro senza entrare nell’area di transito del carrello). Inoltre, nella zona di deposito e nell’area produttiva non erano stati individuati dei percorsi specifici per mezzi e persone tramite l’opportuna segnaletica”.
I fattori causali:
- “il carrellista ha condotto le operazioni in presenza dell'infortunato ed ha probabilmente in modo involontario comandato l'abbassamento delle forche”;
- “l'infortunato si è posto nel campo di lavoro del carrello elevatore”.
L’industria metalmeccanica, i dati e le modalità di infortunio
Per migliorare la consapevolezza degli infortuni che avvengono o possono avvenire nel settore metalmeccanico, facciamo riferimento a quanto pubblicato dall’Inail nella scheda n. 23, prodotta dal sistema di sorveglianza degli infortuni mortali e gravi, dal titolo “ Dinamiche infortunistiche nell’industria metalmeccanica”.
Nella scheda – che fa particolare riferimento alle attività (Ateco 2007) C24 Metallurgia e C25 Fabbricazione di prodotti in metallo (esclusi macchinari e attrezzature) - sono state esaminate “le dinamiche specifiche escludendo gli eventi dove l’infortunato non svolgeva mansioni legate a lavorazioni tipiche del ciclo”. E sono stati selezionati (periodo 2002 – 2021) “600 infortuni (26 generati da eventi collettivi) di cui 233 mortali e 367 gravi, per un totale di fattori causali pari a 1144”.
Si indica che, in merito alla dimensione aziendale, “oltre il 60% degli infortuni sono accaduti in imprese con 16 o più addetti, valore maggiore rispetto a quello calcolato per il complesso dei settori lavorativi, mentre la distribuzione per paese di nascita evidenzia una maggiore presenza di infortunati di origine straniera (21,1% vs 17,6%)”.
L’analisi per professione coinvolta vede poi la “prevalenza di Operai addetti a macchine automatiche e semiautomatiche per lavorazioni metalliche con il 34,2%; Fonditori, saldatori, montatori di carpenteria metallica (26,9%); Meccanici, montatori, riparatori e manutentori di macchine fisse e mobili (7,9%); Artigiani ed operai specializzati della meccanica di precisione su metalli (7,9%) e Fabbri ferrai costruttori di utensili ed assimilati (6,7%)”.
Queste le tre principali modalità incidentali rilevate: “il contatto con organi di lavoro in movimento (31,0%), la caduta dall’alto dei gravi (21,7%) e l’avviamento inatteso/inopportuno di veicolo, macchina, attrezzatura (9,0%). Incidenti che, assieme alla proiezione di solidi, caratterizzano il settore avendo un peso maggiore rispetto alla loro frequenza rilevata per il complesso dei settori”. In particolare, nelle lavorazioni a freddo dei metalli “ancor più marcato è il peso degli incidenti per contatto con organi di lavoro in movimento (34,3%); nelle attività di lavorazione a caldo gli infortuni accadono principalmente per fuoriuscita di gas, fumi, aerosol e liquidi pericolosi (21,2%); nelle attività di carico e scarico è invece la caduta dall’alto di gravi l’incidente con maggior frequenza (34,6%)”.
Si rimanda, in conclusione, alla consultazione della scheda Inail, che contiene ulteriori dati e indicazioni per la prevenzione nel settore.
Tiziano Menduto
Sito web di INFOR.MO.: nell’articolo abbiamo presentato – le schede di Infor.mo. 8126 e 11824 (archivio incidenti 2002/2023).
Scarica le schede da cui è tratto l'articolo:
Scarica il documento citato nell'articolo:
Infor.mo., Sistema di sorveglianza degli infortuni mortali e gravi, “ Dinamiche infortunistiche nell’industria metalmeccanica”, scheda n. 23, a cura di di Diego De Merich, Mauro Pellicci, Paolo Montanari e Armando Guglielmi (Inail, Dimeila), Duccio Calderini (ATS Insubria) e Fabio Conti (Università degli studi dell’Insubria Di.S.T.A), edizione 2024 (formato PDF, 917 kB).
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